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senza parole
Sentenza Diaz, assolti vertici di polizia
13 condanne. L'aula grida: "Vergogna"
GENOVA - Sono stati assolti i vertici della polizia per i fatti avvenuti il 21 luglio 2001 all'interno della scuola Diaz durante il G8 di Genova. Nessuna condanna, dunque, per Giovanni Luperi, attuale capo del Dipartimento di analisi dell'Aisi (ex Sisde), nel 2001 vice direttore dell'Ucigos e Francesco Gratteri, attuale capo dell'Anticrimine, all'epoca dei fatti direttore dello Sco e Gilberto Calderozzi, oggi a capo dello Sco.
In totale erano 28 i poliziotti sul banco degli imputati, ma il collegio presieduto da Gabrio Barone ha deciso di emettere 13 condanne, esclusivamente nei confronti dei responsabili delle violenze all'interno della scuola. Sono state inflitte condanne per 35 anni e sette mesi, rispetto agli oltre 108 anni chiesti dall'accusa. A scontare la pena, salvo ricorso in appello, sarà solo il comandante del settimo nucleo, Vincenzo Canterini, condannato a 4 anni di cui 3 condonati.
Tre e due anni di carcere sono stati comminati rispettivamente A Pietro Troiani e Michele Burgio, colpevoli di aver portato all'interno dell'edificio due bottiglie incendiarie trovate durante la manifestazione del pomeriggio e di averle attribuite ai manifestanti che dormivano all'interno della scuola. Assolti invece i funzionari di polizia che firmarono il verbale di perquisizione e cioè Gratteri, Luperi e Calderozzi. E insieme a loro Filippo Ferri, Massimiliano Di Bernardini, Fabio Ciccimarra, Nando Dominici, Spartaco Mortola e Carlo Di Sarro. Per ognuno di loro la pubblica accusa aveva chiesto 4 anni e 6 mesi ritenendoli colpevoli di calunnia, falso ideologico e arresto illegale.
Il tribunale ha assolto inoltre per non aver commesso il reato o perché il fatto non sussiste Massimo Mazzoni, Renzo Cerchi e Davide Di Novi. Per loro la pubblica accusa aveva chiesto 4 anni ritenendoli colpevoli di calunnia, falso ideologico e arresto illegale. Assolti anche da ogni responsabilità Massimo Nocera, Maurizio Panzieri e Salvatore Gava.
Massimo Nocera era accusato di aver Simulato un finto accoltellamento e il pm aveva chiesto per lui 4 anni di carcere.
La totalità delle condanne riguarda i componenti del Settimo nucleo mobile di Roma, del suo capo dell'epoca Vincenzo Canterini condannato a 4 anni e accusato di calunnia, falso ideologico e lesioni, e dai suoi sottoposti Fabrizio Basili, Ciro Tucci, Carlo Lucaroni, Emiliano Zaccaria, Angelo Cenni, Fabrizio Ledoti e Pietro Stranieri, condannati a 3 anni e accusati di lesioni aggravate in concorso. Il vice di Canterini, Angelo Forniè è invece stato condannato a due anni di reclusione.
Alla lettura della sentenza, dopo 11 ore di camera di consiglio, si è levato il grido 'vergogna, vergogna!' dai settori del pubblico presente nell'aula affollata. Presenti anche gli altri magistrati della procura di Genova: tra loro i pm del processo per i fatti di Bolzaneto, Petruzziello e Ranieri Miniati, oltre ad altri quattro che si sono occupati della Diaz. In aula c'era solo un imputato: il capo della squadra mobile di Parma, Alberto Fabbrocini per il quale i pm hanno chiesto l'assoluzione.
Tra il pubblico era presente anche Mark Covell, giornalista inglese di 40 anni presente nella scuola durante l'irruzione e il sindaco di Genova Marta Vincenzi: "Spero che con questa sera si chiuda una ferita che è rimasta aperta per sette anni - aveva detto prima della lettura della sentenza -. E' importante che sia stata fatta una ricostruzione, quindi è un passo avanti rispetto al passato". "Rimarrò qui fino alla lettura della sentenza - aveva aggiunto - E' un riappropriarsi del rapporto tra i cittadini e le istituzioni".
Ora restano da discutere alcuni processi-satellite. Il primo è quello a carico di Vincenzo Canterini, durante il G8 comandante del VII nucleo sperimentale antisommossa del I reparto mobile di Roma, imputato di lesioni personali aggravate e di violenza privata per aver spruzzato gas urticante contro alcune persone radunate in corso Buenos Aires.
Il secondo riguarda la carica avvenuta in piazza Manin: in questo processo sono imputati 4 poliziotti del reparto mobile di Bologna. Un terzo processo riguarda l'ex capo della polizia Gianni De Gennaro, accusato di aver istigato l'ex questore di Genova a rendere false testimonianze nel corso della deposizione al processo sull'irruzione della Polizia della scuola Diaz. Con lui sono indagati l'ex capo della Digos di Genova Spartaco Mortola e l'ex questore Francesco Colucci. In questo caso l' udienza preliminare è fissata per il 25 novembre.
Il primo processo ad essere celebrato per i fatti di Genova è stato quello per le violenze di strada che si è concluso il 14 dicembre 2007 con la condanna a pene tra i 5 mesi e gli 11 anni per 24 no global. Il secondo è stato invece quello per le violenze e i soprusi avvenuti nella caserma di Bolzaneto. In questo caso, il 14 luglio 2008 il tribunale ha condannato 15 persone (tra poliziotti e civili) a pene variabili tra 5 mesi e 5 anni.
http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/cronaca/g8-genova-4/giudizio-di...
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Commenti
lo stato difende se stesso VERGOGNA!!
Le lezioni sulla magistratura sono finite. Lo stato, come volevasi dimostrare, difende se stesso e le sue istituzioni. Non sono bastate le confessioni e le immagini che hanno fatto il giro del mondo, non sono bastate le prove finte, le molotov, i pestaggi e il sangue sparso sulle pareti della scuola Diaz facendoci inferocire e disperare.
Lo stato ancora una volta non condanna se stesso ( e come potrebbe!!! ) ma umilia il popolo, i cittadini, che quella notte, inermi, subirono turture fisiche e materiali.
Pene irrisorie per chi pianificò e organizzò la mattanza, la "macelleria messicana" della Diaz.
Ora che ci vengano a parlare di nuovo di democrazia, che ci vengano ancora a dire di aspettare la giustizia.......che ci dicano ancora di stare calmi!!!!!
Ulisse Ognistrada
sancita impunità delle forze dell'ordine
Il pubblico grida: "Vergogna!"
Alla lettura della sentenza per i fatti della Diaz, dopo 11 ore di camera di consiglio, in aula si e' levato il grido ' vergogna, vergogna!' dai settori del pubblico.
Agnoletto: sancita impunità delle forze dell'ordine
"Da oggi in poi questa sentenza stabilisce la totale impunità per le forze dell'ordine". Lo ha dichiarato l'ex portavoce del Genoa Social Forum e deputato europeo di Rifondazione Comunista Vittorio Agnoletto subito dopo la lettura della sentenza.
sentenza vergogna
La Magistratura nostrana applica due pesi e due misure, dimostrando quanto sia retorica la frase che campeggia nelle aule di ogni tribunale: "La legge è uguale per tutti".
Sono stati infatti assolti i vertici della polizia Gratteri (attuale capo dell'anticrimine) e Luperi (n.1 dell'ex Sisde) per i fatti avvenuti il 21 luglio 2001 all'interno della scuola Diaz di Genova.
Pagano solo gli operativi, che quella notte intervennero brutalmente sui manifestanti presenti nella scuola. Tredici condanne dunque solo per gli agenti direttamente coinvolti nell'irruzione. La solita tattica di far pagare alla più bassa manovalanza ben altre (e più alte) responsabilità politiche, in osservanza alla logica della "mela marcia".
Oltre il danno, la beffa: ridicole le compensazione offerte dal tribunale ai feriti della mattanza, costituitisi parte civile.
Un migliaio di euro a testa per persone che hanno subito pestaggi gratuiti, vessazioni e umiliazioni.
Tanto garantismo e tanta prudenza non erano stati usati per il primo processo ad essere celebrato per i fatti di Genova, quello contro 24 compagni del movimento, conclusosi il 14 dicembre 2007 con la condanna a pene tra i 5 mesi e gli 11 anni.
Nessuno si illudeva
Il fondamento della "Democrazia": la legge è uguale per tutti ...
E' regime. Basta silenzio.
"Vedrai che se sono stati responsabili di quanto dite li puniranno". Questa frase non me la sono scordata più, ed oggi tutta la mia diffidenza è diventata realtà. Anch'io dovevo andare a dormire alla Diaz quel sabato sera, mi ero portato il sacco a pelo e se non fosse stato per i blindati messi di traverso sul lungomare di Nervi ci sarei anche arrivato. E invece ero lì, tremante, nel mio letto, ad ascoltare con le mascelle ancora tese dopo aver visto i volti dei poliziotti a Genova, i loro manganelli roteanti, le loro maschere. Annusato quei gas. Ascoltavo la diretta di Radio Popolare, il collegamento con Radio Gap, le urla, i colpi..."stanno entrando, stanno entrando". Non c'è stata nessuna giustizia in questi anni di promozioni e medaglie, di pacche sulle spalle e connivenze, per i responsabili di questa aggressione, di Bolzaneto, delle altre botte inferte contro persone inermi, deboli, a mani nude. Nemmeno per chi pensava che magari la magistratura..., forse un governo di centrosinistra...
Questa sentenza è la risposta più chiara a chi nutriva ancora qualche speranza di ravvedimento da parte delle istituzioni.
Siamo soli, lo siamo sempre stati. E' la stessa storia del primo dopoguerra, 1919-1920. Quanti segretari comunali, sindaci, capi delle coperative, sindacalisti, avevano chiamato i carabinieri e le guardie regie nella speranza che li difendessero dalle azioni squadriste. Quante denunce non solo andarono a vuoto, ma servirono poi ad individuare chi le aveva sporte? Quanti mesi persi passati sperando nella magistratura, nel re, nei sindacati? Quando i nazionalisti avevano lanciato le bombe a amano contro i compagni che difendevano la sede dell'Avanti la polizia stava a pochi metri a guardare.
Oggi è la stessa medesima cosa, e la nullità dell'opposizione parlamentare rende ancora più evidente tutta la debolezza della Repubblica e delle sue istituzioni democratiche.
Tocca a noi che abbiamo visto e sappiamo, tocca a tutti noi che non ci siamo ancora piegati al regime, rispondere.
Non aspettatevi che qualcuno lo faccia per voi. Non c'è più nessuno là fuori che vi difenda.
Come a Genova. C'è ancora qualcuno ora che possa dire, in buona fede, aspettiamo?
Non c'è più nulla da aspettare. E' arrivata l'ora. Alea iacta est.
PROPOSTA SEMISERIA: SOLO UNA GUERRA CIVILE PUO’ SALVARE L’ITALIA
Può sembrare una provocazione, ma purtroppo bisogna prendere atto con rassegnazione che non esiste alcuna possibilità “democratica” di governate l’Italia finchè ci saranno “loro”, quelli là , “los de siempre”, ovvero i soliti: i “sinistronzi”.
La cosa curiosa è che pur essendo Noi dei sinceri ancorché pacifici antidemocratici, proprio per non passare per “rigurgitanti” nazifascisti, abbiamo preferito adeguarci di buon grado alle loro regole garantiste, “adattandoci” ingenuamente al principio che abbia il diritto di governare chi detiene la maggioranza elettorale del Paese.
Non avevamo considerato però che per quegli individui il concetto di democrazia va interpretato a senso unico, cioè secondo le loro convenienze contingenti; per cui se il popolo decide di scegliere DEMOCRATICAMENTE in maniera diversa dai loro “desiderata” allora scatta immediatamente il riflesso condizionato di chi, da sempre, si sente “antropologicamente, culturalmente ed eticamente superiore”; ecco allora che il popolo appare ai loro occhi improvvisamente barbaro, rozzo, ignorante, una massa di pecoroni che si fa rincoglionire dai giornali e dalle televisioni di Berlusconi. La parte “migliore” del Paese (loro) sente perciò il “dovere” di mobilitarsi e scendere nelle piazze per protestare. Per cosa poi? Non ha importanza, ogni pretesto diviene buono per fare casino, anche arrivando all’assurdo di difendere i privilegi di piloti puttanieri e hostess zoccole dell’Alitalia (sarebbe stato meglio chiamarla “Aliroma”, tanto s’ò tutti “coatti” raccomandati) a pernottare, coi soldi dei contribuenti italiani, in alberghi come il leggendario Hotel des Bains al Lido di Venezia. Che dire anche dello spalleggiamento offerto ai “baroni universitari” per il mantenimento del loro feudale privilegio a conferire a parenti, amici e puttane loro amanti prebende sotto forma di “dottorati di ricerca” o incarichi accademici vari? Le università italiane sono stracolme di gente che “ricerca”, pur se tali pseudoricerche mai hanno dato esito ad alcuna scoperta sia pure del cazzo. Niente, nisba.
Questi sono le “battaglie sociali” condotte oggi dai “sinistronzi”. E d’altronde i lavoratori veri, quelli che si fanno il culo dalla mattina alla sera, gli hanno giustamente voltato le spalle e non avendo più “Cipputi” da difendere ora gli “stronzi sinistrati” si arroccano a fiancheggiare i privilegiati di lusso, i parassiti ed i nullafacenti fancazzisti indovati nella pubblica amministrazione. A tutto si aggrappano per sperare di conservare il potere in quelle istituzioni che hanno pervasivamente “piattolizzato”: scuola, università, magistratura, giornali. Ecco peerchè, pur essendo minoranza nel Paese, non accettano minimamente qualunque riforma parlamentare che possa mettere in discussione lo status quo di un potere che ritengono debba rimanere immutabile. Loro ragionano così: “pretendi di governare il paese in base a quel programma per il quale la maggioranza degli italiani ti ha votato? Sei un illuso, NOI non te lo faremo fare”. Ed ecco allora gli avvisi di garanzia ad orologeria, le manifestazioni di piazza violente contro le forze dell’Ordine con la ricerca deliberata dello scontro fisico per poter avere l’auspicato martire da beatificare, come avvenuto con il delinquente drogato Carlo Giuliani al G8 di Genova.
Per non dire delle continue provocazioni e degli aizzamenti dei giornali, anche di quelli apparentemente liberali; apparentemente, in quanto quelle redazioni sono oramai piene zeppe di infiltrati sinistronzi ; “la Repubblica”, da un mese, da quanto sono iniziati i torbidi nelle scuole e nelle Università, istiga quotidianamente alla rivolta invitando ribelli e facinorosi ad inviare le foto della “protesta” e aggiorna di continuo gli indirizzi web dei blogs dei vari “comitati di lotta”. Se questa non è incitazione alla violenza!
La semplice verità è che “costoro” aizzano i tumulti perché non accettano la sconfitta; in fondo, nonostante le loro millanterie democratiche han cambiato solo l’etichetta per rendersi più “presentabili” ma son rimasti i comunisti di sempre. La prova evidentissima a chi non è in malafede, è che c’è un Governo che ha una maggioranza schiacciante ed in qualsiasi altro Paese il suo esecutivo sarebbe stato lasciato in pace a governare; poi alla fine del mandato sarebbero stati gli elettori giudicare con il voto il suo operato, ridando la fiducia oppure negandola.
Questo avviene in qualunque Paese democratico tranne che in Italia, perché loro gli “antropologicamente superiori” non vogliono, non lo accettano, essendosi autoattribuiti l’esclusiva di stabilire ciò che è bene o male per per il Paese (cioè per sé stessi). Se la maggioranza degli italiani la pensa diversamente e vota in maniera SBAGLIATA non conta nulla, chi se ne frega, conta solo la superiorità antropologica della sinistra che tutto capisce e non sbaglia mai.
Per di più il Governo se la fa sotto invece di adottare provvedimenti repressivi come vorrebbe la maggioranza silenziosa degli Italiani rispettosi dell’ordine e della disciplina. Questa gentaglia può permettersi di mettere sottosopra il Paese senza che le forze dell’Ordine possano ripristinare la legalità, guai a mollarli una “santa” manganellata stà teppaglia ! Comprensibile pertanto lo stato di frustrazione dfi poliziotti e carabinieri che si trovano ad affrontare le forze della sovversione subendo ingiurie e lanci di uova senza poter reagire. Ma in quale Paese al mondo è ammissibile una cosa del genere. Ed in quale Paese al mondo 200 pezzi di merda di fighetti dell’Alitalia possono solo osare di pensare di bloccare il traffico aereo di un Paese di 60 milioni di abitatnti senza subire conseguenza alcuna, anzi si permettono pure di fare le star in televisione. Questo è possibile solo in Italia in quanto abbiamo un Governo di cachelli, di gente che si preoccupa più dei sondaggi di gradimento che di mantenetre fede al programma per cui sono stati eletti, in primis l’ordine sociale ed il rispetto della legalità.
Se le cose stanno così - e stanno così purtroppo– che senso ha allora continuare ad andare a votare per un Governo di DESTRA che non riesce a fare una politica di DESTRA?
In Italia c’è un governo forte, con una maggioranza parlamentare stabile, omogenea ed affidabile senza più dei “signor nessuno” isterici come i Casini, Follini e Tabacci, dei quali, grazie a Dio, ce ne siamo liberati. Ora abbiamo tanti bravi soldatini che devono, nel rispetto della Gerarchia, fare una cosa semplice, semplice: approvare in Parlamento i provvedimenti decisi dal Governo, senza tante chiacchiere, dibattiti e blà-blà inconcludenti.
Naturalmente per i “sinistronzi” questo sa di “regime”, di “fascismo”, il quanto il Parlamento secondo loro è “esautorato” , manca il “dialogo”, il che tradotto dal loro linguaggio significa “concertazione”. Ma allora che cazzo votiamo a fare se poi chi vince deve condividere le decisioni che riguardano il Paese con chi perde, perché sennò l’opposizione ti scatena il finimondo ad opera SEMPRE dei soliti agitatori destabilizzanti organizzati che a “comando” insorgono sobillando la massa con notizie false e tendenziose ?
Purtroppo se siamo a questo punto la colpa è della vecchia Democrazia Cristiana. Infatti mentre i democristiani pensavano a fare i “forchettoni” i sinistronzi seguivano le scuole di partito e si abbeveravano di cultura proiettati alla futura conquista burocratica dello Stato, mentre la destra, emarginata a portare indelebilmente il marchio di Caino del reducismo fascista era condannata alla negazione di ogni diritto di parola. Oggi finalmente dopo più di sessant’anni dalla nascita dell’Italia repubblicana il vento culturale sta cambiando e gli italiani non debbono vergognarsi a dichiararsi di destra; per decenni la stampa e propaganda della sinistra ha considerato i “destri” come esseri rozzi, ignoranti, retrogradi, buzzurri, coatti di periferia.
C’è tutto un pensiero di destra che finalmente oggi si sta sdoganando e senza per questo essere considerato “fascista” : Evola, Gùenon, Schmitt, Spengler, Bachofen, Junger, per citare solo alcuni.
Oggi timidamente si sta cercando di capire STORICAMENTE anche il punto di vista degli sconfitti – italiani e tedeschi – non fascisti e nazisti, perché la guerra la persero l’Italia e la Germania di allora.
Diversi intellettuali, anche non di destra, cominciano ad interrogarsi se le verità somministrateci per decenni sui “crimini” nazi-fascisti erano la VERITA’ STORICA o quella propinataci dai vincitori per fare emergere solo le colpe degli sconfitti con l’intento di far calare l’oblio sulle proprie (gli inutili morti civili Dresda, Hiroshima, Nagasaki).
Ad ogni modo i “destri” per farsi accettare come “buoni democratici” si sono sottoposti a tutti i test che i “sinistronzi” hanno ritenuto di somministragli e a dimostrazione di volersi scrollare di dosso qualsiasi retaggio politico del passato sono giunti persino all’abiura totale , con mal di pancia di tanti sinceri “nostalgici”, del fascismo come “male assoluto”. Dopo Fini persino Alemanno (il “genietto” che ha nominato Ramona Badescu “mediatrice culturale” della sua giunta) ha dichiarato il suo “antifascismo”, dopo essere stato fascista per trent’anni e aver suggellato questa “fede” sposando addirittura la figlia di Rauti, il fondatore di Ordine Nuovo. Questi fessi non lo capiscono che potranno sottoporsi alla somministrazione anche a getto continuo di test di “democraticità” , ma alla sinistra non basterà MAI ovviamente, perché ai “sinistronzi” quel che interessa non è l’abiura in sé, ma tenere il “nemico” sotto costante esame di comportamento per poter poi sbraitare anche al minimo dubbio: “eccoli là, avete visto che avevamo ragione noi a pensare che son rimasti fascisti !”
Va quindi preso atto con rammarico che con questte “zecche” non c’è possibilità alcuna di confronto democratico. Ed allora cosa conviene fare a questo punto? Sopportarli con la pazienza di Giobbe fino ai limiti del masochismo oppure facendoci quelli passare comunque per “fascisti” non sarebbe più confacente fare i fascisti per davvero?
L’esempio a cui fare riferimento potrebbe essere la guerra civile Spagnola 1936-1939 che ha assicurato quarant’anni di pace sociale allo Stato Iberico. Potremmo anche noi adottare la stessa tattica utilizzata da quel sant’uomo di Francisco Franco, il Caudillo, per ottenere la “limpieza de sangre” e disinfestare la Spagna dai seguaci di Stalin.
Per prima cosa dovremmo sospendere per un po’ di tempo i campionati italiani di calcio di serie A, B e C, perché gli stadi ci servirebbero per riempirli di subumani rossi. Ad un ordine prestabilito delle squadre composte da italiani sani di corpo e di spirito andrebbero a prelevare all’alba nei loro tuguri questi figuri assieme alle loro femmine debosciate per concentrali negli stadi. Successivamente, al termine della “raccolta”, verrebbero poste loro delle condizioni onorevoli: o la “conversione” o l’esilio o la fucilazione immediata (è inutile un processo, non si possono processare gli stronzi).
Attenzione perché sia efficace la “limpieza deve seguire esattemente le stesse “linee guide” adottate dai franchisti ovverossia non deve assolutamente avere le caratteristiche di un pogrom, quindi niente stermini di massa, anche per non “inorridire” l’opinione pubblica mondiale, bensì un lenta, progressiva eliminazione, e possibilmente occulta delle zecche rosse, senza alcuna fretta di raggiungere subito l’obiettivo prefissato (la “limpieza”); l’ideale sarebbe il modello argentino “desaparecido”, poi per non lasciare cadaveri in “giro” si potrebbe completare l’opera comprando i “diritti” da Brusca per “scioglierli” nell’acido. L’importante è procedere con la “limpieza”piano piano, con molta calma; ciò consentirà di ottenere il massimo delle “conversioni” al nuovo ordine da parte di coloro che inizialmente si mostrassero recalcitranti e quindi si eviterebbero inutili spargimenti di sangue. Ovviamente è appena il caso di accennare che coloro che dovessero darsi alla macchia per “giocare” a fare i partigiani una volta catturati verrebbero immediatamente impiccati ai lampioni delle città e dei paesi e lasciati lì per monito per almeno 10 giorni. Per quanto riguarda la prole di questi pezzi di merda comunisti, noi non crediamo che le colpe dei genitori debbano ricadere sui figli, per cui i bambini verrebbero risparmiati e dati in affido per la “rieducazione” a famigli sane, laddove per sane intendesi famiglie tradizionali, marito e moglie, altro che famiglie di fatto costituite da concubini, froci e lesbiche.
Si può ottimisticamente prevedere che dopo l’inevitabile eliminazione dei più riottosi e degli irrecuperabili, il che tradotto in cifre significa qualche migliaio di “sacrificati” per il bene dell’Italia, il resto dei comunistoidi se ne starà tranquillo nella proprie cucce rispettando “l’ordre nouveau” costituito..
Naturalmente poiché non siamo scemi, sappiamo perfettamente che saranno dei finti “convertiti” al pari dei marranos spagnoli al tempo dell’inquisizione (ah, La Grande, sempre Benedetta “Suprema”), ma non ce ne fotte granchè, poiché l’importante è che non rompano più i coglioni, anche perché li metteremo nelle condizioni di non nuocere. In primis i docenti comunisti le scuole e le università se le potranno sognare, andranno a fare piuttosto lavori umili per soddisfare i bisogni dei loro nuovo Signori, ossia Noi.
In secondis i loro figli li manderemo a scuola solo per qualche settimana, il tempo sufficiente per saper fare la firma e contare fino a cento. E’ inutile e pure dannoso istruirli, non vogliamo che diventino come i loro padri e diventare quindi i nostri futuri nemici. Insomma garantiremo loro un livello di vita discretamente accettabile ma sappiano fin d’ora che il loro precipuo compito sarà di lavorare, lavorare ed ancora lavorare naturalmente per il NOSTRO benessere.
Una volta che la l’amata Patria sarà bonificata dalla molesta ed invadente attività parassitaria di questi umanoidi potremo finalmente riformare il Paese, ma DOPO, solo ad avvenuto “risanamento”.
Questi i punti del programma che troveranno immediata attuazione dopo il “drenaggio sociale”:
1) potenziamento forze armate e di polizia.
2) abolizione facoltà di psicologia (deprime lo spirito dei giovani).
3) Ripristino ospedali psichiatrici (dopo la “bonifica” chi ancora insisterà a definirsi comunista, essendo la “sindrome comunista” equiparata alla malattia mentale, verrà internato)
4) abolizione dei servizi per le tossicodipendenze (i drogati verranno curati mandandoli a spaccar pietre nelle cave)
5) Transessuali e checche esibizioniste verranno esiliati. Gli omosessuali seri e riservati verranno invece rispettati purchè non diano pubblico scandalo.
6) I “moriscos” nordafricani verranno rimpatriati coercitivamente nei loro Paesi, a meno che non ci “servano” per qualcosa, ma è difficile, avremo già gli ex-comunisti da “collocare”.
7) Verranno costruite molte carceri utilizzando anche vecchi edifici dimessi (scuole, caserme, fabbriche). Verranno aperti i penitenziari in isole disabitate e località montuose impervie.
8) Verranno aboliti tutti gli sconti di pena, permessi, licenze premio ecc. La condanna verrà scontata per intero fino all’ultimo giorno. In caso di delitti particolarmente efferati come pedofilia ed uccisone di bambini, verrà applicata nel primo caso la castrazione fisica e nel secondo la pena di morte previa lunga tortura. Mutuando una civilissima norma presente nel diritto islamico in caso di condanna a morte, questa potrà essere commutata nell’ergastolo previa permesso dei familiari delle vittime ed in mancanza la sentenza di morte verrà eseguita. Il carcere non avrà come scopo la “rieducazione” del detenuto bensì riconoscerà il diritto della società di vendicarsi con colui che ha infranto le regole del vivere civile.
9) I giornali non pubblicheranno più notizie di cronaca nera, per non avvilire la popolazione.
10) Accanto alla categoria degli aventi diritto alla cittadinanza italiana, comprendente tutte le persone di buona condotta e di osservanza dei sani principi educativi impartiti dallo Stato, verrà introdotta, mutuandola dalla dottrina indù, la sottocategoria dei “dalit” o “intoccabili” comprendente i vari rifiuti subumani della socità .
11) verrà reintrodotto il reato di “madamato”ed i trasgressori verranno privati della cittadinanza italiana e retrocessi nella categoria dei dalit.
Gigi Borotti
borotti@supereva.it