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PER COMINCIARE DUE CONSIDERAZIONI:
CAPO A: SUL CONTEGNO TENUTO SU QUESTO NETWORK DA ALCUNI ANONIMI (EVIDENTEMENTE POCO ARDITI) TASTIERISTI PROFESSIONISTI: alla critica, ben venga, costruttiva e pienamente leggittima si è preferito "sublimare" con l'insulto e la calunnia, sempre ben nascosti dietro un confortevole anonimato dando vita a pagine e pagine di vergognose e infondate accuse a danno di chi la faccia ce la mette sempre in prima persona. Esportando i post su altre reti-realtà cittadine con l'evidente fine pregresso di infamare, verso chi non ha modo di conoscerle direttamente, persone che da anni, in modo quanto si vuole criticabile e non condivisibile, fanno politica alla luce del sole senza esoterici fini terzaposizionisti, fascisti e quant'altro. Ora ci chiediamo: non sarebbe stato meglio, piuttosto di fare questo indecente gossip-telenovelas, impiegare il vostro tempo nello scrivere messaggi di solidarietà ai ragazzi di GIAP che a San Lorenzo sono stati sgomberati tre volte in una settimana ed i cui post non hanno ricevuto, uno che sia uno, attestato di solidarietà dai tastieristi-panciafichisti che si aggirano famelici di finti scoop per il sito?
CAPO B: La frase di Mario Carli che tanto rumore ha generato, è stata inserita nel manifesto perchè estrapolata da un bell'articolo che egli aveva sritto in concomitanza all'occupazione delle fabbriche, appena dopo aver abbandonato, in occasione del secondo congresso, i Fasci di combattimento divenuti a suo dire "nazionalisti, moderati e clericali". Ci sembrava molto interessante far notare come, a fronte dei prodromi della nascita del fenomeno squadrista e in concomitanza con un clima prerivoluzionario (poi un nulla di fatto anche a causa della pavidità della leadership operaia) un importante esponente del combattentismo rompesse (in molti lo fecero e in maniera definitiva) con un movimento che scivolava inesorabilmente verso destra per guardare con simpatia a ciò che accadeva in campo operaio (sicuramente non al partito socialista e ai politicanti di allora). Ora la domanda è: se avessimo messo una frase di Pietro Nenni, interventista come Carli e tra i fondatori, nel 1919, del Fascio di combattimento di Bologna avreste rotto così tanto i coglioni?
Con la lettura di un interessante e poco conosciuto documento a firma UNIONE SPIRITUALE DANNUNZIANA (l'organizzazione nata dalle ceneri dell'ANAI -Associazione Nazionale Arditi d'Italia- e della FNLF -Federazione Nazionale Legionari Fiumani-, entrambe sciolte d'autorità dal REGIME fascista nel 1924 in quanto invise all'ordine mussoliniano che infatti, gia alla vigilia della "marcia su Roma" aveva patrocinato a Bologna la fondazione, in aperta opposizione a queste organizzazioni, della addomesticabile FNAI - Federazione Nazionale Arditi d'Italia), risalente alla fine del 1924 ed elaborato dal Consiglio nazionale di detta associazione per reazione all'omicidio di Stato dell'onorevole socialista Giacomo Matteotti, ha avuto inizio il dibattito sullo Stato libero di Fiume (non su Mario Carli). Circa 90 persone hanno partecipato con grande interesse e attivamente a questo doveroso approfondimento su uno degli episodi rivoluzionari più misconosciuto in ambito storiografico e politico, colpevolmente e acriticamente archiviato da certa sinistra come "prova generale" della successiva "marcia su Roma", di mussoliniana matrice. Lontano dal procedere secondo una mera e distorsiva logica assimilatrice (un vizietto che purtoppo hanno in molti), secondo un modus operandi rozzo che non ci appartiene e che consiste nel cercare di appropriarsi, in sede di rielaborazione politica, ad ogni costo, di qualcosa che sicuramente non possiamo fare nostro nella sua evidente complessità, i relatori, postulando proprio questa unicità del "caso fiumano"( nell'avvicendarsi dei 15 mesi della Fiume dannunziana si incontra di tutto nazionalisti, fascisti, repubblicani, uomini d'ordine, anarchici, filobolscevichi, spiritualisti, hyppies ante litteram), hanno centrato il proprio dibattere (COME CHIARAMENTE IL MANIFESTO ANNUNCIAVA) sugli aspetti nascosti (leggi rimossi per decenni) dell'esperimento fiumano.
Si è scelto di procedere a ritroso nella trattazione degli avvenimenti proprio partendo dal documento suddetto, nel quale l'UNIONE SPIRITUALE DANNUNZIANA denunciava il carattere liberticida, statolatro, burocratico, antipopolare del regime mussoliniano contrapponendo ad esso lo spirito e le parole d'ordine della Costituzione della Reggenza del Carnaro (questo documento, illuminante, è contenuto per intero nelle memorie del segretario della Fed. Naz. Legionari Fiumani ENO MECHERI dall'eloquente titolo -CHI HA TRADITO? RIVELAZIONI E DOCUMENTAZIONI INEDITE DI UN VECCHIO FASCISTA- Milano, 1947). L'UNIONE SPIRITUALE, che aveva aderito al movimento antifascista ITALIA LIBERA, sarebbe stata sciolta d'autorità dal regime 2 anni più tardi (il terribile 1926) insieme con ciò che rimaneva dei partiti e dei movimenti d'opposizione in Italia. Molti dei suoi militanti avrebbero subito il ben noto trattamento: carecere, confino, ammonizione, internamento. ALTRO CHE RIENTRO NEI RANGHI DEL FASCISMO! (come per ignoranza o cattiva fede lasciato intendere da qualcuno su questo e altri network).
Non nascondendo la natura incontrovertibile del "fatto" storico, nelle relazioni non si è nascosto il peso (finanziario, politico e militare) che inizialmente il nazionalismo (quello romano soprattutto, si vedano l'industriale Oscar Sinigallia e il primo capo di gabinetto di D'Annunzio a Fiume Giovanni Giuriati) ebbe nel sostenere e preparare l'impresa fiumana. Così come non si è celata la contiguità tra gli ambienti dell'arditismo, del futurismo e del fascismo diciannovista. Ma non si è neanche soprasseduto su quello che Fiume ha significato a partire dai primi giorni del 1920 in relazione alle convulse vicende del biennio rosso italiano. A partire dai segreti colloqui romani tra emissari dello stato libero di Fiume (DE AMBRIS, GIULIETTI) ed esponenti del movimento sovversivo (MALATESTA), in Gennaio, per l'organizzazione di un moto rivoluzionario in occasione degli imponenti scioperi di ferrovieri e postelegrafonici. Moto abortito per la sempre solerte azione di pompieraggio messa in opera dalla leadership del partito socialista BOMBACCI-SERRATI. (da notare come il "rivoluzionario" Mussolini non avesse esitato a svelare alla pubblica opinione il piano nei suoi dettagli con un articolo su "Il Popolo d'Italia" -L'EPOPEA NELL'OPERETTA, come doveva scoppiare la rivoluzione in Italia- Febbario 1920).
Si è parlato della LEGA DI FIUME, una sorta di Società delle nazioni alla rovescia (si vedano in merito le memorie fiumane del suo principale "ideologo", il comunista ungherese LEONE KOTCHINSKY -LA QUINTA STAGIONE-) che contrapponeva, guardando al sovietismo russo, le aspirazioni dei popoli oppressi al pescecanismo degli stati occidentali.
Si è proceduto ad un attenta disamina di alcuni articoli della Carta del Carnaro ribadendo il carattere progressita, libertario, socialmente avanzato dell'esperimento fiumano (la Carta è facilmente consultabile su internet) non potendo fare a meno di notare come il suo impianto tutt'altro che "passatista" mantenga ancora oggi un'enorme potenziale di fascinazione (LEGGERE PER CREDERE).
Attraverso le avventurose biografie di due "pezzi da novanta" di Fiume: il capo di gabinetto DE AMBRIS (il primo a fornire al fascismo delle origini coordinate "ideologiche" di non poco conto) ed ENO MECHERI (segretario aggiunto dei Fasci di combattimento fino al Febbraio 1920) si è fatto riferimento alle giravolte politiche impresse al movimento da Mussolini, traghettato dal pulviscolo del combattentismo alla mera reazione antipopolare. Il giudizio sulla mutazione camaleontica dei Fasci formulato da DE AMBRIS (si vedano in merito i suoi articoli dall'esilio francese raccolti da R. De Felice), morto da fiero antifascista, povero e dimenticato, nel suo esilio volontario francese nonostante le profferte mussoliniane, così come quello dell'ex segretario fascista MECHERI, in seguito e per tutto il ventennio militante antifascista. Non ultimo l'ambiguo atteggiamento di Mussolini verso Fiume (clamoroso in tal senso, come testimoniato dal ministro degli esteri del governo Giolitti, il Conte Sforza, il suo incontro segreto alla Consulta con il leader fascista alla vigilia della firma del Trattato di Rapallo, nel quale in cambio dell'inclusione nei Blocchi giolittiani alle politiche del Maggio 1921 Mussolini dava il suo assenso, scricando i legionari fiumani, ai termini del Trattato -si vedano in merito i corsivi su "Il Popolo d'Italia " del periodo-), spiega la radicalizzazione in senso antifascista di parte degli Arditi e dei Legionari fiumani (quelli che poi in massima parte aderiranno alla FNLF).
Si è parlato degli aspetti controculturali (es. il rapporto con le droghe, il sesso libero) dell'epopea fiumana che hanno portato, a metà degli anni novanta, il guru dell'alternativismo a stelle e strisce Hakim Bey a vedere nella Fiume dannunziana una T.A.Z. ante litteram.
SALUTI ANTIFASCISTI.
PATRIA SOCIALISTA
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Commenti
Solo per chiarimento, mi
Solo per chiarimento, mi dite perchè uno dei vostri chiaramente immortalatao nel sito dei RASH roma ha lo schwarze sonne tatuato sul gomito ?
http://www.inventati.org/rash
http://www.inventati.org/rash-roma/wp-content/gallery/anniversario_bomba...
la Schwarze Sonne (sole nero) tatuato sul gomito, disegnato sul pavimento di Wewelsburg, il castello di Himmler
altro che cripto fascisti real nazisti
sabato c'era una
sabato c'era una manifestazione antirazzista e voi chiusi dentro una fogna a parlare di Fiume d'annunzio e merdaccia varia. Ecco rimanete sempre lì