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NO ALL'OCCUPAZIONE ISRAELIANA DI MILANO

MANIFESTO[2].jpg

Dal 12 al 23 giugno a Milano, in piazza Duomo, si terrà “Israele che non ti aspetti”, una kermesse sulla tecnologia israeliana promossa dalle stesse autorità di Tel Aviv in collaborazione con gli enti locali lombardi, per “promuovere scambi scientifici e culturali tra Tel Aviv e Milano” e raccontare “un Israele diverso da quello di Stato interessato da un conflitto”. Un'operazione da 2,5 milioni di euro che vorrebbe cancellare la memoria della pulizia etnica che ha dato origine alla nascita dello stato di Israele e che perdura tuttora: la violenta cacciata degli abitanti della Palestina nel 1948-49, l’espropriazione della loro terra, la soppressione dei loro diritti civili e dei più fondamentali diritti umani, la negazione del diritto dei profughi palestinesi al ritorno nella propria terra.
Parte integrante di questa kermesse sarà il Summit Economico in piazza Affari, dove si terranno numerosi incontri bilaterali economici-politici con rappresentanti delle istituzioni italiane e 600 imprenditori. Non dimentichiamo che l'Italia è diventata in questi anni uno dei maggiori partner di Israele sottoscrivendo numerosi accordi commerciali e di cooperazione in campo scientifico e militare (ricordiamo l'addestramento dei Vigili urbani di De Corato presso i servizi di sicurezza israeliani...), proprio mentre nel mondo cresce la campagna di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni contro il regime di Apartheid israeliano. Per contrastare tutto questo sono statiindetti una serie di appuntamenti di informazione e di protesta

Appuntamenti

Sabato 11-06 h15.00 Presidio-performance in piazza Duomo
Domenica 12-06 h 12-17 Letture e pranzo palestinese @ Qiqajon, via Farini, 17
Sabato 18-06 h 15.00 corteo nazionale, concentramento @Cairoli
Sabato 18-06 h 22 Concerto DARG, hip hop di Gaza. @ csa Vittoria

Firma la petizione | comitato contro l'occupazione israeliana di Milano
sito:www.controkermessemilano.com| appello e firme

Commenti

Pisiapia ha risposto, concederà piazza duomo a Israele.

Pisiapia ha risposto, concederà piazza duomo a Israele.
Pisapia bla bla, sulle cose che contano si rivela un ciarlatano sionista come il suo capo Obama.
La borghesia neocorporativa sta sempre con imperialisti.
Fatti e non chiacchiere mediatiche per faciloni emotivi.

Compagni tutti, senza

Compagni tutti, senza distinzione e comunità arabe dobbiamo far saltare l'iniziativa.
Se vogliamo siamo in grado di mettere a ferro e fuoco la città...tra l'altro la "location" è dalla nostra parte ;)

Stavolta si potrebbe quasi

Stavolta si potrebbe quasi ipotizzare in un allanza rosso-bruno....giusto per la giornata della collera....poi nemici come prima :)

CON I FASCI NESSUNA ALLEANZA!

Su Pisapia nessuna sorpresa. Cosa vi aspettavate? era già chiaro a tutti che fosse l'espressione perfetta della borghesia milanese, se lo dice Romiti non è abbastanza per crederci? Ma poi c'è qualcuno che crede ancora nelle scorciatoie elettorali? Per quanto riguarda la kermesse sarà giusto opporsi in ogni modo (e questo è ovvio) ma voglio credere che l'ultimo post sia solo una provocazione di qualche fascio o sbirro....se l'ha scritto un compagno allora sarebbe meglio che prendesse i libri e studiasse la storia, e anche un pò di teoria.
CON I FASCI NESSUNA ALLEANZA! MORTE AL FASCIO!

APPELLO PER LA

APPELLO PER LA MANIFESTAZIONE NAZIONALE A MILANO
CONTRO LA KERMESSE SIONISTA
Dal 12 al 23 giugno a Milano, in piazza Duomo, si terrà “Israele che non ti aspetti”, una
kermesse sulla tecnologia e sul turismo israeliani promossa dalle stesse autorità di Tel Aviv
in collaborazione con gli enti locali lombardi, per “promuovere scambi scientifici e culturali
tra Tel Aviv e Milano” e raccontare “un Israele diverso da quello di Stato interessato da un
conflitto”. Un'operazione da 2,5 milioni di euro che vorrebbe cancellare la memoria della
pulizia etnica che ha dato origine alla nascita dello stato di Israele e che perdura tuttora: la
violenta cacciata degli abitanti della Palestina nel 1948-49, l’espropriazione della loro terra,
la soppressione dei loro diritti civili e dei più fondamentali diritti umani, la negazione del
diritto dei profughi palestinesi al ritorno nella propria terra.
Uno Stato che legittima l’apartheid come prassi quotidiana, nascondendola sotto la parola
“sicurezza” (tanto cara anche ai nostri governi), che costruisce un muro alto più di otto metri
che impedisce ai palestinesi di accedere ai propri campi, alle scuole e agli ospedali,
espropriando altra terra, case, fonti di vita. Un muro che - in aperta violazione di sentenze e
accordi internazionali - annette, sempre in nome del Santo Diritto alla Difesa, insediamenti
illegali, che neanche dovrebbero esistere. Uno Stato che viene definito “unico stato
democratico del Medio Oriente”, ma che nei suoi 63 anni di storia ha continuamente
alternato guerra ad alta e a bassa intensità. Uno Stato che nel gennaio 2009 ha
bombardato la Striscia di Gaza portando in soli 24 giorni alla morte di oltre 1.500 persone,
utilizzando armi illegali secondo la Convenzione di Ginevra, come le cluster bombs ed il
fosforo bianco. Uno Stato che dal 2006 condanna gli abitanti della Striscia di Gaza ad un
assedio e ad un embargo totali e permanenti, impedendo l’ingresso di materiali da
costruzione come di altri moltissimi beni, anche di prima necessità, in aperta violazione
della legalità internazionale. La recente apertura del valico di Rafah da parte del governo
egiziano, che autorizza solo il passaggio delle persone e non delle merci, non permette
ancora l'ingresso degli aiuti umanitari.
Proprio per rompere l'assedio di Gaza il movimento internazionale si sta mobilitando in
Palestina e attraverso convogli, carovane, missioni internazionali per portare aiuti alla
popolazione di Gaza e sostegno politico alla lotta di liberazione palestinese. Nei prossimi
giorni da diversi porti europei partirà la Freedom Flotilla 2 di cui farà parte anche la nave
italiana Stefano Chiarini: l’ospitalità offerta dalle istituzioni italiane alla kermesse sionista
rende ancora più importante il sostegno ad iniziative come la Flotilla, anche in risposta alle
rinnovate minacce del terrorismo di Stato israeliano che un anno fa provocò i nove morti
della Mavi Marmara.
Mentre rendiamo onore alle molte persone ed associazioni israeliane che mantengono viva
la resistenza a questo scempio che i loro governi hanno fatto e fanno di giustizia e diritto,
come alla tradizione universalista della cultura ebraica, invitiamo tutti coloro che hanno a
cuore giustizia e libertà, dignità umana e solidarietà, ad unirsi a noi contro lo svolgimento di
questo evento di propaganda sionista a Milano.
Parte integrante di questa kermesse sarà il Summit Economico in piazza Affari, dove si
terranno numerosi incontri bilaterali economici-politici con rappresentanti delle istituzioni
italiane e 600 imprenditori. Non dimentichiamo che l'Italia è diventata in questi anni uno dei
maggiori partner di Israele sottoscrivendo numerosi accordi commerciali e di cooperazione
in campo scientifico e militare, proprio mentre nel mondo cresce la campagna di
Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni contro il regime di apartheid israeliano. Non
dimentichiamo che è proprio grazie al silenzio complice degli stati europei e all’appoggio
determinante degli USA che Israele può continuare ad ignorare le oltre 70 risoluzioni delle
Nazioni Unite di condanna delle sue politiche e in difesa dei palestinesi.
NO GLI ACCORDI ECONOMICI E DI COOPERAZIONE CON ISRAELE!
PER IL BOICOTTAGGIO DELL'ECONOMIA DI GUERRA ISRAELIANA!
CONTRO L'IMPERIALISMO ISRAELIANO! VITA TERRA E LIBERTA' PER IL POPOLO
PALESTINESE!
NO ALL'OCCUPAZIONE ISRAELIANA DELLA PALESTINA...E DI MILANO!
MANIFESTAZIONE NAZIONALE IL 18 GIUGNO A MILANO
CONCENTRAMENTO IN LARGO CAIROLI ALLE 15:00
Comitato “No all’occupazione israeliana di Milano”
invitiamo tutte le realtà ad inviare le adesioni all'indirizzo:
contro.kermesse.milano@gmail.com
per info sulle altre iniziative organizzate dal comitato:
it-it.facebook.com/pages/No-alloccupazione-israeliana-di-Milano/157636457636570
PRIME ADESIONI:
Comunità palestinese lombarda
Rete BDS Milano
BDS Italia
Stop Agrexco Italia
Stop Agrexco Roma
Coordinamento BDS Bologna
comitato Palestina nel Cuore
comitato per non dimenticare Sabra e Chatila
Forum Palestina
Campagna Stopthattrain Italia
Berretti Bianchi - Associaizone per i corpi civili di pace
CSA Vittoria
Sinistra Critica
Associazione Liberacittadinanza di Parma
UDAP - Unione Democratica Arabo Palestinese
Freedom Flotilla Italia
CS Cantiere
Coordinamento Nord/Sud del Mondo
Comitato Palestina Bologna
Comitato di Solidarietà con il Popolo Palestinese di Torino
Un Ponte Per
Circolo ARCI HANDALA - Imperia
SALAAM Ragazzi Dell’Olivo - Milano - ONLUS
Comitato per la Campagna BDS - Campania
AMI - Circolo ARCI HANDALA
John Gilbert, FLC-CGIL, Università di Firenze
Luisa Morgantini
Forum Palestina - Milano
Associazione per la Pace
Associazione Amicizia Sardegna Palestina
Singolarità qualunque
Annalisa Antichi - Comitato a sostegno della resistenza del popolo palestinese
BDS Pisa
Rete ECO (Ebrei Contro l'Occupazione)
Associazione culturale Punto Rosso
Associazione Nuova Colombia
Casa per la Pace - Milano
Stelle Cadenti - Artisti per la Pace
Euskal Herriaren Lagunak - Milano
PCL (Partito Comunista dei Lavoratori)
Brigata di solidarietà per la pace - Toscana
Comunisti Sinistra Popolare Milano
Comunisti Sinistra Popolare Lombardia
Centro Sociale la Fucina
Comitato Ricordare la Nakba
Spazio Popolare la Forgia
S.I. Cobas Coordinamento Cremona
Collettivo Bertold Brecht Veneto orientale
Rete Romana di Solidarietà con il Popolo Palestinese
Amici della Mezzaluna Rossa Palestinese - Italia
Rete Artisti contro le guerre
99 POSSE

Magari un alleanza

Magari un alleanza no...però si potrebbe decidere per un patto di non aggressione.
Non dico di "mischiarsi" nei cortei, ma attacare da più punti non sarebbe male.

Israele terra maledetta! I

Israele terra maledetta!

I popoli d'europa reclamano vendetta!

segnalo che...

la questura ha VIETATO PIAZZA DUOMO per il raduno di questo sabato alle 15.00 (intimando lo spostamento a sanbabila)

Ovviamente non cambia il programma.
Anzi più siamo meglio è.

Pessimo inizio pisapia,
Pessimo inizio.

con tua nonna fai i patti di non aggressione

fuori i provocatori fascisti di terza posizione

Fu abbattuto accidentalmente dalle forze degli Stati Uniti ...

USTICA:SITO USA,DC9 ABBATTUTO DA AEREI USAF INVECE DI MIG EX AMBASCIATORE RABB,I LIBICI VOLEVANO BOMBARDARE PORTAEREI A NAPOLI

A pochi giorni dall'eccidio in Irak leggete questa bella RIVELAZIONE ::::::::::::::: ;-(

Washington, 18 gen. - Il 27 giugno del 1980 il Dc9 dell'Itavia ''fu abbattuto accidentalmente dalle forze degli Stati Uniti che avevano come obiettivo due Mig libici''. Cosi', in due righe, un sito americano specializzato in disastri aerei, dotato di uno dei più nutriti database sull'argomento, 'cataloga' la strage di Ustica alla voce 'accident description'. Su 'AirDisaster.Com', infatti, si puo' leggere una dettagliata scheda del disastro del 27 giugno dell'80, uno dei piu' inestricabili misteri italiani. Una strage della quale, ancora oggi, non sono chiari ne' il movente ne' la dinamica, nonostante la sentenza ordinanza del giudice Rosario Priore fornisca, supportandolo con numerose perizie tecniche e dati radar, un quadro dei cieli sopra il Mediterraneo di quella sera che appare piuttosto 'affollato'. Le tracce riportate nella sentenza, infatti, parlano chiaramente di numerosi aerei in volo, dei quali e' stato impossibile rintracciare la nazionalita'. Intanto, l'ex ambasciatore statunitense a Roma, Maxwell Rabb, ha affermato che vent'anni fa i libici volevano attaccare ''la portarei americana al largo di Napoli''. E che questi, intercettati da due aerei di ricognizione Usa, ''cercarono altri obiettivi''. Uno scenario del tutto inedito quello descritto dall'ex rappresentante diplomatico a Roma al convegno della Fondazione Turati su 'La politica estera italiana negli anni 80'. Ignoto anche all'ammiraglio Fulvio Martini, ex direttore del Sismi, il quale, comunque, a proposito di Ustica , rimane del parere che ''l'aereo sia stato abbattuto da una esplosione nella zona poppiera''. Fondato nel 1997, il sito AirDisaster e' diventata la pagina piu' seguita su Internet in fatto di trasporto aereo e di sicurezza nel campo dell'aviazione, corredato da statistiche sui disatri, fotografie, dichiarazioni dei testimoni. Il database raccoglie dati su tutte le tragedie aeree della storia. Oltre al volo Itavia del 27 giugno '80, elenca gli altri incidenti che hanno coinvolto velivoli della compagnia, commissariata a seguito della strage di Ustica. In tutto tre: quello del 14 ottobre del 1960, avvenuto sull'isola d'Elba, quello del 30 marzo del 1963, nel quale un Dc3 e' precipitato nei pressi di Sora, e quello del Fokker F-28 avvenuto a Torino il primo gennaio del 1974.
(Adnkronos)

ROMA, 11 FEB - E' stata rinviata al 16 gennaio 2003 l'udienza della Corte dei Conti sulla richiesta di risarcimento di 27 miliardi di lire ad una trentina di militari coinvolti a vario titolo nell'inchiesta sulla strage di Ustica per le spese sostenute per il recupero della carlinga dell'aereo. La procura ha infatti ritenuto di chiedere un rinvio lungo per attendere la sentenza di primo grado del processo penale che e' in corso davanti alla terza Corte d'Assise di Roma. La procura della magistratura contabile aveva ritenuto che se i militari avessero fornito fin dall'inizio le giuste indicazioni, gli inquirenti non avrebbero avuto necessita' di fare recuperare nel corso delle indagini la carlinga dell'aereo: i costi quindi vanno addebitati ai responsabili. Tra i militari chiamati a rispondere davanti alla Corte dei Conti ce ne sono alcuni gia' usciti dall'inchiesta o perche' il reato e' caduto in prescrizione o perche' e' intervenuto un proscioglimento. Fabrizio Gallo, l'avvocato di uno dei militari citati (che all'epoca aveva 19 anni, era militare di leva ed e' uscito dall'inchiesta) ha ritenuto ingiusto che per definire la posizione davanti alla magistratura contabile debba passare ancora tanto tempo per coloro che con il processo non hanno nulla a che vedere e si e' riservato di promuovere un'azione nei confronti della procura della Corte dei Conti.
(ANSA)
-----------------------------------------------------------------------------------------------------Esclusivo:Un militare in pensione racconta cosa accadde quella notte:Un missile del furioso duello nei cieli fra due Tomcat americani e il Mig 23 libico caduto sulla Sila abbattè il DC9 Itavia
BATTAGLIA AEREA POI LA TRAGEDIA
"La tragedia di Ustica fu causata da una battaglia aerea fra due Tomcat americani e il Mig 23 libico precipitato sui monti della Sila. Non è forse tutta la verità, ma è certo la verità". Parla per la prima volta G.S. un maresciallo ora in pensione addetto al controllo del traffico aereo sui confini dei Paesi alleati, in servizio quella notte del 27 giugno 1980 allo SHAPE (Supreme Headquarters Allied Powers Europe), il quartiere generale NATO situato ad una sessantina di chilometri da Bruxelles: Il "cervello" dell'Alleanza Atlantica.

Preferisce che non si faccia il suo nome: "Credo che vari servizi segreti siano curiosi di identificarmi -dice - e se ancora non ci sono riusciti non voglio facilitar loro il lavoro".

Si tratta del maresciallo che chiamò "Telefono giallo" durante la trasmissione che Augias dedicò al "Caso Ustica". Siamo riusciti a rintracciarlo.

"Augias mi fece parlare poco in quell'occasione - dice - perché quando mi chiese in modo perentorio se potevo dirgli cosa era successo quella notte, io risposi di no. Diedi però delle indicazioni precise, che interessarono il giudice Priore, in seguito. Non potevo fare altrimenti, allora.Un militare che, come me, ha prestato giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana e all'Alleanza Atlantica è obbligato a tenere fede a quel giuramento ancora per due anni dopo aver lasciato il servizio. Nel frattempo non ci saranno più "prove". I codici (Scramble) cambiano ogni due mesi. Una registrazione, un nastro, se si vuole, scompare in trenta secondi".

"Io quella notte entrai in servizio alle 24, quando erano trascorse oltre tre ore dagli attimi fatali. In sala operativa notai una strana agitazione. Mi resi subito conto che il quartiere generale era mobilitato. Mi dissero che c'era stato un incidente che ci riguardava. Allo SHAPE era arrivato in elicottero il Su.C.Eur., il comandante supremo delle forze NATO in Europa. Non ricordo se in quel momento fosse il generale Alexander Haig o il generale Rogers. Allo SHAPE , infatti, qualsiasi "movimento" militare riguardi lo spazio dei Paesi alleati deve essere tempestivamente comunicato.

Così avvenne anche quella sera.

Il mio compito era proprio quello di controllare il traffico aereo sui Paesi della NATO. L'"equipaggio", cioè l'equipe, è composto in genere da personale di tutti i Paesi Alleati. Qualche italiano che era in servizio il turno precedente al mio e che certo avrà visto tutto, c'è".

Ma lei, maresciallo, ha dati tali che le hanno consentito di maturare una versione della tragedia?

"Si. E per quel che mi riguarda sono certo che quella notte le cose siano andate proprio così: il satellite americano (ma anche i sovietici ne hanno uno analogo, quindi anche loro sanno tutto) ha rilevato il decollo dalla Libia di un aereo diretto nell'area mediterranea. Scatta allora una procedura semplicissima. Il Sac (Strategic Air Command), che noi chiamiamo "la Casa Bianca in volo", ordina il decollo di due Tomcat . Gli intercettori, di solito, partono dalla base NATO più vicina. In Sicilia ci sono Marsala e Sigonella. Ambedue le basi però sono sprovviste di Tomcat, gli unici caccia in grado di battere tecnicamente i Mig 23. I Tomcat si trovano a bordo di una portaerei americana in navigazione nel mediterraneo. E' da qui, che decollano i due intercettori.

Tra l'altro in aria, quella sera, c'erano anche due Atlantic francesi, aerei in grado di scandagliare il mare metro per metro, alla ricerca di sommergibili. Ma per quel che ne so nella vicenda non hanno avuto ruoli particolari. I due intercettori si avvicinano all'aereo e comunica allo SHAPE il relativo "SCRAMBLE". Ciò è importante, perché riduce le responsabilità dell'Aeronautica Italiana, essendo lo SCRAMBLE un codice segreto traducibile solo dallo SHAPE.

L'Aeronautica italiana, quindi, anche se "vede" sul radar le tracce , non sa in realtà di "cosa" o di "chi "si tratti. Sa solo che, a quel punto, il compito di difesa dello spazio aereo viene assolto dalla NATO. Non interviene neanche".

"Allo SHAPE si traduce lo "SCRAMBLE". Si identifica un Mig 23 libico e, dopo i rituali "inviti" ed "avvertimenti" se ne ordina l'abbattimento.

Inizia così un war game aereo tra gli intercettori americani e l'aereo nemico. Ma fin qui, badiamo bene, non c'è gran chè di eccezionale. Di queste battaglie se ne facevano tante, in quel periodo di tensione con Gheddafi. Specie sul Golfo della Sirte. Quel mare è pieno di carcasse di Mig abbattuti dagli americani. Solo che, quella maledetta notte, per motivi misteriosi, o solo per sfuggire ai Tomacats, il pilota si portò oltre il Canale di Sicilia, sulla rotta del DC 9 Itavia, o comunque nelle sue vicinanze.

Un missile, che non so se sparato da uno dei due caccia americani o dallo stesso Mig, sarà stato attratto dall'enorme calore dell'aereo di linea. E fu la tragedia. I due Tomcats hanno poi fatto fuori l'aereo , precipitato sulla Sila, e sono rientrati sulla portaerei. Le cose, per quel che mi riguarda, credo proprio siano andate così".

Ma Marsala, anche se non sapeva per via dello "SCRAMBLE", chi fossero gli artefici di questo war game, almeno le tracce sul radar le avrà pur viste, no?

"Certo. Quelle tracce si trovano nel famoso pezzo di nastro mancante. Quella notte a Marsala, lo so per certo, è atterrato un aereo militare, venuto per sequestrare proprio quelle registrazioni.

Rimangono molti interrogativi. Intanto: quale poteva essere la missione del Mig libico?

"Non lo so. Credo che fosse la "solita". Come ho già detto in quel periodo ci arrivavano spesso allo SHAPE "SCRAMBLE" da decodificare. Molto spesso si trattava di Mig libici che arrivavano in modo provocatorio fino quasi a Pantelleria. Gheddafi, come si ricorderà, rivendicava come proprio lo spazio aereo sul golfo della Sirte. Ma gli americani non erano d'accordo. O magari il Mig poteva essere un diversivo per consentire ai libici qualche particolare manovra".

E la storia che quella notte si aspettasse Gheddafi per farlo fuori?

"Io posso dire del traffico aereo sui Paesi alleati. Non su chi stava su questi aerei. Una cosa però è certa: il Mig 23 è un monoposto. E nessuno avrebbe mai potuto pensare che a pilotarlo ci fosse un Gheddafi così imbecille da avventurarsi da solo nei cieli controllati palmo a palmo dalla NATO".

Perché, se è andata come dice lei, si è creata questa serie di bugie ed omissioni?

"Perché l'Italia ha fatto un patto di alleanza che vieta a tutti i Membri di divulgare informazioni militari. Non poteva venir meno a questo patto. Si è limitata a dire: "l'Aeronautica Italiana in questa faccenda non c'entra". In fondo è la verità. Almeno parte della verità. Solo se venisse sciolto il segreto militare che vincola le Forze armate NATO, sapremmo esattamente cos'è accaduto. Se togliessero questo segreto, vedrebbe quanti militari sarebbero felici di togliersi questa "spina dal cuore", come l'ha definita Cossiga.

Ma il clima è ancora tanto rovente. Si figuri che un avvocato di parte civile, che difende i familiari delle vittime della strage, mi ha detto che il giornalista Purgatori, protagonista del film "Il muro di gomma" non ha potuto presenziare ad una conferenza sulla questione perché il suo direttore lo avrebbe diffidato dall'occuparsi ancora del caso.

Se il clima è ancora questo, dopo dodici anni, se ci sono tali pressioni, allora la verità forse non verrà mai fuori. Tutta, almeno".

Till-News ricordi di Nino Tilotta

http://italy.indymedia.org/news/2003/02/167855.php
http://italy.indymedia.org/news/2003/02/168883.php

Fu abbattuto accidentalmente dalle forze degli Stati Uniti ...

USTICA:SITO USA,DC9 ABBATTUTO DA AEREI USAF INVECE DI MIG EX AMBASCIATORE RABB,I LIBICI VOLEVANO BOMBARDARE PORTAEREI A NAPOLI

A pochi giorni dall'eccidio in Irak leggete questa bella RIVELAZIONE ::::::::::::::: ;-(

Washington, 18 gen. - Il 27 giugno del 1980 il Dc9 dell'Itavia ''fu abbattuto accidentalmente dalle forze degli Stati Uniti che avevano come obiettivo due Mig libici''. Cosi', in due righe, un sito americano specializzato in disastri aerei, dotato di uno dei più nutriti database sull'argomento, 'cataloga' la strage di Ustica alla voce 'accident description'. Su 'AirDisaster.Com', infatti, si puo' leggere una dettagliata scheda del disastro del 27 giugno dell'80, uno dei piu' inestricabili misteri italiani. Una strage della quale, ancora oggi, non sono chiari ne' il movente ne' la dinamica, nonostante la sentenza ordinanza del giudice Rosario Priore fornisca, supportandolo con numerose perizie tecniche e dati radar, un quadro dei cieli sopra il Mediterraneo di quella sera che appare piuttosto 'affollato'. Le tracce riportate nella sentenza, infatti, parlano chiaramente di numerosi aerei in volo, dei quali e' stato impossibile rintracciare la nazionalita'. Intanto, l'ex ambasciatore statunitense a Roma, Maxwell Rabb, ha affermato che vent'anni fa i libici volevano attaccare ''la portarei americana al largo di Napoli''. E che questi, intercettati da due aerei di ricognizione Usa, ''cercarono altri obiettivi''. Uno scenario del tutto inedito quello descritto dall'ex rappresentante diplomatico a Roma al convegno della Fondazione Turati su 'La politica estera italiana negli anni 80'. Ignoto anche all'ammiraglio Fulvio Martini, ex direttore del Sismi, il quale, comunque, a proposito di Ustica , rimane del parere che ''l'aereo sia stato abbattuto da una esplosione nella zona poppiera''. Fondato nel 1997, il sito AirDisaster e' diventata la pagina piu' seguita su Internet in fatto di trasporto aereo e di sicurezza nel campo dell'aviazione, corredato da statistiche sui disatri, fotografie, dichiarazioni dei testimoni. Il database raccoglie dati su tutte le tragedie aeree della storia. Oltre al volo Itavia del 27 giugno '80, elenca gli altri incidenti che hanno coinvolto velivoli della compagnia, commissariata a seguito della strage di Ustica. In tutto tre: quello del 14 ottobre del 1960, avvenuto sull'isola d'Elba, quello del 30 marzo del 1963, nel quale un Dc3 e' precipitato nei pressi di Sora, e quello del Fokker F-28 avvenuto a Torino il primo gennaio del 1974.
(Adnkronos)

ROMA, 11 FEB - E' stata rinviata al 16 gennaio 2003 l'udienza della Corte dei Conti sulla richiesta di risarcimento di 27 miliardi di lire ad una trentina di militari coinvolti a vario titolo nell'inchiesta sulla strage di Ustica per le spese sostenute per il recupero della carlinga dell'aereo. La procura ha infatti ritenuto di chiedere un rinvio lungo per attendere la sentenza di primo grado del processo penale che e' in corso davanti alla terza Corte d'Assise di Roma. La procura della magistratura contabile aveva ritenuto che se i militari avessero fornito fin dall'inizio le giuste indicazioni, gli inquirenti non avrebbero avuto necessita' di fare recuperare nel corso delle indagini la carlinga dell'aereo: i costi quindi vanno addebitati ai responsabili. Tra i militari chiamati a rispondere davanti alla Corte dei Conti ce ne sono alcuni gia' usciti dall'inchiesta o perche' il reato e' caduto in prescrizione o perche' e' intervenuto un proscioglimento. Fabrizio Gallo, l'avvocato di uno dei militari citati (che all'epoca aveva 19 anni, era militare di leva ed e' uscito dall'inchiesta) ha ritenuto ingiusto che per definire la posizione davanti alla magistratura contabile debba passare ancora tanto tempo per coloro che con il processo non hanno nulla a che vedere e si e' riservato di promuovere un'azione nei confronti della procura della Corte dei Conti.
(ANSA)
-----------------------------------------------------------------------------------------------------Esclusivo:Un militare in pensione racconta cosa accadde quella notte:Un missile del furioso duello nei cieli fra due Tomcat americani e il Mig 23 libico caduto sulla Sila abbattè il DC9 Itavia
BATTAGLIA AEREA POI LA TRAGEDIA
"La tragedia di Ustica fu causata da una battaglia aerea fra due Tomcat americani e il Mig 23 libico precipitato sui monti della Sila. Non è forse tutta la verità, ma è certo la verità". Parla per la prima volta G.S. un maresciallo ora in pensione addetto al controllo del traffico aereo sui confini dei Paesi alleati, in servizio quella notte del 27 giugno 1980 allo SHAPE (Supreme Headquarters Allied Powers Europe), il quartiere generale NATO situato ad una sessantina di chilometri da Bruxelles: Il "cervello" dell'Alleanza Atlantica.

Preferisce che non si faccia il suo nome: "Credo che vari servizi segreti siano curiosi di identificarmi -dice - e se ancora non ci sono riusciti non voglio facilitar loro il lavoro".

Si tratta del maresciallo che chiamò "Telefono giallo" durante la trasmissione che Augias dedicò al "Caso Ustica". Siamo riusciti a rintracciarlo.

"Augias mi fece parlare poco in quell'occasione - dice - perché quando mi chiese in modo perentorio se potevo dirgli cosa era successo quella notte, io risposi di no. Diedi però delle indicazioni precise, che interessarono il giudice Priore, in seguito. Non potevo fare altrimenti, allora.Un militare che, come me, ha prestato giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana e all'Alleanza Atlantica è obbligato a tenere fede a quel giuramento ancora per due anni dopo aver lasciato il servizio. Nel frattempo non ci saranno più "prove". I codici (Scramble) cambiano ogni due mesi. Una registrazione, un nastro, se si vuole, scompare in trenta secondi".

"Io quella notte entrai in servizio alle 24, quando erano trascorse oltre tre ore dagli attimi fatali. In sala operativa notai una strana agitazione. Mi resi subito conto che il quartiere generale era mobilitato. Mi dissero che c'era stato un incidente che ci riguardava. Allo SHAPE era arrivato in elicottero il Su.C.Eur., il comandante supremo delle forze NATO in Europa. Non ricordo se in quel momento fosse il generale Alexander Haig o il generale Rogers. Allo SHAPE , infatti, qualsiasi "movimento" militare riguardi lo spazio dei Paesi alleati deve essere tempestivamente comunicato.

Così avvenne anche quella sera.

Il mio compito era proprio quello di controllare il traffico aereo sui Paesi della NATO. L'"equipaggio", cioè l'equipe, è composto in genere da personale di tutti i Paesi Alleati. Qualche italiano che era in servizio il turno precedente al mio e che certo avrà visto tutto, c'è".

Ma lei, maresciallo, ha dati tali che le hanno consentito di maturare una versione della tragedia?

"Si. E per quel che mi riguarda sono certo che quella notte le cose siano andate proprio così: il satellite americano (ma anche i sovietici ne hanno uno analogo, quindi anche loro sanno tutto) ha rilevato il decollo dalla Libia di un aereo diretto nell'area mediterranea. Scatta allora una procedura semplicissima. Il Sac (Strategic Air Command), che noi chiamiamo "la Casa Bianca in volo", ordina il decollo di due Tomcat . Gli intercettori, di solito, partono dalla base NATO più vicina. In Sicilia ci sono Marsala e Sigonella. Ambedue le basi però sono sprovviste di Tomcat, gli unici caccia in grado di battere tecnicamente i Mig 23. I Tomcat si trovano a bordo di una portaerei americana in navigazione nel mediterraneo. E' da qui, che decollano i due intercettori.

Tra l'altro in aria, quella sera, c'erano anche due Atlantic francesi, aerei in grado di scandagliare il mare metro per metro, alla ricerca di sommergibili. Ma per quel che ne so nella vicenda non hanno avuto ruoli particolari. I due intercettori si avvicinano all'aereo e comunica allo SHAPE il relativo "SCRAMBLE". Ciò è importante, perché riduce le responsabilità dell'Aeronautica Italiana, essendo lo SCRAMBLE un codice segreto traducibile solo dallo SHAPE.

L'Aeronautica italiana, quindi, anche se "vede" sul radar le tracce , non sa in realtà di "cosa" o di "chi "si tratti. Sa solo che, a quel punto, il compito di difesa dello spazio aereo viene assolto dalla NATO. Non interviene neanche".

"Allo SHAPE si traduce lo "SCRAMBLE". Si identifica un Mig 23 libico e, dopo i rituali "inviti" ed "avvertimenti" se ne ordina l'abbattimento.

Inizia così un war game aereo tra gli intercettori americani e l'aereo nemico. Ma fin qui, badiamo bene, non c'è gran chè di eccezionale. Di queste battaglie se ne facevano tante, in quel periodo di tensione con Gheddafi. Specie sul Golfo della Sirte. Quel mare è pieno di carcasse di Mig abbattuti dagli americani. Solo che, quella maledetta notte, per motivi misteriosi, o solo per sfuggire ai Tomacats, il pilota si portò oltre il Canale di Sicilia, sulla rotta del DC 9 Itavia, o comunque nelle sue vicinanze.

Un missile, che non so se sparato da uno dei due caccia americani o dallo stesso Mig, sarà stato attratto dall'enorme calore dell'aereo di linea. E fu la tragedia. I due Tomcats hanno poi fatto fuori l'aereo , precipitato sulla Sila, e sono rientrati sulla portaerei. Le cose, per quel che mi riguarda, credo proprio siano andate così".

Ma Marsala, anche se non sapeva per via dello "SCRAMBLE", chi fossero gli artefici di questo war game, almeno le tracce sul radar le avrà pur viste, no?

"Certo. Quelle tracce si trovano nel famoso pezzo di nastro mancante. Quella notte a Marsala, lo so per certo, è atterrato un aereo militare, venuto per sequestrare proprio quelle registrazioni.

Rimangono molti interrogativi. Intanto: quale poteva essere la missione del Mig libico?

"Non lo so. Credo che fosse la "solita". Come ho già detto in quel periodo ci arrivavano spesso allo SHAPE "SCRAMBLE" da decodificare. Molto spesso si trattava di Mig libici che arrivavano in modo provocatorio fino quasi a Pantelleria. Gheddafi, come si ricorderà, rivendicava come proprio lo spazio aereo sul golfo della Sirte. Ma gli americani non erano d'accordo. O magari il Mig poteva essere un diversivo per consentire ai libici qualche particolare manovra".

E la storia che quella notte si aspettasse Gheddafi per farlo fuori?

"Io posso dire del traffico aereo sui Paesi alleati. Non su chi stava su questi aerei. Una cosa però è certa: il Mig 23 è un monoposto. E nessuno avrebbe mai potuto pensare che a pilotarlo ci fosse un Gheddafi così imbecille da avventurarsi da solo nei cieli controllati palmo a palmo dalla NATO".

Perché, se è andata come dice lei, si è creata questa serie di bugie ed omissioni?

"Perché l'Italia ha fatto un patto di alleanza che vieta a tutti i Membri di divulgare informazioni militari. Non poteva venir meno a questo patto. Si è limitata a dire: "l'Aeronautica Italiana in questa faccenda non c'entra". In fondo è la verità. Almeno parte della verità. Solo se venisse sciolto il segreto militare che vincola le Forze armate NATO, sapremmo esattamente cos'è accaduto. Se togliessero questo segreto, vedrebbe quanti militari sarebbero felici di togliersi questa "spina dal cuore", come l'ha definita Cossiga.

Ma il clima è ancora tanto rovente. Si figuri che un avvocato di parte civile, che difende i familiari delle vittime della strage, mi ha detto che il giornalista Purgatori, protagonista del film "Il muro di gomma" non ha potuto presenziare ad una conferenza sulla questione perché il suo direttore lo avrebbe diffidato dall'occuparsi ancora del caso.

Se il clima è ancora questo, dopo dodici anni, se ci sono tali pressioni, allora la verità forse non verrà mai fuori. Tutta, almeno".

Till-News ricordi di Nino Tilotta

http://italy.indymedia.org/news/2003/02/167855.php
http://italy.indymedia.org/news/2003/02/168883.php

non è una novità

è da anni che si sa, intendo che quel trafiletto nel sito dell'aeronautica statunitense è cosa nota a tutti tranne alla commissione che indaga, evidentemente per non rivelare la verità
ora non ricordo esattamente e potrei confondermi, ovvero non ricordo se ne sono venuta a conoscenza in Francia o in Italia
è possibile come per il non arresto di Provenzana che la cosa sia uscita là e non qua, ma in ogni caso il punto sono i giornalisti italiani, i più servili e prezzolati d'Europa

PRESENAE ILLUSTRI

VOLEVO SEGNALARE CHE POTREBBE ESSERE PRESENTE IL PRIMO MINISTRO ISRAELIANO BENJAMIN NETANYAHU VISTO CHE E' IN VISITA IN ITALIA E CHE QUESTA RAPPRESENTA UNA DELLE POCHE E PIU' IMPORTANTI PASSERELLE DI ISRAELE IN EUROPA.
A VOI LE CONCLUSIONI....

PER ADMIN

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GRAZIE COMPAGNI/E PER LO SBATTIMENTO CHE VI FATE GESTENDO INDY!
UNA COMPAGNA

SIAMO UNITI !

RESTIAMO UMANI, RESTIAMO UNITI, TUTTI IN PIAZZA DOMANI CONTRO IL SIONISMO E L'IMPERIALISMO

io spero

che vi riempiano di mazzate

occupazione di piazza duomo, dove stavate?

I miei complimenti per la corale partecipazione alle contro manifestazioni, eravate in tanti e gli israeliani sono scappati a gambe levate........
SIETE RIDICOLI

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