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Il comandante talebano della regione di Herat lancia il suo proclama: gli occidentali controllano solo l'aeroporto e i palazzi governativi, il resto della regione è nelle nostre mani. La sfida della propaganda islamica
È una sfida ai militari italiani che amministrano quella parte di Afghanistan. "La forza della Jihad nella regione di Herat continua a crescere ogni giorno. Abbiamo strutture organizzative e difensive in tutta la regione, possiamo resistere ai nemici e attaccarli dovunque vogliamo. Disponiamo anche di unità speciali nel capoluogo, che conducono raid contro le basi del nemico. Il governo afghano e i soldati della Nato riescono a controllare solo l'aeroporto, gli edifici amministrativi e meno del dieci per cento della regione. Il resto è nelle nostre mani: interi distretti, incluso quello di Shindand, sono in nostro dominio". Abdul Manan Niyazi, comandante dei talebani nella regione di Herat. con un'intervista al mensile dei combattenti islamici Al Somod ha presentato il suo punto di vista dopo un'estate di operazioni condotte dalla Folgore. Un proclama di propaganda - intercettato e analizzato dal sito della Nefa Fondation americana - che però mostra le capacità anche mediatiche della guerriglia.
Il comandante - 40 anni, con il battesimo del fuoco contro i sovietici alla fine degli anni Ottanta e studi nelle scuole islamiche - sottolinea la corruzione della pubblica amministrazione fedele al governo Karzai e soprattutto della polizia. Parla di bustarelle da pagare ai posti di blocco e di commercianti sequestrati dagli agenti per ottenere riscatti. La corruzione e la violenza delle forze governative - secondo Abdul Manan Niyazi - strangolerebbero i commerci e spingerebbero la popolazione a chiedere la protezione dei talebani.
I mujaheddin ai suoi ordini condurrebbero soprattutto imboscate, concentrando le unità combattenti per poi disperdersi dopo l'attacco. Il capo guerrigliero dichiara che dall'inizio dell'anno "cinquanta veicoli e mezzi blindati nemici sono stati distrutti dalle mine e dalle trappole esplosive, dozzine di soldati stranieri e duecento uomini delle forze governative sono stati uccisi". E racconta: "Pochi giorni fa, i reparti italiani hanno condotto un'operazione nel direttorato di Adraskan ma i mujahedin gli hanno inflitto gravi perdite. I loro veicoli corazzati sono finiti sulle nostre mine. È stata la sconfitta più grave degli italiani in Afghanistan. La loro situazione in quei giorni ha fatto crescere il dibattito sul ritirarsi e c'è stato un violento dibattito".
Le cronache del nostro contingente non registrano combattimenti ad Adraskan nell'ultimo mese. Nella zona - dove sono basati gli istruttori italiani che formano e accompagnano in battaglia i soldati afghani assieme a un distaccamento di carabinieri che addestra la polizia - ci sono stati duri scontri tra luglio e agosto. Le ultime operazioni note degli italiani sono invece nell'area di Shindand. Citata da Abdul Manan Niyazi che descrive altri combattimenti contro "i crociati" occidentali nelle ultime settimane. Offensive americane o della Nato a Shindand, Siyuchan e Wadi Takht che si sarebbero trasformate in disfatte. "Non passa un giorno senza che subiscano perdite di uomini e di mezzi a causa delle nostre mine".
Il leader talebano conclude descrivendo il morale alto dei suoi combattenti "mentre quello del nemico sta crollando. Il momento della loro fuga e della loro sconfitta si avvicina".
Propaganda, appunto. Che però riesce ad avere diffusione sempre più larga in Afghanistan. Mentre cresce il malcontento della popolazione per la cattiva amministrazione e la corruzione delle strutture governative. E il nostro contingente si prepara a un inverno duro, con la brigata Sassari e i bersaglieri che stanno rimpiazzando i parà e quattro cacciabombardieri Amx che si preparano ad operare dall'aeroporto di Herat.
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/i-talebani:-controlliamo-noi-her...
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Commenti
per i talebani , pena di
per i talebani ,
pena di morte.
per i loro fiancheggiatori,
carcere a vita.
ci vai tu ad eseguirla?eh cagasotto?
fai ridere i polli.
gli afghani e non talebani visto che si tratta di un popolo si sono rotti i coglioni dei loro "liberatori". E se devono scegliere fra i talebani e la banda dei corotti di Karzai che si autoproclama presidente dopo il crollo della farsa elettorale (alla faccia della democrazia che diffende), scelgono i primi. Se non avessero fatto questa scelta niente e nessuno potrebbe opporsi alla potenza militare occidentale. Invece pare stiano dando del filo da torcere alla macchina bellica della Nato.
Fin quando non ti farai queste domande non riuscirai a vedere come la storia si ripete. Karzai fara la fine di Van Thieu -ex "presidente" del Vietnam del Sud- il quale dopo la sconfitta del suo stato fantoccio è scappato negli stati uniti.
Leggiti la storia anziche' leggere ilgiornale.