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[Catania] sgombero violento per l’Experia: video + foto

autore: 
mk
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Catania, sgombero violento per l’Experia

Catania, 30 ottobre – Poco fa (questa mattina all’alba, n.d.r.) la polizia ha sgomberato il centro popolare “Experia”, un vecchio cinema (di proprietà della Regione) che da diciassette anni costituiva uno dei pochi posti di aggregazione dei quartieri popolari catanesi. I ragazzi lo avevano ristrutturato completamente, trasformando il locale fatiscente nel centro propulsore di attività civili – doposcuola, giocoleria, sport, ecc. – che contrastavano efficacemente la presenza mafiosa nei quartieri, dove l’Experia costituiva una pochissime zone libere da boss e droga. Le forze dell’ordine sono arrivate all’alba, caricando con violenza e senza preavviso. Mi segnalano diversi ragazzi feriti. Lo sgombero è stato deciso dal dottor Serpotta, magistrato catanese non particolarmente distintosi nell’attività antimafia, e preceduto da una campagna di stampa di Alleanza Nazionale, che a Catania governa da anni coi risultati che conosciamo. E’ una giornata difficile per l’esile democrazia catanese e i giovani dell’Experia fanno appello alla solidarietà di tutti i democratici e gli antimafiosi.

Riccardo Orioles

il video dello sgombero: http://www.youtube.com/watch?v=PDxY-SGJ99w


http://www.altracitta.org/?p=9898

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FOTOGALLERY SGOMBERO
http://www.ucuntu.org/Foto-sgombero-Experia.html
http://www.ucuntu.org/Altre-foto-dello-sgombero.html

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Sgombero dell'Experia, l'analisi di Riccardo Orioles

di Riccardo Orioles - 30 ottobre 2009

Nel giro di ventiquattr'ore a Catania succede che: uno dei più stimati professori dell'università viene sorpreso a ricattare una studentessa; il giornale che proteggeva i cavalieri mafiosi si mobilita per discolparlo; la polizia massacra a manganellate i ragazzi dell'unico luogo d'incontro dei quartieri popolari, rei di fare antimafia e antidroga in mezzo al regno dei boss. Altro che Norimberga del Terzo Reich: le régime, c'est nous!
Sarà violenta Napoli, sarà cravattara Milano, sarà marpiona Roma, ma quello che trovi qui a Catania non lo trovi in nessun'altra città d'Italia.. Altro che Marrazzo e altro che Berlusconi: qua i vecchi bavosi li mettono direttamente a far scuola di vita all'università. “O me la dai o l'esame te lo scordi!”. E se quella reagisce, subito arriva l'altro vecchio bavoso (questo non professore ma pennaiuolo) e ti scatena una campagna che in confronto Feltri è un chierichetto. “Bottana! A quel povero professore! Proposte oscene e ribottanti, gli facesti!”.
E se invece di essere un vecchio bavoso sei una ragazza o un ragazzo normale, amante della vita, con voglia di fare sport, di cantare, ballare, stare allegro alla faccia dei boss? Prima o poi arriveranno le guardie a riempirti di legnate in testa e a chiuderti a suon di botte lo spazio sociale che hai faticosamente costruito in più dei quindici anni e che è l'unico spazio libero del tuo quartiere, l'unico in cui boss e spacciatori non possono mettere piede. Il che, nella città dei vecchi immafiositi e bavosi, è un gran reato. E pertanto, giù botte.
Come sono allegri e simpatici, i giovani di Catania. Potrebbero avere il paradiso in terra, e certe volte lo sanno. Potrebbero, se a comandare la loro città non fossero questi vecchi incartapecoriti e feroci, gocciolanti di bile, istintivamente nemici di tutto ciò che sia gioventù e divertimento. “Si deve soffrire, a Catania!”, sussurrano feroci. E giù bastonate, intrallazzi, a volte anche colpi di pistola.
* * *
Un “professore” come Elio Rossitto insegna regolarmente in questa università e ne è anzi una colonna. Un “giornalista” come Toni Zermo, che quindici anni fa aiutava i mafiosi a nascondere il delitto Fava, è ancora la principale firma dell'unico giornale della città. Bische, bordelli, spacci di cocaina, salotti-bene e benissimo, camere di compensazione degli appalti, mercati di carni umane d'ogni genere prosperano tranquillamente in questa città. I doposcuola dell'Experia, le giocolerie, le “officine popolari” di biciclette, quelle no, non possono essere tollerate, e vengono senz'altro distrutte d'autorità, chiuse con la fiamma ossidrica, murate col cemento.
“Anche voi poliziotti avete figli e fratelli qui nel quartiere...”. “Io, che ho imparato lo sport al Gapa e adesso l'insegnavo ai ragazzini qui all'Experia...”. “Non avete nemmeno portato un'ordinanza, non è legale...”. “I quartieri hanno bisogno di sport e di giochi, non di violenza”. Seri e civili, i poveri di Catania, gli “estremisti arrabbiati” espongono le ragioni della civiltà contro i padroni della città. Non lasciateli soli.

http://www.antimafiaduemila.com/content/view/21124/48/

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