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[Gaza] Relatore Onu denuncia "scioccanti atrocità" di Israele

autore: 
STOP WAR

Sarete martiri: Queste le parole dette dalla sorella sopravvissuta alle sorelle Jawaher, di 4 anni, Dina, 8, Samar, 12, Ikram, 15 e Tahrir, 17, rimaste sotto le macerie della loro casa a Jabaliya

già espulso da Israele a metà dicembre in quanto 'ospite indesiderato', il relatore speciale per i diritti umani dell'Onu, Richard Falk, rincara la dose...

16:34 Relatore Onu denuncia "scioccanti atrocità" di Israele

Il relatore speciale per i diritti umani dell'Onu, Richard Falk, ha denunciato oggi "scioccanti atrocità" commesse da Israele contro la popolazione civile nell'offensiva contro la Striscia di Gaza. "Israele impiega armi moderne contro una popolazione inerme che già sopporta da mesi un duro embargo", ha detto Falk in un'intervista alla Bbc. L'Onu afferma che almeno 62 palestinesi uccisi dall'inizio dell'offensiva, sabato mattina, sono donne e bambini e chiede un'inchiesta sugli attacchi contro i civili.

(da Repubblica)

Commenti

KNR & MMp

Piombo Fuso - di Marco CedolinE’
vero che non esiste mai una realtà oggettiva, ma solo tante piccole
effimere realtà che mutano in funzione dell’angolazione con la quale
osserviamo quello che accade intorno a noi. Lo si comprende bene di
fronte all’ennesima strage di uomini, donne e bambini che Israele ha
deciso di regalare al popolo palestinese per celebrare la fine
dell’anno. Una strage raccontata dai media con distaccata superficialità, quasi in punta di piedi, prestando la massima attenzione a compiacere gli “alleati” di Tel Aviv. Oltre
400 persone già massacrate con l’ausilio di bombe e missili, in attesa
che i carri armati israeliani invadano la striscia di Gaza per portare
a termine l’operazione “Piombo Fuso” programmata da tempo con l’intento
di annientare Hamas e qualunque prospettiva di resistenza palestinese.Piombo
Fuso, a solidificarsi al di sopra delle coscienze d’Occidente, per
sigillare qualunque anelito di umanità possa ancora pervadere una società come la nostra,...... che sta perdendo le ultime briciole di coerenza e scivolando in un medioevo dell’anima che trasuda vergogna.Ci
siamo prodigati per preservare la memoria dell’olocausto, ma quale
dovrebbe essere lo scopo precipuo della memoria se non quello di far sì
che simili abomini non si ripetano mai più? Come si può indignarsi
rispetto alle atrocità del passato, restando al contempo indifferenti e
spesso giustificando quelle che fanno parte del nostro presente?In
Medio Oriente il genocidio continua, anno dopo anno, mese dopo mese ed
ha il colore del piombo fuso che annichilisce la gente di Palestina,
mentre il resto del mondo volge colpevolmente il proprio sguardo
altrove. E’ un genocidio fatto di stragi travestite da operazioni
militari, di omicidi mirati, di sopraffazione, di muri invalicabili, di
assassini legalizzati, di omertà, della volontà di annientare un popolo
insieme con il suo diritto ad esistere, le sue tradizioni e la sua
dignità. Un popolo costretto a vivere dentro i campi profughi
nella sua stessa terra, un popolo al quale sistematicamente Israele
ruba tutto, perfino l’acqua, un popolo di ragazzini dalla gioventù
negata, troppo spesso rassegnati a morire a 14 anni lanciando pietre
contro un carro armato, poiché consapevoli del fatto che nessuno si
prodigherà mai per farli uscire dal ghetto dove sono stati gettati con
violenza prima ancora di nascere.Dalla nostra prospettiva
privilegiata di “civili” cittadini della UE che ricordano con sdegno la
Shoah, ma ostentano malcelata indifferenza di fronte al martirio del
popolo palestinese, la realtà ha i contorni netti del bianco e del
nero. Israele è un Paese civile e democratico, costretto riversare
piombo fuso sulla striscia di Gaza, come pianificato da tempo, in
risposta all’improvviso lancio di razzi Kassam verso il proprio
territorio. Hamas è un’organizzazione terroristica, incivile,
antidemocratica bensì democraticamente eletta, unica responsabile della
strage che si sta consumando.Il bianco e il nero, quello che è giusto e quello che è sbagliato, le guerre buone e
quelle cattive, la convinzione di manifestarci in qualità di alfieri
della civiltà, depositari della verità che a Capodanno faranno
esplodere i propri botti figli del baccanale consumistico - mondano,
mentre a Gaza continueranno ad esplodere le bombe. Mentre il popolo
palestinese continuerà a morire giorno dopo giorno, relegato dentro la
sua prigione, a morire senza ricordo, senza memoria, senza un perché,
senza che nulla mai possa intervenire a scalfire le nostre coscienze,
inaridite come la terra dura del deserto.Portale web Quotidiano Biblioteca Resistente , Kollettivo Nuova Resistenza & MyMiNdPrOjEcT!

Conferma atrocità: civili almeno 1/4 dei morti palestinesi

Gerusalemme, 10:22

GAZA: ONU, CIVILI ALMENO IL 25% DEI MORTI PALESTINESI
Erano semplici civili almeno un quarto sul totale dei palestinesi che hanno finora perso la vita a causa dei bombardamenti israeliani contro la Striscia di Gaza, in atto da sabato scorso: lo ha denunciato l'Unrwa, l'Agenzia delle Nazioni Unite per i Soccorsi ai Rifugiati Palestinesi. "Erano civili come minimo il 25 per cento di tutti coloro che sono stati uccisi a Gaza", ha dichiarato Christopher Gunness, portavoce dell'agenzia Onu, "e il loro numero potrebbe senz'altro essere anche piu' elevato". Stando a fonti ospedaliere locali, i morti accertati ammonterebbero ormai a non meno di 390, mentre i feriti sarebbero circa 1.900; si tratta di cifre superiori a quelle ufficiali. Pdo 311020 DIC 08.

(31 dicembre 2008)

I crimini di guerra israeliani, di Richard Falk

I crimini di guerra israeliani - 31/12/08

Falk-Richarddi Richard Falk* – «The Nation»

Gli attacchi aerei sulla Striscia di Gaza rappresentano delle gravi e massicce violazioni del diritto internazionale umanitario definito dalle Convenzioni di Ginevra, sia in relazione agli obblighi di una Potenza Occupante, sia ai requisiti del diritto bellico.

Tali violazioni implicano:

• Punizione collettiva: l’intera popolazione composta da un milione e mezzo di persone che vivono nell’affollata Striscia di Gaza viene punita per le azioni di pochi militanti.

• Civili come obiettivo: gli attacchi aerei sono stati rivolti verso aree civili in una delle porzioni di terra più affollate del mondo, certamente la più popolata del Medio Oriente.

• Reazione militare sproporzionata: Gli attacchi aerei non hanno soltanto distrutto ogni ufficio di polizia e di sicurezza del governo eletto di Gaza, ma hanno ucciso e ferito centinaia di civili; è stato riferito che almeno uno dei bombardamenti ha colpito gruppi di studenti in attesa di mezzi di trasporto da casa all’università.

Le precedenti azioni israeliane, in particolare la completa sigillatura della Striscia di Gaza in entrata e in uscita, hanno portato a una grave scarsità di medicine e carburante (così come di cibo), fino a causare l’impossibilità per le ambulanze di soccorrere i feriti, l’incapacità degli ospedali di fornire adeguatamente le medicine o le necessarie attrezzature per i pazienti, e l’impossibilità per i medici e gli altri operatori sanitari sotto assedio di Gaza ad assistere sufficientemente le vittime.

Certamente gli attacchi con razzi contro obiettivi civili in Israele sono illegali. Ma tale illegalità non fa sorgere in capo a Israele, né in veste di Potenza Occupante né di Stato sovrano, alcun diritto a violare il diritto internazionale umanitario o commettere crimini di guerra o crimini contro l’umanità nella sua reazione. Prendo atto che la progressione di attacchi militari di Israele non ha reso i civili israeliani più sicuri; al contrario, l’unico israeliano ucciso oggi dopo la recrudescenza della violenza israeliana è il primo da oltre un anno.

Israele ha altresì ignorato le recenti iniziative diplomatiche di Hamas miranti a ristabilire la tregua o il cessate il fuoco a partire dal suo termine del 26 dicembre

Gli attacchi aerei di oggi, con i catastrofici costi umani che hanno causato, sfidano quei paesi che sono stati e restano complici, sia direttamente sia indirettamente, nei confronti delle violazioni del diritto internazionale da parte di Israele. Tale complicità comprende quei paesi che notoriamente forniscono l’equipaggiamento militare, tra cui aerei di guerra e missili usati in questi attacchi illegali, così come quei paesi che hanno sostenuto e partecipato nell’assedio di Gaza che di per se stesso ha causato una catastrofe umanitaria.

Ricordo a tutti gli Stati Membri delle Nazioni Unite che l’Onu continua a essere vincolata a un indipendente obbligo di proteggere qualsiasi popolazione civile che si trovi a fronteggiare massicce violazioni del diritto internazionale umanitario, a prescindere da quale paese sia responsabile di tali violazioni. Faccio appello a tutti gli Stati Membri, nonché a tutti i funzionari e a ogni organo rilevante del sistema Onu, affinché si muovano sulla base dell’emergenza non solo per condannare le serie violazioni israeliane, ma per sviluppare nuove misure volte a fornire una reale protezione del popolo palestinese.

* Richard Falk, professore emerito di diritto e pratica internazionale alla Princeton University, è relatore speciale dell’Onu sui diritti umani nei territori palestinesi occupati e fa parte del comitato editoriale di «The Nation».

Fonte: http://www.thenation.com/doc/20090112/falk?rel=hp_currently

[29 dicembre 2008]

Traduzione di Pino Cabras - Megachip

Statement by Prof. Richard Falk (eng)

Statement by Prof. Richard Falk
http://www.imemc.org/article/58273

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