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Si sono trasformati in tragedia gli scontri ad Atene tra giovani e polizia: un 15enne, Andreas Grigoropoulos, è stato ucciso da una pallottola sparata da un agente nel quartiere Exarchia, già in passato teatro di tensioni. Subito dopo essere stato colpito al torace, intorno alle 20 di sabato (ora italiana), il ragazzo è stato trasferito d'urgenza in ospedale, ma inutilmente. Secondo la ricostruzione e i racconti dei testimoni, due agenti dei corpi speciali dentro una camionetta sarebbero stati presi d'assalto da una trentina di manifestanti con pietre, bastoni e forse (ma il particolare non è confermato) bombe molotov, poi uno dei due è sceso dal mezzo sparando tre colpi contro il ragazzo. Secondo un comunicato diramato dalla polizia «i due agenti hanno detto di essere stati attaccati e di avere risposto. Uno di loro ha lanciato una granata a stordimento, l’altro ha sparato tre volte provocando il ferimento fatale del minore». Dopo che la notizia della sua morte si è diffusa, la situazione è precipitata. Centinaia di cittadini, per la maggior parte abitanti del quartiere, sono scesi in strada per protestare contro la polizia e il governo di destra di Karamanlis. È scoppiata una violenta guerriglia urbana, il cui bilancio provvisorio è di 24 agenti feriti e 6 persone arrestate: cinque sono accusate di furto nei negozi assaltati, una di possesso illegale di arma da fuoco. Danneggiate o bruciate 31 attività commerciali, 9 agenzie bancarie e 25 auto (cinque della polizia). In breve le proteste si sono estese anche ad altre città della Grecia.
ANCORA DISORDINI - Nel pomeriggio di domenica sono tornati gravi disordini ad Atene, Salonicco e Patrasso: la polizia è intervenuta contro gruppi di giovani, verosimilmente anarchici, che compivano azioni distruttive con bombe molotov. Nella capitale, dove diverse migliaia di persone stanno manifestando, sono stati presi di mira altri negozi e banche, colpiti con bastoni e spranghe o dati alle fiamme. Una molotov lanciata contro la succursale di un concessionario di automobili francese sul centrale viale Alexandras ha provocato un incendio. La polizia ha usato di nuovo i gas lacrimogeni per disperdere i giovani che lanciavano pietre e pezzi di legno. Circa 5mila persone si erano radunate nel primo pomeriggio davanti al Museo nazionale, dove Andreas Grigoropoulos è stato ucciso. La manifestazione organizzata da diverse associazioni di sinistra e in difesa dei diritti umani, è degenerata e la polizia ha impedito ai dimostranti di proseguire la marcia verso il quartier generale della polizia anche se alcune persone cercano di raggiungere l'obiettivo percorrendo vie secondarie. Una decina di banche, negozi e un commissariato di polizia sono stati incendiati a Salonicco.
A FUOCO AUTO E CASSONETTI - Tutto è cominciato sabato sera quando, dopo la notizia della morte del ragazzo, in poche ore, nella capitale, un gruppo di studenti marciava per le vie del centro città, mentre un altro gruppo si confrontava con la polizia davanti all’università. Incendiati auto, cassonetti dell'immondizia e persino una palazzina in un quartiere popolare. «L’aria è veramente irrespirabile - ha detto un testimone -. Sembrano scene tratte da un film di guerra». Gli scontri, molto violenti, sono andati avanti tutta la notte e domenica mattina in diverse città della Grecia: ad Atene, Salonicco, Komotini e Ioannina c'è stata una vera e propria guerriglia urbana. Nel quartiere di Exarchia la polizia ha sparato candelotti lacrimogeni contro centinaia di giovani che hanno risposto con pietre e oggetti contundenti. Stessa cosa a Salonicco, la seconda città del paese, dove centinaia di manifestanti sono scesi in piazza. Dimostrazioni anche a Komotini e a Ioannina, nel nord della Grecia, oltre che nell'isola di Creta. Ad Atene gli studenti hanno occupato il Politecnico e altri atenei; alcuni giovani hanno lanciato pietre e bottiglie incendiarie contro la polizia vicino alla facoltà di Droit e gli agenti hanno risposto con gas lacrimogeni.
AVVIATA INDAGINE - Il ministro dell'interno Prokopis Pavlopulos si è pubblicamente scusato per quello che ha definito «un tragico incidente» dicendosi «profondamente rammaricato a nome del governo» per la morte del giovane. Pavlopoulos ha presentato le proprie dimissioni, insieme al sottosegretario con la delega alla polizia, respinte dal primo ministro Costas Karamanlis. I due agenti che hanno sparato al 15enne sono stati invece interrogati e arrestati, oltre che sospesi dall'incarico insieme al loro superiore, il capo del commissariato di Exarchia. Il governo ha promesso un'indagine approfondita sulla tragedia e Pavlopoulos ha garantito che il responsabile della morte del ragazzo subirà «una punizione esemplare». Il Partito socialista, all'opposizione, ha condannato l’uccisione dell’adolescente, attribuendone la responsabilità «ai dirigenti politici e alla polizia».
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