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[Grecia] «Ho visto l'agente che prendeva la mira»

Il canale tv Mega ha diffuso i racconti di sei testimoni presenti sul luogo del delitto
«Ho visto l'agente che prendeva la mira»
«Io ero dietro, così ho osservato il suo braccio distendersi e puntare prima di fare fuoco»

Con il passare delle ore si vanno definendo i contorni dell’omicidio del ragazzino quindicenne ad Atene. E’ comparso un video girato al momento dei due spari esplosi dal poliziotto, di cui uno ha ferito mortalmente Alexandros Grigoropoulos: le immagini provengono dal balcone di un caseggiato, all’altro capo della strada rispetto agli spari. Si sentono i due tiri di pistola molto vicini, ma le luci notturne, e la reazione terrorizzata nella mano dell’operatore, non rendono bene la situazione. La dinamica non è ancora del tutto chiara, ma il mistero non sembra destinato a durare a lungo.

LE TESIMONIANZE - L’omicidio è avvenuto di fronte a molti testimoni oculari, non solo appartenenti al gruppo di cui faceva parte Grigoropoulos, anche semplici passanti. Il canale tv Mega, tra i tre maggiori network privati nazionali, ha diffuso i racconti di sei testimoni presenti sul luogo del delitto. Quatto hanno riferito di presenza ciò che hanno visto; due via telefono, tra cui un amico del ragazzo. Un uomo anziano racconta: «Li abbiamo visti uscire dalla volante con le pistole in mano. Da qui (l’intervista è sul luogo dello sparo, dunque indica il punto preciso, ndr) hanno cominciato a insultare e provocare i ragazzini: "Forza stronzetti, frocetti, fatevi sotto". E i ragazzini si sono avvicinati. Ci sono stati due spari». Un giovane aggiunge: «Abbiamo visto il corpo in terra e gli amici che lo trascinavano lontano dai poliziotti. I poliziotti sono rimasti là per qualche secondo e poi se ne sono andati con calma». Due uomini sulla trentina forniscono due particolari che potrebbero essere significativi. Il primo dice che prima della sparatoria «la macchina della polizia si è fermata e ha fatto bruscamente retromarcia». Il secondo racconta invece il momento dello sparo: «Ho visto stendersi la mano del poliziotto. Ha preso la mira verso i ragazzi. Io ero dietro il poliziotto, ma ho visto il suo braccio distendersi e prendere la mira».

LE ACCUSE AI POLIZIOTTI - Due testimonianze sono state raccolte via telefono, e se verificate, potrebbero aggravare le posizioni degli agenti. Una donna riferisce: «La volante era ferma tra Zoothohou Peghes Street e Javellas Street. Dopo alcuni minuti sono usciti due poliziotti che si sono avvicinati a piedi. Entrambi hanno puntato la pistola e uno di loro ha fatto fuoco. Li ho visti puntare il ragazzo. Non hanno sparato a caso, hanno sparato verso il ragazzo». La giornalista chiede se i poliziotti si fossero resi conto del ferimento e la donna: «Certo, gli altri ragazzi urlavano che il loro amico fosse ferito, ma i poliziotti si sono girati e sono andati via». Chiude la testimonianza di quello che sembra essere uno degli amici della vittima. Racconta i drammatici momenti subito dopo gli spari: «Gli abbiamo sollevato la maglietta. Stava sanguinando, uno di noi gli ha fatto la respirazione bocca a bocca e gli ha fatto il massaggio cardiaco. L'ambulanza è venuta in ritardo, non è arrivata abbastanza in fretta».

IL LUOGO - Il quartiere Exarchia, teatro dell’omicidio, è il quartiere degli intellettuali, ma anche un’area con un altissimo tasso di criminalità, dovuto ai ripetuti attacchi, da parte dei gruppi anarchici, ai commissariati di polizia e alle banche. Si trova vicino al Polytechniko, l’università di Atene dove il 17 novembre del 1973 i carri armati del regime di Papadopoulos sfondarono nel campus uccidendo vari studenti, un’azione che si ritorse contro il regime e diede l’inizio ai movimenti di strada e al rovesciamento del governo. Da allora, Exarchia è un quartiere abitato dalla piccola borghesia ma soprattutto casa di gruppi anarchici o di studenti alternativi. All’ordine del giorno gli scontri, al punto che la morte del ragazzino a molti è suonata come una tragedia già scritta.

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