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Archivio contenuti

Crepi l’invidia…

autore: 
Gennaro Carotenuto
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“E nel ‘94 rompevate le scatole e vi scandalizzavate perché usavo il mio aereo privato per i voli di Stato…

…adesso le rompete perché uso gli aerei di Stato per le mie feste private… ma a voi comunisti proprio non va mai bene nulla!”

Homenaje a las víctimas de la violencia fascista, racista y homófoba 13jun 12h

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El próximo 13 de junio os invitamos a una jornada de Homenaje a las Víctimas de la Violencia fascista, racista y homófoba en la que tendrá cabida todo tipo de actividad que no tenga ningún tipo de parecido remoto a las actitudes y acciones de lxs personajes que ejercen la violencia mencionada. Os proponemos un día lleno de actividades lúdicas especialmente enfocadas a niñxs y jóvenes, aunque también habrá eventos que pretenden la participación de lxs menos jóvenes.

La motivación de este Homenaje viene motivada por la rabia que genera ver como lxs verdugos a sueldo del sistema capitalista asesinan, mandan asesinar, matan de hambre, torturan, mandan torturar, en definitiva, trabajan para que no cambie nada y el sistema se siga reproduciendo de modo que el beneficio capitalista se mantenga como una constante social.

Políticos, empresarios, jueces y fuerzas represivas son quiénes condenan a la periferia del sistema al hambre, al miedo, a la insatisfacción, a la pasividad y a la deshumanización. Esgrimiendo la razón de estado, utilizan el monopolio de la violencia para reprimir cualquier alternativa a esta barbarie, y por supuesto, miran a otro lado, y azuzan a lxs fascistas y nazis para que nos tengan entretenidos, en lugar de poder centrarnos en cuerpo y alma a combatirles a ellxs.

Hay muchas víctimas que no salen en la televisión. Las gentes de izquierda, revolucionarias, de razas diferentes u orientación sexual distinta, llevan demasiado tiempo cerciorándose de que nadie va a hacer nada por ellxs, salvo ellxs mismos. Les han quemado sus locales, han atacado sus centros sociales, han sido agredidos, e incluso asesinados.

Por ello, hoy, siendo los tiempos que son, es más importante que nunca la unidad antifascista para tener capacidad de combatir el fascismo institucional y callejero. Por ello, hay que utilizar todos los medios posibles para conseguir un cambio de sistema, y en este sentido, todas las luchas se deberían convertir a nuestro modo de ver, en elementos necesariamente compatibles.

No podemos renunciar a la lucha callejera, al trabajo cotidiano con migrantes, a la colaboración con asociaciones de vecinos, a utilizar todas las herramientas que tengamos a nuestro alcance y que podamos imaginar o crear, para conseguir crear una mayoría social, un movimiento popular que pueda parar a nazis y fuerzas represoras estatales, y a la vez, pueda crear alternativas que sean capaces de combatir el capitalismo dominante. Lo interesante es que todxs aportemos un poco, para que nadie lo tenga que dar todo; que cada unx participe en lo que se sienta más cómodo, y respete y valore lo que hace el resto.

La juventud de Alcorcón que organiza este evento quiere aportar su granito de arena para mostrar formas de recuperar la legitimidad del pueblo, a base de utilizar los espacios públicos para hacer actividades que puedan ser gusto de todxs: habrá exhibiciones de skate, patines, graffitti, juegos y dinámicas infantiles, comedor popular (al que habrá que confirmar asistencia mandando un mail a homenajeantifa (at) gmail.com), música folk de la tierra, y por supuesto, haremos una pequeña muestra de la música que hace la juventud alcorconera con conciertos de punk, rock, hardcore, hip hop y mestizaje, entre las 16.30 y las 23.30 horas; y se terminará con una fiesta en el CSO Eskuela Taller que se encuentra justo enfrente del emplazamiento elegido para realizar la jornada, que se alargará hasta las 02.45 horas.

El dinero que se recaude durante el día hasta las 23.30 horas irá íntegramente para apoyar la Asociación de Víctimas de la Violencia Fascista, Racista y Homófoba; de la cual un miembrx de ella, intervendrá para contarnos su proyecto.

Sin más, nos despedimos y esperamos contar con vuestro apoyo el próximo día 13.

Por todos los medios posibles: contra el Estado, el fascismo y el capital.

¡No pasarán!

Organiza:

Asamblea Popular de Jóvenes de Alkorcón “La Encrucijada”

Autónomxs de Alkorcón

Colabora:

Colectivo “La Revoltosa”

CSO Eskuela Taller de Alkorcón

* http://homenajeantifa.blogspot.com
* http://www.youtube.com/watch?v=eRSUzTQZ1v8

Amnesty International denuncia i crimini israeliani

autore: 
stella rossa
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Il report annuale di Amnesty international pubblicato giovedì a Londra riferisce che l'offensiva delle forze di occupazione israeliane contro la Striscia di Gaza, scatenata tra dicembre e gennaio, ha portato le condizioni umanitarie nella Striscia sulla soglia del disastro.

Nel rapporto si afferma che l'economia locale era già paralizzata dalla riduzione delle importazioni e dall'embargo delle esportazioni prima della recente guerra, a causa dell'assedio e delle restrizioni imposte da Israele.

Il report afferma che l'80% della popolazione di Gaza è dipendente dagli aiuti internazionali e aggiunge che le restrizioni alla libertà di movimento hanno impedito il trasferimento di centinaia di palestinesi gravemente malati, oltre a privare gli studenti della possibilità di completare i propri studi all'estero.

Di seguito alcuni estratti dal report di AI.
Il 27 dicembre, l'esercito israeliano ha lanciato un'offensiva senza precedenti - "Operazione Piombo Fuso" - contro la Striscia di Gaza, uccidendo molti civili e distruggendo case e altre proprietà.

All'inizio dell'anno, in Israele e nei territori occupati, si era assistito a una marcata recrudescenza di uccisioni di civili sia da parte delle forze israeliane sia da parte di gruppi palestinesi armati, prima che in giugno si giungesse a un cessate il fuoco.
Tra le 425 vittime palestinesi uccise nella prima metà dell'anno, 70 sono bambini. Oltre alla enorme distruzione di case e proprietà nella Striscia di Gaza, le forze israeliane hanno distrutto un numero considerevole di abitazioni in Cisgiordania e nei villaggi beduini del sud di Israele.
Durante l'anno, l'esercito israeliano ha continuato ad imporre serie restrizioni alla libertà di movimento dei palestinesi dei TO, incluso il blocco della Striscia che ha causato un disastro umanitario senza precedenti imprigionando, di fatto, un'intera popolazione di 1,5 milioni di persone.

La situazione è stata poi esacerbata dall'offensiva lanciata il 27 dicembre scorso. E' stato negato il trasferimento a centinaia di pazienti in gravi condizioni, bisognosi di cure non disponibili negli ospedali locali, e molti di loro sono morti.
Centinaia di studenti non hanno potuto recarsi nelle loro università all'estero a causa della chiusura dei valichi di Gaza.

La maggior parte della popolazione dipendente dagli aiuti internazionali, ma i blocchi imposti da Israele hanno ostacolato le attività di assistenza e i servizi delle agenzie Onu.

La libertà di movimento dei palestinesi in Cisgiordania è stata gravemente ridotta dai circa 600 check-point e barriere e dai 700 km di Muro che l'esercito israeliano continua a costruire all'interno della regione. L'espansione dgli insediamenti illegali sulla terra sequestrata ai palestinesi ha raggiunto livelli che non si vedevano dal 2001.

I soldati israeliani e i coloni, responsabili di gravi violenze nei confronti dei palestinesi, come l'uccisione e l'assalto alla proprietà, nella maggior parte dei casi sono restati impuniti.
Centinaia di palestinesi sono stati arrestati dalle forze israeliane: racconti di torture e altre vessazioni sono frequenti, ma le indagini giudiziarie sono rare. Circa 8000 palestinesi rimangono nelle carceri israeliane, molti dopo ingiusti processi militari.

http://www.infopal.it/leggi.php?id=11331

La bomba "Abruzzo" nel paese dove gli ordigni non esplodono

autore: 
Alessandro Tauro
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In un paese normale, un paese fatto di individui interessati a qualcosa che non sia soltanto gossip o reality, un paese caratterizzato da una classe politica che, seppure spesso corrotta, sappia come scrivere una legge, in un paese di questo tipo le notizie che sto per riportare avrebbero dato vita ad un terremoto politico di dimensioni quasi irreali.

E curiosità vuole che sia un terremoto, il terremoto, quello vero, ad essere la causa dei fatti che seguiranno.

Ma questo terremoto, come i cittadini abruzzesi temevano sin dal 6 aprile scorso, ha già lasciato il passo ad argomenti reputati "molto più importanti" (il caso Noemi Letizia, i sondaggi di Re Silvio, le finti crisi del governo siciliano di Lombardo, gli scazzi tra Franceschini e i Piersilvio d'Italia e l'aereo di Schifani) e ha portato, ancora una volta, le popolazioni terremotate d'Italia verso l'oblio.

Un oblio che potrebbe essere giustificato se tutta l'emergenza terremoto venisse combattuta e risolta in modo coerente. Sappiamo bene che non è così e lo sapremo meglio nelle prossime righe.

FONDI PER LA RICOSTRUZIONE

I fondi messi a disposizione dal governo per la ricostruzione dell'edilizia privata consistono in 3,1 miliardi di euro disponibili per il periodo che va dal 2010 al 2032 e 2,9 miliardi (aggiunti al decreto solo dopo il passaggio al Senato) disponibili solo dal 2033.
Escludendo questo secondo fattore di spesa (perché è alquanto stupido nonché offensivo immaginare famiglie che rientrino in possesso delle proprie abitazioni nel 2050), i fondi realmente previsti per la ricostruzione ammontano a 3,1 miliardi spalmati in 24 anni.

Per fare un paragone operativo, prendiamo in considerazione il terremoto dell'Umbria e delle Marche dell'autunno 1997. Il governo Prodi stanziò allora per l'edilizia privata 3,5 miliardi per il solo periodo 1998-2008.

3,5 miliardi in 10 anni per 22604 sfollati nel 1998, secondo quanto deciso dal primo governo Prodi.
3,1 miliardi in 24 anni per oltre 65000 sfollati nel 2009, secondo quanto deciso dal quarto governo Berlusconi.

A questo punto dubito che sia necessario un economista per spiegare la profonda diversità di trattamento riservata alle due martoriate popolazioni.

LA REGIONE ABRUZZO SAPEVA

La frase che si è sentita ripetere più spesso in queste settimane è stata: "I terremoti non si possono prevedere".
E' una frase che ha un suo senso, una sua spiegazione scientifica finora mai rovesciata con certezza. Ma è una frase che ha una sua importanza se si stabilisce che sia colpa del terremoto se oltre 300 persone hanno perso la vita nel capoluogo abruzzese e dintorni.
Ma non è così. Il terremoto non uccide, non nel 2009. Con le conoscenze edilizie di oggi, ad uccidere è l'incuria, la dabbenaggine e l'affarismo dell'uomo.

Ad uccidere, tra i tanti, sono stati i vertici della Regione Abruzzo che si sono susseguiti dal 2003 al 2009.
Nel 2003 la Regione Abruzzo commissionò alla Collabora Engineering SpA (una società con capitale misto pubblico-privato, finita sotto inchiesta per presunti interessi illeciti da parte della classe politica regionale abruzzese) un lavoro di censimento di tutti gli edifici pubblici d'Abruzzo allo scopo di valutare i costi di verifica ed adeguamento strutturale degli edifici.
Si temeva che diversi edifici non avrebbero potuto sopportare calamità gravi come un terremoto e si fece quindi una valutazione dei costi per la messa in sicurezza degli edifici, che terminò nel 2006.
Nel 2006 era già pronta la lista: 135 edifici nel solo Comune dell'Aquila che necessitavano di un immediato lavoro di messa in sicurezza. 3 anni fa.

La lista è inquietante: si va dal Terminal ARPA al Teatro Stabile, dall'Asilo Nido alla Prefettura, dall'Ospedale San Salvatore alla Casa dello Studente (in particolare questi ultimi due edifici in lista dimostrano come le autorità sapessero tutto fino in fondo).
Si sapeva tutto. Era tutto scritto nero su bianco. La cosa più buffa? Non è un documento segreto. E' reperibile pubblicamente sul sito del SIGEOIS (Sistema Informativo per la Gestione degli Edifici e delle Opere Infrastrutturali Strategiche), accessibile dal sito della regione Abruzzo.
Basta iscriversi, fare una query di ricerca sui vari comuni abruzzesi ed ecco pronti date, cifre, proprietà e elenco dei problemi strutturali. E sono in mano alla regione Abruzzo da oltre 3 anni.

Le cifre sono spaventose. Per la messa in sicurezza dell'Ospedale San Salvatore servivano oltre 48 milioni di euro. 48 milioni per un edificio il cui costo finale si è assestato sui 100 milioni e che doveva essere, secondo le varie normative, rispondente ai requisiti anti-sisma.
Basterebbe questo per capire la quantità di reati edilizi compiuti nella costruzione dello stabile.

Ma se andiamo ad analizzare un edificio che aveva la stessa priorità di messa in sicurezza, qui l'indignazione si trasforma in incredulità. Sconcerto.
Perché se le cifre richieste per "assicurare" l'ospedale comunale erano, effettivamente, insostenibili in poco tempo, la storia cambia se si parla della Casa dello Studente, ristrutturata ben 3 volte sotto la direzione della Regione di Giovanni Pace (PDL), e rimasta comunque pericolante.
Ma qui il costo per la messa in sicurezza era di 1,470 milioni di euro. Un milione e mezzo di euro è il prezzo della vita di 11 ragazzi, studenti universitari.

La regione sapeva tutto. La regione di Giovanni Pace (PDL) e quella di Ottaviano Del Turco (ex PD). E probabilmente anche quella di Gianni Chiodi (PDL).

IL PIANO C.A.S.E.

Uno degli argomenti più controversi sulla gestione "terremoto" è rappresentato dalle casette d'emergenza, da costruire nei prossimi mesi, il cosiddetto piano C.A.S.E.
L'elenco delle promesse fatte e disfatte su questo tema mettono in luce la assoluta inesistenza di piani concreti e l'insicurezza costituita dai due protagonisti della ricostruzione: il premier Silvio Berlusconi e il Direttore del Dipartimento Protezione Civile Guido Bertolaso.
Basta dare una semplice occhiata al seguente elenco.

1 maggio 2009 - Guido Bertolaso: "3 mila case pronte entro settembre o ottobre".
1 maggio 2009 - Silvio Berlusconi: "Le case saranno pronte entro l'inverno"
2 maggio 2009 - Silvio Berlusconi: "Disponibili per i primi di dicembre, ma mettiamo in conto dei ritardi"
6 maggio 2009 - Sito della Protezione Civile: "Le case saranno pronte prima dell'inverno"
6 maggio 2009 - Silvio Berlusconi: "A settembre le prime case. Per dicembre disponibili tutte per 12 mila persone"
8 maggio 2009 - Guido Bertolaso: "Entro il 30 ottobre contiamo di dare una sistemazione a chi non ha una casa"
14 maggio 2009 - Silvio Berlusconi: "Entro il primo novembre case per 13 mila persone"
29 maggio 2009 - Silvio Berlusconi: "La speranza è che entro la fine di novembre non ci siano più tende".

La speranza. Benvenuti in Italia, dove il governo non utilizza il potere esecutivo quando serve. Ma si limita a sperare.
E a proporre vacanze in crociera per gli sfollati. Per quanti? 65 mila persone? O solo quelli in tendopoli? Con quali risorse economiche, visto che il decreto sui fondi in Abruzzo non prevede nemmeno una sicura copertura finanziaria?
Mancano i soldi per la ricostruzione, ma per un viaggio con Costa Crociere quelli ci sono sempre.

IL MANCATO CONTROLLO SU FONDI E APPALTI

Il 20 aprile il ministro Renato Brunetta, tronfio e fiero del maxi-sostegno popolare, dichiarava:
"La ricostruzione in Abruzzo dovrà obbedire a criteri di efficienza e trasparenza e tutto questo sarà possibile se verrà messo tutto il sistema on line. Se tutti i beneficiari, le ditte, se tutti gli appalti e le spese saranno on line noi avremo 60 milioni di controllori. Un controllo vero e reale, non burocratico, fatto di carte attraverso le carte".

Ancora oggi, però, sui siti internet del governo non c'è alcuna traccia, riferimento o resoconto dei 45 milioni raccolti con le donazioni. Non c'è un'indicazione delle destinazioni e né, tantomeno, di chi si occuperà dell'assegnazione. Per non parlare dei criteri.

I controllori non saranno 60 milioni, come annunciava entusiasta Ministro Insulto, ma saranno un po' di meno. Cinque.
Una commissione di cinque elementi scelti dal governo controllerà la destinazione dei fondi. Una commissione che vede la presenza di spicco del senatore democratico abruzzese Franco Marini, l'uomo che non fu capace nemmeno di controllare cosa stava facendo il suo partito nella sua regione.

Per dimostrare però l'attaccamento ai principi di trasparenza, il premier Berlusconi ha annunciato che la prima gara tra le 13 finora lanciate è stata vinta da un'azienda abruzzese con sede a 5 chilometri da L'Aquila.
Fine delle informazioni. Fine della trasparenza.
L'annuncio è stato fatto, ma l'ufficialità ancora non c'è.
Chissà cosa ci aspetterà per le altre 12, quando anche la stampa si stancherà di riferire le varie assegnazioni. E chissà a cosa andremo incontro quando le ditte si divertiranno a subappaltare il 50% dei lavori (secondo quanto permesso dal governo in via eccezionale per l'Abruzzo, quando invece la normativa nazionale fissa un tetto del 30%).

LO SCIOPERO SEGRETO

In questi giorni tante e tante sono le testimonianze in rete di chi vive in prima persona, da triste protagonista, la vita nelle tendopoli, e parla del regime militare imposto, della Protezione Civile che stabilisce norme e regole nel dominio più assoluto, della mancanza di servizi e del rigido controllo su riprese, foto, incontri e visite di parenti ed amici.

In rete è possibile reperire una quantità stratosferica di queste informazioni. In TV un po' meno. In TV si mostra solo ciò che è consentito mostrare. E nulla che vada al di là della tendopoli di Piazza D'Armi.

E così, assieme alla vita regolare di gruppo in tenda, si ignorano anche notizie come la protesta dei familiari degli studenti vittime del terremoto contro l'assegnazione "honoris causa" delle lauree alla presenza trionfante pre-elettorale del premier allo sciopero annunciato dai Vigili del Fuoco contro la mancata assistenza del governo in termini di uomini e risorse.
Promesse, quelle del ministro Maroni, fatte settimane fa e completamente dimenticate nel corso dei giorni, secondo le accuse di tutti gli organi sindacali dei VdF.
Ma se chi lavora e dedica anima e corpo da mesi all'aiuto alla popolazione di migliaia senza tetto arriva a scioperare contro il decreto del governo, possiamo immaginare quale possa essere il sentimento della popolazione abruzzese.

Ma Mr. 75% non se ne preoccupa. Chissà se avrà ragione...

FONTI:
Osservatorio Costruzione della Regione Umbria
Legge 61 del 30 marzo 1998
Le inchieste su Abruzzo Engineering
La lista degli edifici da mettere in sicurezza

Berlusconi: il Giornale, Libero, Santanché e Ghedini con i piedi nella melma

autore: 
Alessandro Cardulli
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Veronica Lario avrebbe un amante. Il premier? Un uomo come pochi, ha fatto di tutto per salvare la famiglia. Afferma il fotografo: con gli aerei di stato stuoli di fanciulle a Villa Certosa.

"Il presidente non ha sfasciato nessuna famiglia, ma è Veronica Lario che da molto tempo ha un compagno". Lo afferma Daniela Santanché in un'intervista a Libero. In questa squallida vicenda si sentiva la mancanza di una come questa donna che entra e esce e poi rientra nella corte berlusconiana. Siamo così in un terreno melmoso, in una palude nella quale si può affogare, si può mandare in frantumi quel che resta di convivenza del nostro paese, si può ancor più allontanare i cittadini dalla partecipazione alla vita politica.

L’uscita della Santanché non avviene a caso. Fa parte di un progetto studiato a tavolino per salvare Berlusconi. Lui non dirà mai la verità, non risponderà mai alle domande, racconterà una, dieci, cento storie. Il “caso” non è più solo italiano. La stampa di tutto il mondo fa il suo mestiere, il capo del governo italiano viene messo a nudo nelle sue ipocrisie, nell’uso della istituzioni, nel delirio di onnipotenza. I giornali – dice “papi” – sono scendiletto delle sinistre. E così se la cava, pensa di mettersi al riparo. E’ chiaro che Berlusconi non può rispondere. Quando, per esempio, Paolo Ferrero, segretario del Prc, lo attacca duramente per l’uso privato degli aerei dell’aeronautica militare, è chiaro che non può negare. Perché ci sono le foto, anche se sequestrate dalla Procura della repubblica di Roma, a testimoniare quanto affermato in diverse interviste. In questo caso l’avvocato Ghedini, il “salva Berlusca”, plaude alla magistratura perché ha accolto la sua richiesta di sequestro in quanto le foto scattate da Antonello Zappaddu violerebbero la privacy del presidente. Ma, quelle effettuate all’aeroporto Costa Smeralda, non violano alcunché, perché siamo in uno spazio pubblico e mostrano l’arrivo delle ospiti e degli ospiti di Berlusconi, primo fra tutti quello che con lui canta, l’immancabile Apicella.

E’ auspicabile che i magistrati, vedendo le immagini di aerei delle forze armate ospitare gentili fanciulle, provvedano a incriminare chi di dovere. Atterraggi che, dice il fotografo, da un paio di anni avvenivano ogni venerdì o sabato mattina, con partenza il lunedì. Questa frequenza ci ricorda altri arrivi e partenze di un tempo che fu. Ghedini è il capofila della controffensiva berlusconiana con la minaccia di ricorso a querele che poi magari si perdono nella notte dei tempi, con la pressione esercitata su chi ha rilasciato interviste compromettenti. Si usano e si mandano all’attacco i giornali del padrone. Ecco le campagne scatenate dal Giornale, ecco Libero. Ecco la Santanché che, fans berlusconiana di ritorno, strenuo difensore della privacy che, quasi fosse in un salotto di quelli che lei frequenta, mette alla berlina Veronica Lario. Vale la pena di riportare brani dell’intervista rilasciata, ovviamente, a Libero in cui afferma che Berlusconi "ha tentato di tutto per tenere ugualmente in piedi la famiglia. Ha rinunciato ad avere al fianco la sua donna, ha accettato che l'Italia non avesse una first lady, ha messo da parte il suo orgoglio di uomo. Con la moglie ha fatto un patto: andiamo avanti, non sfasciamo tutto, ha pensato ai figli, ai nipotini. Insomma, ha fatto quello che pochi uomini, soprattutto nelle sue condizioni, avrebbero il coraggio di fare. Ha accettato ciò che pochi uomini accettano. Cosa gli sarebbe costato divorziare e rifarsi una famiglia, un amore? Il battito di un ciglio e la questione era risolta. E invece nulla".

Ma a lei tutte queste “confessioni” chi le ha fatte? Forse Berlusconi in prima persona o l’avvocato Ghedini? Ma la signora non ha limiti e già che c’è fa il nome dell'uomo ,"Alberto Orlandi, 47 anni, capo della sicurezza di villa Macherio", fa sapere che lei quando apre i giornali spera “di trovare quella verità che io so e che ribalterebbe tutto, ogni giorno spero che il presidente abbia la forza di farlo, di dire. E invece niente.” Ma se il presidente non ha la forza di farlo, signora, perché non lo fa lei? Al Giornale è stato invece affidato il compito di mettere sotto accusa Repubblica e l’Espresso: avrebbero pagato coloro che hanno rilasciato interviste. Vengono smentiti? Non importa: Si trovano altri che raccontano di aver avuto offerte da giornalisti di queste testate. L’ultima della serie è, guarda caso, una fanciulla che ha partecipato al Grande Fratello: si chiama Laura Drezwicka e avrebbe avuto offerte se avesse” incastrato Berlusconi”. Una agenzia fotografica avrebbe offerto foto compromettenti. Si da il caso che le telefonate intercorse siano state registrate e smentiscano la fanciulla del Grande Fratello che, forse, sarà stata ospite di una delle feste che hanno reso famosa Villa Certosa.

Sempre a questo proposito il fotografo Zappaddu e il fratello precisano di aver consegnato ai carabinieri circa duecento foto e non settecento e che quelle sotto accusa per violazione della privacy, scattate al Country di Porto Rotondo, sono stata ritoccate e non si vedono i volti delle partecipanti e dei partecipanti. Alterate da pixel anche quelle in cui si possono osservare corpi di fanciulle in bikini e anche in topless, ma non le facce.

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