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Immigrazione, 200 migranti in pericolo
ancora polemiche tra Italia, Libia e Malta
L'sos dei migranti: "Ci sono onde altissime, stiamo affondando, aiutateci"
Immigrazione, 200 migranti in pericolo ancora polemiche tra Italia, Libia e Malta
PALERMO - Un barcone con 200 migranti in navigazione nel Canale di Sicilia che lancia un sos a causa del mare in tempesta. Una situazione di pericolo che la Guardia costiera italiana segnala subito alle autorità libiche e a quelle maltesi. Che però non intervengono. Un caso che rischia di innescare l'ennesimo scontro diplomatico tra l'Italia, Malta e la Libia. In serata momento l'imbarcazione è stata "scortata" dalla petroliera Antignano, di Livorno, che fin dalla notte fra venerdì e sabato ha prestato soccorso agli extracomunitari dopo essere stata dirottata nella zona, tra le acque libiche e quelle maltesi, dalla centrale operativa delle Capitanerie di Porto.
La Guardia Costiera italiana aveva segnalato venerdì la presenza del barcone in difficoltà sia alle autorità di Tripoli che a quelle della Valletta, ma nessuno di loro è intervenuto. Il portavoce delle Forze Armate maltesi, Ivan Consiglio, ha dichiarato che la Marina "si sta limitando a monitorare la situazione, in quanto le operazioni sono state coordinate dalle autorità italiane". La stessa fonte sostiene che l'imbarcazione sarebbe ancora "in acque libiche" e dunque Malta non avrebbe alcuna competenza.
Secondo le informazioni diffuse dalla centrale operativa delle Capitanerie di Porto, invece, l'imbarcazione in pericolo sarebbe entrata nelle acque di competenza maltese, a circa 160 miglia a Sud dell'isola Stato. L'unica certezza è che il barcone ha continuato a navigare lentamente, di conserva con la petroliera.
La nave, una motocisterna di 176 metri e 40 mila tonnellate di stazza lorda, ha mantenuto la distanza di sicurezza per non rischiare di speronare l'imbarcazione facendola colare a picco. L'equipaggio del mercantile, posizionato a ridosso del barcone per proteggerlo dalle onde, ha lanciato viveri e generi di prima necessità agli immigrati, tra i quali vi sarebbero anche donne e minori, prostrati dalla navigazione nel mare in burrasca.
Le condizioni meteo nel Canale di Sicilia sono infatti proibitive, con il mare che durante la notte ha raggiunto anche forza 7 e con forti raffiche di vento. Una circostanza sottolineata con preoccupazione anche da Laura Boldrini, portavoce in Italia dell'Alto commissariato Onu per i rifugiati: "Riteniamo che sarebbe molto pericoloso lasciare che l'imbarcazione continui a navigare senza intervenire. Per questo motivo auspichiamo che si faccia rapidamente chiarezza sulla posizione della barca, affinchè venga deciso qual è il Paese che deve intervenire per prestare i necessari soccorsi ed evitare una nuova tragedia del mare".
Erano stati gli stessi migranti, molti dei quali eritrei, a lanciare l'allarme venerdì con un satellitare dal quale erano partite telefonate disperate verso alcuni loro familiari residenti in Italia: "Ci sono onde altissime, stiamo affondando, aiutateci". Una richiesta accolta, almeno fino a sabato sera, solo dalla Guardia Costiera italiana e dall'equipaggio dell'Antignano.
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