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Blitz della Digos in varie Regioni per i tafferugli al vertice delle Università. Alcuni erano all'Aquila per il summit. Scatta la protesta in vari atenei italiani.
La Digos di Torino, in coordinamento con la Direzione centrale della polizia di prevenzione, ha eseguito 21 misure cautelari per gli incidenti che avvennero lo scorso 18 maggio nel capoluogo piemontese in occasione del G8 dell’Università.
Le misure cautelari, 16 in carcere e 5 ai domiciliari, riguardano esponenti di movimenti legati all’area cosidetta antagonista che si sarebbero resi responsabili delle violenze accadute nel capoluogo piemontese. In particolare, 12 persone sono state arrestate a Torino, mentre le altre sono state fermate a Padova, Bologna e Napoli. Nelle scorse settimane erano già state arrestate due persone: Domenico Sisi, parente del sindacalista Vincenzo Sisi processato a Milano con l’accusa di far parte di un’organizzazione terroristica, e Alessandro Arrigoni, dipendente della prefettura di Milano. Entrambi avevano poi avuto l’obbligo di dimora.
Uno degli arrestati è stato fermato a L’Aquila. Gli inquirenti non hanno specificato se si trovasse a L’Aquila per le manifestazioni contro il prossimo G8. Alcuni dei fermati hanno inoltre partecipato alle manifestazioni di sabato a Vicenza contro la base militare americana. Tra le persone interessate dal provvedimento c'è anche il leader del centro sociale "Pedro" M. G. L’arresto è avvenuto nella notte su ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice per le indagini preliminari di Torino. Tra i destinatari di ordinanza di custodia cautelare figura anche un esponente dell’ala universitaria della disobbedienza padovana, attualmente in Iran, suo paese di origine. Secondo quanto si è appreso, un altro attivista dell’area del centro sociale "Pedro" è stato sottoposto a perquisizione domiciliare nell’ambito della stessa operazione.
Sempre a L'Aquila è stato fermato il leader del centro sociale "Insurgencia" di Napoli. Si tratta di E. G., coinvolto, come informa la polizia, nei mesi scorsi nelle contestazioni contro l’apertura della discarica di Chiaiano. Intanto questa mattina, dietro lo striscione «L’Onda Perfetta non si condanna, liberi tutti», decine di studenti hanno occupato gli uffici del rettorato dell’Università La Sapienza di Roma per protestare contro gli arresti. «Si tratta di un’operazione preventiva - ha detto uno studente a proposito degli arresti - che è stata effettuata contro le mobilitazioni anti-G8 di questi giorni e contro l’Onda. Vogliamo una presa di posizione da parte dell’università contro questa ignobile azione, altrimenti non lasceremo il rettorato». Gli studenti hanno steso fuori dalle finestre del primo piano dell’università alcuni striscioni contro gli arresti.
Dopo la notizia degli arresti immediata è scattata la protesta in vari atenei italiani. Un gruppo di studenti ha occupato la sede del Rettorato dell’Università di Napoli Federico II. L’iniziativa è stata decisa come azione «in segno di solidarietà con gli studenti arrestati e contro l’ondata repressiva che si è scatenata». Alcune decine di studenti hanno affisso uno striscione alla balconata del corridoio del rettorato dell’Università statale di Milano: «Liberi tutti liberi subito» e «Università libere e ribelli, l’Onda non si arresta». A Bologna, dopo un’assemblea alla Facoltà di Lettere e Filosofia con un avvocato, oltre 150 giovani hanno "invaso" il rettorato e bloccato per circa mezz’ora il traffico sotto le Due Torri. Gli arresti per gli incidenti al G8 delle Università a Torino sono stati al centro di una conferenza stampa improvvisata dagli esponenti del centro sociale "Pedro" che hanno espresso dure critiche all’operato della procura di Torino. Luca Casarini ha sottolineato che «chiunque ci sia dietro pagherà molto caro quello che sta succedendo. Pagheranno molto caro quello che stanno facendo ai nostri compagni».
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