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I cittadini di Milano attivi in rete probabilmente ricorderanno l'affair delle quattromila registrazioni di URL, praticamente una per ogni strada e piazza della città, 4000!
La nostra ineffabile sindachessa, allora candidata, rispose sul suo sito, alle inevitabili critiche, affermando che era una iniziativa per la città: ogni pagina sarebbe diventata il punto di riferimento per la comunità di quella via per le attività, il traffico e per altre numerose iniziative.
Feci allora presente la follia della iniziativa, parlai del fatto che se si vuole fare una comunità tra persone delle diverse vie non si fanno quattromila siti, ma si fa un sito che poi con una opportuna tassonomia e con un meccanismo di accesso porta nei vari quartieri perché di quartiere si deve parlare; francamente non vedo quale differenza sia logica tra i dati di Corso Beuons Aires e via Giorgio Jan, cinquanta metri di distanza. Feci anche presente che oltre che assurda dal punto di vista dell'accesso una iniziativa del genere sarebbe stata assolutamente ingestibile anche da parte di chi avesse dovuto immettere i dati.
Dopo la elezione i siti erano vuoti, ho aspettato un po', pensavo che ci stessero lavorando.
Sbagliavo.
Passato un tempo più che ragionevole sono tornato a vedere le pagine. No non sono state attivate, semplicemente è stato spento il server e sono irraggiungibili.
Mi chiedo come mai le promesse elettorali non vengano mai controllate a posteriori...
Certo che nel paese di www.italia.it si tratta purtroppo di una colpa veniale...
bob
PS Da sindaco, non più da candidato, la Moratti annunciò che il Comune di Milano sarebbe andato anche su Second Life.
Un'altra assurdità, ma mi chiedo: hanno speso dei soldi, nostri?
Se è successo che fine hanno fatto i consulenti e i dirigenti che decisero di portare il Comune su questa assurda strada?
http://robertodadda.blogspot.com/2009/02/i-quattromila-siti-della-moratt...
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Commenti
Bisognerebbe indagare
Secondo me questa storia è interessante per almeno due motivi.
1) c'è sempre un modo per drenare soldi pubblici mediante progetti di dubbia utilità. Quasi sempre questi progetti sono assegnati ad "amici" degli amministratori che utilizzano la propria rete di amicizie e clientele per spartirsi la torta.
2) il livello di competenza degli interessati è spesso sotto il limite minimo del consentito, cosa che si relaziona con il punto 1. Progetti campati per aria, inutili o fatti male e a costi impressionanti sono il tipico esempio di come la politica, utilizzando le persone sbagliate nel modo sbagliato, si fotte i nostri soldi.
A me piacerebbe indagare in questa faccenda, dopotutto sono atti pubblici che dovrebbero essere consultabili dal sito del comune di milano. E lì si potrebbe cominciare a vedere chi ha suggerito queste soluzioni e a quali costi. Infine da chi sono stati eseguiti i lavori e come sono state assegnate le commesse.
Quasi quasi ti contatto sul blog.