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Giovedì 18 settembre 2008 si è celebrata la prima e unica udienza del processo a nostro carico per la vicenda delle Mani Rosse. La conclusione è giunta solo pochi minuti dopo l’ingresso in aula del giudice, con la nostra decisione, per molti e molte di voi senz’altro inattesa, di accettare il patteggiamento della pena. Per noi, ciò ha comportato una condanna a 6 mesi di reclusione, convertibile in una cifra che, sommata alla sanzione amministrativa comminata dal giudice, si aggira intorno ai 7.000 euro cadauno. All’ammontare andrà poi sommato il risarcimento delle spese legali sostenute dal Comune di Bergamo, oltre a quelle sostenute da noi altri, per un totale di circa 26.000 euro complessivi.
Se già da un punto di vista economico la pena patteggiata non appare indolore, lo è ancora di meno se commisurata alle nostre aspirazioni. La scelta stessa di patteggiare, infatti, non è stata assunta a cuore leggero. Ci si profilava l’eventualità di sostenere un’estenuante battaglia processuale in cui avremmo avuto sì l’opportunità di mettere a nudo l’assurdo disegno repressivo ordito nei nostri confronti e l’occasione per portare alla luce un dibattito da cui crediamo dipenda il futuro di forme espressive, quelle di strada per l’appunto, ancora oggi tristemente relegate ai margini della legalità, ma che avrebbe previsto un risarcimento stratosferico in caso di condanna (eventualità non troppo remota, vista l’accusa di concorso morale). Il fatto di non poter risarcire una somma simile (che avrebbe potuto superare anche i 150.000 euro) avrebbe comportato, a tempo indeterminato, il pignoramento di ogni bene mobile e immobile a noi intestato e la sottrazione sistematica di una quota del nostro stipendio. La nostra è stata una scelta molto combattuta, ma obbligata, viste le premesse e il clima di sostanziale isolamento in cui ci siamo trovati sin dai primi giorni.
Il patteggiamento ha offerto una scappatoia tecnica, aggirando le richieste di risarcimento e rinviandole alla sede civile, dove, spiegato in termini profani e sintetici, ogni querelante intenzionato a farsi risarcire avrà l’onere individuale di provare la nostra responsabilità materiale di ogni singola mano, senza la possibilità di ricorrere all’accusa di “concorso morale”. I primi effetti della nostra scelta tecnica si sono già manifestati nell’udienza di giovedì 18 settembre: nessun querelante si è presentato in aula, rinunciando persino al rimborso delle spese legali. Ciò rappresenta una falla nella strategia repressiva della Questura (che aveva raccolto direttamente le querele, casa per casa) e una piccola vittoria per noi.
Tuttavia la vicenda delle Mani Rosse non si conclude qua. Il Comune di Bergamo, unico a costituirsi parte civile e a presidiare l’udienza nella persona del suo legale rappresentante avvocato Mauro Angarano, può ancora invocare il risarcimento in sede civile, al pari di ogni altro querelante. Ciò, seppure nella nuova e più favorevole situazione configuratasi con il patteggiamento, continua a costituire una concreta minaccia. Non devono essere dimenticati poi i 26.000 euro che, in capo a 12 mesi, saremo chiamati a pagare, più le spese legali da noi sostenute in prima persona. Non è tutto: l’esperienza delle Mani Rosse, infatti, non può essere liquidata con il pagamento di una, seppure ingente, somma in denaro.
Crediamo che la storia delle Mani Rosse, ben oltre i confini cittadini di Bergamo, sollevi una serie di questioni più generali, che attengono alla libertà d’espressione e di comunicazione creativa da un lato e alla vivibilità e alle modalità di fruizione degli spazi urbani dall’altro. Indifferenti al pronunciamento di qualsivoglia Tribunale, rimettiamo la cospirazione delle Mani Rosse e la nostra storia alla strada e per la strada, persuasi che dalla strada giungerà l’unica sentenza che siamo disposti a riconoscere come tale. E’ la strada il luogo in cui vogliamo costruire il confronto sulla nostra esperienza e sviluppare la rete di solidarietà di cui abbiamo bisogno per sostenere il carico della repressione pecuniaria che pende su di noi. La battaglia non è ancora conclusa, per vincerla abbiamo bisogno anche del vostro aiuto!
I tre delle Mani Rosse
“Non ci spaventano i check point lungo il viaggio, non basta un’imboscata a fermare il mio passaggio” (Assalti Frontali)
| A.M.P. Transiti e Malfattori, storia infinita | MAr, 24/11/2009 - 15:03 |
| Chi sono i ladri ? | Mer, 18/11/2009 - 10:51 |
| Fermi e cariche al corteo di stamattina | MAr, 17/11/2009 - 14:00 |
| L'accoglienza | Dom, 08/11/2009 - 07:38 |
| Comportamenti corretti | Sab, 31/10/2009 - 19:32 |
| C'è del marcio in Danimarca. | Gio, 22/10/2009 - 23:40 |
| Sciopero Generale. | Lun, 19/10/2009 - 09:46 |
| Manifestazione nazionale per i cinque | MAr, 06/10/2009 - 18:27 |
| Un altro autunno un'altra crisi | Sab, 03/10/2009 - 15:17 |
| Summit UNESCO a Monza: Cultura e autorganizzazione contro la vetrina del Forum | Ven, 18/09/2009 - 22:25 |
Commenti
completa solidarietà ai tre
completa solidarietà ai tre delle mani rosse!!
mani rosse dappertutto
storia poco cosciuta. Avete fatto bene a patteggiare, eroi e martiri lo siete lo stesso, ma almeno un po' meno esposti.
Le mani rosse dappertutto...
la lezione
è importante riflettere a livello sociologico sugli schemi che il potere utilizza per sopprimere i fermenti "rivoluzionari". L'esperienza delle mani rosse era un'innoqua o quantomeno pacifica manifestazione di dissenso in generale verso le ingiustizie del sistema. Eppure ha scatenato una senz'altro sproporzionata reazione da parte delle forze dell'ordine. Ora perchè e quando lo stato si accanisce tanto? Senz'altro quando ci si presenta come "cospirazione" quando ci si identifica con sigle e nomi e quando si professa il vandalismo o peggio il terrorismo.
Se vogliamo sensibilizzare la gente su di alcune tematiche è fondamentale farlo in maniera tale che non possiamo essere accusati o colpiti direttamente. Dichiarandosi facenti parte a organizzazioni che il più delle volte NON esistono o non hanno nessun reale potere, si fa il gioco del potere e non è una cosa EFFICACE. Vedi l'uso che si è fatto del concetto di Black Block, vedi le pene inflitte ai vari piccolissimi e isolatissimi "eco-terroristi". Tutte queste forme generano solo una facile e spropositata reazione da parte del potere che potrà facilmente etichettare i "facinorosi" e metterli alla gogna. Risultato, si sono sensibilzzati alcuni , rimarranno scandalizzati altri, i più, che si bevono l'informazione ufficiale propugnata dai media. Oggi in un contesto da 1984 dove probabilmente possono controllare tutto ciò che non possono controllare è il numero, meglio fare poco in tanti che tanto in pochi, si è meno vulnerabili, per fare ciò però è fondamentale la cooperazione, la rete, la controinformazione.
E' importante non perdersi in mille rivoletti privi di forza d'urto e agire uniti per quelle cose su cui in tanti siamo d'accordo.
Esprimo infine la massima solidarietà agli spavaldi tre delle mani rosse, augurandomi che tali episodi servano da lezione a noialtri al fine di sviluppare tecniche più efficaci per coseguire i nostri scopi.