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Video corteo milano 28/02/2009

autore: 
(((i)))

Video del corteo di Milano del 28/02/2009.



http://vimeo.com/3412008

[Bergamo] azioni poliziesche violente che sanno di premeditazione

"Giornata pessima segnata da una serie di azioni poliziesche violente che sanno di premeditazione comandata dall’alto. Mentre a Milano si teneva la manifestazione per Cox18".

Il manifesto sui fatti di Bergamo:

*****

A Bergamo, ritornano le cariche

28/02/2009

Giorgio Salvetti

Sembrava tutto finito bene. Il corteo spontaneo antifascista contro
l’apertura a Bergamo di un sede di Forza nuova si stava già sciogliendo,
quando all’improvviso sono partite violente cariche della polizia.

Gli agenti sostengono di aver risposto al lancio di bottiglie da parte dei manifestanti, di aver perseguito un gruppetto bardato, denunciano agenti feriti e dicono di aver sequestrato anche un piccone. Ma di fatto sono state compiute cariche a freddo che hanno colpito tutto il corteo.

I manifestanti sono scappati per le strade del centro ma sono stati inseguiti dagli agenti in tenuta antisommossa che hanno continuato a prenderli a manganellate.

Cinquantanove antifascisti sono stati fermati e portati in questura e nella caserma dei carabinieri. Fuori dalla questura si sono riunite alcune decine di persone per conoscere la sorte dei loro compagni. Ma anche loro sono stati attaccati e presi a manganellate.

Ingiustificate.

Si è trattata di una giornata pessima segnata da una serie di azioni poliziesche violente che sanno di premeditazione comandata dall’alto. Mentre a Milano si teneva la manifestazione per Cox18.

La giornata a Bergamo è iniziata male quando, intorno alle 15,30, il boss di Forza Nuova, Roberto Fiore, ha inaugurato la sede del suo movimento neofascista in via Quarenghi, nella zona più multietnica della città, dove già sono stati commessi alcuni atti di razzismo. Da un paio d’anni è attiva a Bergamo una sezione di Forza Nuova i cui attivisti si fanno sentire spesso sui blog cittadini, che una volta erano appannaggio della sinistra.

Un migliaio di militanti antifascisti ieri pomeriggio si sono dati appuntamento proprio in via Quarenghi, a 70 metri dalla sede neofascista, da lì si sono mossi in corteo per le vie del centro facendo blocchi del traffico. Nulla di più. Sono stati lasciati anche sfilare 200 fascisti armati di caschi che hanno rotto la telecamera di una giornalista di Antenna 6.

La manifestazione antifascista dopo due ore è riconfluita verso via Quarenghi dove si stava sciogliendo. I neofascisti, circa 400 persone, se n’erano andati, e anche alcuni militanti di sinistra avevano cominciato a lasciare la piazza, quando, a sorpresa, è partita una carica tra via Paglia e via Paleocapa.

Un blitz molto duro e prolungato. Gli agenti hanno seguito i manifestanti in fuga in mezzo al traffico, li hanno picchati, davanti ai negozi, colpendo a manganellate anche ragazzi già fermati e buttati a terra.

«Il corteo era finito da un’ora - racconta un manifestante - addirittura il questore, Dario Rotondi, si era congratulato con alcuni organizzatori per la gestione della piazza quando i poliziotti sono scattati. Gli prudevano le mani».

A Bergamo si terrano le elezioni comunali e provinciali, e una giornata gestita con il pugno duro dalla polizia contro manifestanti di sinistra con scontri per le strade, cade a pennello per la Lega del ministro degli Interni Bobo Maroni.

Le forze dell’ordine sostengono di aver agito contro un gruppo venuto da
fuori città, sarebbero stati loro a portare mazze e piccone. I fermati sono stati radunati in un cortile in questura. Sono probabili cinque arresti. Gli altri fermati verrano rilasciati nel corso della notte.

http://www.ilmanifesto.it/archivi/fuoripagina/articolo/512/

ultime da bergamo

autore: 
radio onda d'urto

Da ulteriori informazioni dalla questura di Bergamo si ha informazione della liberazione di tutti i compagni/e, pare purtroppo confermato l'arresto per 4/5 persone. Per il momento non sappiamo chi siano. Sappiamo che i compagni/e di Brescia sono stati rilasciati.
Chi avesse ulteriori informazioni, per favore pubblicarle

Centri sociali: a Milano corteo tra nervosismo

autore: 
@

MILANO (ANSA,21,15) - Prosegue la marcia del corteo dei centri sociali a Milano. Al momento il serpentone composto da diverse centinaia di persone è fermo all'angolo tra viale Toscana e via Castelbarco. Le forze dell'ordine, in tenuta antisommossa, si stanno disponendo tutto intorno per bloccare il corteo. La manifestazione ha mandato in tilt la circolazione sulla circonvallazione esterna della città.

Alcuni grossi petardi sono stati lanciati in direzione degli agenti mentre, lungo il tragitto, in corso San Gottardo, sono stati incendiati alcuni cestini. I manifestanti, mentre aumenta il nervosismo, sono in attesa di notizie sui "compagni" fermati durante alcuni scontri a Bergamo.

Gli organizzatori del corteo dei centri sociali dichiarano che in piazza ci sono più di 10 mila persone. Dal carro di testa, i promotori hanno espresso al megafono "solidarietà per i compagni che sono andati a Bergamo per evitare l'apertura di una sede di Forza Nuova".

I cancelli che chiudono i giardinetti di piazza Vetra sono stati messi fuori uso da alcuni ragazzi che a volto coperto, e protetti da una cortina di fumo creata da decine di fumogeni, hanno strappato i cavi del sistema elettrico di chiusura dell'ingresso e inserito colla nei lucchetti. Anche le inferriate sono state colorate con le bombolette spray e sono stati esposti striscioni con scritto "cancello decorato".

SCRITTE SU MURI UNIVERSITA' BOCCONI

Sciopero: dal fascismo all’Italia di Berlusconi, un diritto in bilico

autore: 
Fulvio Lo Cicero

La Costituzione lo prevede come manifestazione di libertà ma l’attuale maggioranza lo vuole trasformare in un diritto fortemente limitato. Eppure l’esperienza storica mostra come sia uno dei cardini delle moderne democrazie post-industriali.

ROMA – Il diritto di sciopero nasce, come scrive il giurista Khan Freund, con il sorgere del conflitto industriale, in quel periodo immediatamente successivo alla seconda rivoluzione industriale (metà del XIX secolo) nel quale più forte si manifesta la contrapposizione fra lavoratori e datori di lavoro, in un contesto di scarse o nulle tutele della prestazione lavorativa. Lo sciopero emerge come l’unica arma in mano ai lavoratori per creare un rischio oggettivo ai proprietari dei mezzi di produzione, soprattutto in ordine ad una sostenibile retribuzione o ad orari di lavoro meno usuranti.

Il “reato” di sciopero

Nel 1889 fu definitivamente abrogato il delitto di sciopero. Fino a quella data una norma contenuta nel codice penale sardo, che subito dopo l’unificazione del 1861 era stato esteso a tutti i territori annessi al Regno sabaudo, ad eccezione dell’ex Granducato di Toscana, sanzionava “tutte le intese degli operai allo scopo di sospendere, ostacolare e far rincarare il lavoro senza ragionevole causa”.

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