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L'antispecismo è l'estensione dell'antirazzismo oltre il concetto di razza. Credo che ogni antirazzista debba necessariamente riflettere su questo argomento..Voi che ne pensate?
Altre info:
www.ita.anarchopedia.org/antispecismo
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Commenti
indubbiamente l antispecismo
indubbiamente l antispecismo rappresenta un momento disintesi ulteriore degli stessi valori che stanno alla base dell antirazzismo.
cosi come l antirazzismo raprresenta la sintesi necessaria dei diritti dei lavoratori e delle lotte sindacali.
non ha senso tracciare confini alla liberazione, non si puo dire combattiamo le ingiustizie solo fino a questo punto, un movimento rivoluzionario ha senso, da un punto di vista etico se rivendica quanta piu libertà possibile per il piu ampio numero di soggetti.
la storia stessa dei movimenti socialisti e libertari sta a testimoniare la proliferazione dei soggetti e delle lotte di liberazione, dalla lotta dei lavoratori a quella delle donne e ai movimenti di liberazione omosessuale e queer, nel corso degli anni la moltiplicazione dei soggetti in lotta è stata una costante e , a mio parere ha portato forza e rinnovamento.
Claudio Maffei
Come è noto, sono di natura rompicoglioni, però proprio per questo ho notato una contraddizione stridente, in una iniziativa del giornale leghista La Padania, durata molti giorni, rivolta ai lettori che hanno partecipato a migliaia, in difesa del cagnolino, della bestiolina puci puci, contro tutti quelli che le maltrattano, povere bestie. Meno bestie dell'africano o del terun porca vacò, meglio il pollaio, della moschea, porca eva.
Ecco un pò di colore per dire che prima di pensare agli animali, comunque meritevoli di rispetto, forse dovremmo preoccuparci degli umani.
Caro Claudio
..non ti smentisci mai. L'antispecismo è l'estensione del concetto di antirazzismo. Quindi se sei antispecista sei per forza di cosa antirazzista. L'animalismo è cosa diversa. Si può "amare" gli animali ed essere razzisti, ma nons i può essere antispecisti senza essere antirazzisti. Gli antispecisti vogliono combattere ogni discriminazione (di razza, di genere e di specie). Capito?By Thoreau
Risponde Maf
E bravo Thoreau, ti ritrovo solerte nella risposta, e sono felice di saperti attento nel forum. In ogni caso queste varianti o approfondimenti che riguardano gli animali, non sono sempre chiare all'uomo della strada. Certo adesso dopo la tua breve ma precisa considerazione, anche un ignorantone in materia come me, ne capisce qualcosa.
Credo ci sia un'ignoranza di fondo, per il fatto che non tengo animali, essendoci già io in famiglia basto ed avanzo, e quindi non si è troppo inclini all'approfondire queste questioni. Tu che dici Thor ? Ehm Thoreau, scusa non volevo infierire. Eheheh
Però, sinceramente, pensandoci. Siamo certi che ci sia una forma di razzismo, contro gli animali? Non è una esagerazione? Diciamo che forse c'è una non considerazione assoluta, che però non vuol dire avversione preconcetta come nel caso del razzismo tra umani?
Il punto è questo...
...quei padani a cui facevi riferimento probabilmente mostravano un certo interesse verso un qualche cagnolino, ma, altrettanto probabilmente, non ne hanno alcuno per il maiale che si ingurgitano tutti i giorni. Ecco questo è specismo!Considerare la vita dell'uomo superiore a quella del cane e quella del cane superiore a quella del maiale. L'antispecismo dice: L'uomo è un animale come gli altri e non può vantare diritti sulle altre specie animali..L'antispecismo va oltre l'empatia per il mondo animale (che è già qualcosa, sia chiaro..) per arrivare alla conclusione che tutte le specie animali hanno la medesima dignità. Per esser antispecisti non è quindi necessario "amare gli animali" così come per essere antirazzisti non è necessario amare i neri o i cinesi..Potrei non volere alcun animale in casa ma ciò non significa che non potrei essere ugualmente antispecista...L'antispecismo supera e vola alto oltre il patetico amore per gli animali da compagnia...L'antispecismo nega, per finire, l'antropocentrismo, ovvero che per qualsiasi ragione (religione, scienza ecc.) l'uomo sia al centro dell'universo..Ciao by Thoreau
Risponde Maf
Beh hai posto la questione in termini chiari. Io sentito questo non sono certo di essere antispecista, anche se considero giusto il rispetto per tutto, compresi gli animali. In fondo proprio perchè l'uomo è l'unico a porsi alcuni problemi come lo specismo o antispec. dimostra che non è una delle speci animali. E' qualcosa i diverso. Capisco il desiderio di uguaglianza, ma neppure si può ignorare l'oggettiva diversità di un essere pensante. L'uomo di fatto è al centro dell'Universo che piaccia o non piaccia ed anche se sovente lo è in modo negativo, per se stesso, per i suoi simili e per le speci animali.
L'uomo è al centro, anche nella considerazione che lo vede protagonista in negativo. Solo lui e non gli altri animali potrebbe distruggere il pianeta o qualcuna delle specie, compresa quella umana.
Eh Thoreau avremo da discutere per eoni.
Risponde Maf
Inoltre bisogna aggiungere che la sopraffazione di una specie sull'atra c'è sovente in natura. Il lupo azzanna l'agnello, il leone la gazzella e pensa un pò perfino l'uccellino, infierisce sull'inerme lombrico, per sopravvivere.
Allora da un lato si nega che l'uomo è al centro dell'universo, però nemmeno lo si considera come le altre specie, in cui nessuno si cura delle specie altre, se non appunto l'uomo, proprio perchè è al di sopra di tutte ed è l'unico in grado di farlo. Con qualche "umano" paletto legato alla sua sopravvivenza. Infine se l'uomo mangia il pesce o il pollo, non fa nulla che non facciano gli altri, tranne gli erbivori. Occorre la saggezza , casomai di distinguere l'impiego necessario alla sopravvivenza di alimenti di origine animale, dall'uso e abuso per circostanze inutili, come le pellicce, lo sport caccia e pesca, i tori nelle arene, gli animali in gabbia, i maltrattamenti di animali, gli abbattimenti he provocano l'estinzione ecc...
risponde Thoreau
..in passato i bianchi europei e cristiani si ponevano al centro dell'universo e i neri, i pellerossa ecc. erano subumani, non degni di attenzione e rispetto. Diseguali ai bianchi insomma. Oggi lo stesso principio è applicato agli altri animali non-umani. Io non nego ai cacciatori-raccoglitori il diritto di andare a caccia, nego il diritto di allevare, rinchiudere in gabbie ecc. gli altri animali, poiché questo non è necessario per la nostra sopravvivenza. Poiché l'uomo è un animale pensante, allora si possono trovare alternative alla carne e ai derivati che non arrecchino inutili sofferenze ad altri esseri viventi. SE vivessimo in uno stadio "primitivo" allora la caccia potrebeb essere legittima, se fosse l'unica possibilità di vita, ma siccome non viviamo in un tale stadio e siccome siamo animali pensanti, per lo più onnivori e non carnivori, allora è giusto eliminare dal nostro DNA ogni forma di discriminazione. La liberazione umana va di pari passo con quella animale.
Risponde Maf
La penso quasi esattamente come te. Ho visto un film recentemente, in cui all'inizio della dominazione spagnola in America, l'assedio degli spagnoli, era intervallato dall'assedio di una tribù, che ne voleva sottomettere un'altra. L'umanità è qualcosa di molto complesso e ciò che reputiamo male o errore, non è classificabile per compartimenti stagni.
Più che le definizioni che possono creare settarismi occorre una presa di coscienza generale sull'inutilià ed il danno ambientale che creano alcune pratiche, come caccia e pesca, quando non comportano il sostentamento di chi le pratica o di un potenziale consumatore, vedi ad esempio la pesca sportiva e non sportiva. Sul discorso vegetariano, qui si spazia in varie interpretazioni. Premetto che sono stato vegetariano abbastanza intransigente, ora non più. Intanto occorre capire che ci sono problemi di ordine culturale, da cambiare. E' un processo lungo ed attuabile attraverso l'informazione. Non puoi certo imporre il vegetarianesimo, ma si può convincere ad esserlo, così come si può convincere alla eliminazione della violenza inutile e gratutita sugli animali. Questo è il primo passo, prima ancora di convincere la collettività sull'alimentazione.
Ci sono questioni complesse, già discusse nel furum indyano, tipo la viivisezione, o gli esperimenti sugli animali che, comunque, sono fatti nell'interesse degli umani.
Inoltre immagina che ogni intervento pratico comporterebbe la dismissione di settori produttivi, commerciali ed occupazionali della vita sociale. Questo è un motivo molto condizionante, anche per chi è chiamato a legiferare.
La coscientizzazione collettiva, può avere un ruolo fondamentale, sia per chi è obbligato a tenerne conto in fase legislativa, sia per convincere oltre ai consumatori, anche i produttori di certe manufatti che vengono dagli nimali (vedi pellami e pellicce) o che sevono per uccidere gli animali, vedi armi o attrezzature per la pesca ecc..
Il cuoio e pellame, la cui utilià, a volte non è superata dai materiali ecologici, l'impiego è subordinato all'uso alimentare, quindi il danno è riflesso. L'utilizzo di prodotti di provenienza da animali, comunque deceduti, non crea sofferenza.
Questa considerazione potrebbe offrire spunti per aprire una fase intermedia, in cui l'utilizzo di queste parti animali, sia subordinato al decesso per cause naturali dell'animale.
Ecco alcuni spunti per la discussione