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[SAVONA] annullare le intitolazioni istituzionali effettuate a nome di Carlo Giuliani

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SAVONA annullare le intitolazioni istituzionali effettuate a nome di Carlo Giuliani

Il sindaco di Borghetto Santo Spirito, Santiago Vacca, ha chiesto al Parlamento e al governo di annullare le intitolazioni istituzionali effettuate a nome di Carlo Giuliani e queste sue affermazioni non sono certo passate inosservate facendo partire una serie di polemiche.

Abbiamo chiesto a Nino Miceli consigliere regionale del Pd un suo commento sulla vicenda.
"Questa iniziativa presa da pochi della maggioranza del centro-destra per riabilitare Placanica contiene come unica proposta sostanziale di chiedere al Governo e al Parlamento di far annullare le intitolazioni istituzionali a carico di Giuliani, messo che ve ne siano; la proposta è preceduta in delibera da una serie di invettive che identificano l'intero movimento di contestazione al G8 di Genova con la sua ridottissima frangia violenta e che affermano che le iniziative in memoria di Giuliani avrebbero colpevolizzato di fronte all'opinione pubblica l'arma dei carabinieri; rispettiamo la sentenza della Corte Europea che ha riconosciuto per Placanica la legittima difesa ma intendiamo affermare tre principi, come primo punto sono da evitare queste strumentalizzazioni politiche di un evento tragico come la morte violenta di un ragazzo; come secondo punto non si può fare di ogni erba un fascio identificando tutti i movimenti contro la globalizzazione con qualche gruppetto violento; punto terzo, criticare alcuni comportamenti di alcune forze dell'ordine non significa necessariamente colpevolizzarle in blocco" ha dichiarato Miceli.

Vedremo se nei prossimi giorni altri replicheranno alla vicenda ma sicuramente la morte di Carlo Giuliani e gli episodi legati al G8 nonostante siano passati ormai molti anni sono ancora argomenti che scaldano gli animi e che difficilmente verranno dimenticati anche nei prossimi anni futuri.

Pubblichiamo la mail di risposta al sindaco di Borghetto S. Spirito da parte di Marco Sferini, Responsabile Organizzazione PRC Savona.

Perché il sindaco di Borghetto Santo Spirito soffre al vedere una sala (o una qualsiasi altra struttura o luogo) intitolata a Carlo Giuliani? Perché il sindaco evidentemente patisce nel vedere quel nome e quel cognome. Perché considera il giovane assassinato a Genova un facinoroso, un manifestante violento, un turbatore dell'ordine costituito. Il contrario di ciò che a Genova accadde in quel luglio del 2001, quando le forze di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza si scatenarono alla caccia di massa, si misero in una posizione giuridica altamente incostituzionale seguendo precisi ordini che venivano dalle più alte cariche dello Stato. Tutto ciò è ormai assodato, provato dalle centinaia di migliaia di fotogrammi che esistono sui cortei del G8, su via Tolemaide e su piazza Alimonda.

Sono passati otto anni e il nome di Carlo fa ancora paura. Al potere fa sempre paura una verità scomoda, un incidente di percorso nella gestione della pubblica piazza. Peccato che di incidente non si tratti, ma bensì di una conseguenza indotta dal clima velenoso di quei giorni che appestava l'aria con i gas urticanti, sparati a getto contro chiunque, indistintamente. Per non parlare dei lacrimogeni, indirizzati ad altezza d'uomo. Altri tentati omicidi, per fortuna non andati a segno.

"Rossa marmaglia devi capir / se scendi in piazza si può morir...", cantavano negli anni '70 le note di Ivan Della Mea e altri cantautori sulla morte di Franco Serantini. Morto ammazzato di botte. Carlo muore ammazzato da un proiettile. E poi sulla sua morte viene gettato un velo di mistificazioni, un velo pesante, un velo di menzogne. Così come sulla sua vita. C'è più concessione di alibi per chi ha sparato se si può infangare il nome di chi è steso in terra in una pozza di sangue. La vera zona rossa. Quella della morte.
E ora, negando quello scenario reale di morte cercata, di morte voluta, il sindaco Vacca propone al governo di eliminare il nome e il cognome di un ragazzo ucciso dallo Stato perché serve riabilitare quello di Mario Placanica, il carabiniere a cui è attribuito lo sparo contro Carlo.

Forse il sindaco Vacca vuole riportare in auge la tesi che fu un sasso ad uccidere Carlo? Quale altra verità storica vuole cancellare dal suo Comune e dell'Italia intera? Forse il nome di qualche via intitolata a Giorgiana Masi? O ai morti di Reggio Emilia?
Fino a che punto un sindaco, un primo cittadino, può spingersi nell'esagerazione della propria foga politica da estremizzarla con richieste come quella fatta all'esecutivo? Ci sono strade e vie di questo Paese intitolate ai massacratori fascisti come Giorgio Almirante. Ci sono strade e vie intitolate agli affossatori del principio del comune interesse sociale come Bettino Craxi.

Ci sono strade e vie di questo Paese che portano il nome di Antonio Gramsci, Enrico Berlinguer, Don Lorenzo Milani, Peppino Impastato e Giovanni Falcone. Ecco, a noi sembra che i nomi di Giorgiana Masi, di Franco Serantini, di Carlo Giuliani siano nomi che evocano una voglia di libertà soffocata. Una voglia di libertà come quella che diversissime culture sociali e politiche hanno portato avanti nel corso della storia di questo infelice Paese. La richiesta del sindaco Vacca va nella direzione opposta perché obbedisce ad una cultura marziale, illiberale e profondamente legata ad un passato autoritario che rischia di tornare se non saremo pronti, sin da ora, prima di subito, a contrastarlo con la verità delle parole, con la semplicità delle nostre azioni quotidiane.

Che il sindaco di Borghetto Santo Spirito rispetti la giovane vita spezzata di Carlo Giuliani. Era una vita libera e libertaria, e non era una vita dedicata al lancio di estintori come tanti, troppi mistificatori e fascisti di nuovo modello vogliono far credere.
Signor sindaco, il suo atto è prima di tutto un insulto alla memoria di quei giorni a Genova, è un'offesa alla Costituzione di questa Repubblica ed è il chiaro evidente segno che solo chi vive odiando produce parole, gesti e richieste come quella da lei avanzata al governo. Si vergogni, signor sindaco. Di tutto cuore, le ripetiamo: si vergogni.

Marco Sferini
Responsabile Organizzazione PRC Savona

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