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[Civitavecchia] il poliziotto omicida dice: il colpo è partito accidentalmente !!!

autore: 
ACAB

Da Il Messaggero
Poliziotto uccide senegalese: arrestato
Protesta degli africani a Civitavecchia

L'agente: «Colpo partito accidentalmente». L'uomo aveva già sparato ed era stato processato, da mesi era in malattia

ROMA (31 gennaio) - Un immigrato senegalese, Chehari Behari Diouf, 42 anni, è stato ucciso nella prima mattinata da un ispettore del commissariato di Civitavecchia, Paolo Morra, 50 anni.  Il poliziotto era da tempo in lite con i vicini senegalesi perchè non li voleva vedere nel giardino della villetta accanto alla sua dove loro vivevano. La tragedia è avvenuta in via Sposito, nel popoloso quartiere di Campo dell'Oro. Il poliziotto è stato arrestato con l'accusa di omicidio ed è stato sospeso dal servizio.

Ispettore sospeso Il questore di Roma Giuseppe Caruso ha firmato un provvedimento di sospensione cautelare dal servizio con effetto immediato nei confronti dell'ispettore Paolo Morra. 

Morra aveva già sparato Paolo Morra aveva già sparato in passato, non mentre era in servizio, contro gli occupanti di un'auto, ed era stato sospeso dopo aver subito un processo. L'episodio risale ai primi anni Novanta: Morra era stato indagato. All'epoca era andato ad abitare in un appartamento di Aurelia che era occupato prima da una prostituta e aveva mantenuto la stessa utenza telefonica alla quale continuavano ad arrivare richieste di appuntamenti dei clienti della donna. Stanco della situazione, aveva convinto la compagna a fissare un appuntamento con gli interlocutori telefonici. Quando all'ora prestabilita si era presentata un' auto con a bordo due uomini, l'ispettore prima aveva sparato alcuni colpi in aria, poi contro la parte posteriore dell'auto in fuga. Una vicenda per la quale venne sospeso dal servizio e successivamente processato. Il poliziotto risulta proprietario di un allevamento di cani di grossa taglia in un terreno limitrofo alla villetta di via Sposito. 

I senegalesi: vogliamo giustizia. «Vogliamo giustizia e il poliziotto che ha sparato deve essere punito», hanno urlato a più riprese gli immigrati senegalesi che per tutta la giornata si sono radunati davanti al commissariato di Civitavecchia. Dopo i momenti di tensione del primo pomeriggio, quando gli stranieri avevano bloccato il traffico spostando alcuni cassonetti sulla strada, nel centro della città, la protesta sta proseguendo in modo pacifico, nonostante la viabilità resti difficile in tutta la zona per la presenza di molti altri senegalesi giunti nel corso del pomeriggio anche da Cerveteri,Ladispoli e Tarquinia, paesi del litorale vicino a Civitavecchia. Tra i senegalesi residenti a Civitavecchia, alla rabbia si mischiano le lacrime per la morte dell'amico. «Era un amico - dice un connazionale di Chehari Behari Diouf - Una brava persona, sempre pronta a dare consigli e ad aiutare i connazionali, specie i nuovi arrivati». Un giudizio condiviso anche da alcuni ambulanti italiani presenti, colleghi della vittima, che da anni gestiva un banco di borse, borselli e accessori nel mercato di piazza Regina Margherita.

Vecchi rancori. Sembra che ci fossero vecchi rancori tra il poliziotto e il senegalese, che viveva con il fratello in una villetta confinante con quella dell'ispettore. Stamattina, quando verso le 9 i due si sono incontrati, è scoppiata l'ennesima lite. Il poliziotto è tornato in casa, ha preso un fucile a pompa, ha raggiunto il senegalese e gli ha sparato da distanza ravvicinata un solo colpo. La vittima è stata colpita ad una coscia ed è rimasta lesa l'arteria femorale.

Soccorso e trasportato nell'ospedale San Paolo in gravissime condizioni, l'uomo è morto poco dopo il ricovero. Sul posto sono intervenuti gli agenti della scientifica per i rilievi, e l'ispettore è stato arrestato dai suoi stessi uomini.

Colpito accidentalmente Nell'interrogatorio in commissariato il poliziotto avrebbe detto che il colpo sarebbe partito accidentalmente mentre tentava di sedare una violenta lite scoppiata tra alcuni senegalesi. L'omicidio è avvenuto di fronte a due villette vicine dove abitavano la famiglia del poliziotto e la vittima con alcuni parenti. Entro questa sera, Morra, che si trova ancora in stato di fermo, sarà sentito anche dal pm che coordina le indagini Bianca Maria Cotronei, la quale dovrebbe inoltre formalizzare l'accusa nei suoi confronti, al momento ancora di omicidio generico.

Chehari Behari Diouf era in Italia da più di 20 anni, a Civitavecchia gestiva un banco al mercato di piazza Regina Margherita ed era un autorevole esponente della comunità locale dei senegalesi. Aveva moglie e  figli in Senegal e ogni mese mandava alla famiglia i soldi che guadagnava con il suo lavoro di commerciante.

Il racconto del cugino «Ho sentito due spari. Diouf, mio cugino, era fuori in giardino stava preparando le sue cose per andare a lavorare al mercato dove ha un bancone. Sono uscito e l'ho visto a terra e il poliziotto con il fucile di colore grigio imbracciato che sparava. Diouf ci ha detto di rientrare in casa. Ci siamo vestiti. Dopo dieci minuti è arrivata la polizia». Questa la versione dei fatti raccontata da Dagne Mori cugino di Diouf Ckeikh e suo coinquilino con un altro cugino della vittima Modou Balla raccontata alla comunità senegalese che si trova ancora davanti al commissariato. «Non abbiamo sentito alcun litigio tra mio cugino e il poliziotto - continua Dagne - l'agente è entrato nel giardino di casa e ha fatto fuoco. L'ho visto con i miei occhi». «Vivevamo tutti e tre in quella casa da circa 4 mesi - prosegue lo straniero - Per motivi di lavoro non eravamo mai in casa. Non avevamo quindi nessun rapporto né con il poliziotto né con la sua famiglia. Ma da quando ci siamo trasferiti, però l'ispettore di polizia non voleva vederci in giardino. Ci diceva che non dovevamo stare lì». I cugini hanno  inoltre aggiunto che in passato c'erano state discussioni con l'ispettore perchè quest'ultimo non voleva che i suoi vicini stranieri sostassero nel giardino della loro villetta.

Responsabile ufficio immigrazione Sembra che il poliziotto fosse da due mesi in permesso per malattia. L'uomo era vicedirigente dell'ufficio immigrazione del commissariato di Civitavecchia. Il fucile a pompa con il quale ha sparato era legalmente detenuto.

Commenti

gia', e aveva anche

gia', e aveva anche accidentalmente il fucile in mano

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