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- Come è strutturato il sito di indymedia Lombardia
- Che cos' è il newswire?
- Che cos è l' open publishing?
- Cos'è la pubblicazione aperta?
- Come si pubblica sul newswire di indymedia Lombardia
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Il Newswire NON e' un forum di discussione, ma vorrebbe essere uno spazio-notizia, per dirla con una parolaccia, giornalistico: il luogo dove postare i resoconti di cose cui assistete, dove inviare i vostri lavori (articoli inchieste etc etc etc).
Ma anche il luogo dove dare visibilità a iniziative; ci piacerebbe non fossero solo scarni 'comunicati', e' piu' bello e piu' partecipativo quando nel newswire appare la segnalazione di un evento, accompagnata da qualche riga e link che lo spieghi, che racconti chi o cosa ci sta dietro, e perche'. Per la segnalazione di eventi, specie se non immediati, comunque ti consigliamo di usare il Calendario di Indymedia, che vedi piu' avanti descritto nelle FAQ. In fondo ad ogni notizia che trovate sul newswire, c'e' una casella che vi consente di uploadare un commento: ci teniamo molto, ed e' forse la parte del sito che piu' assomiglia a un forum di discussione. lo spazio commenti e' quello che ci consente di NON censurare NULLA di quello che passa sul newswire. Eventuali posts nascosti (vedi di seguito nelle FAQ) sono comunque accessibili tramite il link apposito. Quindi, in sintesi il newswire e' la parte della pagina dedicata al materiale postato dalle persone che leggono il sito. Tutto quanto viene inserito attraverso il form di pubblicazione finisce nel newswire. Il Newswire funziona sul principio dell'Open Publishing. il newswire e quadripartito in Notizie ( notizie genuine non ripostate da altri media ) Comunicati Da altri media Approfondimenti ( considerazioni, speculazioni, opinioni approfondite ) [Torna indice]Per spiegare cos'e'Open Publishing vi proponiamo il testo scritto da Matthew Arnison, di Catalyst, il collettivo australiano che ha creato Active, il primo software usato da Indymedia.
L'Open Publishing è la stessa cosa del Software Libero
testo di Matthew Arnison (maffew@cat.orgSTOPSPAM.au)
versione 0.3 (scritto 03.2001 - rivisto 06.2001)
Una definizione operativa di pubblicazione aperta (Open Publishing).
Pubblicazione aperta significa che il processo di creazione delle notizie trasparente nei confronti del lettore. Il lettore può contribire con una storia e vederla apparire istantaneamente tra la serie di storie pubblicamente disponibili. Quelle storie sono filtrate il meno possibile per aiutare il lettore a trovare le storie che vuole.
Il lettore può prendere le decisioni editoriali che altr* prendono. Può decidere come partecipare ed aiutare altr* a prendere quelle decisioni. Se pensa di conoscere un modo migliore di usare il software di pubblicazione, può copiare il software, poichè esso è libero, cambiarlo e iniziare il suo proprio sito. Se vuole redistribuire le notizie, può copiarlo, preferibilmente su un sito a pubblicazione aperta.
La pubblicazione aperta è la stessa cosa del Software Libero.
Sono entrambe risposte evolutive alla privatizzazione dell'informazione messa in atto dai monopoli multinazionali. Per il software Microsoft, per la pubblicazione Cnn. Per entrambi Aol Time Warner.
Il software libero offre in giro programmi. Arrivano a costo zero...chiamiamola birra gratis. Ma il software libero non è solo questo. Il codice sorgente, la blueprint genetica, i meccanismi interni sono aperti. Quindi altr* possono prenderlo e cambiarlo e passare le loro modifiche ad altre persone. Il prodotto è libero, e il processo di produzione Libero e trasparente. Se a qualcuno non piace, si può prenderlo e modificarlo. L'unica cosa che non si può cambiare è il fatto che sia libero. Ciò è garantito dalla licenza GNU, una sovversione virale delle leggi sul copyright che garantisce la libertà di un pezzo di codice e di tutte le sue modifiche. I mezzi sono il fine. Il viaggio la destinazione. Potresti pensare che questo processo non porti a nulla di realmente creativo, altamente ispirato, enorme, complesso, semplice, piccolo, affidabile, a caso o divertente.
Se la pensassi così staresti drasticamente sottostimando quello che gli umani riescono a fare per divertimento. Perchè tutti quegli aggettivi si applicano al sofware libero. Ai geeks piace scherzare su quale sia la prossima cosa il software libero debba fare per raggiungere il dominio del mondo. Microsoft non pensa che questa battuta sia molto divertente. Microsoft è una delle più grandi corporation del mondo. Microsoft spende miliardi di dollari per pagare dei programmatori per mantenere il loro software chiuso e le specifiche interne segrete. Il software libero è principalmente scritto da volontari. Il software libero fa girare Internet, Microsoft no. Il numero e la diversità delle persone che utilizzano software libero è in accellerazione!
Microsoft di solito risponde a queste minacce comprando le persone e assimilandole. Il software libero non può essere comprato. Il software libero non è uguale con il suo codice genetico. Il software libero si diffonde come un microbo benevolo dopo un salto evolutivo. Microsoft ritiene che le persone siano stupide e usa dei gruppi di focus per determinare esattamente in che senso sono stupide. Poi paga a un numero ristretto di persone molti soldi per tradurre ingegneristicamente quella stupidità in software. A volte ciò funziona bene, perchè chiunque è stupid*, a volte. Ma ciò non va bene per chiunque sia intelligente. Il software libero ritiene che le persone siano intelligenti e creative, e in grado di scegliere da sè e nuotare a riva in profondità fino al fondo della risorse tecnologiche. Anche il programmatore può mettere i piedi piantati fermi a volte, e il principiante è in grado di scegliere da sè se nuotare a riva o in profondità.I programmatori di sofwtare libero riescono ancora a mangiare, nonostante diano via liberamente il loro codice. Il software è informazione.
Anche le notizie sono informazione. Anche le opinioni lo sono. Forse l'informazione vuole essere libera. Sotto il sistema dominante, il sistema multinazionale globale delle notizie, le notizie non sono libere, le notizie non sono aperte. Sono molto care.Sono molto esclusive e segrete: per vedere le notizie devi pagare, o con dei soldi o con il tuo tempo, spesso a guardare pubblicità di solito di automobili) o entrambi.Per creare le notizie devi pagare salati consulenti di pubbliche relazioni.Per scrivere le notizie devi obbedire ai valori delle corporation delle notizie, fare storie in una catena di produzione finalizzata a ottenere il massimo impatto pubblicitario al minimo costo. Per modificare le notizie devi essere un servizio informativo del mercato borsistico globale o di un'impresa mediatica multinazionale.
Per distribuire le notizie devi avere una delle sei torri di trasmissione tv in una città;i milioni di persone. Le corporation dei media ritengono i loro spettatori degli stupidi.Ai loro occhi il potenziale creativo totale del pubblico è rappresentato dal festival dell'home video più divertente.Le persone creative non comprano piu' roba, se la fanno da sè. Questo è un problema per le multinazionali mediatiche. Loro non si fidano del fatto che gli spettatori possono essere creativi. Potrebbe nuocere ai profitti, e ai salari dei dirigenti. Ma va bene cosè neanche il pubblico si fida dei media corporate. La situazione ha portato a una crescente confusione e alienazione della società. Siamo disconnessi da noi stessi e dalla nostra ecologia. Il nostro pianeta funziona come un ecosistema globale,per la natura globale dell'attività umana,e tuttavia gli umani non hanno alcun modo di comunicare gli uni con gli altri.I problemi del sistema passano oltre, senza poter essere visti o risolti da miliardi di persone, solo le questioni che sono importanti per vendere spazi pubblicitari o ingrassare il mercato azionario hanno un impatto rilevante come notizie globali. Quello che abbiamo è un sistema molto complesso all'interno del quale gli umani hanno guadagnato un potere enorme. Ma al momento essi non dispongono di un altrettanto potente rete di infrastrutture delle comunicazioni per supportarlo. Non disponiamo di una rete neurale per processare l'informazione.Non è quanto un villaggio globale quanto un megafono globale. Poi Internet è stata aggiunta alla serie degli strumenti di comunicazione globale. Se puoi leggere internet, ci puoi anche scrivere. Se qualcun'altr* ha scelto di raccontare una storia su internet, puoi scegliere di ascoltarla.
L'informazione scorre tra la rete e gli altri sistemi di comunicazione: il telefono, la tv, la radio e i giornali, formando una pi?anciata rete di trasferimento dell'informazione. Questo è un villaggio globale dove puoi arrampicarti fuori da un ingorgo nel traffico e finire addosso a qualcuno sulla strada elettronica e avere una conversazione [chat]. Internet rende possibile la pubblicazione aperta su scala cittadina e globale. I cittadini finalmente hanno accesso alla stessa economica e potente comunicazione a due vie alla quale i governi imperialisti e le multinazionali hanno avuto accesso per secoli.
Pubblicazione aperta significa che il processo di creazione delle notizie è trasparente nei confronti del lettore. Il lettore può contribuire con una storia e vederla apparire istantaneamente tra la serie di storie pubblicamente disponibili. Quelle storie sono filtrate il meno possibile per aiutare il lettore a trovare le storie che vuole. Il lettore può prendere le decisioni editoriali che altr* prendono. Può decidere come partecipare ed aiutare altr* a prendere quelle decisioni. Se pensa di conoscere un modo migliore di usare il software di pubblicazione, può copiare il software, poichè esso è libero, cambiarlo e iniziare il suo proprio sito. Se vuole redistribuire le notizie, può farlo, preferibilmente su un sito a pubblicazione aperta. La pubblicazione aperta ritiene che il lettore è intelligente e creativo e può essere uno scrittore o un editore o un distributore. La pubblicazione aperta crede che il il lettore sappia distinguere una buona storia da una stronzata. Che sia in grado di trovare cosa sta cercando, e che possa voler aiutare altri a seguire lo stesso esercizio di ricerca. Noi abbiamo fiducia nel pubblico e il pubblico ha fiducia in noi in cambio. La pubblicazione aperta sta giocando all'estremo opposto dello spettro di fiducia rispetto ai media corporate. non stiamo lavorando per convincere le persone che questo è un buon modo di fare le cose. stiamo offrendo uno spazio dove le persone possono decidere da loro stesse se questo è un buon modo di fare le cose. il viaggio è la destinazione.La pubblicazione aperta non è una novità; è la reinvenzione elettronica dell'antica arte del raccontare storie.La pubblicazione aperta è il software libero.è la libertà dell'informazione, e libertà per la creatività;la pubblicazione aperta è portata avanti principalmente da volontari. chi farà giornalismo investigativo? come faranno le persone a offrire una prospettiva da oltre oceano? cosa saprà darci un senso d'insieme, di connessione e di identità comune? ci sarà qualcuno che sarà legato per il suo lavoro? cosa succederà delle immagini animate? ai musicisti? dove saranno gli sforzi sostenuti da centinaia di persone? spero che alle domande qui sopra circa la pubblicazione aperta abbia già risposto il software libero. e parzialmente indymedia, e migliaia di altri siti web a pubblicazione aperta.la pubblicazione aperta sta semplicemente prendendo una tendenza esistente e la sta identificando, amplificando, e applicando ai punti deboli dei monopoli globali del potere e dell'informazione.le piramidi sono di grande ispirazione. esse sono anche state costruite con il lavoro degli schiavi.
ci siamo evoluti come specie. possiamo fare un sacco di cose splendide senza bisogno delle brutali tecniche egizie di uso degli schiavi. possiamo fare a meno di nuove piramidi. siamo nel mezzo di un' estinzione di massa delle specie viventi. dobbiamo riuscire a trovare un modo per vivere in armonia con l'ecosistema di questo pianeta prima che l'ecosistema vada in retroazione negativa e uccida le forme di vita a miliardi. non riusciremo a trovarlo sacrificando le nostre vite all'automobile, commerciando i nostri diritti umani con scarpe, uccidendo la nostra gente con le compagnie della droga,nascondendo la nostra creatività, causa delle multinazionali. possiamo fare di meglio.dimentichiamoci le piramidi.bypassiamo la dominazione del mondo.il software libero sta collegando attraverso cavi il pianeta.la pubblicazione aperta può semplicemente aiutarci a usare quei cavi per salvare il pianeta.
Esempi di pubblicazione aperta (open publishing)
Questi siti sono esempi di pubblicazione aperta:
http://www.active.org.au
- http://www.indymedia.org
- http://www.kuro5hin.org
Nessuno di essi osserva tutti i criteri di cui sopra sulla pubblicazione aperta. ma ci sono molto vicini. E ci potrebbero essere delle scosse là fuori.
I suggerimenti sono benvenuti.
Notate che Slashdot.org,pur avendo molte sezioni a pubblicazione aperta e pur essendo stato un'ispirazione importante per la pubblicazione aperta, non penso che sia davvero a pubblicazione aperta. Significativamente, le storie (intese come opposto dei commenti) sono prese dai contributi dei lettori, ma vengono processate dietro porte chiuse.
Ovviamente penso che abbiamo molto da imparare dal movimento del software libero. un'idea che non abbiamo ancora sviluppato molto di più, quella di una licenza copyleft per la pubblicazione aperta, simile a quella del software libero. la licenza copyleft definisce come l'informazione può esssere condivisa, dirottando le leggi sul copyright (diritto d'autore) per assicurare che l'informazione libera(ta) possa essere riutilizzata in contesti liberi.
questo incoraggia la crescita di spazi liberi, zone autonome, perchè il processo di condivisione dell'informazione sarà diffuso con l'informazione stessa. questa potrebbe essere una parte centrale di ciò che ci serve a definire la pubblicazione aperta per noi stessi e per i nostri potenziali colaboratori. non deve essere legalmente ineccepibile per essere utile.a questo possiamo arrivare successivamente. la cosa più utile sarebbe iniziare a giocarci, con la definizione. questo è in gran parte ciò che stiamo facendo con il nostro lavoro di definizione del network di indymedia. ma credo che abbiamo anche bisogno di definire come scambiarci pezzetti di informazione più quelli compresi nel definire l'appartenenza totale al network. e l'unità di informazione qui la storia e la licenza copyleft che l'accompagna. l'idea più interessante secondo me fino ad ora in quest'area relativa alle notizie è quella che una storia possa essere riusata ovunque, ma solo se tutti i lettori/spettatori esposti a essa possono facilmente identificare e raggiungere la fonte della notizia. per esempio attraverso un sottotitolo nella foto con l'indirizzo del sito indymedia dal quale la storia proviene.
questo significa non solo che il lettore può rettificare la versione originale della storia, am anche aggiungere il suo succo creativo al flusso.questo aiuterebbe ad assicurare che ovunque la storia vada, c'è un solido legame con le parti funzionanti, con il processo grezzo che l'ha resa possibile e che permette a nuove persone di contribuire a modificarla ed evolvere. questo certo significa rinunciare al diritto di chiedere di essere pagati per ogni copia fatta. il software libero sacrifica la stessa cosa e succede che funzioni davvero. dobbiamo provare a fare lo stesso con le notizie e i documentari, e vedere se funziona ugualmente bene. un punto chiave è che puoi comunque continuare a far pagare per le copie dell'informazione copyleft.
Semplicemente, non puoi evitare che qualcun'altr* dia via le copie che ha comprato, compreso l'accesso ai materiali originali. e i materiali originali devono essere disponibili a non più costo di distribuzione. e succede che la gente continua comunque a comprare software libero.davvero un sacco in effetti e che in aggiunta la reputazione del software libero si diffonde molto velocemente se è buono. il che beneficia il progetto del software garantendo piu feedback, piu volontari che aiutano a migliorarlo, e in alcuni casi
piu'soldi.l'analogia per un documnetario video sarebbe piazzarlo sotto licenza copyleft così che chinque possa copiarlo fintanto che sulla copia in bella evidenza che essa è copyleft e che lo spettatore ha a disposizione un link alla fonte (es. l'indirizzo web indymedia della città a cui proviene).
Ma i videomakerpotrebbero continuare a far pagare per le copie che fanno.
potrebbero far pagare prezzi particolarmente alti ai network delle multinazionali tv che vogliono copie urgentemente, ad esempio. i network tv pagherebbero per avere il filmato velocemente, senza dover cercare qualcun'altro che l'aveva e disposto a copiarlo alla svelta. e per quanto male lo possano montare, per via della licenza copyleft dovrebbero per ragioni legali cedere parte dell'attenzione dei loro spettatori all'indirizzo web della fonte. quella attenzione dello spettatore è una risorsa di estremo valore per i network tv, perchè; estremamente potente. potrebbe essere potente anche per noi. se loro omettono di fornire l'indirizzo web, possono essere citati per il valore corrispettivo di quell'attenzione dello spettatore. è una cosa abbastanza delicata. ci sono modi di giocare con il sistema. non sono sicuro che questo possa funzionare, ma potrebbe essere divertente e penso valga la pena di fare un tentativo.
Ideali e realtà
Molte delle cose che dico qui sopra sono ideali. non si sovrappongono esattamente alla realtà ma sono utili come modo di pensare ad approcci differenti. per esempio il software libero e la pubblicazione aperta non sono di fatto gratuiti, ma il prezzo è ridotto al puro costo di distribuzione.
questo è a volte minore del precedente prezzo di vendita, che tendeva a includere il costo di auto di lusso, case e jet per i dirigenti delle multinazionali. c'è una differenza reale. un altro punto importante con il software libero è che saper programmare è un'abilità ad altissima domanda, la qual cosa da' ai programmatori un insolito potere come gruppo di persone a questo punto della storia. storicamente credo che questo abbia portato a un grosso cambiamento sociale. [a flaw in this rant] una falla in questo sviluppo potrebbe essere che larichiesta di programmatori può diminuire bruscamente e che narratori e giornalisti sono già un sovrannumero per il pensiero economico. tuttavia, una volta che abbiamo rovesciato numerosi modelli di sovraconsumo, possiamo creare un circolo virtuoso che ci dia più tempo libero,una migliore qualità della vita sia per noi che per le persone che vivono in paesi più poveri (finanziariamente) dei nostri (io vivo in un paese ricco,questo è critto per lettori di un paese ricco). per esempio, rinunciare all'automobile significa creare un grande ammontare di tempo libero, perchè non hai più bisogno di passare tutto queltempo a guadagnare soldi per poter restare intrappolati nel traffico. ancora, questo è semplicistico, ci sono questioni di progettazione urbana da considerare, ma credo che molto di questo sia culturale e lo scambio di informazioni fa parte del cambiare la nostra cultura affinchè sia più affine ai nostri stessi bisogni e a quelli del pianeta.
in altre parole, con un po' di fortuna e un sacco di duro lavoro e divertimento, le cose possono semplicemente iniziare a sistemarsi in tempo per crescere ed evolvere come specie e come ecosistema globale. ... sembra che molte parti della società vengano privatizzate. salute, acqua, comunicazioni, media delle comunità; essere di proprietari del governo o di una organizzazione no-profit non è una garanzia. alle volte ci sono dei benefici dalla privatizzazione. ma non sono convinto che sia l'unica via per ottenere quei benefici, e i costi sono molto alti. particolarmente nei paesi più poveri, dove i prezzi per i beni di prima necessità come l'acqua in bolivia)possono improvvisamente diventare largamente inaccessibili.
Il software libero non può essere privatizzato.
Specialmente il software libero copyleft. le [corporations] grandi aziende possono usarlo, migliorarlo, ma non possono ottenerne l'esclusiva, non possono evitare che altri lo usino o lo cambino. Può la pubblicazione aperta essere privatizzata? penso che una buona definizione sia la migliore protezione contro la privatizzazione. ma i larghi effetti della sottile differenza nella definizione delle licenze copyleft e bsd dimostrano quanto sia importante la definizione stessa. giochiamo con un po' di esse e vediamo quale funziona meglio.
Note
Molte di queste idee sono senza vergogna rubate da altri posti. dovrei davvero citare e ringraziare tutti questi luoghi e persone. o, se vi piace l'idea, considerate che io le abbia davvero rubate, e fate una ricerca sul web e trovatele (in verità potreste dover aspettare qualche anno prima di avere dei motori di ricerca che possano realmente trovare idee e non parole o frasi).
[Torna indice]In generale vi consigliamo di attenervi ad alcune regole: se per esempio vengono postati articoli di giornali, va indicato chiaramente in alto il nome della testata e la sua provenienza geografica (in caso di testate estere), il titolo dell'articolo, l'autore, la data. Nel caso si tratti di un lancio di
agenzia, anche l'ora. Inoltre va indicato l'url che contiene il documento originale, nel caso fosse disponibile on line.
Un esempio: se in relazione ai fatti della Palestina si vuole pubblicare per esempio la traduzione di un articolo comparso su Haaretzdaily.com,si scrive il titolo, l'autore, la data, l'ora, l'indirizzo della pagina, poi si fa seguire il testo in italiano. La stessa cosa vale se non si ha tempo di fare la traduzione e si vuole pubblicare l'originale inglese. Nel caso si voglia publicare un articolo da un giornale, vale la stessa regola: titolo, autore, data, url della pagina dove si trova l'articolo, e a seguire l'articolo stesso, in modo che rimanga nell'archivio di Indymedia.
Gli indirizzi degli altri siti possono cambiare, ed è capitato spesso che a quello indicato non corrispondesse più pagina valida.
Ci sono poi delle preferenze, che non sono regole. Sebbene in alcuni momenti sia interessante postare articoli e commenti pubblicati anche su altre fonti di informazione, ricordiamoci che i media mainstream sono in teoria facilmente accessibili a tutti. Ed è forse preferibile postare contributi originali, oppure documenti che provengono da fonti poco conosciute. Nel caso ci capiti di scrivere qualcosa di originale, possiamo scrivere come preferiamo (sempre all'interno delle regole minime decise per il newswire). Se però intendiamo diffondere un messaggio preciso, relativo a un evento, è preferibile indicare prima di tutto dove e quando si è svolto o si svolgerà illustrando poi il perchè ell'iniziativa. In caso di manifestazioni, dibattiti e iniziative varie, è meglio ripetere schematicamente in alto luogo, data, ora e organizzazione. In generale vale il consiglio di scrivere cercando di permettere a chiunque di individuare il contesto al quale si riferisce la notizia e di comprendere le eventuali opinioni attraverso una scansione logica degli argomenti.
I post inviati sul Newswire vengono spesso utilizzati per gli aggiornamenti delle features, in questo caso vengono linkati attraverso l'indirizzo della pagina in cui compare il post. Se dunque avete pubblicato un post che tratta uno degli argomenti che compaiono nelle features o nei dossier o tramite le liste indyane sapete che potrebbero venire utilizzati in futuro, annotatevi il numero che compare alla fine dell'indirizzo, e segnalate con una mail in lista l'avvenuta publicazione.
Dopo che le storie sono state pubblicate, possono essere rieditate, linkate o anche occultate dal collettivo che gestisce il sito, usando la pagina di amministrazione (protetta da password). Per maggiori dettagli guarda
l'apposita FAQ.
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1. I messaggi palesemente razzisti, sessisti, fascisti vengono occultati, ma non eliminati.
2. I messaggi che contengono palese spamming pubblicitario vengono occultati, ma non eliminati. Sono inclusi in questa categoria lo spamming elettorale e la propaganda di partiti e strutture istituzionali.
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5. Possono essere occultati o editati messaggi su richiesta di chi li ha pubblicati. Scrivete un commento sotto al messaggio stesso,indicando cosa volete sia nascosto o cambiato e perchè provvederemo appena possibile.
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Per nessun contenutoinformativo intendiamo post che rientrano solo parzialmente negli altri punti previsti da questa Policy. Puo' essere nascosto perchè privo di contenuto informativo, per esempio, un contributo di poche parole come: sono stufa: ribelliamoci!.
si tratta di un parere personale, che peraltro condividiamo ;), ma non contiene alcuna
informazione. E piuttosto poteva essere postato nel forum, dove avrebbe potuto incontrare altre persone stufe e vogliose di parlarne.
8. ..altri messaggi, per quanto talvolta dubbi, ambigui, palesemente scritti al Viminale oppure raccapriccianti, ce li teniamo: preferiamo che sia un meccanismo naturale di risposta collettiva, a spazzare via l'idiozia di qualcun*. E se proprio e' necessario, siamo noi stess*, quell* che seguono le mailing list, a metterci di buzzo buono a contestare con delle buone ragioni, le stronzate che altr* hanno postato.
Politica editoriale di Indymedia Lombardia
Come puoi partecipare:
- Iscrivendoti alla lista di partecipazione pubblica o scrivendo in lista - Pubblicando i tuoi materiali (testi, foto, video ed audio) sul newswire e nell’agenda- Puoi contribuire alla decisione di quali post togliere e quali no facendo parte del collettivo o scrivendo in lista.
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3. I messaggi che contengono dati personali (nome, cognome, indirizzo, telefono, foto ecc..) -- caso per caso -- vengono editati nascondendo con delle xxx solo questi dati.
Nel caso specifico di vi invitiamo a leggere il vademecum per il media attivista in erba, le foto verranno pubblicate previa approvazione della lista.
Pensiamo sia giusto nascondere ciò che è lesivo della privacy delle persone perché consideriamo fondamentale il diritto al rispetto dell'anonimato (nostro, di chi legge, di chi naviga). Il newswire è uno strumento per informare e comunicare, e non per infamare o minacciare...
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Per post cancellati si intendono tutti quei messaggi che non si potranno più trovare in post nascosti ma che verranno cancellati del tutto dal datebase.
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Per nessun contenuto informativo intendiamo post che rientrano solo parzialmente negli altri punti previsti da questa Policy. Può essere nascosto perché privo di contenuto informativo, per esempio, un contributo di poche parole come: "Sono stufa: ribelliamoci!". Si tratta di un parere personale che peraltro condividiamo, ma che non tiene conto di nessuna informazione.
8. ...Altri messaggi, per quanto talvolta dubbi, ambigui, palesemente scritti al Vicinale oppure raccapriccianti, ce li teniamo: preferiamo che sia un meccanismo naturale di risposta collettiva, a spazzare via l'idiozia di qualcun* . E se proprio necessario, siamo noi stess*, quell* che seguono le mailing list, a metterci di buzzo buono a contestare con delle buone ragioni, le stronzate che altr* hanno postato.
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