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Studenti, allarme affitti: «Fuori controllo»

Fino a 850 euro per un monolocale. Comune: mancano 12 mila alloggi. Le famiglie: basta accordi truffa. I rettori: facile speculare, rischio fuga

La caccia è cominciata, la bacheca della Bocconi è una selva di annunci che gettano nella disperazione le future matricole. Zona Ripamonti: letto in camera doppia 370 euro. Via Bergamo: 450 euro. Singola in via Gian Giacomo Mora: 650 euro. «Mansardina» di 30 metri quadrati in porta Genova: 850 euro. I ragazzi guardano gli annunci, prendono nota, telefonano. Tante delusioni e un solo commento: «Gli alloggi sono troppo cari». Circa il 25 per cento in più dell'anno scorso: una stanza costa almeno 600 euro, un letto «in condivisione» fino a 500. Milano dà il suo benvenuto alle sue 30 mila matricole. Taccuino, cellulare carico, cartina per riconoscere le zone. Ecco i «turisti dell'affitto». Ragazzi che in questi giorni animano la città deserta in cerca di una sistemazione. Le proposte non mancano, i messaggi sono accattivanti: «appartamento completamente ristrutturato », «delizioso balconcino», «vista vecchia Milano».

La doccia fredda arriva al momento della chiamata: pagamento mensile; accordo verbale; spese escluse. E via così, tra affitti in nero, mobili in locazione (contratto a parte), nessuna garanzia. Alloggi: quaranta mila «fuori sede» e un affare da milioni di euro. Secondo un'indagine del Sunia, il sindacato degli inquilini della Cgil, una singola in zona Vittoria arriva a costare anche 750 euro al mese. Non va meglio in Barona: 800 euro per un monolocale. Stefano Chiappelli, segretario del sindacato, commenta: «I proprietari di immobili tendono a sfrattare gli inquilini più deboli (anziani, immigrati) per affittare agli studenti e speculare». Un mercato senza regole. E una città in cui, secondo le stime del Comune, mancano 12 mila alloggi a canone sostenibile. Con 15 mila «pendolari forzati» che vivrebbero vicino ai loro atenei se l'offerta di alloggi fosse adeguata alle loro possibilità. «Milano continua ad attrarre — sentenzia Chiappelli — ma non so per quanto tempo ancora. Questa metropoli non può non pensare ai giovani. Sono una grandissima fonte di ricchezza».

Antonella è arrivata con sua figlia Silvia da Voghera. «Abbiamo provato con i convitti, ma anche lì le rette sono alte. I posti più economici sono già spariti». Due ragazze di Treviso aggiungono: «Prendere o lasciare: purtroppo non abbiamo scelta». Se nel 2005 una stanza in città costava in media 425 euro al mese e nel 2006 si arrivava ai 480, ora le singole superano anche i 600 euro. I prezzi crescono soprattutto intorno alla Bocconi (appartamento di 80 metri quadrati: 3.500 euro al mese) e nelle due sedi del Politecnico, Leonardo da Vinci e Bovisa. Anche nelle zone periferiche trovare una casa a prezzo accettabile diventa un'impresa.
Offerta scarsa, domanda in crescita. Il progetto da tremila posti letto promosso da Statale, Politecnico e Bicocca in collaborazione con l'Inail è saltato. «Entro un paio d'anni — sospira Enrico Decleva, rettore della Statale che da tempo denuncia il rischio che i ragazzi lascino Milano per studiare all'estero — riusciremo ad avere duemila posti. Per settembre abbiamo ottenuto qualche appartamento in convenzione con l'Aler e con i Martinitt di Lambrate». Il prorettore Dario Casati parla di «clamorosa carenza di residenze per gli studenti».

La Bicocca punta su 250 posti nuovi di zecca. «Ma — dice il rettore, Marcello Fontanesi — ci stiamo dando da fare con altri progetti». Anche intorno agli Arcimboldi i prezzi sono saliti. «Me l'aspettavo», continua Fontanesi. «Servirebbero forme di sostegno per i privati che vogliono costruire alloggi per universitari. In questo senso, Milano non è molto accogliente». La Regione Lombardia ha appena concesso la proroga al 31 dicembre dell'inizio dei lavori per la costruzione di 720 posti letto destinati agli universitari. Leo Spinelli, segretario milanese del Sicet (Cisl), commenta: «Purtroppo non esiste una politica abitativa per gli studenti. Le armi per fermare questa speculazione sono molto poche». La promessa: «In autunno ci mobiliteremo». Laura e Agnese, future matricole del Politecnico, controllano gli ultimi annunci, prendono nota di qualche numero e lasciano Milano sconsolate: «Saranno anni difficili».

Il Corriere

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