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[Bergamo] Pericolo nero : Bruni tenta la riconferma

Le mosche bianche si vedono subito. Si distinguono da tutte le altre. Ecco perché Michele, 65 anni, uno dei commercianti più affermati di Bergamo, chiede che non venga citato il suo negozio, quello dove le «sciure», acquistano costose calzature. Spiega di essere una mosca bianca «perché sono tra i pochissimi commercianti che voterà per il sindaco uscente, Roberto Bruni e per il candidato alla provincia Francesco Cornolti, entrambi di centrosinistra». «Michele vota “loro” ma noialtri no, noi votiamo destra», conferma Mario «e basta, senza cognome», libero professionista. La mosca bianca tra le mosche nere è di origini meridionali, questo fa la differenza, in terra leghista. Bergamo, la città «dei mille», «è sempre stata democristiana, moderata, antifascista». Non ama le ronde, per ora, ma neanche gli immigrati.
«Mio nonno diceva: “mai un fascista al governo di Bergamo”», ricorda davanti a un caffé nella Città Alta, Mirosa Servidati, segretaria provinciale del Pd, insegnante di scuola media superiore. Invece, oggi lo sfidante del sindaco uscente è proprio un ex fascista, depurato nelle acque di Fiuggi, commercialista tra i più quotati nella Bergamasca. «Il Franchino è una brava persona, fascista sì, ma moderato», dice Antonio «e basta», anche lui, mentre fa capannello in via XX Settembre. «È profondamente di destra», sintetizza Bruni, che di professione fa il penalista. Franchino è Franco Tentorio, da 33 anni in politica, ex assessore della giunta Veneziani, mandata a casa proprio dall’avvocato. Suo padre è stato giocatore prima e dirigente poi dell’Atalanta. Lui dice: «A proposito di passioni: ai primi posti c’è senz’altro l’Atalanta, che seguo da sempre allo stadio. Un amore che a volte mi fa soffrire, ma che gioia ai gol di Domenghini, Caniggia, Inzaghi e Doni».
Per la prima volta Pdl e Lega si presentano insieme e questo può fare la differenza, rispetto al 2004 quando andavano ognuno per la propria strada. Hanno preso una sede proprio ad una manciata di passi dal Municipio, quattro vetrine con la facciona del sindaco e i simboli di chi lo sostiene, compreso il partito dei pensionati. Alla Provincia, nella villa del premier in Brianza, si è deciso che dovesse andarci un leghista, il parlamentare Ettore Pirovano, 60 anni. Il presidente uscente Valerio Bettoni (centrodestra)la definisce «una iattura». Il punto è che Pdl e Lega contano percentuali bulgare già così: 64%. Pd e sinistra sfiorano il 32, 33%, Di Pietro data per persa la partita ha capito che è meglio correre da soli. «Alt, non è detto che vada così», dice lo sfidante Francesco Cornolti, ex sindaco di Villa Serio per tredici anni, funzionario della Asl in pensione «dopo 40 anni e un mese di servizio», volontario da sempre e fondatore di una onlus. «Io sono molto conosciuto, ho dimostrato di essere un bravo amministratore». Racconta che nei giorni scorsi un senatore di Fi e 36 sindaci hanno comprato una pagina de “Il giornale” per dire a Berlusconi di «cambiare cavallo». E poi c’è l’Udc che va per conto suo. «Bisogna puntare al ballottaggio, se riusciamo in questo obiettivo tutti i giochi si riaprono». Girando per la città, annusando l’aria che tira, è difficile crederci. Alessandro ha tre piercing, due sulle labbra, uno sul sopracciglio. Ventuno anni, disoccupato, alza la mano, unisce l’indice e il medio: «Berlusca sempre».
I Bergamaschi sono moderati nel Dna. Apprezzano l’operato di Bruni, affollano l’inaugurazione del tram delle Valli («erano anni che non si inaugurava un’opera», annota il sindaco) ma molti votano a destra «perché di là ci sono i rossi». Bruni -sostenuto da Pd, Idv, Verdi, e il triciclo Rc-Sd e Pdci -, ex socialista, è un uomo di cultura, dai modi gentili, barba sale e pepe, grande senso della realtà. «Se avrà la meglio la logica delle appartenenze abbiamo poche speranze. Se i bergamaschi, invece, guardano a quello che abbiamo fatto e a quello che vogliamo fare, allora vinciamo noi». C’è grande attenzione per Bettoni perché, come dicono i rumors della politica, se presenterà una sua lista alle comunali, considerato che l’Udc non appoggerà il centrodestra, la partita è aperta.
Della sua città Bruni dice: «È bellissima, poco conosciuta, vivace culturalmente, con una forte propensione alla solidarietà e al volontariato». Non fosse per quel nutrito partito del «toc a negot», non toccare nulla, sarebbe anche più attraente per i tanti giovani che invece preferiscono migrare altrove. «Per questo - spiega - abbiamo varato un piano per l’edilizia popolare da destinare soprattutto alle giovani coppie». L’obiettivo è di portare un aumento «moderato della popolazione da 117 mila a 137 mila abitanti».
L’altro è quello di aprire il cantiere per l’asse interurbano Borgo Palazzo e aumentare il trasporto su ferro. «Ma prima di tutto è necessario rompere con una vecchia tradizione che vuole che a Bergamo l’amministrazione uscente non venga mai confermata». Toc a negot.

L'unità

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