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Il racconto della vita a Gaza sotto le bombe
News
■ Gaza, ancora raid israeliani: 285 morti
Barak: possibile operazione terrestre
Approfondimenti
■ Intervista/1, il palestinese. Barghouti: massacro, non operazione militare
■ Intervista/2, l'israeliano. Sneh: Hamas sapeva che avremmo reagito
■ Il codice militare "Piombo Fuso" ispirato da una filastrocca ebraica
■ Abitanti di Gaza ricevono telefonate intelligence di Israele
■ Cautela nel mondo islamico, per ora
nessun appoggio incondizionato
■ Papa: «Imploro fine violenza e nuova tregua»
FotoGallery
Pubblichiamo integralmente il testo dell'agenzia Ansa con la testimonianza di Safwat Al-Kahlut, giornalista dell'Ansa che vive a Gaza.
di Safwat Al-Kahlut GAZA (28 dicembre) - «La scorsa notte è stata una delle più fredde
che abbiamo avuto finora. Mio figlio di cinque anni Abdelrahman - che
noi chiamiamo Abbud - ha voluto dormire con me assieme ai suoi quattro
fratelli e sorelle. Hanno paura di restare soli per i continui
bombardamenti israeliani. Abdelrahman mi ha chiesto di chiudere le
finestre della stanza perché aveva molto freddo. Ma io gli ho spiegato
che era meglio tenerle aperte perché il bombardamento potrebbe mandarle
in frantumi. Ma non mi ha capito. Per riscaldare i miei figli ho
portato loro altre coperte».
«Sono stato fortunato nel decidere di tenere aperte le finestre perché
un aereo israeliano ha colpito molti siti vicino a casa, come
prevedevo. Tra questi le emittenti TV di Hamas Al Aqsa e Moschea Al-Shifa, che distano non più di 400 metri da casa».
«Il mattino dopo, quando mi sono svegliato, Abbud ha chiesto alla mamma
di dargli il latte ma lei gli ha risposto che non ne avevamo. Perché?
Ha chiesto meravigliato e lei gli ha risposto che gli israeliani non
fanno passare i generi alimentari. Ma lui non ha capito. La madre
allora gli ha detto: 'Perché non prendi il tè? Lui: Sì, il tè mi
piace'».
«Ma poi mia moglie è venuta da me per dirmi che non c'era l'acqua per
il tè perchè mancava l'elettricità, che a Gaza è necessaria per pompare
l'acqua nei cassoni sui tetti delle case. Ho quindi speso molte ore per
cercare il gasolio necessario per azionare il generatore per pompare un
po' d'acqua nel serbatoio di casa».
«Più tardi, mentre ero in strada, un cacciabombardiere F.16 israeliano
ha attaccato la prigione di Gaza, e le bombe hanno fatto tremare le
case tutto attorno. Poco dopo l'eco di una sparatoria di kalashnikov ha
rotto il silenzio. Era la sparatoria che accompagnava i funerali delle
persone uccise ieri. 'Vendetta, vendetta o Ezzedin Al Qassam (è il nome
del braccio armato di Hamas, ndr)', 'Morte all'America, morte a
Israele', gridava la folla attorno alle salme ricoperte dalle bandiere
palestinesi. Molte salme sono quelle di agenti della polizia di Hamas,
uccisi nei raid aerei di ieri. Quello di Israele, esclamavano molti tra
la folla, 'è stato un vero massacro a sangue freddo'».
«Le strade di Gaza sono anche oggi quasi vuote, ad eccezione dei
funerali, delle tende per il lutto dove si ricevono le condoglianze per
i parenti uccisi, delle ambulanze che corrono dopo ogni bombardamento
seguite dalle auto della stampa».
«La scorsa notte mi ha svegliato il suono del mio telefono cellulare.
Era il mio amico Abu Ahmed che aveva molta paura. Ha detto che sua
moglie ha ricevuto sul suo cellulare un messaggio registrato
dell'intelligence israeliana. Nel messaggio, secondo Abu Ahmed, una
voce anonima diceva: 'alla popolazione civile di Gaza: vi ammoniamo a
non portare armi e a non tenerle in casa altrimenti ve la
bombarderemo'. È aggiungeva: 'se siete in contatto con terroristi anche
voi sarete un obiettivo'. Io ho cercato di calmarlo, dicendogli: 'non
stanno per colpirti e questo messaggio è stato mandato a molta gente'.
Ma per tutta la notte Abu Ahmed è stato sveglio per la paura».
«A Gaza ci sono due stazioni radio popolari, quella di Hamas si chiama Al Aqsa e quella della Jihad Islamica, che si chiama Al Quds.
Mentre sentivo il notiziario su Al Quds, improvvisamente si è inserita
una strana voce ed è cominciato questo messaggio registrato: 'Questo è
l'esercito israeliano. Ammoniamo gli abitanti di Gaza a tenersi lontani
dai terroristi altrimenti saranno colpiti'».
«Gli israeliani hanno aumentato la pressione e oggi hanno cominciato a
colpire anche i tunnel usati per contrabbandare merci (anche armi,
secondo Israele) dall'Egitto a Gaza. Dopo la decisione israeliana di
chiudere i valichi sono rimasti gli unici canali aperti per ricevere
cibo e merci».
«A Gaza molti sono furibondi con l'Egitto. Fawzi Barhum, portavoce di
Hamas, ha attaccato il presidente palestinese Abu Mazen (Mahmud Abbas,
ndr) e il ministro degli esteri egiziano Ahmed Abul Gheit perché hanno
criticato Hamas e lo hanno accusato di essere responsabile di questa
crisi. Barhum ha detto che Hamas non si piegherà mai».
«Dense nuvole di fumo nero dei bombardamenti oscurano i cieli di Gaza,
segnalando che l'offensiva di Israele continua. Nelle vie i passanti
circolano portando radioline accese per sentire le ultime notizie,
sperando che siano buone».
| A.M.P. Transiti e Malfattori, storia infinita | MAr, 24/11/2009 - 15:03 |
| Chi sono i ladri ? | Mer, 18/11/2009 - 10:51 |
| Fermi e cariche al corteo di stamattina | MAr, 17/11/2009 - 14:00 |
| L'accoglienza | Dom, 08/11/2009 - 07:38 |
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| C'è del marcio in Danimarca. | Gio, 22/10/2009 - 23:40 |
| Sciopero Generale. | Lun, 19/10/2009 - 09:46 |
| Manifestazione nazionale per i cinque | MAr, 06/10/2009 - 18:27 |
| Un altro autunno un'altra crisi | Sab, 03/10/2009 - 15:17 |
| Summit UNESCO a Monza: Cultura e autorganizzazione contro la vetrina del Forum | Ven, 18/09/2009 - 22:25 |
Commenti
Claudio Maffei
Alcuni paesi arabi contestano ad Hamas di essere la causa della reazione israeliana.
Sì però la reazione è
Sì però la reazione
è peggiore della provocazione
Propongo la descrizione di
Propongo la descrizione di Wikipedia, ci sono notizie interessanti.
Hamas
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Ḥamās, acronimo di Ḥarakat al-Muqāwwama al-Islāmiyya (in arabo: حركة المقاومة الاسلامية, "Movimento di Resistenza Islamico", ovvero حماس, "entusiasmo, zelo") è un'organizzazione religiosa islamica palestinese di carattere paramilitare e politico, che attualmente detiene la maggioranza dei seggi dell'Autorità Nazionale Palestinese. [1]
Fondata da Ahmad Yasin, Abdel Aziz al-Rantissi e Mohammad Taha nel 1987 come appendice dei Fratelli Musulmani nella creazione di uno Stato islamico in Palestina effettuava inizialmente attentati suicidi contro civili ed esercito israeliano[2].
Hamas gestisce anche ampi programmi sociali, e ha guadagnato popolarità
nella società palestinese con l'istituzione di ospedali, sistemi di
istruzione, biblioteche e altri servizi in tutta la Cisgiordania e Striscia di Gaza.[3]
Lo Statuto di Hamas richiede la distruzione delle Stato di Israele e la sua sostituzione con un Stato islamico palestinese
nella zona che ora è Israele, la Cisgiordania e la Striscia di Gaza. La
stessa carta dichiara che "Non esiste soluzione alla questione
palestinese se non nella Jihad" [4] [5]
L'ala politica di Hamas ha vinto numerose elezioni amministrative locali in Gaza, Qalqilya, e Nablus.
Nel gennaio 2006, Hamas ha vinto con una vittoria a sorpresa le
elezioni parlamentari palestinesi, prendendo 76 dei 132 seggi della
camera, mentre al-Fatah ne ha presi 43.[6]
A seguito della Battaglia di Gaza (2007) i funzionari eletti di Hamas sono stati allontanati dalle loro posizioni dall'Autorità Nazionale Palestinese in Cisgiordania, e i loro posti sono stati sostituiti dai rivali di Fatah e da membri indipendenti; molti palestinesi e altri esperti considerano questa mossa illegale.[7][8] Il 18 giugno 2007, il Presidente palestinese Mahmoud Abbas (Fatah) ha emesso un decreto che mette fuorilegge le milizie di Hamas.[9]
Hamas è elencata tra le organizzazioni terroristiche dal Canada,[10]Unione Europea,[11][12][13][14] Israele,[15] Giappone,[16] e Stati Uniti,[17] e è bandita dalla Giordania.[18] Australia[19] e Regno Unito[20] elencano solo l'ala militare di Hamas, le Brigate Izz ad-Din al-Qassam, come organizzazione terroristica. Gli Stati Uniti e l'Unione Europea hanno effettuato misure contro Hamas a livello internazionale.[11][21]
Secondo il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti il gruppo ottiene finanziamenti da Arabia Saudita, Iran, espatriati palestinesi e benefattori privati.[17]
Mario
In parte queste notizie spiegano la crudeltà degli israeliani.
Quando sio legge che: "Lo Statuto di Hamas richiede la distruzione dello Stato di Israele e la sua sostituzione con un Stato islamico palestinese
nella zona che ora è Israele, la Cisgiordania e la Striscia di Gaza. La
stessa carta dichiara che "Non esiste soluzione alla questione
palestinese se non nella Jihad"
Claudette
autore:
((A))
Attacco israeliano su Gaza: siti e blog utili
Siti (inglese)
www.palestinemonitor.org
www.alternativenews.org
electronicintifada.net
www.palsolidarity.org
www.freegaza.org
www.stopthewall.org
Siti e blog (italiano)
www.infopal.it
www.peacereporter.net
www.lettera22.it
Vittorio Arrigoni è un attivista di ISM (International Solidarity Movement). Sequestrato e poi espulso da Israele nel novembre scorso e rientrato a Gaza nel penultimo viaggio di "Free Gaza". Ora si trova nella Striscia.
Blog di Vittorio Arrigoni
Un blog molto interessante è quello di Paola Caridi, giornalista e scrittrice. Il suo libro "Arabi Invisibili" ha vinto il Premio Capalbio 2008.
invisiblearabs.blogspot.com
Blog dalla Palestina
Il blog di un giovanissimo giornalista e producer palestinese Sameh Akram Habeeb.
www.gazatoday.blogspot.com
Il "diario di una madre palestinese" Laila El-Haddad, giornalista e fotografa che vive tra Gaza e gli Stati Uniti.
a-mother-from-gaza.blogspot.com
Il blog di Fida Qishta, coordinatrice ISM.
www.sunshine208.blogspot.com
palestineblogs.net
Libere menti, per una libera Palestina
palestinethinktank.com
Il blog di Sharon Lock, volotaria dell’ISM che vive a Gaza dal mese di agosto.
talestotell.wordpress.com
Video you tube
Canale di sunshine208p
Canale di adampal2008
Florilegio sulla Palestina
Florilegio sulla Palestina
[Riproponiamo, qui di
seguito, una serie di interventi apparsi, all’inizio del mese di aprile
del 2002, sulla mailing list "Movimento”]
“… questa non é la guerra di una potenza imperiale contro i popoli,
ma fra Stati sulla pelle dei popoli, di più quello palestinese, un po'
meno quello israeliano, meno ancora quello americano, meno ancora
quello svizzero. Se continuiamo a parlare di paesi, di americani, di
inglesi, di italiani invece che di esseri umani, per quanta buona
volontà mettiamo, parliamo la lingua del nemico, nella quale le cose
della rivoluzione non trovano voce”.
Paolo Ranieri
* * *
DA UN INTERVENTO DI PAOLO RANIERI [...] La “causa palestinese”,
diciamolo una buona volta, per metà é un'invenzione e per metà una
porcheria.
I palestinesi, intesi in tal senso gli arabi di Palestina, perché
gli israeliani sono palestinesi pure loro da parecchi decenni, vengono
sfruttati da tutti: stati arabi, sinistre europee, stato d'Israele,
leader locali, in passato l'Urss, un tempo i britannici, quasi sempre
gli Usa, e così via, per tenere in vita una guerra continua, in cui
tutti costoro trovano di che guadagnare, in potere e in danaro.
Dal 1948 tutti costoro si fanno la guerra sulla pelle dei
palestinesi, incitandoli a resistere, a battersi, a reagire, a farsi
saltare in aria, e prima a dirottare aerei, ammazzare civili. La loro
sorte é fra le più disgraziate di quest'epoca, che non lesina in
disgrazie. Se un discorso potrebbe forse salvarli, o avrebbe potuto
salvarli tempo fa, poteva essere quello di una rigorosa e radicale
non-violenza.
Questa strada é stata sempre boicottata da leader israeliani del
tipo di Sharon, ma altrettanto dalle diverse leadership palestinesi e
arabe, e per molti versi anche da buona parte del fronte militante di
solidarietà con la Palestina nel mondo (quelli di "A-a-a-al Fatah
vincerà!"). Io trovo pazzesco e questo sì, ben poco amico della
gente che vive lì e muore lì, solidarizzare con una lotta come quella
dei kamikaze, dando fiato a una pratica antiumana e mortifera.
Se uno pensa che é meglio morire che continuare così, si faccia pure
saltare; ma abbia la compiacenza di non mandarci altri, e di non fare
il tifo da lontano per chi lo fa. La battaglia di Palestina é una
battaglia spettacolare e , come buona parte dello spettacolo dei giorni
nostri, una battaglia con veri morti e vero sangue.
Non é un caso che vi siano accorsi spettacolisti di un sacco di
paesi a inseguire i riflettori fino in mezzo ai traccianti e alle mine.
Io credo che ciò che urga per la Palestina e per il mondo, sia una
diserzione di massa, e a tale diserzione, che é diserzione dalla guerra
dello spettacolo, ma pure dallo spettacolo multimediale della guerra,
io invito. E non é che dico che ho ragione perché tanti stanno a casa:
verifico, come tutti, che i più stanno a casa. E ipotizzo che sia
perché non si sentono coinvolti, perché pensano che per loro non ci sia
nulla da fare.
***
UNO SCAMBIO TRA “PAOLOPUNX” E PAOLO RANIERI
PaoloPunx: Quando si spara sulle ambulanze, si fanno morire
dissanguati i feriti, si freddano con un colpo alla testa i
prigionieri, si spara e si abbattono le case di civili come forma di
ritorsione, qual'è la differenza tra questi atti ed il nazismo?
Paolo Ranieri: Nessuna. Ma va detto che anche sparare sui passanti
con armi automatiche, mettere bombe dentro ristoranti e discoteche e
autobus, peggio se in forma suicida, appartiene al medesimo ordine
delle cose. Questa d'altronde non é una novità: un'iconografia
della Resistenza fessa e interessata ci ha abituati a contrapporre gli
spregevoli combattenti di Salò che morivano e uccidevano per opporsi
all'invasore americano e al suo alleato, il vile badogliano, ai fulgidi
combattenti partigiani che morivano e uccidevano per opporsi
all'invasore germanico a al suo alleato, il vile fascista.
La differenza vera e unica con i fascisti, quelli di un tempo e
quelli di oggi, consiste nel battersi per un altro mondo, dove stati,
nazioni, bandiere e religioni siano solo un grottesco e inverosimile
ricordo di tempi segnati dalla barbarie. I combattenti per
l'affermazione di un'identità, di un diritto, di un'esclusività, sono
tutti sostanzialmente identici. Anche se, certo, il coraggio di chi
attacca solo un carro armato ci può suscitare un moto di solidarietà
che il pilota del cacciabombardiere o il lanciatore di missili non ci
ispirano proprio.
Ma, di fatto, sono composti della medesima merdosa materia
prevaricatrice ed autoritaria, e solo il diverso successo li rende
apparentemente diversi. Gli ebrei assassini di oggi sono gli eredi
degli ebrei perseguitati d'un tempo, e i cinesi perseguitati ed offesi
per secoli sono i carnefici del Tibet, e i vietnamiti, i russi, i
cubani, i tutsi, gli hutu...chi si batte per una nazione, attuale o
futura o passata é sempre un integrale nemico dell'umanità, prima di
tutto la propria.
Cessi infine ogni solidarietà con qualsiasi lotta di liberazione
nazionale, con qualsiasi discorso sui diritti dei popoli, sui diritti
collettivi; basta con gli appelli all'Onu, alleanza di tutti gli stati
per opprimere (perfino la Svizzera ha ceduto) tutti i viventi.
Bruciamo le bandiere, prima fra tutte il porco tricolore; liberiamo
le nostre città dalle carogne in uniforme, come tanti compagni in tanti
paesi, in Grecia, in Argentina, in Palestina, un po' dappertutto,con
alterno successo, cercano di fare.
Ciò che davvero sorprende non é la così modesta solidarietà con
l'Intifada, ma che non ci sia un'Intifada in ogni parte del mondo, in
ogni villaggio, dovunque la merce e la legge opprimono e alienano.
PaoloPunx: La scusa del terrorismo da combattere è la stessa con cui
i nazisti giustificavano i massacri, le rappresaglie, le fosse
ardeatine, ecc. ecc. Eppure, nonostante l'evidenza, tutto è lecito,
deprecabile, ma lecito! Il rispetto dei diritti umani, le convenzione
come quella di Ginevra, le risoluzioni dell'ONU, sono atti vuoti,
quando l'impero deve mostrare il suo volto feroce!
Paolo Ranieri: Cioé sempre: tutta quella roba é stata e sempre sarà carta igienica
PaoloPunx: Eppure molti di noi si sono chiesti: com'è possibile che
un popolo come quello ebraico che ha subito, come e più di altri
(gitani a parte), le ingiurie del nazismo, possa riprodurre ed
utilizzare le stesse tecniche dei loro passati carnefici? Perché si é
costituito in uno stato. Anzi a giudicare dalle presa di posizione di
molte comunità ebraiche, ad iniziare da quella di Roma, si rivendica
proprio in nome delle passate persecuzioni una sorta di eterna
autorizzazione a fare qualunque cosa, a compiere qualunque atto, e chi
non è d'accordo è tacciato di antisemitismo filonazista.
Paolo Ranieri: d'altronde i palestinesi non pretendono, in quanto
oppressi, di essere giustificati in azioni che non si possono che
definire terroristiche, intese cioè a seminare il terrore fra la
popolazione civile - un proposito che può apparire interessante solo
per uno stato o per chi aspiri a diventarlo, per chi , comunque,
desidera, che la gente si sottometta?
PaoloPunx: Bene questi signori sono RAZZISTI, pensano che la loro
sia la razza eletta (da Dio), schiacciano le altre etnie con spregio,
per loro le vite dei palestinesi non valgono nulla. Questi signori sono
NAZISTI, usano gli stessi metodi del terzo Reich, massacrano, non
rispettano nessuno, il culto della sopraffazione ed occupazione
militare anima i loro cuori, si sentono invincibili, giustificano
qualunque azione in nome della rappresaglia contro il terrorismo! A
giudicare dagli ultimi avvenimenti viene quasi da pensare che il
problema tra ebrei e nazisti fosse dettato semplicemente dalla
concorrenza!
Paolo Ranieri: in parte, anche in senso parecchio profondo, si può
ben dire, certo: ma bada che quel che dici di ebrei e tedeschi, o di
sionisti e nazisti (cerchiamo di fare paragoni fra enti simili, dai!),
vale per tutte le nazioni e tutte le ideologie proprietarie della
storia e della geografia. I popoli esistono unicamente per affermare la
loro identità opprimendo e perseguitando altri popoli. La pretesa di
possedere un a terra, di avere con essa un rapporto privilegiato, é
l'essenza del fascismo. Nota bene che il concetto di nazione, quale
oggi ci tocca conoscere, nasce nella stessa epoca, con i medesimi
argomenti e ad opera delle medesime forze che scatenano il capitalismo.
PaoloPunx: Eppure il più grande errore che si potrebbe fare è quello
di finire anche noi per giudicare tali persone dall'appartenenza ad una
razza! Io non ho nulla contro persone di etnia ebraica, ma considero
razzisti e nazisti sia SHARON che la maggior parte delle comunità
ebraiche (o per lo meno i loro portavoce)
Paolo Ranieri: va detto che la maggioranza degli ebrei della
diaspora non si considerano appartenenti ad alcuna comunità, e gli
israeliani credo si facciano rappresentare da Sharon più o meno quanto
noi ci consideriamo rappresentati da Berlusconi Sono governanti, ed
agiscono sfruttando e distorcendo le forze del loro stesso popolo, sono
i suoi primi nemici. Come Arafat d'altronde, per i palestinesi.
(…)
PaoloPunx: Considerare tutti gli italiani berlusconiani o tutti i
tedeschi del 1935 dei nazisti sarebbe veramente sciocco, così come
considerare tutti gli ebrei dei nazisti sionisti; però proprio coloro
che si dicono tanto preoccupati della rinascita dell'antisemitismo oggi
ne sono i principali responsabili. Quello che a me preoccupa è
l'assordante silenzio degli ebrei nei confronti di questi atti
oggettivamente nazisti. Così sembra che tutti siano d'accordo,
rivendicando un triste primato: gli unici che possono fare i nazisti
siamo noi, perché siamo stati perseguitati dai nazisti..Ora è evidente
che ciò che sta accadendo in Palestina goda di un evidente appoggio del
governo USA e che le truppe imperiali utilizzate nelle recenti guerre
"umanitarie", nonostante le violazioni di risoluzioni ONU e di diritti
siano ben più gravi che in precedenza, rimangano in caserma o peggio
preferiscano scorazzare altrove (Afghanistan, Iraq, ecc.). Sarebbe un
dramma se anche noi pensassimo di risolvere il problema con un
bell'intervento militare multinazionale (imperiale). Quello che invece
dovremmo praticare è un sano boicottaggio dei prodotti israeliani,
meglio ancora dei capitali che vengono trasferiti dagli Usa e dalle
varie lobbie ebraiche allo Stato di Israele per sanarne i bilanci di
guerra, chiedendo....
Paolo Ranieri: al governo italiano?
PaoloPunx: ...anche l'immediata interruzione di ogni rapporto
diplomatico commerciale con Israele ed il disconoscimento di quello
Stato, perlomeno fino al totale ritiro dai territori occupati durante
la guerra dei sei giorni!
Paolo Ranieri: non sei l'unico a operare una distinzione stramba fra
l'occupazione del 1948, riconosciuta legittima, a fronte di una pretesa
illegittimità dell'occupazione del 1967; in effetti, non c'é una vera
logica a far questo, salvo che uno sfoggio (ma con chi? stati e
individui non comunicano fra loro) di moderazione.
PaoloPunx: Quelli che oggi si nascondono gridando all'antisemitismo
sono in realtà complici di un fottutissimo stato nazista e perlomeno
dovrebbe avere il buon gusto di tacere! Saluti e baci Paolo Punx
Paolo Ranieri: In sostanza, gli stati sono tutti razzisti,
nazionalisti e socialisti - proprio come i nazisti: non sempre per
esprimersi necessitano di carri armati e cacciabombardieri. Se la
popolazione é quieta bastano, ad esempio, i carabinieri. Ma se vai a
vedere i nostri centri di detenzione, vedi la faccia vera dello Stato.
O un carcere, o un manicomio. La questione é semplice, dove esiste
legge, non esiste libertà: che la legge l'abbiano votata i disonesti
che hai eletto tu (come in Italia), o che ha eletto un altro (come
tocca ai palestinesi) o un monarca (come in Arabia Saudita) o una cosca
di pretacci (come in Vaticano o fra i Talebani), non cambia nulla. Ogni
volta che incontriamo un poliziotto o un militare, in qualsiasi parte
del mondo, ricordiamoci che abbiamo di fronte un collega dei
massacratori di Betlemme, di piazza Tien An Men, di Genova. Per trovare
nazisti non occorre andare a Tel Aviv: sono sotto le nostre finestre a
pattugliare il mondo… Paolo R.
* * *
DA UN INTERVENTO DI FABRIZIO
A mio avviso faremo ben poca strada se continueremo a valutare la
cosiddetta questione palestinese soltanto in termini “etici” o
“umanitari”. Condivido appieno quanto si è detto circa
l'incompatibilità tra una prospettiva di "liberazione nazionale” e
un’autentica lotta di liberazione dal dominio e dallo sfruttamento.
Se la prima, infatti, richiede il sacrificio di sé, della propria
autonomia individuale, in nome della sacralità religiosa di una "causa"
che trova la propria legittimazione in astrazioni e costrutti
ideologici, quali i concetti di popolo, nazione, razza etc.(il gesto
disperato del kamikaze che si fa saltare in aria è soltanto la variante
più estrema di tale sacrificio), la seconda,invece, é la pratica attiva
della propria libertà e delle proprie passioni, non tollera capi né
autorità, è lotta contro ogni forma di dominio, contro ogni gerarchia
etc.; essa acquista carattere universale perché distrugge tutte le
identità parziali preesistenti: è lotta di liberazione dell'intera
umanità.
Astraendo dalla oggettiva disparità delle forze in campo, la logica
che muove lo Stato israeliano e i proto-Stati costituiti dall'Anp o
dalle altre organizzazioni politico-militari palestinesi, è
perfettamente speculare: è la logica mortifera del dominio e dello
sfruttamento! Non è difficile capire che ci troviamo di fronte a due
opposti terrorismi (di Stato), le cui vittime sono indistintamente
tutte le popolazioni coinvolte: i palestinesi, massacrati dai carri
armati e dai cacciabombardieri israeliani, così come gli israeliani,
dilaniati dagli uomini-bomba che si fanno saltare nelle discoteche e
nei ristoranti.
Vittime di questa situazione sono in primo luogo i proletari,
palestinesi, israeliani e di ogni altra parte del mondo, che, stretti
nella morsa delle identità nazionali, religiose razziali etc., si
scannano a vicenda, mandati al massacro dalle rispettive borghesie
nazionali (Al Fatah e Hamas che cosa rappresentano, se non la borghesia
nazionale palestinese?).
Per evitare di appiattirsi su posizioni nazionaliste, come fa larga
parte della sinistra sedicente rivoluzionaria, è necessaria un'analisi
materialistica puntuale, che vada oltre il livello simbolico-ideologico
delle identità, e tenga conto di tutti gli attori e gli interessi in
campo, delle dinamiche sociali e di quelle economiche, e infine
dell'oggettivo intrecciarsi - a incasinare ulteriormente il tutto - di
conflitti inter-imperialistici e lotta di classe. Questo sforzo critico
costituisce sempre un passaggio ineludibile, se si vogliono individuare
le forme di lotta più adeguate, da un punto di vista di classe, a un
dato contesto.
Detto questo, mi rendo conto del carattere sostanzialmente
“onanistico” del discorso, considerato che noi tutti ben poco possiamo
incidere sulla specificità della situazione palestinese - se non,
appunto, abbandonando ogni atteggiamento da "tifoseria" e praticando
qui ed ora il conflitto e la sovversione sociale. Vedrò, comunque, di
abbozzare alcune considerazioni (non mi sono mai interessato in modo
specifico alla “questione palestinese”, quindi perdonatemi eventuali
inesattezze).
Lascerò da parte l'analisi del ruolo svolto, negli ultimi 50 anni,
dagli americani e dagli europei, il cui interesse al controllo
geopolitico di un'area strategica, in primo luogo dal punto di vista
dell'appropriazione delle risorse energetiche, è evidente. E'
interessante soltanto notare, en passant, come Stati Uniti e Unione
Europea non siano esattamente in sintonia riguardo alla "questione
palestinese". Che si tratti, in barba alle tifoserie negriane, di un
malcelato conflitto tra opposti imperialismi?. Sta di fatto che
l'adozione dello slogan "due popoli, due stati", da parte di svariati
governi e diplomazie europee, dovrebbe indurre quantomeno qualche
sospetto.
D'altra parte, sarebbe interessante, per comprendere quali interessi
siano effettivamente in gioco, sapere, ad esempio, da dove provengono
le armi e i finanziamenti che alimentano l'attività politico-militare
delle organizzazioni nazionaliste palestinesi.
Ma passiamo ad aspetti della faccenda che sono senz'altro di
maggiore interesse. Credo che si possa ravvisare nella politica omicida
che lo stato di Israele ha adottato nei confronti delle popolazioni
arabe di Palestina, sin dalla sua costituzione nel 1948, qualcosa di
molto simile a quanto il vecchio Marx definiva i "metodi
dell'accumulazione originaria del capitale".
L'espropriazione delle terre e le deportazioni hanno di fatto
prodotto un enorme serbatoio di forza-lavoro a bassissimo costo. Prima
della "seconda Intifada", su 4 milioni di profughi palestinesi circa
500.000 lavoravano in Israele, per la maggior parte ai gradi più bassi
della gerarchia salariale (per tacere degli infimi "costi di
riproduzione" di questa forza-lavoro, considerato che le popolazioni
dei campi profughi non sanno nemmeno cosa siano servizi sociali e
“welfare state”). La stessa militarizzazione dei “territori” - veri e
propri bantustan in cui palestinesi vivono segregati in condizioni di
estrema miseria - e le politiche volte allo sviluppo degli insediamenti
dei coloni, si pongono l’obiettivo palese di impedire lo sviluppo di
una economia (capitalistica) palestinese e di mantenere alcuni milioni
di proletari in uno stato di dipendenza estrema e, quindi, a totale
disposizione dell'apparato economico israeliano.
Anche ammesso che si giunga alla costituzione di uno Stato autonomo
e di una economia nazionale palestinesi (esito che non escluderei a
priori, sul lungo periodo, vista la complessità degli interessi
imperialistici in gioco), come ci si può illudere che la borghesia
locale, rappresentata da Arafat e soci, elargirebbe gratuitamente ai
proletari migliori condizioni di vita e di lavoro? Come si può supporre
che essa si manterrebbe in qualche modo autonoma rispetto a questo o a
quell'imperialismo? E anche in questo caso, che cosa cambierebbe dal
nostro punto di vista, che è quello della rivoluzione sociale?
Questa guerra, oltre ai massacri, alle distruzioni, agli attentati
suicidi, porterà, in generale, ad un deciso peggioramento delle
condizioni di esistenza di tutti i proletari: sia di quelli israeliani
sia (se possibile) dei loro più sfortunati omologhi palestinesi. Mi
sembra incredibile come gli effetti esiziali che la guerra
inevitabilmente produce a danno degli sfruttati - e che in tanti sono
pronti a denunciare, quando i conflitti hanno come protagonisti i
governi imperialisti americani ed europei – divengano ora invisibili
agli occhi dei più. Misteri dell'ideologia...
Quando parliamo dell'opportunità di disertare questa guerra, non
facciamo che rilanciare quell'opzione antimilitarista che dovrebbe
essere patrimonio di tutti i rivoluzionari! Disertare, per i proletari
palestinesi, non significherebbe affatto accettare passivamente la
propria sorte ma, al contrario, uscire dalla passività dell’alienazione
capitalista, per praticare finalmente una lotta autenticamente
liberatoria. E ammesso che ci si voglia porre come obiettivo, quello
parziale di un semplice miglioramento delle proprie condizioni di
sopravvivenza, questo avrebbe ben poco a che spartire con la
costituzione di un nuovo Stato e di una nuova patria.
Saluti Fabrizio
fonte: http://mondosenzagalere.blogspot.com/
La cronistoria dei fatti secondo l'Unione Sarda.
http://unionesarda.ilsole24ore.com/dettaglio_nel_mondo/?contentId=56483
La cronistoria I fatti giorno per giorno
Hamas
si era spinto fino a deridere Israele per la sua passività di fronte
alla pioggia di razzi Qassam dopo la fine della tregua a Gaza, il 19
dicembre; e, secondo la stampa israeliana di oggi, non sospettava che
stava per essere colpita dal più letale attacco aereo degli ultimi
decenni
Hamas si era spinto fino a deridere Israele per la sua passività di
fronte alla pioggia di razzi Qassam dopo la fine della tregua a Gaza,
il 19 dicembre; e, secondo la stampa israeliana di oggi, non sospettava
che stava per essere colpita dal più letale attacco aereo degli ultimi
decenni. Attacco che non a caso è stato sferrato sabato, quando la
religione ebraica impone il riposo religioso dello 'shabbat'. "La
disinformazione, il segreto e le menzogne", scrivono i quotidiani,
hanno spinto il movimento radicale islamico che governa la Striscia di
Gaza a non credere all'imminenza di un'operazione militare israeliana
così devastante. La sequenza degli avvenimenti sembrava dare ragione
agli integralisti. MERCOLEDI': -
dalla Striscia di Gaza piovono sul sud di Israele ben 70 razzi,
lanciati soprattutto da Hamas, nel più pesante bombardamento dalla fine
delle tregua; - da Israele non giunge nessuna risposta militare. Un
comunicato di Hamas deride il gabinetto di sicurezza israeliano "che
passa il tempo a discutere decisioni per fermare i lanci", mentre i
suoi combattenti "bombardano (il territorio israeliano) con decine di
razzi e di proiettili di mortaio". GIOVEDI': -
48 ore prima dell'inizio dell'operazione 'Piombo Fusò, il ministro
degli esteri israeliano Tzipi Livni si reca al Cairo per parlare con il
presidente Hosni Mubarak (per ottenerne carta bianca, hanno accusato
oggi manifestanti in Egitto); VENERDI': - il
ministro della Difesa Ehud Barak addirittura autorizza l'ingresso nella
Striscia di convogli umanitari; - l'ufficio del primo ministro Ehud
Olmert informa che il gabinetto di sicurezza è convocato per domenica
per "discutere" l'eventualità di un'operazione massiccia a Gaza; - il
comandante della regione sud, responsabile per Gaza, si assenta in
permesso, secondo il quotidiano Haaretz che cita un responsabile della
Difesa; secondo questa fonte Hamas, che in un primo tempo ha evacuato
le sue sedi e locali, è tratto in inganno da questa mossa e richiama i
suoi quadri ai loro posti; SABATO: - scatta
l'attacco aereo, che colpisce sedi di Hamas piene di militanti e
dirigenti. "Non si pensa che Israele possa lanciare una guerra di
sabato. L'elemento sorpresa spiega l'alto numero di morti" fra le file
di Hamas, ha scritto il quotidiano Yediot Aharonot. Decine di militanti
sono stati uccisi nel quartier generale della polizia a Gaza, dove era
addirittura in corso una manifestazione di poliziotti di Hamas. Haaretz
spiega il successo dei bombardamenti aerei anche con il minuzioso
lavoro iniziato dall'intelligence israeliana già sei mesi fa, quando
ancora erano in corso i negoziati con la mediazione dell'Egitto per
concordare una tregua con Hamas. Barak aveva chiesto un elenco dei siti
usati dai servizi di sicurezza di Hamas e da altri gruppi armati. Ne è
venuto fuori un piano di attacco con elencati tutti i bersagli:
depositi di armi, campi di addestramento, rifugi dei principali
responsabili da colpire. 28/12/2008 18:09
Corrispondente dai territori del lago.
A farla breve. C'è una Organizzazione che rappresenta il popolo palestinese, nel cui statuto l'intento dichiarato è la soppressione dello Stato israeliano. Inoltre prima degli eventi più recenti, l'ala militare di questa organizzazione promuoveva la pratica quotidiana di inviare razzi in Israele.
Pur non condividendo la risposta israeliana, neppure si può ignorare che qualcuno l'ha provocata.
Claudio Maffei
Perchè la convivenza è impossibile? Sarà una coincidenza, ma guarda caso le due parti in lotta, sono ebrei contro musulmani, cioè due religioni che non hanno maturato l'idea del perdono, dell'amore fraterno. Intant continuano imperterriti a scannarsi per decenni, secoli o millenni e ad incolparsi a vicenda. E più grande diventa il muro delle sofferenze inflitte reciprocamente, sempre più si allontana la possibilità di creare una convivenza pacifica. Ed anche la vitoria di Israele, sarà l'ennesima vittoria di Pirro. Le nuove lacerazioni, saranno l'inizio di nuovi più profondi rancori. E tutto riprenderà da capo. Purtroppo.
Obiettività
No alla violenza aberrante di Israele. No alla violenza inutile, autolesionista di Hamas.
Le colpe di Israele, non possono coprire l'irresponsabilità delle provocazioni di Hamas.
Dal newswire - ISRAELE BOIA HAMAS BOIA! MAr, 06/01/2009
autore:
vittoria Oliva
correi nella strage
Israele boia, assasina, nazista.
Altrettanto boia, assasina,nazista Hamas
che lancia i plestinesi inermi alla vendetta di Israele.
Chiusi in una striscia di terra che diventa un cul de sac, senza alcuna via di uscita, con i paesi limitrofi che chiudono le frontiere.
Tutti boia, assasini, nazisti.
Tutti correi nella soluzione finale.
Hamas feroce come Israele.
E' ORA DI BRUCIARE TUTTE LE BANDIERE!
vittoria
l'avamposto degli incompatibili
Perchè?
Perchè si persegue la sofferenza, questa sofferenza, coltivando l'odio, anzichè la pace?
http://it.youtube.com/watch?v=K5wrwZlwAq8
IMBECILLOPOLI
IMBECILLOPOLI
di Claudio Maffei
Imbecillarabi salgono sui monti per sparare.
Imbecillebrei salgono sui tanks... e sparano.
Imbecilli cavalcano l'odio e galoppano,
uccidono,
e s'azoppano ed imprecano,
mentre i loro figli crepano.
Infine piangono.
Imbecillopoli è là, nell'umano deserto mediorientale:
Manifestanti israeliani contro la guerra a Gaza
http://www.youtube.com/watch?v=mc9DN2Oi0-w&feature=channel_page
Il fatto che gli israelini manifestino contro l'occupazione di Gaza e contro la guerra, è un segnale molto importante che dà speranza.
COMPAGNI ERAVAMO, FRATELLI ERAVAMO, CAPITE?
COMPAGNI ERAVAMO, FRATELLI ERAVAMO, CAPITE?
autore:
vittoria oliva
Un compagno è venuto a trovarmi, non basta, non basta conoscersi solo
virtualmente.
E venuto a trovarmi e mi ha regalato un libro: La breve estate
dell'anarchia, vita e morte di Buenaventura Durruti..
Ho inziato a leggere il libro e ho trovato questa frase.
"Fin da bambini amici eravamo., Durruti ed io, compagni eravamo, fratelli eravamo, capite? quando appena tenevamo qualche dente in bocca, prima assai
che andavamo a scuola".
Fin da bambini amici eravamo
Compagni eravamo, fratelli eravamo, capite?.
quando appena tenevamo qualche dente in bocca.
Quali parole meglio di queste posono dire il significato vero della vita?
Si, si piange sui bambini dilaniati dalla ferocia e alcuni, i soliti, ipocritamente dicono: impossibile far vedere certe scene, turbano i nostri bambini!, creano depressione, sepolcri imbiancati! le maledizioni non sono
bastanti per la vostra vergognaa. Eh si occhio non vede, cuore non duole, le "cosacce" si possono fare, basta non mostrarle: logica religiosa, di tutte le religioni!
Si, si piange ci si dispera su queste morti, su tutte le morti,
specialmnente dei piccoli, ma io mi chiedo: e prima? prima della morte fisica cosa ci stava?
La morte dell'anima.
La morte dell'anima prima della morte dei corpi.
Fin da bambini amici eravamo
Compagni eravamo, fratelli eravamo, capite?.
quando appena tenevamo qualche dente in bocca.
Pensiamo, pensiamo e vergogniamoci per questi bambini cresciuti nell'odio reciproco.
Io sento questa come una colpa anche mia.
Non voglio, non voglio alibi, non voglio sentirmi immune da questa colpa. La colpa perchè sia redenta deve essere riconosciuta, perchè non si incancrenisca fino a farla diventare un dato di fatto NATURALE.
Fin da bambini amici eravamo
Compagni eravamo, fratelli eravamo, capite?.
quando appena tenevamo qualche dente in bocca..
Pensiamo, pensiamo alla morte dell'anima che viene prima di quella del corpo.
Pensiamo ai bambini di Gaza cresciuti in campo di concentramento, fra checkpoint e filo spinato, fra soldati e divise, fra bombe, missili, fosforo e tutte le armi micidiali,
senza pane, senza acqua, con le fogne a cielo aperto, ai loro giochi fra la polvere e il sangue: perchè io che ho conosciuto la guerra vi dico che ugualmente si gioca da bambini: ma i soli giochi che si imparano sono gioghi
di guerra: si gioca ai soldati invece che a guardie e ladrii, si gioca ai funerali, con bambole o piccoli animali morti.
Bambini a cui è insegnato solo l'odio per il nemico; pensiamo anche ai bambini israeliani a cui non manca nulla, non manca il pane, l'acqua e tutto il resto ma non sanno
Fin da bambini amici eravamo
Compagni eravamo, fratelli eravamo, capite?.
quando appena tenevamo qualche dente in bocca.
Pensiamo a questi bambini cresciti nell'odio reciproco, alla loro morte dell'anima che precede quella dei corpi e vergogniamoci.
Ora voi fautori dell'una o dell'altra causa, ditemi quale causa vale le tante morti dell'anima dei piccoli che, poi, li porterà alla sicura morte dei corpi ?
No, le mie parole non sono una esortazione ad un pusillanime pacifismo le mie parole sono un richiamo alla ragione dell'anima soltanto. Vendere l'anima al diavolo dello Stato della Patria è una colpa troppo grande e le
lacrime sui piccoli corpi sacrificati al Moloc di ideali fasulli, degli ideali dei potenti, non sono lacrime di rigenerazione, ma solo lacrime ipocrite: lacrime che fecondano l'avidità dei potenti, lacrime che danno modo a tante organizzazioni "umanitarie" di mettere su i loro baracconi da fiera del dolore per i loro guadagni, ai "partigiami" dell'una o dell'altra parte per il loro vergognoso triofalismo.
E A TUTTI I PAPI E I RE PER CONTINUARE A SFRUTTARVI UCCIDENDOVI PRIMA
NELL'ANIMA E POI NEI CORPI.
Ingrassate, ingrassate i papi e i re con le vostre lacrime!
Piangere dopo?
non serve, non serve;
o meglio SERVE SERVE
perchè è SERVILE!
piangete quando i vostri figli sono ancora vivi e li crescete alla scuola dell'odio.
Piangete quando i vostri figli non sanno:
Fin da bambini amici eravamo
Compagni eravamo, fratelli eravamo, capite?.
quando appena tenevamo qualche dente in bocca.
vittoria
L'avamposto degli Incompatibili
www.controappaunto.org
STOP THE KILLING!
STOP THE VIOLENCE!
STOP THE WAR!
... NOW!
Risponde Maf
Io la penso uguale. Purtroppo i movimenti antagonisti sono soggetti a sbalzi d'umore e di valutazioni, a seconda di chi sono i contendenti e di come sono disposti nelle battaglie e nelle guerre in oggetto.
Nella guerra in Iraq, contro la superpotenza americana, si era tutti per la Pace. Perfino la presenza delle forze di Pace, solo perchè erano in divisa. Nelle ultime vicende in Palestina, nessun pacifista ha notato i razzi di Hamas, che hanno provocato la reazione israeliana e le relative vittime. Si vuole la cessazione delle azioni militari, sì certo, ma solo da parte israeliana. Domanda. Questo è pacifismo? Direi di no. Bisogna essere contro tutte le violenze. Il sostegno ad Hamas è sbagliato, occorre sostenere il popolo palestinese, non chi vuole distruggere il nemico, come vorrebbe fare Hamas. Sostenere uno zuccone piuttosto che un altro, non cambia niente. Piuttosto le scelte di Hamas poi le paga la popolazione.
Bisogna riportare il discorso, fuori dall'ottica integralista e dall'intransigenza nazionalistica. Anche questo atteggiamento di gente che si scanna per la terra, è veramente uno spettacolo di una inciviltà che svilisce. Ma che vadano a quel paese tutti insieme questi padani-arabo-israeliani che antepogono i loro egoismi miseri nazional-territoriali, alla convivenza serena di esseri evoluti, civili, e rispettosi degli altri, seppur nella diversità. Mi son rotto di tutte queste demenzialità.
Io sono Cittadino del mondo.