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L´Ordine dei medici: "I medici spioni saranno sospesi". Appello da Livorno
Secca presa di posizione del presidente Pizza: "Chi denuncia un clandestino
va alla disciplinare". Concordi tutte le voci della sanità
Il medico che denuncerà un paziente immigrato senza permesso di soggiorno
finirà dritto davanti alla commissione disciplinare dell´Ordine. E sarà
sospeso. Giancarlo Pizza, presidente dell´Ordine dei medici di Bologna, ma
anche numero uno della Federazione regionale, lo annuncia senza giri di
parole. L´occasione è la conferenza stampa promossa ieri dai medici
specializzandi al policlinico Sant´Orsola per contrastare la norma del
pacchetto sicurezza approvato in Senato che cancella il divieto di
denunciare gli immigrati irregolari bisognosi di cure.
C´erano tutte le voci della sanità bolognese. E tutte concordi: no ai
«medici-spia», la norma, che dovrà essere discussa alla Camera, non deve
passare. E´ «incostituzionale», «va in direzione contraria alla tutela della
salute individuale e collettiva» porterà a una «sanità clandestina». La
protesta monta in Emilia Romagna, dove la Cgil lancia una campagna, con
adesivi da mettere sui camici bianchi: «Io curo, non denuncio». Anche la
Federazione regionale dei pediatri ieri ha espresso «preoccupazione e
dissenso». Giancarlo Pizza ha aggiunto il carico dei provvedimenti
disciplinari che scatteranno nei confronti dei medici delatori. «Ma sono
sicuro che non sarà necessario, il comune sentire dei medici è quello di
ignorare questa norma anche se dovesse divenire legge dello Stato perché
infrange il codice deontologico che governa il rapporto medico paziente»,
spiega Pizza. Un rapporto che impone la riservatezza da parte del medico.
«Certo, nel mio ruolo, non posso dire di non rispettare una legge dello
Stato, ma so che cosa farò di fronte a un medico che denuncia un paziente
senza permesso di soggiorno: lo mando in commissione disciplina. E non ho
dubbi che verrà sospeso dall´attività professionale». Più chiaro di così.
Loro, i futuri medici, sono in prima linea nella battaglia di disobbedienza
civile, accanto a Sokos, l´associazione che cura gli immigrati senza
documenti, e agli avvocati di strada che ieri hanno assicurato tutela legale
gratuita ai medici «disobbedienti». Gli specializzandi hanno preparato un
manifesto da appendere in corsia e negli ambulatori. In sette lingue,
dall´inglese al cinese, c´è scritto: «Qui non denunciamo stranieri senza
permesso di soggiorno». Il loro appello è che i vertici della sanità lo
diffondano nelle varie strutture, e che la Regione emani una circolare per
chiarire intanto che, per ora, non esiste nessuna legge e che nessuno sarà
denunciato. Perché è bastato l´effetto annuncio, denunciano i medici, a
portare alla fuga degli stranieri, anche regolari, dai servizi sanitari: a
Bologna si stima intorno al 20-25% in meno.
«Non vengono più in ospedale solo per il fatto che è passato l´emendamento
al Senato», denuncia Giorgio Fullin, presidente dell´associazione
specializzandi di Bologna. Il preside di Medicina Sergio Stefoni è
altrettanto chiaro: «Noi insegniamo ai nostri studenti che tutti i pazienti
devono essere curati indipendentemente dalle loro condizioni, non ci sono
alternative». Per la Regione, l´avvocato Cilione chiarisce: «Così come è la
norma il medico sarà obbligato alla denuncia, l´interpretazione è univoca».
Tra le ipotesi, se la legge passerà, c´è il ricorso da parte della Regione
alla Corte Costituzionale. Corrado Melega, direttore del dipartimento
materno infantile dell´Asl, parla delle donne immigrate che spesso arrivano
a partorire senza mai essere state viste dai servizi o da un medico o di
quelle che così sfuggiranno ancora di più ai controlli anti tumore:
«Inaccettabile colpire i più deboli: donne e bambini».
Ilaria Venturi
(da Repubblica)
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Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici
Chirurghi e degli Odontoiatri
IL CONSIGLIO NAZIONALE DELLA FNOMCeO,
RIUNITO IN ROMA IN DATA 20 E 21.02.09, ESPRIME VIVA PREOCCUPAZIONE E
FORTE DISSENSO PER I CONTENUTI DEL DISEGNO DI LEGGE, APPROVATO DAL
SENATO IL 5 FEBBRAIO E IN DISCUSSIONE ALLA CAMERA, CHE ABROGA IL
DIVIETO DI DENUNCIA, DA PARTE DEL MEDICO, DEGLI IMMIGRATI
IRREGOLARI IN OCCASIONE DI PRESTAZIONI SANITARIE.
EVIDENZIA COME TALE PROCEDURA SIA IN NETTO CONTRASTO CON I
PRINCIPI DELLA DEONTOLOGIA MEDICA, ESPRESSI IN PARTICOLARE DAL
GIURAMENTO PROFESSIONALE E DALL’ART. 3 DEL CODICE DEONTOLOGICO,
CHE IMPONGONO AI MEDICI DI CURARE OGNI INDIVIDUO
SENZA DISCRIMINAZIONI LEGATE ALL’ETNIA, ALLA RELIGIONE,
AL GENERE, ALL’IDEOLOGIA, DI MANTENERE IL SEGRETO
PROFESSIONALE E DI SEGUIRE LE LEGGI QUANDO NON SIANO IN CONTRASTO
CON GLI SCOPI DELLA PROFESSIONE.
IL CONSIGLIO NAZIONALE DELLA FNOMCEO,
RIBADENDO CHE LE INFRAZIONI DEL CODICE DEONTOLOGICO SONO
SANZIONABILI DAGLI ORDINI DI APPARTENENZA,
SEGNALA COMUNQUE CHE LA POSSIBILITÀ DI DENUNCIA CREERÀ PERCORSI
CLANDESTINI DI CURA, SOTTRAENDO AL CONTROLLO DELLA SANITÀ
PUBBLICA LE PATOLOGIE DIFFUSIVE EMERGENTI CHE RAPPRESENTANO UN
GRAVE PERICOLO PER OGNI INDIVIDUO E PER LA SOCIETÀ TUTTA E CHE OGGI
SONO MONITORATE E CONTROLLATE.
IL CONSIGLIO NAZIONALE SI APPELLA AL PARLAMENTO CON UN FERMO
RICHIAMO ALLE SUPERIORI ESIGENZE DI TUTELA DELLA SALUTE OLTRE CHE
AGLI IMPRESCINDIBILI PRINCIPI DI SOLIDARIETÀ, PATRIMONIO STORICO
DELLA NOSTRA NAZIONE.
IL CONSIGLIO NAZIONALE DELLA FNOMCEO SARÀ VICINO AI COLLEGHI CHE
DOVESSERO INCORRERE IN PROCEDIMENTI SANZIONATORI PER AVER
OTTEMPERATO AGLI OBBLIGHI DEONTOLOGICI.
IL CONSIGLIO NAZIONALE DELLA FNOMCEO SOLLECITA PERTANTO LA
CAMERA DEI DEPUTATI A NON APPROVARE QUESTO EMENDAMENTO,
CONTRASTANTE CON I PRINCIPI FONDANTI DEL RAPPORTO PERSONA MALATA
E MEDICO, RIPRISTINANDO QUANTO PREVISTO DALLA NORMATIVA
PRECEDENTE.
SOLLECITA INFINE UN’AUDIZIONE URGENTE PRESSO LE SEDI ISTITUZIONALI
COMPETENTI, ALLO SCOPO DI MOTIVARE COMPIUTAMENTE LA POSIZIONE
ESPRESSA DAI MEDICI E DAGLI ODONTOIATRI ITALIANI.
(20 febbraio 2009)
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