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[Gaza] Quello che i media non dicono

autore: 
mk

...ecco ciò che i media occidentali dovrebbero dire se fossero in buona fede, e che invece, sostenendo la propaganda guerrafondaia dei padroni, ed essendo perciò in totale malafede, non hanno il coraggio di dire. [tradotto da Aljazeera]

fate girare, per la miseria!

L'incapacità di Israele ad imparare

L'autore sostiene che la guerra a Gaza si ritorcerà sia contro Israele sia contro gli USA.

Di Nir Rosen

Quando George Bush, il presidente americano, entrò nel 2001 per la prima volta alla Casa Bianca, i Palestinesi venivano uccisi nell'Intifada di al-Aqsa (la Seconda Intifada palestinese).
Otto anni più tardi, mentre Bush si prepara ad abbandonare l'incarico, Israele sta eseguendo uno dei più enormi massacri della propria sessantennale occupazione della Palestina.
Gli USA, allora come oggi, sostengono con forza l'offensiva di Israele, giustificandola come se fosse in realtà difesa.
Un generale Israeliano recentemente ha minacciato di usare la forza militare per riportare Gaza indietro di decenni più o meno con lo stesso linguaggio usato prima dell'invasione del Libano, nel 2006.
Ma nonostante la devastazione Israeliana del Libano, Hezbollah ne è uscito fuori vittorioso e la resistenza Sciita ed il movimento sociale sono apparsi come eroi al mondo Arabo.
Israele sta per compiere lo stesso errore con Hamas.
La sua idea di una tregua con Hamas era che i Palestinesi avrebbero accettato tranquillamente l'assedio. Israele avrebbe loro negato i mezzi necessari per la sopravvivenza, tantomeno quelli per creare una società in grado di funzionare.
Se i Palestinesi avessero cercato di resistere, sarebbero stati schiacciati.
Come in Libano, Israele avrebbe dovuto imparare anni fa che la forza militare non può distruggere i movimenti di resistenza Palestinesi.

La questione dei media

Mentre l'esercito Israeliano bombarda ancora il milione e mezzo di abitanti di Gaza, che sono imprigionati e muoiono di fame, il mondo sta a guardare in diretta la loro triste condizione mentre i media occidentali si arrampicano sugli specchi per spiegare ed, in alcuni casi, giustificare la perdurante carneficina.
Persino alcuni media Arabi hanno cercato di equiparare la resistenza Palestinese - ed i razzi autocostruiti - con la potenza della macchina militare Israeliana.
Ad ogni modo, tutto ciò non sorprende; gli Israeliani hanno appena concluso una campagna globale di pubbliche relazioni per raccogliere il supporto per il loro assalto, addirittura ottenendo la collaborazione di alcuni stati Arabi.
Una rivista Americana una volta mi chiese di contribuire ad una discussione sul fatto se il terrorismo o gli attacchi contro i civili potessero essere giustificati.
La mia risposta fu che un giornale Americano non dovrebbe chiedere se gli attacchi contro i civili possano essere giustificati. Questa è una domanda cui i deboli, come i Nativi Americani 150 anni fa, gli Ebrei nella Germania Nazista, ed oggi i Palestinesi, dovrebbero rispondere.
Il terrorismo è un termine che normalmente si usa per descrivere ciò che 'altri' fanno, non ciò che facciamo 'noi'.
Nazioni potenti come Israele, gli USA, la Russia o la Cina descriveranno sempre la lotta delle loro vittime come terrorismo.
Però, esse non riconoscono quali atti di terrorismo la distruzione della Cecenia, il lento massacro dei Palestinesi rimasti, la repressione dei Tibetani, e l'occupazione americana dell'Iraq e dell'Afghanistan.
Le regole normative e ciò che è legale e permesso sono determinate dai potenti. Essi formulano il concetto di terrorismo in termini normativi facendolo apparire come se tali definizioni derivassero da un tribunale neutrale invece che dagli oppressori.
Per i deboli, resistere diventa illegale per definizione.
Questo uso eccessivo del linguaggio legale in realtà mina i termini fondamentali di ciò che è davvero legale e riduce la credibilità delle istituzioni internazionali come le Nazioni Unite. La legge diventa il nemico di coloro i quali lottano.
Diventa evidente che i potenti - coloro i quali stabiliscono le regole - insistono sulla legalità unicamente per preservare le relazioni di potere che fanno loro comodo o per mantenere in vita le loro occupazioni ed il colonialismo.

Resistenza disperata

I governi coloniali usano i civili strategicamente, disponendoli per rivendicare il territorio ed espropriare i nativi, siano essi le popolazioni indigene del Nord America o i Palestinesi in ciò che sono oggi Israele ed i Territori Occupati Palestinesi.
Attaccare i civili, perciò, diventa l'ultimo, il più disperato e basilare metodo di resistenza di fronte alle probabilità di essere schiacciati ed all'imminente sradicamento.
I Palestinesi non attaccano i civili Israeliani con la speranza che tale violenza possa distruggere o sconfiggere Israele.
Quando la popolazione nativa capisce che c'è un irreversibile, dinamico tentativo di spogliarli della propria terra ed identità con il supporto di un potere schiacciante, allora essi sono costretti a ricorrere a qualsiasi metodo di resistenza possano fare appello.

OLP, poi Hamas

Nel 1948, quando Israele stava per essere stabilito quale nuovo stato, 750,000 Palestinesi furono deliberatamente epurati ed espulsi dalle proprie case, e centinaia dei loro villaggi furono distrutti.
Le loro terre furono occupate da coloni che ancora oggi negano la loro stessa esistenza e fanno guerra da 60 anni ai nativi rimasti ed ai movimenti di liberazione nazionale che i Palestinesi hanno creato in tutto il mondo.
Israele, i suoi alleati nell'Occidente ed alcuni paesi Arabi della regione sono riusciti a corrompere i governanti dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP) attirandoli con promesse di potere al prezzo della libertà del loro popolo.
Questo ha quindi neutralizzato e trasformato l'OLP in un movimento di liberazione che collabora con l'occupante.
L'impegno dunque è stato trasferito ad Hamas, un movimento che ha vinto le elezioni legislative quasi tre anni fa e perciò è diventato un obiettivo per gli Israeliani.
Rinforzando l'embargo ed accettando l'assedio di Israele a Gaza, il mondo ha detto in pratica ai Palestinesi che essi sono inadatti alla democrazia.

Isolamento e radicalizzazione

Spiegando loro che non sono liberi di scegliersi i leader che vogliono, ma che devono conformarsi ai requisiti disposti da altri, la comunità internazionale sta semplicemente sempre più isolando e spingendo alla radicalizzazione i Palestinesi.
Questa radicalizzazione è cresciuta continuamente mentre Israele colpisce le infrastrutture Palestinesi, ma dice che sta unicamente colpendo obiettivi legati ad Hamas.
Questo non è vero: le forze Israeliane hanno colpito forze di polizia Palestinesi, uccidendo persone come Tawfiq Jaber, il capo della polizia - un ufficiale dell'OLP rimasto al proprio posto dopo che Hamas ha preso il controllo di Gaza.
Con le vestigia di sicurezza ed ordine debilitate dalle successive campagne militari Israeliane, a Gaza prevarrà il caos. Se Hamas verrà indebolito, non sarà un gruppo Palestinese più moderato a prenderne il posto.
Non sarà l'indebolito, corrotto ed impopolare Fatah, ma un gruppo più estremo, persuaso dai blocchi e dagli incessanti attacchi Israeliani che il compromesso e le negoziazioni con Tel Aviv sono inutili.

Politiche fallimentari

Negli ultimi 60 anni, i leader Israeliani hanno solo sfiorato la linea del 'l'unico linguaggio che gli Arabi capiscono è la forza'.
Però, è Israele ad aver usato la violenza per consuetudine per risolvere i problemi. Durante il Summit Arabo del 2002 a Beirut, la Lega Araba aveva congiuntamente offerto ad Israele delle linee guida per terminare lo spargimento di sangue e puntare ad un ampio accordo di pace regionale. Israele rispose invadendo Jenin ed uccidendo centinaia di persone.
Il mese scorso, Fatah ha lanciato una campagna mediatica per ravvivare l'iniziativa di pace del 2002, ma anche a questo tentativo la risposta di Israele è stata di estrema brutalità.
Un Israele Sionista non costituisce più un progetto attuabile di lungo termine. Gli insediamenti Israeliani, l'espropriazione della terra e le barriere di separazione hanno già da tempo reso impossibile la soluzione dei due stati separati.
Può esistere solo uno stato nella Palestina storica. Nei prossimi decenni, gli Israeliani dovranno confrontarsi con una questione fondamentale - se assicurare la transizione pacifica verso una società egualitaria in cui ai Palestinesi siano concessi gli stessi diritti che agli Ebrei.
L'alternativa in pochi anni diverrà insostenibile.
La storia ci ha mostrato che il colonialismo ha funzionato solo quando la maggior parte dei nativi è stata sterminata. Ma spesso, come nell'Algeria occupata, sono gli occupanti a fuggire. Alla fine i Palestinesi non vorranno un compromesso nè accetteranno uno stato per entrambi i popoli, e i coloni Ebrei saranno costretti ad andarsene.

Restituire la Palestina

Nonostante la sua mancanza di iniziativa per il processo di pace in Medio Oriente, la Casa Bianca negli ultimi anni è stata incapace di eliminare l'occupazione della Palestina quale causa principale per qualunque militante anti-Americano nel mondo Arabo ed oltre.
Si tratta del comune denominatore su cui prendono forma le politiche populiste Arabe. Invadere l'Iraq od offrire benefici economici agli stati in prima linea non servirà ad eliminare la questione Palestinese.
Durante i miei viaggi e le mie ricerche, ho parlato con jihadisti in Iraq, Libano, Afghanistan, Somalia ed altrove; hanno tutti menzionato la lotta dei Palestinesi come una delle proprie motivazioni.
L'America pagherà un prezzo per aver appoggiato Israele. Ben presto le cosiddette dittature moderate Arabe che collaborano con l'egemonia americana nella regione si ritroveranno in una posizione scomoda.

Perdita di credibilità

Già si notano tensioni crescenti nella regione. Damasco si è tirata fuori dalle trattative per conto terzi con Tel Aviv e la rabbia Araba è cresciuta non soltanto nei confronti di Israele e dell'America, ma anche nei confronti dei loro stessi regimi che hanno collaborato con Washington.
Alcuni Israeliani hanno iniziato ad accorgersi della scorrettezza e dell'inefficacia della strategia del loro governo. Mentre l'81% degli Israeliani supporta la campagna militare, un sondaggio ha mostrato che solo il 39% crede che servirà a sconfiggere Hamas o a ridurre la violenza.
Un editoriale di Haaretz, un quotidiano Israeliano, si è spinto addirittura a definire Israele "il prepotente della regione" (The neighborhood bully strikes again).
Barack Obama, presidente neo-eletto degli USA, rimane in silenzio mentre Israele uccide i Palestinesi impunemente. Con il suo silenzio esprime la propria complicità.

[Nir Rosen è un giornalista di Beirut, lavora al Centro Universitario di Legge e Sicurezza di New York ed è autore de "Il Trionfo dei Martiri: Il Viaggio di un Giornalista nell'Iraq Occupato".]

Israel's failure to learn
http://english.aljazeera.net/focus/2008/12/20081230122143645275.html

Commenti

Scriviamo un messaggio a Claudio Pagliara

Scriviamo un messaggio a Claudio Pagliara
http://ilpopolosovrano.splinder.com/post/19451927/Scriviamo+un+messaggio...

L'indirizzo email della redazione esteri del tg1 è:
tg1.esteri@rai.it
--- 
Mandiamo lettere di protesta alla direzione del tg3 per l'inqualificabile servizio svolto in questi giorni.
http://www.infopal.it/leggi.php?id=10250

BUON 1984!

BUON 1984

Voi che ascoltate solo le nostre versioni, e siete la stragrande maggioranza degli esseri umani, siete convinti che la carneficina di Gaza sia un'inevitabile e pura azione di autodifesa.Con i nostri ministeri della Verità e dell’Amore vi convinceremo in TV di ben altro. Sarete il nostro gregge fino alla guerra mondiale.Auguri orwelliani da tutte le redazioni mainstream.

http://www.megachip.info/

Dal furum di indylombardia

 Quello che non leggi mai è la provocazione di Hamas
Dal furum di indylombardia:

La cronistoria dei fatti secondo l'Unione Sarda.

Inserito da Anonimo il Gio, 01/01/2009 - 20:19

http://unionesarda.ilsole24ore.com/dettaglio_nel_mondo/?contentId=56483

La cronistoria I fatti giorno per giorno
Hamas
si era spinto fino a deridere Israele per la sua passività di fronte
alla pioggia di razzi Qassam dopo la fine della tregua a Gaza, il 19
dicembre; e, secondo la stampa israeliana di oggi, non sospettava che
stava per essere colpita dal più letale attacco aereo degli ultimi
decenni

Hamas si era spinto fino a deridere Israele per la sua passività di
fronte alla pioggia di razzi Qassam dopo la fine della tregua a Gaza,
il 19 dicembre; e, secondo la stampa israeliana di oggi, non sospettava
che stava per essere colpita dal più letale attacco aereo degli ultimi
decenni. Attacco che non a caso è stato sferrato sabato, quando la
religione ebraica impone il riposo religioso dello 'shabbat'. "La
disinformazione, il segreto e le menzogne", scrivono i quotidiani,
hanno spinto il movimento radicale islamico che governa la Striscia di
Gaza a non credere all'imminenza di un'operazione militare israeliana
così devastante. La sequenza degli avvenimenti sembrava dare ragione
agli integralisti. MERCOLEDI': -
dalla Striscia di Gaza piovono sul sud di Israele ben 70 razzi,
lanciati soprattutto da Hamas, nel più pesante bombardamento dalla fine
delle tregua; - da Israele non giunge nessuna risposta militare. Un
comunicato di Hamas deride il gabinetto di sicurezza israeliano "che
passa il tempo a discutere decisioni per fermare i lanci", mentre i
suoi combattenti "bombardano (il territorio israeliano) con decine di
razzi e di proiettili di mortaio". GIOVEDI': -
48 ore prima dell'inizio dell'operazione 'Piombo Fusò, il ministro
degli esteri israeliano Tzipi Livni si reca al Cairo per parlare con il
presidente Hosni Mubarak (per ottenerne carta bianca, hanno accusato
oggi manifestanti in Egitto); VENERDI': - il
ministro della Difesa Ehud Barak addirittura autorizza l'ingresso nella
Striscia di convogli umanitari; - l'ufficio del primo ministro Ehud
Olmert informa che il gabinetto di sicurezza è convocato per domenica
per "discutere" l'eventualità di un'operazione massiccia a Gaza; - il
comandante della regione sud, responsabile per Gaza, si assenta in
permesso, secondo il quotidiano Haaretz che cita un responsabile della
Difesa; secondo questa fonte Hamas, che in un primo tempo ha evacuato
le sue sedi e locali, è tratto in inganno da questa mossa e richiama i
suoi quadri ai loro posti; SABATO: - scatta
l'attacco aereo, che colpisce sedi di Hamas piene di militanti e
dirigenti. "Non si pensa che Israele possa lanciare una guerra di
sabato. L'elemento sorpresa spiega l'alto numero di morti" fra le file
di Hamas, ha scritto il quotidiano Yediot Aharonot. Decine di militanti
sono stati uccisi nel quartier generale della polizia a Gaza, dove era
addirittura in corso una manifestazione di poliziotti di Hamas. Haaretz
spiega il successo dei bombardamenti aerei anche con il minuzioso
lavoro iniziato dall'intelligence israeliana già sei mesi fa, quando
ancora erano in corso i negoziati con la mediazione dell'Egitto per
concordare una tregua con Hamas. Barak aveva chiesto un elenco dei siti
usati dai servizi di sicurezza di Hamas e da altri gruppi armati. Ne è
venuto fuori un piano di attacco con elencati tutti i bersagli:
depositi di armi, campi di addestramento, rifugi dei principali
responsabili da colpire. 28/12/2008 18:09

ma quale provocazione

il provocatore sei tu.

erano 6 mesi che Israele preparava l'attacco. non ci sono scuse. e 6 mesi fa - guarda tu che combinazione! - iniziava la tregua...

la "pioggia di razzi Qassam" quanti morti ha fatto? a naso direi meno di 400. e cmq i coloni lì che ci stanno a fare? tra fondamentalismo e fondamentalismo non saprei scegliere, sinceramente...

nessuno qui difende Hamas, ma bastano i media a buttargli addosso merda, checchè tu ne dica.

il punto è che quella "provocazione" non è la causa dell'attacco, e che se anche così fosse il prezzo lo sta pagando la popolazione civile.

gaza e i media italiani

niente è più schifoso di quei giornalisti che strvolgono la realtà dei fatti,non servono lettere di protesta per questi servi,bisogna andare dove lavorano,dove vivono,dove prendono il caffè,e scaricare sui loro squallidi corpi tutta la nostra rabbia,il nostro disgusto per il loro lavoro di copertura deimassacratori israeliani.

vedere anche

I trucchi della propaganda messi a nudo da Mazzetta
http://roma.indymedia.org/node/7068

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