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BRUNO BELLOMONTE LIBERO , LIBERI TUTTI !
Trascorsi 20 gg. dall’ultima mirata operazione repressiva – ai danni di 6 arrestati accusati di voler “ricostituire le br”(dati in pasto alla brodaglia mediatica ,giunta a mettere in mezzo addirittura D’Alema,”accostato alle br”,per via delle “scosse”al governo Berlusconi ,in corso G8)- la ragion di stato ha prevalso il 30/6 , nella decisione del Tribunale della Libertà di Roma di confermare l’originario ordine di arresto.
A nulla sono valse le documentate e circostanziate risposte di gran parte degli arrestati e delle loro difese , tese a dimostrare l’impossibilità e l’inesistenza delle ipotesi accusatorie, surrogate sostanzialmente da vacue e suggestionanti interpretazioni delle intercettazioni telefoniche.
Questa inchiesta fa acqua da tutte le parti. Non c’è uno straccio di prova, né di “ sufficienti indizi”:gli accusati tra loro tutti non si conoscono, alcuni non sanno nemmeno cosa vuol dire “ politica”,altri sono vicini o ben oltre la pensione !
he razza di banda armata è mai questa ??!
Dove l’unico che fa riferimento ad un rapporto organizzato è Bruno Bellomonte, che milita nel partito indipendentista sardo “ A manca pro indipendenza”,che al momento del suo arresto ha ribadito, ove mai ce ne fosse bisogno, che
il partito e Bruno agiscono alla luce del sole – Bruno è stato candidato nelle recenti elezioni regionali sarde nella Lista “ Unitade Indipendentista”/prov.Olbia-Tempio – e che i loro proponimenti e il loro modo di agire è abissalmente
antitetico a quello delle “brigate rosse”.
Conosciamo bene e da lungo tempo Bruno Bellomonte , compagno tra i più stimati e conosciuti in Sardegna per antica militanza sociale e sindacale, è personaggio pubblico che non ha niente da nascondere . Bruno è ferroviere, capostazione a Sassari, sindacalista dell’UCS fin dalla prima ora poi
confluito nell’SDL, rispettato e benvoluto dai colleghi e dalla cittadinanza.
Bruno non ha fatto in tempo a sottrarsi dalle mire di una fallace inchiesta cagliaritana contro l’indipendentismo – i cui magistrati hanno dovuto prendere atto delle stringenti prove documentali prodotte, rimettendolo in libertà dopo
10gg dall’abusivo arresto nel 2007 – che i sodali romani non trovano di meglio che rimetterlo in mezzo , testimonianza di un modo di agire desolante di inquirenti, che abusano in luoghi comuni,ripetitività dei soggetti,melassa di
chiacchiere.
Insomma, come in un gioco di ruolo il clichè è scontato, basta variare le circostanze e i nomi buoni per l’occasione ( e qui c’è in ballo il G8 !), tanto i mandati di cattura sono in bianco ! E anche se il tutto si rivela una bufala
l’impunità è garantita , vige la ragion di stato !
E lo stato non paga pegno . Al massimo , nonostante la documentata condotta anticostituzionale , ci scappa qualche condanna che si esaurisce nella prescrizione e nella promozione dei sediziosi, vedi Genova 2001,con le sentenze Bolzaneto-Diaz e le richieste di condanna per l’ex Capo della
Polizia Di Gennaro e varia consorteria .
Povera Italia ! Misere istituzioni, ridotte a certificare la propria esistenza solo per mantenere poltrone, incarichi, apparati, facendosi scudo a “comando e/o a vuoto” di inchieste fasulle e fantasmagoriche, di cui peraltro non si deve rispondere , visto il degrado e la decadenza della Repubblica.
Non ci daremo per vinti ! Non temiamo chi fa il proprio dovere fermando e portando sul banco degli accusati chi attenta al dettato costituzionale e al bene comune , alle libertà individuali e fondamentali.
Temiamo il fumo sugli occhi, le pantomime, la servile condiscendenza, l’uso dei capri espiatori per tenersi il posto e/o far carriera alle spalle degli innocenti.
Cosa si cerca di fare con questa “ inchiesta mostre” ?
Di sequestrare il più a lungo possibile un compagno responsabile e attivo ?
Di intimorire con lui tutto l’indipendentismo, così come storicamente hanno fatto illegalmente le istituzioni dello stato italiano ?
Come Cobas e cittadini tesi a garantire le libertà costituzionali e il diritto a perseguire la giustizia sociale , non permetteremo che si compia questo ennesimo misfatto ,partecipando e mettendo in atto tutte le iniziative
tese a smascherare questa operazione repressiva e a riportare presto liberi gli arrestati.
Roma 1 luglio 2009 Confederazione Cobas
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