La crisi del sistema capitalista sta falcidiando posti di lavoro, salari e condizioni di vita dei proletari.
A migliaia sono i licenziamenti, le casse integrazioni, le delocalizzazioni, che costringono i lavoratori a vivere con il magro sussidio degli assegni sociali.
Il governo sostiene solo le grandi imprese e le banche, aiuta coloro che sono gli unici responsabili dello sfruttamento, della miseria e della devastazione sociale, e continua a spendere miliardi per le politiche guerrafondaie, come conferma l’invio di altri 500 soldati per rafforzare il contingente occupante in Afghanistan.
I sindacati venduti aiutano padroni e governo in queste operazioni di sostegno al sistema, contrastando ogni possibile reazione operaia, stigmatizzando i lavoratori che si oppongono radicalmente ai licenziamenti, come gli operai in Francia e Belgio, siglando accordi al ribasso per mantenere il profitto dei padroni demolendo i diritti e le conquiste della classe operaia. D’altronde lo ha detto lo stesso Epifani che in Italia non succede come in Francia o in Grecia proprio perché ci sono i confederali che attuano opera di pompieraggio e controllo sui lavoratori.
Gli unici accordi sindacali siglati in questi mesi di crisi economica sono stati volti ad attaccare il salario e il diritto di sciopero.
Con gli accordi del 22 gennaio scorso sulla riforma del modello contrattuale è stato attaccato il contratto collettivo nazionale. Gli aumenti salariali vengono demandati alla sola contrattazione interna, nelle aziende dove esiste, legando questi possibili aumenti solo a maggiore produttività (una volta si chiamava lavoro a cottimo).
Con l'accordo del 26 febbraio scorso per il settore dei trasporti, invece, è stato portato l'attacco più netto contro la resistenza dei lavoratori e contro la loro possibilità di organizzazione. Si limita infatti la possibilità di indire lo sciopero alle sole organizzazioni sindacali con più iscritti, l'obbligo del referendum tra i lavoratori per le altre organizzazioni e la adesione allo sciopero che deve essere preannunciata da ogni lavoratore (chiamasi lista di proscrizione).
Mentre le morti sul lavoro sull'altare del profitto continuano tragicamente, il governo ha modificato il testo unico sulla sicurezza, dimezzando le sanzioni per le aziende inadempienti in materia di sicurezza sul lavoro e sancendo pene irrisorie (2-3 mesi) per i responsabili di morti operaie sul lavoro.
L'unica sicurezza di cui parlano governo, padroni, giornali e televisioni è quella della criminalità, diffondendo a piene mani paura dell'immigrato, razzismo e xenofobia. La legislazione viene modificata instaurando norme più pesanti nei confronti degli immigrati clandestini, viene pianificata la costruzione di nuovi Cie (Centri per l'identificazione e l'espulsione) e vengono foraggiate e sostenute le organizzazioni neofasciste e razziste come Forza Nuova e la Lega con l'obiettivo di dividere il fronte di lotta tra lavoratori italiani e immigrati, per distoglierli dal lottare contro i padroni.
Come il fascismo ha usato la repressione più dura contro chi si opponeva al suo regime, contro la corporativizzazione del lavoro e la fascistizzazione della società, la “demokrazia” dei padroni attacca chi si organizza concretamente per la lotta contro il capitalismo, utilizzando la stessa legislazione del codice penale fascista Rocco, ancora in vigore. La “toga rossa” Boccassini ha richiesto 200 anni di carcere per i comunisti arrestati nell'operazione “Tramonto” del 12 febbraio 2007. I 17 compagni sono lavoratori, studenti, operai, delegati sindacali stimati dai propri compagni di lavoro, accusati di associazione sovversiva. Sono accusati cioè di voler mettere in discussione l'attuale società, basata sul profitto e sulla guerra, per costruire una società migliore, la società socialista.
E’ una prospettiva che spaventa gli sfruttatori perché si rivolge ai lavoratori che già oggi stanno lottando per difendere i posti di lavoro e le conquiste della loro classe, che spinge a rompere con la politica borghese e con gli sporchi giochetti dei burocrati sindacali, per la riscossa immediata e storica degli sfruttati.
FAR PAGARE LA CRISI AI PADRONI
SOLIDARIETA' AI COMPAGNI PROCESSATI A MILANO
RESISTERE AL FASCISMO CHE AVANZA
COLLETTIVO TAZEBAO – per la propaganda comunista collettivo.tazebao@gmail.com