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Citando i dati dell'Organizzazione mondiale della Sanita', e cioè che ogni anno vengono uccise un tot di donne (ma i numeri per me non contano) in ambito familiare o da parenti stretti, la Carfagna (Ministra delle Pari Opportunità dell'Italia - un Ministero che è stato imposto dalle Nazioni Unite... c'era una sedia da occupare - ) ha detto che questi numeri:
''Ci dicono che non e' tempo di pianti e lamenti (non i suoi, perchè sarebbero lacrime di coccodrillo!) ma di lotta e vittoria: contro un problema globale ci vogliono armi globali"
Non la pensava così l'anno scorso quando bloccò il fondo per l'inclusione sociale degli immigrati; quello destinato all’Istat per l’indagine contro le discriminazioni causate dall’orientamento sessuale (180.000 euro - probabilmente, tra le donne che lei considera degne della sua azione, non sembrano esserci le lesbiche), e quello anti violenza per le donne (20 milioni di euro che erano stati faticosamente racimolati durante la precedente legislatura e che rischiavano di essere cancellati per coprire il taglio dell'ICI).
Ma c'era già qualcuno che minacciava di fare manifestazioni di protesta, le mail si intasavano di messaggi da parte di operatrici dei centri anti-violenza che si dichiaravano allibite e chiedevano giustizia, associazioni femminili sul piede di guerra... Ma la parte più interessante era arrivata con il Question time del 5 giugno al Senato, quando era riuscita a dire che:
- tuttosommato non era un taglio così 'drammatico' visto che solo pochissime donne si rivolgono ai centri anti-violenza;
e che:
- forse alle donne faceva più comodo non pagare l'ICI che sapere che il loro governo si impegnava a lottare contro stupri e violenza familiare.
Forse non sapeva che solo il 4 per cento delle vittime trova il coraggio di denunciare i propri carnefici. Molte non sanno neppure che esistono centri a cui chiedere aiuto, o dove trovarli, proprio perché questi non hanno fondi per farsi pubblicità, per affiggere manifesti nelle città. Tagliare i finanziamenti significava renderli ancora più invisibili. La controprova? Ogni volta che in televisione passa uno spot sul telefono nazionale antiviolenza arrivano centinaia di chiamate e di denunce.
Poi, il 25 giugno, un maxi-emendamento, su cui il governo ha posto la fiducia, ha ripristinato i fondi. Ma fino a quel momento il taglio era scritto nero su bianco nel decreto 93, dal titolo “Salvaguardia del potere d’acquisto delle famiglie”. A pagarne il prezzo sarebbero state le donne: ma nessuno se ne era accorto. I giornali si erano limitati ad articoli sbrigativi che sottolineavano la novità dell’Ici.
C’è mancato poco che le donne fossero umiliate e prese in giro proprio da una donna. In ballo c’erano il sostegno economico ai Centri di accoglienza per le vittime di uomini brutali, la creazione di nuovi rifugi protetti, il coordinamento tra forze dell’ordine, magistratura, medici di Pronto soccorsi e servizi sociali per scongiurare la mattanza di mogli, ex fidanzate, figlie (ogni anno oltre cento nuove morti solo nel nostro Paese).
Il fondo serve alla prevenzione: campagne di informazione televisive, corsi nelle scuole per insegnare il rispetto verso l’altro sesso, opuscoli per sensibilizzare l’opinione pubblica, perchè solo cambiando la cultura si può sconfiggere la violenza. I progetti sono tanti: corsi di recupero per uomini violenti, come avviene già in molte parti del mondo, l’unico modo per evitare che una volta usciti dal carcere tornino a nuocere.
La Banca Mondiale segnala che, per le donne tra i 15 e 44 anni, il rischio di subire violenze domestiche o stupri e' maggiore del rischio di cancro, incidenti o malaria. Rispetto al monito di Napolitano di guardare con attenzione anche in casa nostra, il ministro ha sottolineato: ''Per onesta' ci sia consentito testimoniare che le democrazie che da centinaia di anni combattono la loro battaglia con accanimento e determinazione, portano la maggiore testimonianza di un paziente lavoro di contenimento e di repressione del fenomeno''. Detto in parole povere: non bisognerebbe chiudere la stalla prima che i buoi escano?
Che efficacia hanno avuto, per esempio, le misure contro la prostituzione (di strada, perchè di fatto si tendeva a toglierle dal marciapiede per decoro urbano, ricacciandole al "chiuso", ancora meno controllabili dallo sfruttamento e dalla riduzione in schiavitù) : "Non comprendo - affermò la Ministra - chi vende il proprio corpo. Ma mi rendo conto che è un fenomeno che esiste e che purtroppo non può essere debellato, come la droga". Mi sembra un'affermazione grave: allora ci sono donne e donne, secondo la Carfagna. Buone e cattive. Puttane o sante!
Il colore bianco come simbolo della "purezza e candore dell'animo femminile", infine, cosa c'entra se in discussione è la violenza degli uomini?
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