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L'ULTIMO PARTY IN PERGOLA - VENT'ANNI DI INTENSE VIBRAZIONI_

da il manifesto:

Pergola L'ULTIMO PARTY - VENT'ANNI DI INTENSE VIBRAZIONI di Marco Philopat - MILANO

Fine. Il cuore pulsante dell'Isola smette di battere per sempre. Il centro sociale più «in» della scena milanese abbandona il quartiere simbolo di una città vivibile che cambia inesorabilmente. In peggio
Che giorni a Milano! Raccontare il tempo che scorre veloce verso il vortice malefico di una città già morta e che si trascina il tuo stesso corpo, oltre l'anima, le idee e i tuoi più cari ricordi, non è certo facile. L'altro ieri lo sgombero di Cox 18, della libreria Calusca e dell'archivio Primo Moroni, oggi mi ritrovo a scrivere un articolo sull'ultima festa di un altro spazio autogestito in città, Pergola. Mercoledì scorso ero andato a trovare gli attivisti, vecchi e nuovi, avevo eseguito una registrazione collettiva e contavo di fare un lavoro approfondito sulla loro esperienza.
Purtroppo l'urgenza delle scadenze mi costringe a limitare il mio articolo a una più semplice ricognizione aerea.
Pergola Tribe nasce nel quartiere Isola, un triangolo urbano delimitato dalle linee ferroviarie, un tempo costituto esclusivamente da antiche case di ringhiera dove abitavano gli operai assunti nelle fabbriche adiacenti. «Isola» in quanto isolata dal resto della città con un suo particolare microclima di vita. Nel 1990 un gruppo di giovani, soprattutto studentesse provenienti dal movimento della Pantera universitaria, occupa un'antica palazzina abbandonata che ai tempi ospitava stalle di cavalli e che poi venne trasformata in una piccola ditta di sanitari. L'occupazione si caratterizza da subito come una sorta di comunità urbana sul modello nordeuropeo, circa venti abitanti con un un'unica grande cucina. «Per il cibo mettevamo dieci mila lire a testa il martedì e altrettanto il sabato... E poi basta... Siamo andati avanti a vivere così per anni. I turni funzionavano e intanto nella zona aprivano altri centri sociali. Così siamo entrati anche noi nel microclima dell'Isola». Gli altri centri sociali erano il Sanantonio Rock Squat in via Garigliano, sgomberato qualche anno fa, e la Stecca degli artigiani, demolita lo scorso anno per fare posto a un grande progetto speculativo che coinvolge tutto il quartiere. Dopo qualche anno in Pergola viene aperto lo spazio multimediale chiamato Bomboclat, una parolaccia giamaicana che sebbene significhi letteralmente «le pezze che ricoprono il culo», nello slang quotidiano di strada è normalmente usata per esprimere stupore, indignazione e rabbia. Bomboclat è stato il locale più cool di Milano per tutti questi anni. Ci sarebbe da riempire almeno dieci pagine di un libro solo per elencare tutti i musicisti, italiani e internazionali, che hanno iniziato la loro carriera su quel palco e che poi sono diventati famosissimi.
Intanto, dopo una lunga mobilitazione contro lo sgombero, la proprietà si trova costretta a intavolare una trattativa che si conclude con la stipula di un regolare contratto di affitto. Il clima comunitario dopo una decina di anni - siamo alla soglia del nuovo millennio - comincia a entrare in crisi, gli abitanti s'impegnano ad accogliere i più giovani. Pergola diventa il centro informativo per gli hackers che daranno vita al nodo milanese di Indymedia e al progetto collettivo denominato Macaia, per affrontare le giornate di protesta al G8 di Genova e realizzato insieme agli attivisti di un altro centro sociale sorto in quel periodo nelle vicinanze, il Bulk, anch'esso ora sgomberato. Nel settembre del 2001, dopo il crollo delle torri, Pergola è in pieno fermento transgenerazionale, Bomboclat ormai è riconosciuto anche dalle riviste musicali patinate come il locale più all'avanguardia nella smogville milanese, gli hacker sono come scienziati pazzi lanciati nelle più ardite sperimentazioni in rete e poi, laddove le case vanno svuotandosi dagli abitanti, sorgono le nuove stanze del «Postello», una specie di ostello della gioventù, offerto a prezzi bassissimi, che funzionerà perfettamente per almeno tre anni. Il dicembre 2006 è la data in cui il contratto di affitto scade e la proprietà non ha più intenzione di rinnovare, anche perché, nel frattempo, tutto il quartiere Isola è cambiato, da antico borgo operaio è infatti ora diventato una sorta di distretto del divertimento, pieno di locali per l'intrattenimento notturno con la sola logica del profitto.
Nonostante i continui lavori di ristrutturazione realizzati, la palazzina è parecchio fatiscente e il prezzo dell'area e dell'immobile, seppur mostruoso, non sarebbe impossibile per una numerosa cordata tra gli attivisti. Dopo due anni di tentativi arriva l'Expò e il prezzo magicamente si triplica. A quel punto, pur di non mollare completamente, trovano un finanziatore privato che era disponibile a fare questo grosso investimento, con la garanzia di mantenere la destinazione a centro di aggregazione culturale per il quartiere, almeno non sarebbe caduto nelle mani degli speculatori. Anche davanti a questa offerta la proprietà non cede, anzi, forte della sentenza di appello del tribunale, impone agli attivisti di abbandonare il luogo e pagare tutti i canoni di affitto degli ultimi due anni. Un debito di quasi centomila euro che ricadrebbe sulle spalle di coloro che si resero disponibili a fare da garante sul contratto di locazione. Tutto ciò mette i pergolani in una situazione senza vie di uscite, perché qualsiasi tentativo di resistenza si scontra inesorabilmente con il fatto che quei garanti sono persone ormai del tutto estranee alla vita attuale di Pergola. Per questa ragione non hanno potuto fare altro che accettare la proposta della proprietà di azzeramento dei debiti e di tutte le pendenze legali, in cambio del rilascio dello spazio. Cosa che avverrà appunto il 30 di gennaio prossimo. «Per non farci sopraffare dalla tristezza», si legge nel loro comunicato, «abbiamo deciso di organizzare un ultimo open party per salutare tutti coloro che in questi 20 anni hanno varcato il portone di via della Pergola, godendo di tutto quello che con il cuore noi, e tutti quelli che con noi hanno amato e creduto in questo spazio, hanno saputo dare». E sarà una festa strepitosa con enormi e irriverenti scenografie e spettacolari fuochi di artificio. Quattro, o forse più, dance hall con musica punk, reggae, hip hop, Tecno ed elettroclash... Una gioiosa morte per augurarsi un nuovo inizio. Forse.

Commenti

il pergola in passato era un

il pergola in passato era un centro sociale, ma nell'ultimo periodo come nel resto della moda e delle usanze di milano era diventato solo un luogo dove ritrovarsi ascoltare sta cazzo di musica tecno e dnb per poi ridursi a non capire un cazzo.
ieri in piazza ho visto molta gente speriamo che sia solo l'inizio.

+ gente in piazza
+ centri sociali
- droghe
- sbirri

Anche in Isola

Pergola, Garigliano, Metropolix, Reload, la Stecca, Volturno 33...
Anche in Isola hanno vinto.
E pensare che il primo sgombero di Pergola venne evitato proprio attraverso la mobilitazione di massa del quartiere...

mobilitazione di quartiere

si è vero, lo sgombero fu evitato grazie alla mobilitzioane deglia bitanti dell'isola.
Allora però c'era un forte scambio con il quartiere... che ora manca da anni!
Basta amarcord ! Prendiamoci posti nuovi !

Nespolo

Un spazio che ci mancherà molto.
Speriamo che il movimento riesca ad aprirne di nuovi e che sappiano avere anche la creatvità che in Pergola non è mai mancata.

ma che centra - droghe

ma che centra - droghe ?

bevi meno coca cola e caffe va, e fatti 'na canna in piu'!!!

L I B E R A L I Z Z A R E

BEH MI DISPIACE PER LO

BEH MI DISPIACE PER LO SFRATTO DI PERGOLA....

LA OCCUPIAMO?

non si tratta di canne, si

non si tratta di canne,
si tratta di cocaina di ketamina di amd di cartoni se non di eroina...

occupati il cevello che non

occupati il cevello che non hai
era ora che ve be andavate che io lavoro e voglio dormire

parlate tanto di antagonismo

parlate tanto di antagonismo però anche vuoi ragionate con i soldi per potervi comprare pergola 5 invece ve ne andate con la coda in mezzo alle gambe finalmente isola tornerà ad essere un posto vivibile

domanda

Cosa vorrebbero fare al posto del Pergola?

a me non mancherà forse a

a me non mancherà forse a te caro nespolo che magari viv da tutt'altra parte e alla notte dormi

Patetici

Se veramente il problema fosse dormire basterebbe comprarsi dei comunissimi tappi per le orecchie.

O dobbiamo bandire tutta la musica serale a milano perchè qualcuno non ha ancora scoperto la geniale invenzione dei tappi per le orecchie?

O dobbiamo spostare tutti i locali in qualche buco del culo, per poi piangere perchè ci sono le stragi del sabato sera?

No sono curioso, il discorso è solo non mi rompete i coglioni a me perchè lavoro (cazzo, che eroi, a noi invece ce li regalano i soldi) e sti cazzi di tutto il resto?

hai mai provato a non

hai mai provato a non dormire anche con i tappi?forse a loro i soldi li regalano visto le belle moto e macchine nuove che avevano all'interno del cortile e che probabilmente alla mattina dormivano al posto di andare a lavorare e per il rispetto degli altri non c'è bisogno di spostare i locali in qualche buco del culo basta non comportarsi da fascisti il discorso non è solo dormire sono i vetri rotti tutt'intorno la via strabone che è solo un puzzo di piscio sarei curioso di sapere se ti piacerebbe fosse così dove vivi te

PREDITELI

Bravo: andatevene via. Il quartiere non vi difende da anni perche` ne ha le tasche piene.

Balle...

Ok, i Centri sociali rompono i coglioni, c'è casino, la gente non riesce a dormire... (dicono alcuni)...
Però quando si parla di locali "alla moda", tipo Navigli o Corso Como, anche se c'è casino fino alle 4.00 di mattina, il comune se ne batte allegramente le palle, perchè l'associazione commercianti porta voti...
E poi, diciamo anche una cosa... quartieri come Ticinese o Isola, erano posti zeppi di delinquenti e spacci di droga (tipo Piazza Vetra... qualcuno ricorda?...), tutto sommato la presenza di luoghi di aggregazione ha ridotto molto, negli anni, queti fenomeni... intanto che le autorità "dibattevano/discutevano/valutavano"...
Spero davvero che tutti i locali "fighetti" di Milano facciano casino tutte le notti, e che il comune se ne freghi...
Poi i tappi ve li fate regalare da de corato...
Andrea.

o non vivi a isola o sei

o non vivi a isola o sei cieco ma hai visto tutti gli spacciatori che ci sono in piazza archinto?per fortuna che questi "posti di aggregazione"hanno ridotto questi fenomeni io tutte le sere mi trovo diverse persone che mi offrono qualsiasi tipo di droga e qualcuni fa avnti indietro dal pergola

"Fumo?" "No

"Fumo?"
"No grazie..."
Fine
non mi sembra una cosa così traumatica

non sarebbe un trauma se non

non sarebbe un trauma se non fosse collegato al resto tutto una schifezza nelle vie adiacenti al pergola rumori che non si dorme e se ti lamenti ho visto gente menata da 5 contro uno PEGGIO DEI FASCISTI

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