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Sfratti a San Siro il profitto contro le vite

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Il 15 dicembre a palazzo Marino si è tenuta una seduta della Commissione Sviluppo del Territorio. In questa sede, una quarantina di persone hanno dato il via ad una delibera che cambierà la vita di migliaia di persone.
All incontro presente anche l' Aler la cui proposta prevede la "bonifica" del territorio e la "liberazione" di circa seimila alloggi.
In pratica uno sfratto di massa per poi poter "ricollocare sul mercato" parte di quell area.
La vicinanza al progetto CityLife fa gola a molti perché comporta la possibilità di trasformare la zona San Siro in un quartiere residenziale di lusso.
Tutto questo senza tenere in benche minima considerazioni le storie e le necessita di tutti coloro che nel quartiere San Siro vivono una tragica emergenza abitativa o di quanti come lo spazio Micene sono presenti nell'area da anni e sono diventati un punto di riferimento politico culturale fondamentale.
Ancora una volta passa il messaggio che nella Milano da mangiare dell Expo 2015 l importante sono i profitti non i diritti.

Aggiornamenti
- 28-01 Sgombero in corso in zona Corvetto
- 22-01 Sgombero famiglia con bambini in Via Tracia il comitato sta resistendo [comunicato]

Appuntamenti:
- 31-07-2010 h. 17.00 Festa ad un anno dalla creazione del comitato per il diritto alla casa
- 16-01 h 14.30 @ pzza Selinunte Corteo di Quartiere
- 19-01 h 5.00 @ via Micene Presidio antisgombero

Links
- feature su cantiere.org
- comitato abitanti san siro
- vecchia feature sfratti S. Siro e sacco dell aler

Festa per la casa a San Siro


l 17 e il 22 luglio 2009 decine di camionette della polizia in assetto antisommossa si sono presentate a a San Siro per sgomberare nella stessa mattina diversi alloggi, nelle vie di Mar Jonio e Albertinelli, sperimentando sul quartiere la tattica dei blitz per svuotare nel più breve tempo possibile un quartiere (sempre più importante man mano che va avanti il count down verso Expo 2015), di tutti gli occupanti per necessità. Comprare le case popolari di chi ha il contratto con Aler per poi rivenderle a prezzi esorbitanti (si parla di circa 120mila euro per un bilocale!) e svendere l'edilizia popolare, sono gli altri tasselli del progetto di “gentrification” che investe San Siro come tanti altri quartieri di Milano, dove il guadagno economico tira più dei diritti della gente.
L'Aler e il Comune però, hanno fatto i conti sbagliati: se la campagna contro gli occupanti per necessità era la prima tappa per per dare il la ai loro progetti di riqualificazione, questo non è avvenuto. Infatti, ormai un anno fa, centinaia di abitanti del quartiere di San Siro, indignati dalle bugie delle istituzioni, con una grande manifestazione sotto la sede di viale Romagna, hanno costretto Aler a fare un passo indietro, ottenendo il blocco degli sgomberi per il periodo estivo.
Quella contro gli sgomberi e per il diritto alla casa è una battaglia che va avanti da anni, e non solo nel quartiere di San Siro: Primaticcio, Corvetto, Ticinese, Rogoredo, Niguarda, Bruzzano, Ponte Lambro, Quarto Oggiaro, Molise Calvairate sono solo alcune delle altre zone della metropoli dove gli abitanti in modo autoorganizzato portano avanti la lotta per la casa, difendendo gli alloggi sotto sgombero, denunciando la malagestione dell' Edilizia Residenziale Popolare, mettendosi in rete per organizzare mobilitazioni sulla città e tenersi stretta la dignità di chi non ha alcuna intenzione di finire su un marciapiede a dormire mentre c'è chi, seduto comodo sulla sua poltrona, ha la casa gratis, la villa dove fare i festini, lo yatch privato, grazie ai favori agli imprenditori, agli appalti truccati, al continuo e consolidato giro di mazzette, alle amicizie mafiose.

Appuntamenti

31 Luglio 2010 dalle h.17:00 festa per un anno di lotta insieme piazza Selinunte con musica, cibo e giochi per bambini [programma]

La crisi d'estate

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A Milano la carognata estiva è ormai un istituzione, in estate mentre il periodo vacanziero ottunde le coscienze le nefandezze si sprecano, se non si tratta di uno sgombero è una cassaintegrazione oppure direttamente un licenziamento.
L'anno scorso fu il turno dell'innse, di un vigliacco colpo di mano agostano, un osceno tentativo di liquidare i lavoratori in lotta nel piu breve tempo possibile, questo per assicurarsi la possibilità di fare a pezzi e rivendere come rottami un'azienda sana.
La colonna infame della vergogna meneghina continua nel 2010 con le vicende della Mangiarotti che, in barba a tutti gli accordi presi, intende chiudere lo stabilimento di viale Sarca e mettere in mezzo ad una strada 136 dipendenti, la situazione assurda prosegue con l'intervento della forza pubblica presso il presidio dei lavoratori e con le cariche sul presidio dei lavoratori in attesa di un incontro col prefetto.
Ma il capolavoro dell'estate milanese è la vicenda della Sitel italia, multinazionale delle telecomunicazioni con 293 lavoratori che, di punto in bianco, decide di licenziarne 80, questo avviene nonostante un attivo di 800.000 euro nell'anno corrente; il rischio è che si tratti solo di un aperitivo, in vista della chiusura dello stabilimento e del suo trasferimento in Spagna.
Questa è la crisi milanese, non tutti colpisce allo stesso modo, alcuni perdono il lavoro o vengono consegnati all oblio della sottoccupazione perenne, per altri vale la squallida frase fatta per cui ad una crisi corrisponderebbe un orizzonte di nuove opportunità, peccato che il prerequisto per cogliere queste occasioni sia sempre il solito: fare carta straccia dei diritti di tutti per favorire la ricchezza di alcuni.

collegamenti

http://www.lavoratoricolsentersitel.info/

FORNACE UNDER ATTACK!

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Da ormai tre settimane la Fornace sta subendo un attacco senza precedenti teso evidentemente a creare in città un "clima" favorevole allo sgombero dell'area di via S. Martino 20.
A confermare le ipotesi ieri sono arrivate anche le menzogne del sindaco di Rho Zucchetti, che durante una conferenza stampa ha parlato di "rabbia" dei cittadini di S. Martino nei nostri confronti, inventandosi pure intimidazioni e prevaricazioni ai danni dei residenti: tutte calunnie prive di fondamento e create ad arte, che respingiamo al mittente. Abbiamo sempre rispettato il quartiere dialogando senza problemi con vicini e residenti.
Fornace rappresenta un "bene comune" per questa città e non si può accettare come unica conclusione l'ennesimo sgombero: la classica soluzione che relega ogni problema sociale o politico a ordine pubblico.
Oltre ad essere inefficace, e Zucchetti dovrebbe averlo imparato che uno sgombero non spegne la Fornace, è semplicemente irricevibile.

- Comunicato del 20 luglio
- Leggi l'articolo su "Il Giorno" sullo sgombero
- Leggi il post Un Expo a misura di 'ndrina
- Vecchie ftr: [1] [2] [3]

Appuntamenti:
- Sabato 17 h. 21.00 Free Degenere Rebel Party vs Sgombero
- Domenica 18 h. 18.00 Presentazione No Border Camp
- Lunedì 19 h. 21.00 in Fornace - Assemblea metropolitana contro lo sgombero

L'accoglienza

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Oggi in via Corelli si festeggia con uno sciopero della fame, portato avanti da diverse settimane a staffetta in tutta Italia dai reclusi dei vari centri di “accoglienza”, si tratta di uno sciopero resosi necessario come ultima disperata protesta contro il prolungamento dei termini di custodia fino a 180 giorni.
180 giorni chiusi in strutture che, diversamente da quanto racconta la propaganda xenofoba rinchiudono persone innocenti; uomini e donne colpevoli di non avere i documenti in regola, spesso malati o bisognosi di cure che vengono spesso negate con esiti anche drammatici.
Le istituzioni che governano questi lager (polizia, amministrazioni locali, croce rossa, cooperative più o meno rosse, e ovviamente preti) essendo notoriamente di buon cuore hanno risposto alla protesta nell'unico modo che conoscono, col manganello.
Risultato di tutta questa accoglienza meneghina sono decine di ospedalizzati (senza particolari distinzioni di sesso) e 14 arrestati per la solita buffonesca trafila di reati quali resistenza lesioni etc etc: in pratica arrestati perché rompevano i coglioni.
Da segnalare inoltre la presenza dei militari a questo allegro carosello, cosi giusto per chiarire cosa implichi il concetto di “sicurezza”, non scenette idilliache di quartieri riconquistati dai “nostri ragazzi”, ma teste rotte, idranti contro persone, tortura, deportazioni.
Tutto questo in una zona esentata da qualsiasi controllo o vigilanza democratica, peggio di una galera, solo i conniventi vengono ammessi perché nessuno rovini l'accoglienza.
La cosa tragica è che stiamo parlando ancora del meno peggio, non è nei cpt/cie che l'accoglienza tricolore rivela il suo volto migliore, ma è nel centro del mare che, già gonfio dei corpi di oltre ottantamila migranti viene ora solcato da motovedette intente a respingere i barconi dei migranti, verso le coste dell'”amico” gheddafi che, dietro lauto compenso, si impegna a sfoltirne le fila con metodi che di democratico non hanno nemmeno l'apparenza visto che contemplano le deportazioni nel deserto.
Ovviamente tutto questo nel più assoluto silenzio dei mezzi di informazione.

Aggiornamenti:
- Fermi sotto a Corelli - Azioni solidali a Milano e Roma - Aggiornamenti da Corelli - Rivolta in Corelli in solidarietà ai deteuti nel Cie di Gradisca [1]
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Appuntamenti:
19 giugno a Modena: Corteo contro i CIE - ascolta la diretta
8 giugno dalle 14.30 presidio sotto il tribunale (c.so di Porta Vittoria) [Report] | Iniziative a Crema
6 giugno in Conchetta h. 18.00
21/29 maggio iniziative contro i CIE
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Approfondimenti:
- Post dal newswire: Da Corelli [1] [2] [3] [4] Da Torino [1] [2] [3] [4] [5] [6] Da Bari Palese [1] [2] - Testimonianze da Roma Ponte Galeria [1] [2] [3] [4] [5] [6] [7] [8] [9] - in fuga dal Cie di Brindisi - Soprusi a Gradisca [1] [2] video
- Comunicato detenuti Corelli - Comunicato Antirazzista Milano
- Ascolta gli aggiornamenti audio su Macerie

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15 anni di BaraondaMer, 30/06/2010 - 18:33