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La polizia spara, muore un 15enne. La Grecia in rivolta.
Con questo editoriale, lo confesso, voglio togliermi alcuni “sassolini” dalle scarpe, che tengo da alcuni anni, perchè credo che l'Italia sia il regno dell'ipocrisia e delle cose non dette.
Cercherò, inoltre, di astrarmi, molto difficile per me, cercando di vedere con occhi non soltano militanti, ma anche da “democratico” che cerca di porsi domande.
Certo farò dei paralelismi tra due paesi, Grecia e Italia, sorvolando sulle analisi socio economiche, che lascio ad altri ma che ritengo, nei fatti di questi giorni, ininfluenti perchè riguardano comportamenti e opportunità e non interventi politici.
Il primo parallelo con occhi di “democratico” me lo ha suggerito un tale, questa mattina al Bar. Davanti agli articoli dei giornali sui fatti di Atene si rivolge ad un amico dicendo “ certo, hanno ammazzato un ragazzino, il governo ha preso e arrestato immediatamente due poliziotti, il ministro ha chiesto pubblicamente scusa e ha rassegnato le dimissioni ( poi respinte - n.d.r. ), in Italia, invece, hanno assolto i poliziotti della Diaz e hanno detto che Carlo Giuliani è stato ammazzato per colpa di un calcinaccio” ascolto interessato la discussione quando l'interlocutore risponde, “anche il Partito Socialista ha attaccato la polizia, ha chiesto le dimissioni del governo, in Italia, per il G8 invece la preoccupazione fu trovare il capro espiatorio e furono i Black Block:I facinorosi che attaccano la polizia. Invece di condannare chi sparò in testa ad una ragazzo”.
E chiaro che il governo greco è un'istituzione formata da un partito lontano da una gestione democratica del potere e della polizia, ma è anche vero che uno stato, membro della UE, ha preso una posizione certa e immediata sui fatti , mentre tutti ricordiamo i giri di parole del governo italiano e, soprattutto, dell'opposizione sui fatti di Genova 2001.
In Italia abbiamo assistito a poliziotti incatenati davanti alla questura per protesta contro chi li accusò e condannò per i pestaggi nella caserma di Napoli, ma non si è mai vista una manifestazione di massa dei partiti della sinistra davanti ad una questura o una caserma, questo perchè si riconosce, anche davanti agli omicidi, una legittimità democratica a chi, negli anni, non negli episodi, ha ampiamente dimostrato di non saper cosa è la democrazia, nemmeno quella che un tempo definivano “borghese”.
Dal punto di vista militante il quadro, in questo parallelismno forzato, e ancora più desolante, per chi come al sottoscritto, poco importa del teatrino politico delle istituzioni e dei partiti.
La rivolta generalizzata in Grecia ci deve insegnare molto. Ci dimostra, in tutta la sua crudeltà, gli errori fatti dal movimento a Genova e dopo. Ci insegna che gli scontri non si concordano con la polizia, ci racconta di quanto fu illusorio e sbagliato l'allargamento del movimento a gruppi lontanissimi tra loro, in modalità e forme della politica, ci dà una visione corretta del concetto di “non violenza”.
Ci mostra come la sinistra anticapitalista greca ( anche quella presente in parlamento ) non si è dissociata dagli scontri e non ha cercato alibi, come fece, invece, Agnoletto a suo tempo.
Ci deve far capire fino a che punto lo stato si può permettere di reprimere e ci insegna come reagire alla crisi.
Ma più di tutto ci mostra un'altra cosa: la rivolta di domenica, che ha portato al tragico omicidio di un 15enne, è nata dalle proteste contro la riforma scolastica del governo greco, una riforma che, se messa a confronto di quella italiana, è una barzelletta, una storiella buffa in un contesto di crisi economica che la nostra generazione non immaginava nemmeno possibile.
In Italia, l'Onda ( che adesso pare più una risacca ) ha speso troppo del suo tempo nell'affermare di essere apolitica e nel differenziarsi dal '68, come se fosse una grave onta, invece di rivendicare una continuità, se non polica almeno morale, con le lotte anticapitaliste che dal vituperato '68 francese hanno rivoltato il mondo per almeno un decennio.
L'Onda, ha inutilmente invocato il Capo dello stato, come se davvero fosse garante di qualche cosa e non uno dei tanti attori ( o burattini ) delle istituzioni economiche nazionali ed internazionali.
Almeno una cosa quest'Onda divrebbe fare propria dall'esperienza del '68, dovrebbe capire e applicare una delle frasi più celebri pronunciate in quegli anni da Ernesto Che Guevara “Siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualunque ingiustizia commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo”, se così fosse i giovani che oggi scendono nelle piazze contro la Riforma Gelmini doveebbero sentire come proprio il dolore che oggi sentono i giovani greci ed avrebbero sentito il dovere morale di esprimere la solidarietà dovuta, con il linguaggio che li dovrebbe accomunare, la rivolta.
Una cosa mi fa sperare ed è il comportamento tenuto dall'informazione sulla vicenda Greca. Una informazione pilotata che ha chiaramente paura che la Grecia possa simboleggiare quello che la Francia simboleggiò con il suo Maggio.
Repubblica Tv corre a dire che il ragazzo ucciso era di “buona famiglia” e che gli scontri sono creati dalla sinistra estrema che cavalca la protesta.
Il Tg1 nella notizia sulla morte del giovane greco cita testualemnte “ UCCISO PER ERRORE” mentre i due poliziotti sono stati arrestati per omicidio. Come sempre accade la TV di Stato fornisce la versione della polizia ( tra l'altro smentita pure dal governo ) e non cita i testimoni oculari che hanno fatto sì che i due poliziotti fossero arrestati.
Che davvero la Grecia del 2008 sia la Parigi del 1968?
| Comportamenti corretti | Sab, 31/10/2009 - 20:32 |
| C'è del marcio in Danimarca. | Ven, 23/10/2009 - 00:40 |
| Sciopero Generale. | Lun, 19/10/2009 - 10:46 |
| Manifestazione nazionale per i cinque | MAr, 06/10/2009 - 19:27 |
| Un altro autunno un'altra crisi | Sab, 03/10/2009 - 16:17 |
| Summit UNESCO a Monza: Cultura e autorganizzazione contro la vetrina del Forum | Ven, 18/09/2009 - 23:25 |
| A.M.P. e Transiti storia infinita | Dom, 30/08/2009 - 16:03 |
| ultime dagli spazi liberati | Gio, 27/08/2009 - 10:53 |
| L'accoglienza | Dom, 16/08/2009 - 08:38 |
| Sgombero innse, La carognata è servita | Dom, 02/08/2009 - 16:37 |
Commenti
Quale futuro in Italia?
in Italia tutto ciò non è successo (come affermato da Vittoria qui: http://roma.indymedia.org/node/6585?page=1) perchè abbiamo un diverso retroterra culturale e politico.
La mobilitazione nostrana degli universitari parte praticamente dal nulla; chiacchierando con vari studenti mi accorgo che la maggior parte non sa, non conosce la realtà, non conosce il passato, ignora i meccanismi su cui si basa il sistema, non ha idea di cosa sia in grado di fare (e ha fatto!) la polizia, considera la violenza come un tabù, è alla prima mobilitazione e scende in piazza per la prima volta: in una sola parola è ingenua. Mettendo però queste stesse persone davanti all'evidenza dei fatti, la reazione che si ha il più delle volte è l'ammutolimento...
Oggi è necessario cogliere i segnali della volontà di rottura con il passato di queste migliaia di persone e creare consapevolezza, fornire stimoli, spunti di riflessione: in Italia c'è un terreno che diverrà sempre più fertile!
In parte è necessario il lavoro delle persone più "smaliziate" riguardo questi temi (non serve a nulla insultare l'onda perchè non combina un cazzo, sarebbe sicuramente più costruttivo attraversarla con le proprie idee); in parte credo che la consapevolezza si acquisti nel conflitto e anche nello scontro (e questo però le autorità nostrane lo hanno capito bene, non hanno forzato la mano contro le manif non autorizzate e contro le occupazioni).
Certo, tutto ciò non è facile e non bisogna illudersi, ma d'altronde radicali mica si nasce, si diventa: io sono giovane e partendo da un "retroterra culturale e politico" conservatore, nel giro di qualche anno documentandomi, leggendo, incuriosendomi, ascoltando, interrogandomi e anche grazie a qualche prof "stimolante" (e anche grazie a Indymedia!) ho rivoluzionato il mio modo di pensare!
Per concludere: rimbocchiamoci le maniche e creiamolo questo retroterra culturale e politico "greco"!
Basta lamentarsi, cominciamo a lottare!
(((A)))
hai perfettamente ragione....non capisco come in italia,a differenza di francia germania inghilterra e non solo, non si sono nemmeno svolte azioni in solidarietà dei compagni greci,spero che la reazione decisa e determinata alla vergogna dell'uccisione di andreas serva da lezione al movimento antagonista italiano su come si debba rispondere alle ingistizie e alla repressione di cui anche noi siamo oggetto.
aggiungo
Quoto i post precedenti
Aggiungo 2 fatti:
In "Itaglia" abbiamo:
1) un tizio di nome Berlusconi che, con i suoi potenti mezzi finanziari e mediatici, sta portando avantida 20 anni un disegno in stile P2, ovvero "come ti manipolo il popolo bue e lo trasformo a mio piacere".
Ed infatti c'è riuscito molto bene !
2) una sinistra da barzelletta, ivi inclusi sia gli inciucioni del PD che i Bertinottiani "pacifisti". Insomma uno schieramento di puri opportunisti i quali, per quanto riguarda i primi, sotto sotto amerebbero tanto farsi sodomizzare dal Nano (ringraziandolo ovviamente) E FARE AFFARI CON LUI, mentre i secondi invece si fanno le pippe e sbavano per la Nonviolenza.
Quanto sopra ha CONSAPEVOLMENTE portato negli anni alla scomparsa TOTALE di qualsiasi traccia di pensiero veramente radicale, nel senso di antagonista al sistema attuale.
Io non so se avremo anche qui in Italia, ma FORSE CON I TEMPI CUPI CHE CI ASPETTANO, la lezione Greca potrebbe smuovere qualcosa, o no ?
(A)
hai ragione,ma le motivazioni che hai portato:presidente del consiglio p2ista e manipolatore di coscienze,sinistra parlamentare completamente assente e distante dai reali problemi della gente,dovrebbero essere la forza della nostra ribellione...in nessun paese europeo si vive una cosi marcia e stagnante situazione politica e sociale noi dobbiamo compattarci e trovare la forza per portare avanti una nuova idea di giustizia sociale portando le nostre riflessioni agli occhi e alle orecchie della gente (la crisi economica in questo darà una mano)....se siamo i primi a non credere alla FORZA DELLE NOSTRE IDEE non abbiamo speranza!!saluti
" .se siamo i primi a non
" .se siamo i primi a non credere alla FORZA DELLE NOSTRE IDEE non abbiamo speranza!! "
Ho esposto in maniera assolutamente sommaria e parzialissima come secondo me stanno le cose.
Vedi, il problema non è di non credere alla forza delle proprie idee.
Si tratta purtroppo di dover ricostruire TOTALMENTE nel sentire sociale una idea di riscatto che oramai è stata completamente cancellata dal cervello di una massa amorfa, ricostruire una memoria storica che è da anni rinnegata dalla sinistra, quella ufficiale e sepolta da anni e anni di "controcultura" Berlusconiana. (leggiti il Manifesto Powell in Rete)
Ricordo alla Fiat di Melfi 3 anni fa le operaie che chiedevano ai sindacalisti se era o meno vietato fare i picchetti e si meravigliavano che la PS li avesse caricati !?!?
Perchè questo e' il problema. La sinistra ha premuto per anni il tasto "delete" nella testa di questa gente, che ora vota a destra ovviamente e non partecipa nemmeno agli scioperi perchè .. "non servono a niente ed i soldi sono pochi " ...
Questa stessa massa amorfa che non accetta o addirittura rifiuta i tuoi volantini, che sul lavoro - benchè spesso ti confidi i suoi problemi economici - non riesce ad andare più in là di un "tanto sono tutti uguali" (i politici) e non riesce a fare quel minimo sforzo per capire quello che gli stai dicendo, perchè non gli interessa, perchè è troppo faticoso leggere un articolo di giornale "dai, fammi tu un riassunto veloce perchè io non ho tempo", perchè se la buttano a pedate fuori dal lavoro ti dicono che "c'è la crisi", perchè è sommersa da una informazione fasulla, perchè mi sembra di vivere in un mondo alla Matrix, creato dai punti 1) e 2) di cui sopra, nel quale non c'è neppure spazio per rivendicare quello di cui si avrebbe diritto.
Credo comunque nelle mie idee e faccio tutto il possibile per spargerle attorno a me ... con qualche minimo risultato.
Questo mi da speranza, nonostante tutto. Importante è spargere il seme, in attesa che un effetto Grecia germogli da noi grazie alla situazione che sta oramai precipitando.
((a))
Ti ripeto che hai perfettamente ragione:la mia critica non era in nessun modo mossa nei tuoi confronti....non mi rivolgevo a un singolo ma all'intero mov.antagonista.....
Qualche post più sopra ...
Qualche post più sopra ... "ma d'altronde radicali mica si nasce, si diventa: io sono giovane e partendo da un "retroterra culturale e politico" conservatore, nel giro di qualche anno documentandomi, leggendo, incuriosendomi, ascoltando, interrogandomi ...... ho rivoluzionato il mio modo di pensare!".
E' possibile che dall'Onda nasca piano piano quella piccola scintilla che potrà spargere le fiamme ad avvampare questo paese di merda.
Aggiornamenti/Appuntamenti
- 31 dicembre: Striscione per Alexis a Venezia
- 29 dicembre: Manifestazioni di protesta per gli attacchi a Gaza ad Atene
- 24 dicembre: Bruciate nella notte un auto della polizia e quattro auto della polizia locale a Milano, rivendicato attentato al furgone ad Atene, comunicato del politecnico occupato
- 23 dicembre: Attaccato un furgone della polizia: spari, provocazioni, cortei ad Atene, 17 denuncie in arrivo a Bologna, lettera dei lavoratori di Atene agli studenti in rivolta
- 22 dicembre: Comunicato di emergenza dal Politecnico Occupato di Atene [1], barricate per Alexis a Milano, De Corato non ha apprezzato [1] [2], Attaccato il sito greco Otanews.gr, Athen's riots
- 21 dicembre: 400 arresti in due settimane, terza notte di scontri in Svezia [1], dichiarazione dei soldati greci, rifiuti contro l'albero di Natale ad Atene, attacati e defacciati alcuni siti greci
- 20 dicembre: Giornata internazionale di resistenza e memoria, dedicata a tutte le persone uccise dallo Stato, ore 22.00 concerto antifa per Alexis a Milano, eventi e mappa [1], poesia per Alexis, barricate per Alexis a Milano [video], irruzione nel teatro Olympion a Salonnico, scontri ad Amburgo
- 19 dicembre: Merry Crisis and Happy New Fear, bottiglie molotov contro l’Istituto francese di cultura,ancora una giornata di scontri ad Atene, occupata l'università di New York [1], reports from Greece
- 18 dicembre: Scontri ed arresti ad Atene
- 17 dicembre:Occupata la sede principale del Gsee ad Atene, striscioni nelle antiche rovine dell'Acropoli [1], Buon Natale da Atene
- 16 dicembre: 100 scuole occupate per protesta in Grecia, occupata la sede della tv pubblica ad Atene
- 15 dicembre: Scontri davanti al carcere ad Atene dove è rinchiuso l'agende che ha sparato ad Alexis
- 14 dicembre: Scontri nella notte nella zona del politecnico ad Atene, 86 persone fermate
- 13 dicembre: Azioni dimostrative contro banche e sedi della destra ad Atene, colpito il comando della polizia locale a Crema
- 12 dicembre: Appello internazionale contro la crisi, scontri davanti al Parlamento ad Atene, la polizia ha finito i lacrimogeni, la rabbia di Exarchia, occupato il consolato greco a Torino
- 11 dicembre: Scontri ad Atene, attaccati 15 commissariati di polizia, assaltato il carcere di Korydallos, imbrattato l'ufficio del turismo greco a Milano, scontri davanti all'ambasciata greca a Roma, caricato il presidio davanti al consolato greco a Bologna, 8 studenti in stato di fermo a Catania, attaccata la caserma di Genova
- 10 dicembre: Scontri ad Atene davanti al parlamento
- 9 dicembre: Antisommossa ai Funerali di Andreas [1] [2], cronaca della giornata da radio onda d' urto
- 8 dicembre: Continuano manifestazioni e scontri [1], occupato il consolato greco a Berlino