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LA STRATEGIA DEI CAMALEONTI: COMUNITARISMO E NAZIMAOISMO.

autore: 
antifa

Dedicato a molti rifondaroli e a molte cause prese a cuore dalla sinistra. Guardia alta per non farci fregare più!

INTRODUZIONE.
Il fenomeno del cosiddetto “nazimaoismo” non è mai stato sufficientemente approfondito né dagli storiografi del neofascismo, né dai politici e dai militanti della sinistra. La “simpatia” che certi settori della destra estrema hanno spesso rivolto a contenuti ed associazioni di sinistra è però qualcosa da tenere d’occhio, perché può dare luogo anche a situazioni pericolose per chi milita in certi settori.
Già negli anni ‘20 in Germania si sviluppò il movimento dei “nazionalbolscevichi”, che abbracciava problematiche di sinistra con indicazioni nazionaliste (praticamente quello che ha detto ai tempi nostri Jean-Marie Le Pen, dopo avere vinto le “primarie” in Francia: ossia che è “socialmente a sinistra, economicamente a destra e nazionalista francese”); vagheggiavano, tra l’altro, un’alleanza con l’Unione Sovietica. Furono eliminati dal nazismo, né più né meno che gli oppositori del regime .
Dopo varie peripezie, che narreremo brevemente più avanti, a partire dall’anno 2000 gli eredi di questi nazionalbolscevichi (“comunitaristi” e “comunisti nazionalitari”) hanno iniziato a frequentare ed a cercare contatti con gli ambienti della sinistra antimperialista ed internazionalista, i cui militanti molto spesso, o per non conoscenza, o per un malinteso pragmatismo, non hanno preso le distanze da loro.
I risultati di questa attività che osiamo definire di entrismo non li abbiamo ancora visti, tranne il fatto che il movimento internazionalista italiano si sta spaccando su queste cose. Al momento in cui scriviamo queste righe, è in corso, soprattutto in rete (sulla carta stampata ben poco appare sull’argomento), una polemica sull’organizzazione della manifestazione di solidarietà con il popolo iracheno indetta per il 6 dicembre 2003, dato che tra i firmatari dell’appello qualcuno ha trovato dei nomi di persone con un passato che viene ritenuto quantomeno ambiguo. Di fronte a questa polemica, il gruppo di Voce operaia, che è tra i promotori, ha dichiarato “a noi non risulta alcun fascista tra i 700 firmatari dell’appello con il popolo iracheno che resiste e nel caso vi fossero noi le cancelleremo”; ed ancora, riguardo alle prese di posizione di Fulvio Grimaldi e di altri: “il giornalista è sfidato a portare le prove del “sodalizio” coi fascisti, non davanti al branco di scellerati committenti che lo istiga, ma davanti ad un Tribunale che, per quanto borghese deve pur rispettare la Costituzione e considera “fascista” un insulto grave, lesivo della dignità del cittadino che ne è colpito” .
Da parte nostra, vorremmo dare un piccolo contributo alla conoscenza del panorama comunitarista e delle persone che animano oggi questo movimento, pubblicando un dossier nel quale abbiamo raccolto alcune notizie su di essi. Lungi da noi l’idea di avere esaurito un argomento così problematico in così poche pagine.

 leggere tutto

http://www.nuovaalabarda.org/dossier/comunitaristi_e_nazimaoisti.pdf

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