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Diritti digitali

The Pirate Bay sarà di nuovo censurata in Italia

The Pirate Bay sarà di nuovo censurata in Italia

L’Italia si conferma campionessa della censura in Europa. La sentenza del Tribunale di Bergamo, che segue la decisione della Corte di Cassazione, permetterà di imporre nuovamente agli ISP italiani di censurare The Pirate Bay, il sito che conta 27 milioni di utenti nel mondo. Grazie alle risorse tecniche contro la censura utilizzate con successo in regimi oppressivi come Cina e Iran, sarà comunque uno scherzo aggirare qualsiasi oscuramento. Vi proponiamo inoltre l’intervista che abbiamo realizzato con Giovanni Battista Gallus e Francesco Paolo Micozzi, avvocati difensori di The Pirate Bay.

la censura inizia ad operare - bloccati o rallentati gli inoltri da diversi account di due nostre comunicazioni

autore: 
Acofoinmenef
Vittime di trattamenti inumani e degradanti, tecnologici, e di controllo mentale

Le due email che ci sono state bloccate ossia non sono arrivate a destinazione, preludono ad un controllo censorio di stampo poliziesco-govermativo delle comunicazioni che noi inviamo tra noi Vittime di torture tecnologiche, ed a coloro che sono nella ns.newsletter. IN PASSATO DIVERSE VOLTE PERSONE CHE NON ERANO NELLA NS.RUBRICA CI CHIEDEVANO DI NON RICEVERE NS.EMAIL, CERCANDO DI FARCI PASSARE PER SPAMMER. QUESTA GRAVE OFFESA è rivolta ad una Associazione, come la nostra (ex AVae-m) CHE SI BATTE DA 5 ANNI PER I DIRITTI DI TUTTI DI NON POTER ESSERE TORTURATI ED INTERFERITI CON TECNOLOGIE E MEZZI RADIO E NON CERTO SOLO "psichiatrici".
Le due email fanno parte di un appello al sostegno alla ns.associazione che non è finanziata da alcuno e che ci vede in oltre 150 persone quasi tutti-e senza lavoro e sostegno alcuno, molti di noi (circa 30) anche sotto minaccia di tso continue nel tempo.

1a email

----- Original Message -----
From: ACOFOINMENEF
Sent: Sunday, February 07, 2010 8:54 PM
Subject: SOSTEGNO ALLA NOSTRA ASSOCIAZIONE

ns sito www.associazionevittimearmielettroniche-mentali.org

PER CONTRIIBUIRE, INVIARE LA SCHEDA DI ADESIONE OD I PROPRI DATI ANAGRAFICI
E LA RICEVUTA DEL VERSAMENTO
SCHEDA DI ADESIONE LINK in alto nel ns.sito la scritta MODULO DI ADESIONE
SOTTOSCRIZIONE LINK in alto a destra nel ns.sito sulla scritta SOTTOSCRIZIONI
RICORDIAMO CHE PER ADERIRE ALL'ASSOCIAZIONE E' NECESSARIO VERSARE
O
L'1% DELLO STIPENDIO O PENSIONE
OPPURE
60 EURO DI CONTRIBUTO ANNUALE (5 AL MESE)
SUL CONTO DELL'ASSOCIAZIONE (il conto è ancora intestato all'AVae-m ma non ci sono problemi in questo senso)
LINK in alto a destra nel ns.sito sulla scritta SOTTOSCRIZIONI
O SUL CCP DI PAOLO DORIGO - MIRA (VE) - 65650418 -
CON CAUSALE (xAVae-m o x ACOFOINMENEF)

2a email

----- Original Message -----
From: ACOFOINMENEF
Sent: Sunday, February 07, 2010 8:47 PM
Subject: NUOVO DOSSIER VITTIME

DA DISCUTERE DOMENICA 14 A BOLOGNA
SONO INVITATI-E A PARTECIPARE TUTTI-E
INFATTI OCCORRERA' ANCHE APPROVARE O MENO IL PROGETTO DI INTERVENTO CHE PAOLO PROTERA'
ALLA CONFERENZA DI SAN BENEDETTO.
Si propone la realizzazione autofinanziata dalla Associazione di un Dossier di 128 pagine in brossura,
contenente n.64 schede autoprodotte di 2 pagine ciascuna, con possibilità di inserire alcune pagine di
immagini lastre ecc.
Per produrre un libro simile, tenendo conto che del Dossier del 2007 ne sono andate esaurite tutte le copie
in meno di un anno (350 copie), si dovrebbe sostenere una spesa effettiva di euro 5 a copia.
Si chiede quindi a tutte le Vittime di esprimersi circa un progetto del genere, che comporterebbe nel caso
di 64 adesioni, un esborso di (5.000/64=78,12 € a testa). Ogni Vittima che collabori alla spesa avrebbe un numero
di copie corrispondente al contributo erogato / 5 euro a copia di costo.
Le schede potrebbero essere anonime o con nome e cognome, e contenere facoltativamente telefono ed email
di ognuno-a.
INVIARE LE RISPOSTE SIA A QUESTO ACCOUNT CHE A info@lavoroliberato.org CON OGGETTO: DOSSIER VITTIME.
CHI VOLESSE PARTECIPARE O SOSTENERE L'INIZIATIVA CONTATTI PAOLO.

OBAMA impedisce a CUBA l'accesso al WEB souce-forge

autore: 
Italia Cuba Arcore Brianza

Obama impedisce a Cuba l'accesso al WEB source-forge
vedi http://www.cubainforma.it/2010/blocco/web.htm

I «pirati» del web ci riprovano

autore: 
l'Unità

Dopo le numerose vicende giudiziarie, gli svedesi di Pirate Bay ci riprovano e non con un nuovo sito per il download di prodotti audiovideo protetti da copyright, ma con un marchingegno che rende anonimo il navigatore: si chiama Ipredator, ha un costo di 5 euro al mese (15 a trimestre) e inibisce la lettura dell'Ip (Internet protocol) ovvero il proprio indirizzo sul web, poichè lo sostituisce con un altro slegato dalla persona. In più i gestori promettono a chi usa il sistema di non registrare alcun dato di traffico. Il nome Ipredator prende sicuramente spunto dalla controversa legge svedese Ipred, che fornisce ai detentori del copyright gli strumenti per perseguire i pirati online. Per accedere al sistema si può andare sul sito di Pirate Bay, e cliccare sulla scritta Ipredator in basso a destra: una schermata in svedese e in inglese spiega il funzionamento e le modalità di iscrizione. La nuova mossa dei pirati svedesi fa ovviamente discutere. «Il fracasso provocato dal lancio di Ipredator mi pare la classica scoperta dell'acqua calda - dice Luca Neri, giornalista e autore del libro inchiesta 'La Baia dei pirati - Assalto al copyright (Cooper) -. Quel servizio non offre infatti nulla di più di un Virtual Private Network (Vpn), ovvero un tunnel cifrato fra il computer dell'utente che lo usa e il server dei suoi gestori. La stessa identica tecnologia usata ogni giorno da un'infinità di imprese in tutto il mondo».

Neri aggiunge «che l'implementazione di questa tecnologia ricalca lo schema di servizi costruiti su misura per chi vive in paesi totalitari, come la Cina, dove l'accesso a internet viene filtrato e censurato dai governi locali». Ipredator appare come l'ennesima riscossa del sito più volte oscurato e riaperto, sui cui quattro inventori Peter Sunde, Gottfrid Svartholm, Fredrik Neij e Carl Lundstrm, pende una condanna di primo grado in Svezia ad un anno di prigione per complicità nella violazione di diritti d'autore e il pagamento di circa 2,7 milioni di euro per danni alle major dell'audiovideo. Anche per Andrea Monti, avvocato esperto di diritto delle telecomunicazioni «Ipredator non è nulla di rivoluzionario». «Il pericolo che vedo - spiega - è che le major e i loro lobbisti colgano la palla al balzo per cercare nuovamente di mettere fuori legge l'uso della crittografia», già sotto la lente della politica visto che «nel 2004, la Legge 128/04 di riforma del diritto d'autore nota come 'Legge Urbanì, conteneva nelle sue bozze una sanzione per l'uso di sistemi crittografici». «Sei anni fa il tentativo non riuscì - conclude Monti - ma il timore è che oggi il risultato possa cambiare, sull'onda repressiva che investe internet e i fornitori di accesso. Se l'uso della crittografia venisse messo al bando, o se venisse indebolito, crollerebbe la sicurezza dei sistemi di internet banking e delle infrastrutture critiche del Paese».

Goodmorning Terronia

Quando 5-6 anni fa a Cagliari, Palermo, Trapani, Gallipoli, Salerno, Avellino cominciarono a sentire via radio gli sfoghi dei lumbard o dei veneti incazzati per l’invasione degli extracomunitari e degli insegnanti terroni, gli sconci costumi gay-trans o quant’altro potesse svilire la nobile razza padana anche quei simpatici terroni statalisti la lessero come una nota di folclore, un tentativo di far proseliti in terra sudica da parte di Bossi & co. Pochi, molto pochi, si chiesero cosa c’era sotto. Ivi compreso il giornalista collaboratore del Corriere Economia (inserto settimanale del blasonato Corsera) al quale l’amministratore unico di Radio Padania Cesare Bosetti raccontava che questa crescita della copertura dell’emittente anche nel sud “è stato un caso” e parlava di “shopping meridionale”. “C’era una volta”, invece, una di quelle solite leggine ad hoc approvate in sordina e di cui la politica italiana è ormai maestra.
da http://www.partinico.info/?q=inchiesta_radio_padania

FIGLIO DI BOSSI CANDIDATO A PRESIDENTE DELLA LOMBARDIA!

autore: 
junior-renton

DITEMI PER FAVORE CHE NON è VERO!
LA LEGA HA DAVVERO CANDIDATO IL FIGLIO DI BOSSI COME PROSSIMO POSSIBILE PRESIDENTE DELLA REGIONE LOMBARDIA?
QUI C'è SCRITTO COSI, MA SOLO UNA BREVE NEWS: http://slasch16.splinder.com/post/22052706/La+lega%2C+quella+contro+il+n...

La censura della Rete non passerà

autore: 
mk
image1: 
matrix.jpg

"Matrix è ovunque. È intorno a noi. Anche adesso, nella stanza in cui siamo. È quello che vedi quando ti affacci alla finestra, o quando accendi il televisore. L'avverti quando vai a lavoro, quando vai in chiesa, quando paghi le tasse. È il mondo che ti è stato messo davanti agli occhi per nasconderti la verità."
(Morpheus a Neo, da Matrix)

Internauti wanted

Al di là delle rassicurazioni del Ministro degli Interni Maroni, e della sua marcia indietro dopo avere ventilato leggi speciali contro i social network, in questa fase storica sembra palese il tentativo di regolamentazione pesante della Rete nel nostro Paese. Sono almeno sette le varie proposte di leggi, leggine e decreti dal 2005 ad oggi accomunate dall’obbiettivo di limitare la diffusione di spazi autonomi nel web e rallentare, più o meno consapevolmente, le innovazioni tecnologiche come lo sviluppo della banda larga. Che la politica, in modo assolutamente bipartisan, non sia proprio amante della Rete lo dimostrano, quando va bene, l’atteggiamento di sufficienza, insofferenza e sottovalutazione del suo potenziale aggregativo, di discussione e mobilitazione di massa; in modo più estremo, le recenti dichiarazioni legate a fatti di cronaca, come quelle che associano l’aggressione al Premier ai social network e chiedono giri di vite e chiusure di quegli spazi.
Un po’ come dire che se ci sono 100 teppisti in una curva, invece di isolarli e colpirli, bisogna inibire le trasferte e lo stadio a tutti (ah, è vero, questo già succede). Inoltre, nella maggior parte dei casi in cui i media “tradizionali”, specialmente televisioni e giornali, parlano di web lo fanno di solito in modo negativo, associandolo a fatti di cronaca esecrabili, come delitti particolarmente efferati e fenomeni odiosi come la pedofilia.

Solo a Facebook in Italia sono iscritti 10milioni di cittadini/navigatori. Sicuramente tra questi c’è chi è razzista e chi inneggia alla violenza; ci sono gli stupidi che hanno gioito per l’aggressione a Silvio Berlusconi invece di condannarla e fatto del suo aggressore un eroe invece che riconoscerlo come malato di mente. Sono sacche minoritarie che esistono e si autoalimentano, ma sono purtroppo il prezzo ad una libertà diffusa che il web rappresenta e che si possono combattere solo allargando gli spazi di democrazia e di libera informazione, non certo reprimendo questi ultimi.
In Italia le leggi per contrastare i reati sulla rete già esistono, non ne servono di nuove, e sono applicate dalle nostre forze dell’ordine specializzate che ogni giorno operano con professionalità. In paesi come gli USA, la Gran Bretagna, la Francia, la Germania, la Spagna non ci sono leggi specifiche per combattere la diffamazione, la discriminazione o l’apologia di reato sul web: applicano quelle già esistenti per tutti i media. Recentemente, Obama ha dichiarato davanti agli studenti cinesi di essere contrario ad ogni forma di censura della Rete. Non a caso, perché la Cina è uno dei paesi dove invece gli strumenti per soffocare la libertà su internet ci sono eccome, anzi se ne abusa, basti pensare che circa 40mila funzionari dello stato lavorano al “filtraggio” di siti ed email. Ed altri esempi “virtuosi” come questi arrivano da Cuba, Iran, Egitto, Siria, Birmania, paesi che di certo non figurano ai primi posti nelle democrazie mondiali.

Inoltre, stupisce la poca conoscenza in materia da parte di chi legifera sulla rete, spesso causata anche dall’età non più verde ed aperta alle novità ed all’uso consapevole del mezzo. Un esempio eclatante fu la Legge Stanca sull’accessibilità dei siti istituzionali, capolavoro d’inapplicabilità e spreco di soldi pubblici. O la proposta di legge che pretendeva che i blog fossero regolati come una testata giornalistica on line, con tanto di direttore responsabile, per fortuna mai varata per un evidente anelito di raziocinio giunto all’ultimo momento.
Notevoli anche quelli che invocano nuove tecnologie per il controllo, evidentemente all’oscuro che censurare la rete tecnologicamente è praticamente impossibile. Anzi, può provocare l’effetto opposto. Se io voglio oscurare un sito ed il gestore non è uno sprovveduto, ma un’organizzazione realmente criminale e ramificata, dotata di mezzi e risorse, si preoccuperà di rispondere con tecnologia sempre più sofisticata, diventando ancora più difficilmente perforabile. I siti e le reti dell’estremismo e del terrorismo internazionale da un punto di vista informatico sono all’avanguardia, ed è diventato sempre più arduo individuarli e combatterli.

Ed anche questo oramai superato confronto tra “mondo virtuale” e “mondo reale”: se invio una email, partecipo ad una discussione su Facebook, leggo un giornale o guardo la televisione, sono sempre io, con il mio portato di vita, valori, idee, cultura, proposte ed aspettative. Solo che nei primi due casi posso interagire con il mezzo ed esprimerli; negli altri no, la fruizione è completamente passiva, a meno che il televoto non sia considerato strumento dinamico di relazione. E sulla Rete posso attivare scambio e confronto orizzontale con migliaia di persone, organizzarmi, decidere che al primo livello di discussione ne seguano altri più strutturati e, perchè no, decidere di incontrare i miei amici in una piazza, organizzare anche una manifestazione pubblica. O contribuire fattivamente all’elezione di un Presidente degli Stati Uniti. Più reale di così.

Si mettano l’anima in pace i nuovi Catoni. La censura della Rete non può passare. I manifesti con scritto “wanted dead or alive” per gli internauti non si potranno stampare in molte copie. Il futuro della comunicazione e dell’informazione sarà sempre più on line ed orizzontale, basato su tecnologie sempre più performanti ed economiche al tempo stesso, in cui l’iterazione tra utenti sarà uno degli aspetti fondamentali e le autostrade digitali il mezzo di diffusione. Per non parlare delle opportunità di sviluppo economico e sociale che questi processi potranno comportare.

I più scettici provino a pensare per un momento che mondo sarebbe il nostro se le uniche fonti d’informazioni e discussione disponibili fossero i telegiornali ed programmi di approfondimento televisivi pubblici e privati. Per quanto mi riguarda, preferirei un perenne presente di lotta nella Nabucodonosor insieme a Neo e Morpheus.

27/12/2009 10:30:00 Marco Ursano
da Il Cielo sopra La Spezia.
http://www.cittadellaspezia.com/Il-Cielo-sopra-La-Spezia/Il-Cielo-sopra-...

bay bay rete?

bene oggi posto dei video di questo movimento libertario da cui sono lontana le mille miglia preceduto dal video
del Senatore D'Alia.
Internet è il luogo dello spazio in cui le informazioni,i pensieri e i sentimenti circolano, e le informazioni si pigliano da chi le fornisce.
Due cose solo:
a chi si ostina a parlare di differenze tra democrazia da tutelare e regimi repressivi faccio notare che ancora perdura il codice Rocco, a cui si sono aggiunte leggi speciali prima e pacchetti sicurezza poi.
E poi: OCCHIO che quello a cui si tende veramente è
L'AUTOCENSURA.
E' logico che anche su questo argomento ci sarà il braccio di ferro più o meno reale dei falchi e delle colombelle, ma quello a cui si tende veramente è
l'AUTOCENSURA:.
E quando si incomincia a legiferare di multe dai 50mila euro ai 250mila per i provider e di pene da 1 a 5 anni per blogger è scontato che scatti l'autocensura se non scatta la ribellione.
vittoria
L'avamposto delgli incompatibili
http://controappunto.splinder.com/

http://www.youtube.com/watch?v=IsRSAb6ulEA

http://www.youtube.com/watch?v=IamJTCPz6z0&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=S2voKiqevOA&feature=related

Fine della privacy su Internet in Polonia

autore: 
d+imc-pl

La polizia e altri servizi dello Stato polacco potranno praticamente controllare l'attività degli internauti senza alcuna supervisione - informa il "Dziennik Gazeta Prawna" (un giornale di diritto).

"Questo potere verrà concesso loro dalla nuova regolamentazione il gioco d'azzardo. Il governo vorrebbe combattere il fenomeno del gioco d'azzardo elettronico, dando modo a tutti i servizi di sicurezza dello stato polacco di ottenere dai fornitori di servizi internet (ISP) informazioni sulla attività in internet dei loro clienti. In questo modo, i servizi di sicurezza verranno a conoscenza agevolmente di quali servizi elettronici fanno uso i cittadini.
Non sarà necessario che ci sia un processo in corso - il progetto di legge specifica che questa è una misura mirata a prevenire i reati.

Le modifiche dovrebbero riguardare diversi servizi erogati elettronicamente. La libertà di erogazione di questi servizi potrà essere limitata, se necessario (per esempio) ai fini della salute o moralità pubbliche."

Fonte : "Dz, Portale Gazeta.pl" http://wiadomosci.gazeta.pl/Wiadomosci/1,80273,7361248,Koniec_internetowej_prywatnosci.html
Link : http://pl.indymedia.org/pl/2009/12/48851.shtml
Traduzione: d+imc-pl

Internet e Maroni: incontri ravvicinati del 3° tipo

Internet e Maroni: incontri ravvicinati del 3° tipo

Usando il momento di choc post-aggressione a Berlusconi il governo sta (di nuovo!) cercando di limitare la libertà su Internet, mescolando una totale ignoranza della materia ad una volontà illiberale intrinseca a gran parte dell’attuale maggioranza.

Proliferano i servizi di tutti i telegiornali contro Indymedia, i blog e Facebook con i suoi gruppi pro- o anti-Tartaglia, le classiche trasmissioni di gossip pomeridiane sconvolgono le casalinghe con la folle equivalenza Internet = Violenza, pure Matrix e Porta a Porta non vedevano l’ora di attaccare le varie fonti di informazione online, molto più libere rispetto alle loro terribili trasmissioni teatrino.
Nonostante gli ormai tanti anni passati dall’esplosione del web è incredibile che non si sia ancora compresa la sua essenza, sembra banale ma bisognerà che qualcuno spieghi a questa gente che Internet siamo noi, Internet è uno specchio della società e ne contiene il meglio e il peggio! Il vero cambiamento portato dal web riguarda le modalità di comunicazione, non certo il loro contenuto! Questo significa che tutto ciò che prima avveniva “offline” tra piccoli gruppi in piazza ora avviene allo stesso modo ma “online”, condiviso con migliaia di sconosciuti. Internet è uno strumento, e come il coltello può essere usato per tagliare la carne o per uccidere una persona, Internet può essere usato come fonte di informazione libera o come base per organizzare un attentato, ma si è mai visto qualche governo vietare i coltelli o limitarne l’affilamento “perchè potenzialmente pericoloso”? Ovviamente no, perchè lo renderebbe inutile. Lo stesso deve valere per Internet!

Possibile che non si capisca che un gruppo come “Uccidiamo Mourinho” sia l’esatto equivalente delle parole di odio dette così per dire che si sono sempre sentite tra amici in un bar? I 10 mila iscritti a “Uccidiamo Virgola” (quello delle suonerie) secondo voi sono dei facinorosi o delle normalissime persone che scherzano contro l’odiatissima musichetta delle pubblicità?

Allo stesso modo, gli oltre 100mila fan di “Massimo Tartaglia” (pagina comunque cancellata da Facebook dopo 2 giorni) non sono certo dei pericolosi criminali da perseguire penalmente o da inserire in un database di “potenziali attentatori”, ma sono persone che ironicamente si uniscono per dire al mondo quanto sono incazzati con Berlusconi, talmente incazzati da arrivare ad essere felici di un’aggressione di questo tipo, che comunque mai e poi mai imiterebbero.
Sbagliano? Probabilmente sì! Sono dei pericolosi terroristi? Assolutamente no!

Ma soprattutto, la presenza di un’Internet parzialmente controllata o renderebbe davvero migliore la società?
Questi 100mila sarebbero comunque stati “fan” di Tartaglia e avrebbero comunque parlato tra loro “offline” nei vecchi bar o in piazza come si è sempre fatto… e ovviamente nessuno si sogna di dar del terrorista al vecchietto che insulta a morte l’arbitro che non concede un rigore, non si capisce perchè invece bisognerebbe mandare la polizia a casa del ragazzino che lo scrive su Internet!

Voler chiudere gli spazi di discussione dove si compia il reato di “istigazione a delinquere” è pericolosissimo, chi stabilisce cos’è l’istigazione e cosa una normale libertà di espressione o una battuta ironica mal riuscita? Il governo? I magistrati?

Bisogna avere più rispetto per la libertà di parola.

http://logzero.wordpress.com/2009/12/16/internet-maroni/

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