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Due i candidati che maggiormente si contenderanno la poltrona presidenziale: quello del Frente Amplio, centrosinistra, e quello del Partido Nacionalista, centrodestra
Il 25 ottobre prossimo si terranno in Uruguay le elezioni presidenziali. Diversi gli schieramenti che si affronteranno. Secondo gli ultimi exit poll pubblicati dalla stampa locale e diffusi dalle televisioni nazionali, il candidato del Frente Amplio (centro sinistra), Josè Mujica, ex guerrigliero Tupamaro e amico di Chavez, sarebbe favorito rispetto al suo diretto avversario Louis Alberto Lacalle, espressione politica del Partido Nacional (centro destra). C'è già chi è convinto, fra gli analisti politici nazionali, che una sola tornata elettorale non sarà sufficiente e bisognerà andare al ballottaggio. Possibile, certo, non sicuro ma possibile.
In ogni caso chi succederà a Tabarez Vasquez (che per legge non potrà ricandidarsi) se la dovrà vedere poi con una crisi finanziaria globale che ha colpito duro anche alcuni stati sudamericani ma da cui l'Uruguay ha saputo difendersi in maniera egregia.Se infatti l'economia nazionale ha segnato un -8 percento (a dire la verità quasi 9) nei primi tre mesi del 2009 nel secondo e terzo trimestre ha registrato una crescita pari al 4 percento. C'è chi crede, soprattutto la Banca Centrale del Paese, che le previsioni di crescita per l'Uruguay per il 2009 possano arrivare allo 0.8 percento e per il 2010 all'1,2 percento. Dati positivi che manterranno un'ottima gestione economica del Paese.
Ma la campagna elettorale che come detto vedrà scontrarsi quasi esclusivamente il candidato del Frente Amplio e quello del Partito Nacional, ha anche altri protagonisti. Uno dei più importanti senza dubbio è Pedro Bordaberry, uomo simbolo del Partido Colorado, con poche speranze di portare a casa la vittoria finale. Lui vorrebbe essere l'outsider di questa giornata elettorale ha puntato tutta la sua campagna su valori legati alla famiglia. Il suo partito politico dovrebbe attestarsi intorno al 12/13 percento dei suffragi.
Poi c'è il candidato presidenziale del Partido Indipendente che ha puntato tutto sugli indecisi. A loro si è rivolto Pablo Mieres, leader della lista che ha esordito nel giorno di chiusura della campagna con : "Se vi sentite insoddisfatti dei voti dati in precedenza votate per il Partido Indipendente".
Alessandro Grandi
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