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L'assemblea del Politecnico occupato di Atene ha lanciato qualche giorno fa la scadenza: una giornata internazionale di solidarietà a memoria di tutti quei giovani uccisi per mano dello Stato, a ribadire che i movimenti non possono dimenticare quello che è stato, così come non possono perdonare gli esecutori e i loro mandanti.
L'appello del Politecnico occupato di Atene per una giornata di solidarietà internazionale, "Noi non dimentichiamo, noi non perdoniamo!"
Mentre in Grecia si continua a rimanere sulle barricate, con scontri con la polizia, con attacchi a simboli del potere politico e economico, con pratiche di riappropriazione diffuse, con l'occupazione di centinaia di scuole e università, con assemblee stracolme e trasversali socialmente, assume una rilevanza centrale l'andare a ricordare nella giornata di oggi in primis Alexis, studente 15enne di Atene ucciso per mano della polizia due settimane fa, la miccia che fatto esplodere la prima rivolta europea dentro la global crisis, e al contempo non perder memoria rispetto ai tanti ragazzi e compagni che sono stati uccisi per mano dello Stato.
Cronaca e commento delle ultime giornata dell'insubordinazione greca
Per ciò che riguarda il nostro paese, nonostante l'elenco sia tristemente lungo e doloroso, non può esserci riferimento più diretto se non all'omicidio di Carlo Giuliani durante gli scontri contro il G8 di Genova del 2001. I movimenti hanno sempre ricordato in ogni occasione disponibile l'esempio di Carlo, nel ricordo di un compagno morto in prima fila, che non si è risparmiato ed è stato ucciso lottando per costruire un qualcosa di diverso da quello che i "grandi del G8" da li a poco avrebbero propinato al mondo. Seppur all'interno di una dimensione diversa, non ci si può certo dimenticare nemmeno dell'uccisione di Gabriele Sandri, ultras della Lazio, ammazzato da un poliziotto in un autogrill dell'A1 di Arezzo solo un anno fa. In Italia vi era già stata una giornata simile a quella di quest'oggi, con un carattere antifascista, "Sappiamo chi è Stato!". Milano, Bergamo, Brescia, Torino, Viareggio, Roma, Padova: tante le città che avevano ricordato le uccisioni di Carlo Giuliani, Dax, Federico Aldrovaldi e Renato Biagetti.
Antifascisti di nuovo in piazza: sabato 14 luglio, "Sappiamo chi è Stato!"
Quest'oggi in tante città del mondo verranno ricordate le vite dei tanti a cui è stata tolta, da Carlo ai giovani delle banlieues parigine, fino ad Alexis. Sarà una giornata di solidarietà internazionale, che fuori dalla Grecia, dove sono previste diverse iniziative nella giornata da parte di studenti migranti lavoratori, assumerà un carattere anche di solidarietà e appoggio alla rivolta, all'insegna dello slogan "Noi la crisi non la paghiamo!", nel desiderio di estendere i focolai anche fuori dalla paese ellenico.
Lo sterminato e incompleto elenco delle iniziative sparse per il mondo in solidarietà e appoggio alla Grecia in rivolta
Il blog della mappa della solidarietà con la Grecia: Greek solidarity map
Le iniziative di solidarietà costruite all'accendersi del focolaio greco, sull'onda della rabbia contro l'omicidio poliziesco di Alexis
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aggiornamento dalla Grecia
Η εξέγερση που φώτισε με τις φλόγες της τον άθλιο αυτό κόσμο συνεχίζεται!
La rivolta che ha mandato in fiamme questo miserabile mondo continua!
La giornata internazionale di mobilitazione, indetta dall'Assemblea del Politecnico occupato di Atene, è iniziata nella città ellenica con un presidio nei vari quartieri e poi con un corteo. L'albero di piazza Syntagma, inteso in quanto simbolo del sistema greco (e non solo) sotto Natale, è stato presidiato da un numero spropositato di forze in assetto antisommossa. E' chiaro che il conflitto passa anche per la difesa dei totem e, proprio in questo senso, diventa probabilmente più importante dimostrare di riuscire a custodire dei simboli identitari - per poter poi spendere parole sul ritorno alla "normalità" - più che lo stesso parlamento che si trova sulla stessa area.
Ieri è stata inoltre bloccata la prima del Teatro Nazionale di Atene. Lo slogan contro il pubblico "aristocratico" era quello che diceva: "spenti i vostri cellulari, bisogna accendere le vostre coscienze". Questa, come altre notizie - non necessariamente di scontri, ma di una mobilitazione che prosegue nelle sue diverse forme (ciascuna non precludendo l'altra) - sono state rigettate dai media nazionali ed internazionali confermando il ruolo di una stampa sempre più embedded ed impegnata a far passare l'idea di una riconquistata pace sociale.
In molti hanno manifestato oggi, studenti e migranti, per protestare contro l'accordo europeo sull'immigrazione e il diritto d'asilo adottato dall'Ue il 16 ottobre scorso. «Uccidono gli immigrati, uccidono gli studenti», gridavano i manifestanti, che hanno anche lanciato pietre contro i poliziotti. Scontri a Salonicco, dove i manifestanti hanno fatto irruzione nel teatro Olympion, situato nel centro della città. Contemporaneamente altri hanno lanciato uova e dolci contro il sindaco di Salonicco, Vassilis Papageorgopoulos, che doveva partecipare ad una festa natalizia di beneficenza in una piazza del centro cittadino.
Questa sera, alle 21, un corteo sfilerà ancora una volta per le vie di Atene per chiedere che sia fatta giustizia sociale, che il governo si dimetta, con un collegamento esplicito alla giornata di solidarietà internazionale lanciata proprio dal Politecnico occupato di Atene, all'insegna del "Noi non dimentichiamo, noi non perdoniamo", in convergenza con quello che è avvenuto e avverrà in molte città del mondo in memoria dei tanti morti per mano dello Stato.
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