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[Firenze] Aggiornementi e Riflessioni dagli studenti in lotta

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studenti in lotta

Martedì 13 ottobre 500 studenti si sono radunati in piazza Santissima Annunziata ed hanno dato vita ad un corteo notturno spontaneo e non autorizzato per le vie del centro. Raggiunta la sede del Pdl nei pressi di piazza della Repubblica viene vergata la scritta “merde” sulla facciata dell'edificio.
Dai megafoni gli studenti hanno ricordato, sotto al consolato greco, il compagno Alexis, assassinato dagli sbirri in Grecia lo scorso dicembre, ed espresso solidarietà agli immigrati (cosiddetti “venditori abusivi”) incrociati per caso. Decine di fumogeni, cori e tanta rabbia.
Dopo la fine del corteo in piazza della Signoria, la digos ferma diversi studenti nelle vicinanze.
Quando due compagne vengono fermate fuori al liceo Galileo, gli occupanti escono in massa dal portone ed impediscono il fermo. La digos è costretta ad andarsene a digiuno di documenti.
Dopo questo significativo atto di solidarietà, la mattina dopo, due studenti del liceo vengono convocati in questura: piovono minacce di denunce nel caso in cui determinate persone “scomode” non fossero state “isolate” nell'occupazione. La strategia del terrore non passa e l'occupazione preferisce la solidarietà all'isolamento.

Intanto, in questura si svolge un vertice tra questore e presidi, che da buoni infami forniscono nomi degli occupanti alla polizia. All'istituto Peano il preside chiede più volte lo sgombero, ma gli studenti resistono e più volte rientrano nel “prefabbricato” in questione. Al liceo Castelnuovo due studenti vengono convocati in presidenza, dove si trovano dinanzi a due agenti della digos.

Venerdì 16 Ottobre, un corteo di mille studenti blocca i viali di circonvallazione della città per poi fare rientro in centro. La digos viene più volte allontanata dal corteo. Di fronte a centinaia di studenti che urlano “fuori la digos dal corteo” e “fuori la digos dalle scuole”, la digos indietreggia.
Al passaggio da via della Colonna vengono ricordate le cariche agli studenti dello scorso 11 maggio: uno spontaneo e sostenuto “vendetta” si alza dal corteo. La rabbia prende il sopravvento sulla timidezza e l'incertezza.
La manifestazione si scioglie in piazza San Marco. Di fronte al liceo Galileo gli studenti continuano la giornata con un blocco del traffico. La Digos prova a fermare uno studente. Ne nasce un parapiglia al termine del quale lo studente viene “liberato”. Dopo qualche minuto, però, un altro studente coinvolto viene fermato e portato in questura, da dove uscirà solo dopo 2 ore senza nessun capo d'accusa.
In contemporanea due studenti del liceo Da Vinci vengono anch'essi convocati in questura: la digos promette di denunciare sette studenti identificati per il blocco della didattica che da lunedì va avanti nel liceo.

Ciò che non possiamo non notare è un notevole innalzamento del livello di repressione ed intimidazione contro un movimento che si presenta sempre più ingestibile e pericoloso.
A far paura è la radicalizzazione delle rivendicazioni che gli studenti stanno portando avanti, in una lotta che, finalmente libera da partiti e sindacati, abbraccia, più o meno timidamente a seconda dei casi, pratiche di lotta sempre più dure.
Può essere indicativo il fatto che dalle assemblee degli occupanti, in molti casi, si delineino posizioni più radicali di quelle proposte dai “leaderini” storici. Ad essere “bocciati” sono i loro “compromessi” con sbirri e presidi. A decidere di continuare l'occupazione non sono più loro, ma quelle centinaia di studenti che vi prendono parte dimostrando una molto più sincera e viva rabbia e voglia di lottare.
Quelle persone che hanno proposto “servizi d'ordine” per isolare i facinorosi durante i cortei, sono finite per essere molto più isolate dei loro acerrimi nemici.
Non ci sono più gli studenti carini e belli che protestano. La stampa parla di facinorosi, sbandati, vandali, violenti: studenti che hanno dimenticato la legalità e la democrazia. Ma come loro stessi sono costretti a constatare, non sono più così pochi.

Tra gli alti, i bassi e le situazioni paradossali (?) che si sono manifestate in questo inizio di autunno caldo fiorentino, possiamo affermare con certezza che qualcosa si è mosso, di tanto... e nel verso buono.

Firenze, 16 ottobre 2009

Commenti

porko dio quando cazzo ci

porko dio quando cazzo ci muoviamo a milano? spero che quest'anno la si finisca di seguire i capetti pompieri dialoganti con le istituzioni e ci si radicalizzi un po'.. più il tempo passa più siamo sempre più nella merda.. sprigioniamo la nostra carica di gioia e di rabbia e passiamo all'attaco! Spero quest'anno di vedere Atene a Milano!

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