RECLAIM YOUR MEDIA!
Per continuare Indymedia Lombardia ha bisogno del vostro supporto.
Difendi la tua informAzione!

Autofinanziamento :
Partecipa|| Quanto ci costa? || Non puoi/vuoi fare una donazione online?

Archivio contenuti

A.M.P. Transiti e Malfattori, storia infinita

ambulatoriopopolarenoninvendita.jpg

L' assemblea cittadina tenutasi il 21-11 lancia una giornata di mobilitazione contro i minacciati sgomberi in città del Circolo dei Malfattori e di un appartamento in via Torricelli,19, dell' Ambulatori medico popolare e di un appartamento in via dei Transiti,28 per la difesa degli spazi occupati e autogestiti, contro gli attacchi repressivi e l'ondata di terrore del regime 'sicurezza'.

Appuntamenti

- 26-11 h 6.00 presidio antisfratto @ torricelli e @ Ambulatorio popolare (ospitalità per chi viene da fuori)
- 26-11 h. 17.00 iniziativa con concentramento in XXIV Maggio

http://www.ambulatoriopopolare.org/
malfattori.noblogs.org
http://www.myspace.com/nospeculazione

L'autunno caldo dei nuovi operai dalla Lombardia alla Sardegna

Quarant'anni fa bloccavano il traffico, costruivano barricate, formavano cortei: protestavano in strada. Oggi si arrampicano sui tetti, si appendono alle gru, si incatenano ai monumenti: salgono per rendersi visibili. Il nuovo autunno caldo delle tute blu è un grido disperato per evitare che il dramma della crisi rimanga pura statistica. "Non vogliamo scendere dal lavoro", hanno scritto gli operai di una fabbrica pugliese. I punti critici sono oggi Termini Imerese, il distretto tessile di Prato, l'Eutelia e l'Alcoa. Ieri mattina i reduci dell'Alfa di Arese (uno stabilimento sull'orlo della chiusura da anni) hanno fermato gli automobilisti vicino a Varese. Nelle stesse ore in Sardegna, a Portovesme, i dipendenti dell'Alcoa hanno bloccato una centrale termoelettrica. Chi sarà costretto nei prossimi giorni a salire sul tetto per evitare di finire in mezzo alla strada?

Nei primi mesi del 2009 l'Italia ha bruciato 200 mila posti di lavoro interinale. Le ore di cassa integrazione sono esplose aumentando del 322 per cento nel confronto tra ottobre 2009 e lo stesso mese del 2008. La crisi morde chi ha il posto fisso e, ancora di più, chi era già precario ai tempi delle vacche grasse. Il peggio, per l'occupazione, deve ancora venire: "Gli ordini riprendono ma la mazzata non è ancora arrivata in fondo alla catena della produzione", spiegano sindacalisti e industriali.

Massimo Merlo, 54 anni, è stato uno dei primi cinque a salire in Italia. In fondo il nuovo autunno caldo è cominciato con il suo gesto, sulla piattaforma della gru della Innse a Milano. Con l'Italia che seguiva le trattative sotto gli ombrelloni di agosto e un gruppo di tute blu sospese nel vuoto che difendevano i macchinari della loro fabbrica in vendita: "Quel che mi fa più arrabbiare è quando voi dei giornali scrivete che lo abbiamo fatto per disperazione. Noi lo abbiamo fatto per calcolo. Sapevamo perfettamente che avremo potuto vincere se avessero bloccato il trasferimento delle macchine. E così è stato". Oggi Merlo è chiamato spesso a fare la scuola guida agli operai di altre fabbriche in difficoltà: "Ma io dico sempre: non basta salire sul tetto per essere sicuri di aver vinto. Dipende dai casi. La regola principale è: mai salire senza aver deciso bene a quali condizioni scenderai".

Per Massimo e i suoi compagni di lavoro la lotta ha pagato. Dal 12 ottobre il gruppo Camozzi ha acquistato gli impianti e ha assunto tutti i 41 operai ex Innse. A Termini Imerese e ad Arese, i due stabilimenti del gruppo Fiat che stanno per chiudere la produzione, le possibilità di farcela sembrano scarse. "Siamo in una situazione difficile - spiega Maurizio Calà, segretario della Cgil di Palermo - e quel che è peggio è che ancora una volta il Sud è l'anello debole della catena. Non parlo solo della Fiat. La Fincantieri è nella stessa situazione. L'auto e le costruzioni navali, due delle principali attività industriali della nostra area, potrebbero mettere in cassa migliaia di persone". Con effetti a catena: "Per molto giorni - spiega Calà - davanti alla Prefettura di Palermo abbiamo avuto il presidio dei vigilantes privati. Come i dipendenti delle aziende di pulizia, sono i primi a sentire la crisi. Se un'azienda va male risparmia su quelle voci".

A Termini Imerese i dipendenti hanno occupato il Municipio per ottenere un incontro sul futuro del loro stabilimento. Ma anche a Nord le prospettive non sono tranquillizzanti. Ad Arese i dipendenti Fiat rimasti sono un migliaio. Alla fine del Novecento erano 20.000. Corrado Delle Donne, storico leader dei Cobas dell'Alfa Romeo, è uno di coloro che ieri mattina ha tenuto "l'assemblea della fabbrica sull'autostrada". Spiega che i reduci del marchio del Biscione non si rassegnano: "Vogliono trasferirci a Torino perché l'area della fabbrica serve per l'Expo del 2015". Oggi andranno a presidiare la sede della Provincia di Milano.

Susanna Camusso, segretaria nazionale della Cgil, negli anni Ottanta è stata responsabile della Fiom proprio ad Arese. In corso d'Italia si occupa delle crisi più acute. In questo novembre 2009 si chiamano Fiat, Alcoa, Eutelia. Ieri i dipendenti Alcoa di Portovesme
hanno bloccato i cancelli della centrale Enel: "Una situazione che ci è sfuggita di mano", ammettevano nel pomeriggio i sindacalisti sardi. Ma un sindacato può controllare, e come, le nuove forme di protesta?: "Da quando in Europa si è diffusa la pratica di sequestrare i dirigenti, questa è la domanda che mi è stata rivolta più spesso", dice ironica Camusso. Che aggiunge subito: "Come si vede, in Italia non è capitato". Capita invece che le forme di lotta siano molto diverse da quelle dell'autunno caldo del '69: "Certo. Per diversi motivi. Il principale è che questa volta si protesta per resistere. Perché sappiamo tutti che un posto di lavoro distrutto oggi non si recupererà quando la crisi sarà superata. Bisogna sopravvivere nella bufera per poter vivere dopo". Ma c'è un secondo motivo: "La maggior parte degli operai oggi lavora fuori dalla grande industria. Quando i cortei di fabbriche con decine di migliaia di operai uscivano in strada non c'era bisogno di altro perché se ne parlasse. Se chi lavora in un'azienda con 40 dipendenti non sale sul tetto, non se ne accorge nessuno".

I nuovi operai che saliranno sui tetti rischiano di essere parecchi. Nella sua ultima analisi congiunturale il Centro studi di Confidustria avverte che "è certamente positiva l'azione della cassa integrazione nel salvaguardare i posti di lavoro, ma se la contrazione dell'attività si rivelerà duratura, tale strumento potrebbe non essere più adeguato". Nel terzo trimestre del 2009 la cassa ha salvato 240 mila posti di lavoro. I calcoli della Cgil dicono che nei primi dieci mesi dell'anno la cassa ordinaria e straordinaria ha coinvolto quasi un milione di operai e impiegati. Ma nel 2010 la copertura degli ammortizzatori sociali potrebbe finire e così, se l'andamento del 2010 fosse simile a quello dell'anno appena concluso, 450 mila lavoratori dipendenti delle aziende private dovrebbero rimane a casa un mese su due. Situazione difficile che molti prevedono possa aggravarsi ancora.

Le forme di lotta estreme a difesa del posto di lavoro potrebbero aumentare. Dice Massimo Merlo: "Non si lotta per disperazione. Quando sei disperato ha già perso". Eppure per Adriano Serafino, uno dei leader della Fim torinese durante le lotte alla Fiat dei primi anni Settanta, a differenza di quarant'anni fa proprio quello della disperazione rischia di essere un tratto distintivo del nuovo autunno caldo: "Purtroppo sarà caldo perché i lavoratori hanno la febbre, la grande paura di perdere il posto. Nel 1969 si lottava per migliorare, perché erano arrivati ragazzi giovani nelle grandi fabbriche, perché era andata in linea la generazione della scuola media dell'obbligo. Si facevano i cortei per ottenere nuovi diritti, non per sopravvivere".

CALCIO, RAZZISMO: A TORINO CORI RAZZISTI

Durante il posticipo di Serie A tra Juventus e Udinese, da alcuni settori della Curva Scirea, tana del tifo bianconero, sono partiti diversi cori contro l'Inter e in particolare a sfondo razziale contro Mario Balotelli, come "Se saltelli muore Balotelli". L'episodio è stato stigmatizzato nel dopo gara da Mohammed Sissoko e dal tecnico bianconero Ciro Ferrara.

20 Anni dopo la "caduta del muro" di Berlino i capitalisti festeggiano la controrivoluzione

28/11/2009 - 16:00
28/11/2009 - 19:00
Etc/GMT+1
autore: 
Lega trotskista d'Italia

Milano, 28 novembre 2009 - h. 16.00
Libreria Calusca - Via Conchetta, Milano

20 Anni dopo la "caduta del muro" di Berlino i capitalisti festeggiano la controrivoluzione.

La lotta dei trotskisti in difesa dell’Unione Sovietica e per la rivoluzione proletaria internazionale

Interverrà un compagno dello Spartakist Arbaiterpartei Deutschland su:
1989-90: la lotta per una Germania rossa dei consigli operai e contro la riunificazione capitalista.

PIAZZA FONTANA. DO YOU REMEMBER?

10/12/2009 - 21:30
Etc/GMT+1
autore: 
a.r.c.i. anomaliae - cinisello
image1: 
piazza fontana.jpg

Cos’è successo il 12 dicembre 1969, alle ore 16:37, in Piazza Fontana a Milano? Come ha cambiato l’Italia quell’episodio? Perchè è morto l’anarchico Pinelli? Che ruolo ha avuto lo Stato nella Strategia della tensione?

A quarant’anni di distanza dai fatti del dicembre 1969, spartiacque nella storia dell’Italia repubblicana, il Circolo a.r.c.i. Anomaliae organizza tre appuntamenti per riflettere su quegli avvenimenti.
E per non dimenticare.

Lunedì 30/11(h21.30 INGRESSO LIBERO) BLU NOTTE. MISTERI ITALIANI: PIAZZA FONTANA.
Proiezione del documentario di CARLO LUCARELLI “Blu notte. Misteri italiani” sulla strage di Piazza Fontana. Una storia, dice Lucarelli, che ci riguarda tutti perché è lì che l’Italia “ha perduto l’innocenza”. Una storia ancor oggi “piena di segreti, in cui resta intatto il mistero e ancor più l’orrore”. L’orrore per la brutalità di una “strage di Stato”, che ha profondamente condizionato la vita del nostro Paese: “Ogni tanto viene la tentazione di chiedersi come sarebbe stato questo Paese se non ci fosse stata la strage”. Il merito di Lucarelli è di riuscire a raccontare questo “romanzo nero della Storia d’Italia” guidandoci in un percorso disseminato di bugie, coperture e depistaggi.

Giovedì 3/12 (h21.30 INGRESSO LIBERO) L'ITALIA DA PIAZZA FONTANA A BERLUSCONI
Intervengono:
SAVERIO FERRARI - GIORNALISTA.CURATORE DELL’OSSERVATORIO DEMOCRATICO SULLE NUOVE DESTRE

PIERO SCARAMUCCI - GIORNALISTA.AUTORE CON LICIA PINELLI DEL LIBRO “UNA STORIA QUASI SOLTANTO MIA”

FORTUNATO ZINNI - SINDACO DI BRESSO.SOPRAVVISSUTO ALLA BOMBA DI PIAZZA FONTANA

Giovedì 10/12 (h21.30 INGRESSO LIBERO) LA RAPPRESENTAZIONE DELLA MEMORIA: 16.37
SPETTACOLO TEATRALE DI DAVIDE SORMANI CON MARIO RIPAMONTI E DAVIDE SORMANI
Un'esplosione. Un orologio fermo alle 16.37. Due personaggi, tanto simili a due clown moderni, si muovono in uno spazio al confine della
memoria, combattendo tra ricordi ed oblio, aspettando non un Godot, nulla di ultraterreno, ma qualcosa di reale e tremendamente umano come la memoria: che qualcuno si ricordi di loro, poiché nemmeno loro stessi ne sono ormai più in grado. Usando come spunto la strage di Piazza Fontana, in un'atmosfera surreale, cara a Beckett e Pinter, la memoria e l'oblio si raccontano, sfidandosi per la supremazia dell'uno sull'altro, e raccontano una società troppo ostinata a dimenticare.

Tutti gli eventi si svolgeranno presso il Circolo a.r.c.i. Anomaliae di via Monte Grappa 169 - Cinisello Balsamo
Info: anomaliae@gmail.com

Ultime Features

A.M.P. Transiti e Malfattori, storia infinitaMAr, 24/11/2009 - 15:03
Chi sono i ladri ? Mer, 18/11/2009 - 10:51
Fermi e cariche al corteo di stamattinaMAr, 17/11/2009 - 14:00
L'accoglienzaDom, 08/11/2009 - 07:38
Comportamenti correttiSab, 31/10/2009 - 19:32
C'è del marcio in Danimarca. Gio, 22/10/2009 - 23:40
Sciopero Generale.Lun, 19/10/2009 - 09:46
Manifestazione nazionale per i cinqueMAr, 06/10/2009 - 18:27
Un altro autunno un'altra crisiSab, 03/10/2009 - 15:17
Summit UNESCO a Monza: Cultura e autorganizzazione contro la vetrina del ForumVen, 18/09/2009 - 22:25