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ROMA - La neobrigatista Diana Blefari, in carcere per l'omicidio nel 2002 del professor Marco Biagi, si è impiccata ed è morta nel carcere femminile di Rebibbia a Roma.
Pochi giorni fa la Cassazione aveva confermato l'ergastolo per la donna che era l'affittuaria del covo dove le nuove Br si nascondevano e avevano progettato l'omicidio del giuslavorista. I suoi difensori avevano più volte denunciato le condizioni di profondo disturbo mentale di cui la loro assistita soffriva. Il giorno della condanna in primo grado all' ergastolo, la donna fece a pezzi tutto quello che riuscì ad afferrare nella sua cella, anche il televisore. Una scena violentissima, seguita da una prostrazione sempre più pesante, dall' astenia, l' autoisolamento, il rifiuto del cibo e dei liquidi "perché mi vogliono avvelenare", il digiuno totale per venti giorni.
I medici di Rebibbia chiesero un trattamento sanitario obbligatorio "in altra struttura più idonea", essendo concreto, così scrissero, il pericolo di vita per la detenuta. Sa allora fino all'ultimo grado del processo, conclusasi il 27 ottobre con la conferma dell'ergastolo, la terrorista viveva in uno stato di profonda apatia: sdraiata sulla brandina, sepolta tra le lenzuola, la faccia girata contro il muro della cella.
Dopo la condanna in primo e secondo grado la Suprema Corte, il 7 dicembre 2007, aveva annullato con rinvio la sentenza d'appello emessa nei suoi confronti sottolineando vizi di motivazione sulla sua condizione psichica. La Corte d'assise d'appello di Bologna aveva riesaminato il caso disponendo una perizia psichiatrica con la quale era stata accertata la capacità dell'imputata di stare in giudizio. I giudici bolognesi avevano quindi confermato l'ergastolo con una sentenza divenuta oggi, dopo la pronuncia della Cassazione, definitiva.
Ieri sera, attorno alle 22.30, utilizzando lenzuola tagliate e annodate, la neobrigatista si è tolta la vita. Ad accorgersi quasi subito dell'accaduto sono stati gli agenti di polizia penitenziaria: hanno provato a rianimarla senza però riuscirvi.
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Commenti
A compagni caduti
A prescindere dalla condivisione o meno della tattica dei militanti che decisero di usare le armi:
ONORE A DIANA !
Hasta Siempre.
ONORE ALLA COMPAGNA CADUTA
ONORE ALLA COMPAGNA CADUTA