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Oltre la cattiveria

autore: 
Fulvio Vassallo Paleologo
image1: 
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Il ministro Maroni è riuscito a deportare in Libia, da dove erano partiti, i migranti soccorsi ieri nel Canale di Sicilia. Anche se tra loro c’erano 40 donne e un numero imprecisato di minori, già vittime di abusi in quel paese. E’ il prezzo della «sicurezza».

Si è quindi riusciti a «forzare» il protocollo di intesa tra Italia e Libia del dicembre 2007, con Prodi al governo, poi ripreso dagli accordi sottoscritti a Tripoli nell’agosto del 2008 da Gheddafi e Berlusconi e ratificati dal Parlamento a febbraio scorso con il voto favorevole del Pd.
Siamo arrivati ai respingimenti «sommari» in mare, vietati dall’art. 33 della Convenzione di Ginevra e dall’art.3 della Convenzione europea dei diritti umani. E’ irrilevante per il governo che ad attraversare la Libia siano soprattutto potenziali rifugiati.

Maroni sbaglia quando dice che questa operazione non ha precedenti.
Nel 2005 l’Italia era stata condannata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo proprio perché aveva effettuato respingimenti collettivi, con voli militari e charter da Lampedusa a Tripoli e Misurata, dei migranti sbarcati a Lampedusa dall’ottobre del 2004.
Nei mesi successivi l’Italia aveva finanziato voli di deportazione dalla Libia verso i paesi di origine.

Con questa nuova operazione di «rimpatrio», ci sono tutti gli estremi per una nuova denuncia alla Commissione europea. Occorre fare presto. Perché le partenze continuano e continueranno, come è confermato anche oggi dallo sbarco sulle coste siciliane di un elevato numero di migranti, fuggiti prima dell’arrivo della polizia. Proprio mentre le motovedette della Guardia costiera della Finanza riconsegnavano alla polizia libica i 224 naufraghi «recuperati».

Commenti

che cosa vogliamo

"ma che cosa volete?
che tutta la faccia di questa terra ce la tiriamo in casa noi?"

spiegaci SOLO UNA COSA: quale sarebbe il TUO MERITO, il motivo per cui è GIUSTO che TU possa vivere in questo paese ricco, felice e sbruffone, ed altri no.
oppure, se vuoi, puoi rigirare il discorso: quale sarebbe la LORO COLPA?
ovviamente non avrai risposte.

ora ti dico cosa vogliamo noi: cancellare il destino. migliorare il futuro. costruire uguaglianza e giustizia sociale per tutti, anzichè garantire e difendere la ricchezza di pochi fortunelli ignoranti. non permettere che altre persona debbano rischiare la vita per niente, nel sogno di poter avere anch'esse la fortuna sfacciata che hai avuto TU.

in più, io personalmente vorrei che tu facessi la stessa fine di coloro i quali cercando una nuova vita sono morti in fondo all'oceano, dentro a un container o sotto ad un tir.

ultimamente

ultimamente i fasci e gli sbirri provocano qua perchè le loro mamme ora guardano solo berlusconi e non gliela danno più..è noto a tutti che gli sbirri e i fasci si scopano le proprie mamme quindi bisogna solo compatirli poveri

allora

no fascismo
no sessismo

L'ONU condanna l'Italia

L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) ha espresso in una nota "grave preoccupazione per la sorte di circa 230 migranti soccorsi ieri da motovedette della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza nella zona marittima Sar (Search and Rescue) di competenza maltese e ricondotti in Libia senza un'adeguata valutazione delle loro possibili necessita' di protezione internazionale. I salvataggi sono avvenuti a circa 35 miglia a sud-est di Lampedusa ma in acque Sar maltesi".

"La decisione di ricondurre i migranti in Libia e' giunta al margine di una giornata di accese discussioni fra il governo maltese e le autorita' italiane su chi fosse responsabile del soccorso e dello sbarco dei passeggeri delle tre barche in difficolta'. Sebbene non siano disponibili informazioni sulle nazionalita' di origine dei migranti, si ritiene probabile -prosegue l'Unhcr- che fra le persone respinte ci siano individui bisognosi di protezione internazionale. Nel 2008 circa il 75% di coloro giunti in Italia via mare ha fatto richiesta di asilo e al 50% di questi e' stata concessa una forma di protezione internazionale".

Condanna di Amnesty International

Amnesty International richiama l’Italia e Malta al rispetto dei diritti fondamentali di richiedenti asilo, migranti e rifugiati e chiede alle autorita’ libiche di introdurre procedure che consentano ai richiedenti asilo di presentare domanda per lo status di rifugiato e garantiscano a tutti coloro che sono potenzialmente bisognosi di protezione
internazionale di accedere all’Alto commissariato Onu per i rifugiati in Libia.

L’organizzazione per i diritti umani chiede inoltre a tutti i governi di cooperare strettamente per assicurare che coloro che vengono soccorsi in mare siano immediatamente condotti in un luogo sicuro, nel pieno rispetto del principio di non refoulement (e dunque non rinviandoli in paesi in cui potrebbero rischiare la tortura e altri maltrattamenti o dove l’accesso a un’equa e soddisfacente procedura d’asilo sia limitato).

Infine, Amnesty International sollecita tutti gli stati a rispettare fino in fondo i propri obblighi relativi al diritto internazionale dei rifugiati, al diritto internazionale dei diritti umani e al diritto internazionale marittimo.

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