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Dieci! Cento! Mille Ambulatori!

autore: 
AMP

L'Ambulatorio Medico Popolare vive da 15 anni grazie alle energie delle volontarie e dei volontari che lo hanno pensato, realizzato e costruito insieme. Vive inoltre grazie al sostegno di tutte le persone che hanno manifestato la loro solidarietà al progetto partecipando a presidi, volantinaggi, manifestazioni, organizzando con noi lezioni in piazza, aiutandoci a non lasciare che lo spazio in cui l'Ambulatorio Medico Popolare ha sede ci venisse strappato via.
Nei locali occupati dall'Ambulatorio esistono anche altri tipi di sportelli che lottano su altri fronti e, contemporaneamente, offrono servizi di tutela nei confronti delle persone: il Telefono Viola, che si occupa di antipsichiatria e da anni è impegnato in lotte per proteggere tutte le vittime degli abusi psichiatrici, e la Consultoria, che crea uno spazio di ascolto e confronto per tutte le donne che non vedono la loro identità rispettata negli ospedali milanesi, nella vita quotidiana.
Noi dell'Ambulatorio Medico Popolare vediamo il nostro progetto e tutto un quartiere, se non la città intera, minacciati dallo stato di polizia, che ormai vige seminando terrore tra le popolazioni migranti e chiudendo tutti gli spazi in cui ancora si respirano tracce di libertà.
Ed è per questo che lanciamo due appelli:
- un appello a ciascun individuo o gruppo che voglia aprire uno sportello legale o di altra natura, affinché venga ad aprirlo nei locali delll'Ambulatorio Medico Popolare;
- un invito, inoltre, a chiunque desideri creare uno sportello come quello dell'Ambulatorio o, nuovamente, di altro tipo, nei pressi della nostra sede (zona viale Monza - via Padova). Non vediamo l'ora, in tal caso, di offrire tutto il nostro supporto e la nostra esperienza per sostenere un simile progetto e iniziare ad ampliare il nostro raggio di azione, così da gettare le basi per creare una forte rete sul territorio.
Con questo vogliamo dare una risposta alle continue deportazioni effettuate impunemente in via Crespi e dintorni, allo scempio di Bruzzano, alla pressione che viene fatta ogniqualvolta si fa un volantinaggio informativo alla popolazione migrante, alla progressiva riduzione dei diritti di ciascuna persona.
Noi non lasceremo che lo spazio dell'Ambulatorio, della Consultoria e del Telefono Viola venga restituito al grigiore e alla metastasi di questa città.
Unitevi al nostro grido: dieci! Cento! Mille Ambulatori!

Ambulatorio Medico Popolare
via dei Transiti 28
ambulatorio.popolare@inventati.org
http://www.ambulatoriopopolare.org

***

http://www.ambulatoriopopolare.org/index.php/appellivolantini/53-dieci-c...

[Roma] il ministro israeliano Lieberman non è un ospite gradito

autore: 
spara juri
image1: 
lieberman2.jpg

Lunedi' 4 maggio il ministro razzista del nuovo governo israeliano Lieberman incontrerà il ministro Frattini nella sua prima visita ufficiale all’estero.
Le associazioni e le forze politiche solidali con il popolo palestinese ritengono questa visita una vergogna e intendono contestare la permanenza a Roma di Lieberman.

Lunedi 4 maggio ci saranno in tutta la città azioni di comunicazioni e disturbo di un ospite indesiderato.
Dalle 10.00 di mattina ci sarà un presidio fisso a Largo di Torre Argentina

Lunedi' 4 maggio, alle ore 18.00 manifestazione a largo Torre Argentina per protestare contro la visita di Lieberman a Roma.

Primo Maggio contro il capitalismo della miseria, della guerra e del fascismo

autore: 
COLLETTIVO TAZEBAO

La crisi del sistema capitalista sta falcidiando posti di lavoro, salari e condizioni di vita dei proletari.

A migliaia sono i licenziamenti, le casse integrazioni, le delocalizzazioni, che costringono i lavoratori a vivere con il magro sussidio degli assegni sociali.

Il governo sostiene solo le grandi imprese e le banche, aiuta coloro che sono gli unici responsabili dello sfruttamento, della miseria e della devastazione sociale, e continua a spendere miliardi per le politiche guerrafondaie, come conferma l’invio di altri 500 soldati per rafforzare il contingente occupante in Afghanistan.

I sindacati venduti aiutano padroni e governo in queste operazioni di sostegno al sistema, contrastando ogni possibile reazione operaia, stigmatizzando i lavoratori che si oppongono radicalmente ai licenziamenti, come gli operai in Francia e Belgio, siglando accordi al ribasso per mantenere il profitto dei padroni demolendo i diritti e le conquiste della classe operaia. D’altronde lo ha detto lo stesso Epifani che in Italia non succede come in Francia o in Grecia proprio perché ci sono i confederali che attuano opera di pompieraggio e controllo sui lavoratori.

Gli unici accordi sindacali siglati in questi mesi di crisi economica sono stati volti ad attaccare il salario e il diritto di sciopero.

Con gli accordi del 22 gennaio scorso sulla riforma del modello contrattuale è stato attaccato il contratto collettivo nazionale. Gli aumenti salariali vengono demandati alla sola contrattazione interna, nelle aziende dove esiste, legando questi possibili aumenti solo a maggiore produttività (una volta si chiamava lavoro a cottimo).
Con l'accordo del 26 febbraio scorso per il settore dei trasporti, invece, è stato portato l'attacco più netto contro la resistenza dei lavoratori e contro la loro possibilità di organizzazione. Si limita infatti la possibilità di indire lo sciopero alle sole organizzazioni sindacali con più iscritti, l'obbligo del referendum tra i lavoratori per le altre organizzazioni e la adesione allo sciopero che deve essere preannunciata da ogni lavoratore (chiamasi lista di proscrizione).
Mentre le morti sul lavoro sull'altare del profitto continuano tragicamente, il governo ha modificato il testo unico sulla sicurezza, dimezzando le sanzioni per le aziende inadempienti in materia di sicurezza sul lavoro e sancendo pene irrisorie (2-3 mesi) per i responsabili di morti operaie sul lavoro.

L'unica sicurezza di cui parlano governo, padroni, giornali e televisioni è quella della criminalità, diffondendo a piene mani paura dell'immigrato, razzismo e xenofobia. La legislazione viene modificata instaurando norme più pesanti nei confronti degli immigrati clandestini, viene pianificata la costruzione di nuovi Cie (Centri per l'identificazione e l'espulsione) e vengono foraggiate e sostenute le organizzazioni neofasciste e razziste come Forza Nuova e la Lega con l'obiettivo di dividere il fronte di lotta tra lavoratori italiani e immigrati, per distoglierli dal lottare contro i padroni.
Come il fascismo ha usato la repressione più dura contro chi si opponeva al suo regime, contro la corporativizzazione del lavoro e la fascistizzazione della società, la “demokrazia” dei padroni attacca chi si organizza concretamente per la lotta contro il capitalismo, utilizzando la stessa legislazione del codice penale fascista Rocco, ancora in vigore. La “toga rossa” Boccassini ha richiesto 200 anni di carcere per i comunisti arrestati nell'operazione “Tramonto” del 12 febbraio 2007. I 17 compagni sono lavoratori, studenti, operai, delegati sindacali stimati dai propri compagni di lavoro, accusati di associazione sovversiva. Sono accusati cioè di voler mettere in discussione l'attuale società, basata sul profitto e sulla guerra, per costruire una società migliore, la società socialista.
E’ una prospettiva che spaventa gli sfruttatori perché si rivolge ai lavoratori che già oggi stanno lottando per difendere i posti di lavoro e le conquiste della loro classe, che spinge a rompere con la politica borghese e con gli sporchi giochetti dei burocrati sindacali, per la riscossa immediata e storica degli sfruttati.
FAR PAGARE LA CRISI AI PADRONI
SOLIDARIETA' AI COMPAGNI PROCESSATI A MILANO
RESISTERE AL FASCISMO CHE AVANZA

COLLETTIVO TAZEBAO – per la propaganda comunista collettivo.tazebao@gmail.com

I pirati

autore: 
LookingBackward
image1: 
pirates-somali.jpg

In rete sono già circolati materiali sulla pirateria somala che rendono assai più sfumato il quadro di buoni e cattivi sul quale i nostri media e i nostri politici insistono.
Chi ora sale sul piedistallo e deplora l'assenza della legge nel Golfo di Aden, appartiene per lo più a nazioni la cui condotta nei decenni passati fornisce molti elementi di spiegazione, se non necessariamente di giustificazione, per la pirateria.
Si va dalle scorrerie dei pescherecci europei che hanno depredato quelle acque delle loro risorse ittiche, per la disperazione e la frustrazione inascoltate delle popolazioni costiere locali, allo scarico di rifiuti tossici, industriali e nucleari.
Per non parlare dell'interferenza USA nelle vicende interne somale che ha impedito il costituirsi di un minimo di strutture statali, celebrata addirittura con un film osceno come Black Hawk Down, e che ha conosciuto il suo ultimo grave episodio nell'abbattimento delle corti islamiche nel gennaio del 2007, attuato dalle forze armate etiopi appoggiate dall'aviazione USA (che bombardò intensamente).

Si può aggiungere ora un altro tassello al ritratto dei pirati somali che, senza nascondersi dietro motivazioni diverse da quelle puramente venali, non sono affatto i volgari tagliagole che si potrebbe pensare. Si tratta in realtà di una milizia paramilitare estremamente organizzata e disciplinata, che si è sforzata di portare all'interno della propria organizzazione le regole di clan delle comunità locali.

L'unità elementare è data dalla cellula; ve ne sono a centinaia e ognuna può essere vista come una piccola ditta piratesca indipendente. Ma al di là del notevole grado di autonomia di ognuna di esse, le cellule sono raccolte all'interno di un network nel quale vige un principio di cooperazione e soprattutto di regole condivise.

Ogni mattina il sistema radio dei pirati dirama un articolato insieme di bollettini su ciò che sta accadendo nelle acque somale, di modo che ogni singolo pirata è pienamente informato della situazione e delle attività in corso.
Inoltre vi è un sistema interno di giustizia che serve ad appianare le controversie e a imporre il rispetto generalizzato delle regole. Il principio fondamentale è il divieto di qualsiasi violenza all'interno del network: a seconda della violazione la pena va dalla sospensione di un pirata dall'intero network (anche solo per aver puntato un'arma contro un'altro pirata), all'esecuzione immediata nei casi più gravi ( l'organizzazione non ha centri di detenzione).

Ma le regole sono assai rigorose anche per quanto riguarda i prigionieri.
Il guadagno del pirata si basa solo ed esclusivamente sul riscatto, e dunque non è possibile rubare niente.
La sottrazione di un portafoglio implica, oltre alla restituzione immediata ove possibile, una multa fino a 25.000 dollari da trattenersi sul riscatto dell'operazione in corso. Gli stupri sono tabù e gli ostaggi, nei limiti del possibile, vengono trattati con cortesia e con rispetto.

Si dice che la vittoria di Obama, con l'uccisione di tre pirati da parte di tiratori scelti dei corpi speciali, avrebbe avuto un esito assai più tragico se i pirati avessearo deciso di mettere a repentaglio la vita degli ostaggi.

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