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Antifascismo

elezioni a primavera?

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Elezioni a primavera?

Se qualcuno si prendesse la briga di sfogliare gli articoli precedenti di questo blog scoprirebbe che tutto quello che sta succedendo era già ampiamente prevedibile e (quasi) previsto.
Il 2 luglio, scrivevamo che il momento critico per il Cavaliere sarebbe stato il G8, superato il quale sarebbe scattata la sua controffensiva:
“ rimpasto di governo (con punizione di quanti non lo hanno difeso, a cominciare dalle ministre), purga interna contro i finiani, poi attacco alle opposizioni, magari condito da qualche scandalo, forte pressing sull’Udc per assorbirlo nella maggioranza, “ritocco” agli organigrammi dei servizi (qualcuno forse pagherà…), pressing sulla Corte per far passare il lodo Alfano…”

Salvo il rimpasto di governo ed il ritocco agli organigrammi dei servizi, il resto è andato esattamente così (assalto a Fini, pressing sulla corte, scandali sessuali…). Poi il 6 agosto commentammo il ritorno di Feltri al “Giornale” segnalando come questo fosse il primo sintomo della controffensiva che sarebbe partita dagli scandali contro esponenti della sinistra e giornali ostili al Cav.
Il 13 settembre scrivemmo che Berlusconi stava pensando ad elezioni anticipate ed elencammo anche i motivi per cui esse gli sarebbero apparse desiderabili e dicemmo anche che una sentenza costituzionale sfavorevole sul Lodo Alfano avrebbe favorito tutto questo. E, infatti, di elezioni si parla.
Diciamo questo non per rivendicare alcuna preveggenza (per carità…) ma per dire quanto si trattasse di cose prevedibili anche da una persona che segue la politica leggendo i quotidiani e senza alcuna fonte privilegiata a disposizione. Tutto facilmente prevedibile. Perchè questa è una partita a scacchi a mosse obbligate.

Ora la questione sta in questi temini: Berlusconi ha interesse ad andare ad elezioni a marzo perchè:
a- sino ad allora godrà di un’area di consensi abbastanza ampia; dopo, gli effetti sociali della crisi inizieranno a mordere ed il suo consenso potrebbe entrare in sofferenza. Inoltre la sua maggioranza appare già in affanno interno e, presumibilmente, sarà esposta ad un crescente logorio
b- i progetti alternativi (grande centro, nuovo centro sinistra, operazione finiana ecc.) sono ancora in gestazione e giungerebbero impreparati all’appuntamento
c- le elezioni regionali non sono un test favorevole ad un partito come il suo, con debole radicamento territoriale, ed un eventuale risultato mediocre (come è accaduto con le europee) avrebbe l’effetto di accelerare il suo logoramento
d- più passa il tempo e più diventano probabili le condanne per i processi in corso.
Per le stesse ragioni, i suoi avversari (Pd, Fini, Casini) hanno interesse a far slittare le elezioni politiche dopo quelle regionali e, magari, al 2011.
Per evitare le elezioni l’unica possibilità sarebbe quella di un governo alternativo -con una maggioranza diversa- presentato come governo istituzionale (a presidenza Fini e con ministri “politici”) o tecnico (ad es. Presidenza Draghi e con ministri “tecnici” non parlamentari). Ma questa soluzione non è facilissima, soprattutto con lo spettro delle elezioni regionali che offrirebbe al Cavaliere il destro per una campagna forsennata contro “l’espropriazione della volontà dei cittadini, il colpo di stato ecc.”. E se poi alle regionali la coalizione Pdl-Lega (anche senza Fini) ottenesse oltre il 45%, sarebbe la fine del governo tecnico o istituzionale ed elezioni politiche immediate con condizioni ancora più favorevoli a Berlusconi.

Morale: Fini, Casini, il Pd hanno interesse a mantenere questa situazione sino alle regionali, per poi fare il governo di transizione ed andare alle politiche fra l’autunno del 2010 e la primavera 2011. Ma se Berlusconi dovesse accelerare la crisi, non c’è dubbio che il tentativo di fare il governo di transizione verrebbe fatto. Insomma, il gioco del cerino.
Vediamo chi si brucia.

www.aldogiannuli.it

[PIACENZA] AGGRESSIONE FASCISTA: GIOVANE SFREGIATO

GIOVANE SFREGIATO A PIACENZA (ANSA) - PIACENZA, 22 NOV -

Dopo una lite davanti a un ritrovo della sinistra, un piacentino di 21 anni, Manuel Foletti, vicino alla destra radicale, è stato arrestato per lesioni aggravate da futili motivi e porto abusivo di un coltello serramanico.
È accusato di aver sfregiato un ventenne, con un taglio dalla fronte al mento, e di aver colpito con un fendente al collo anche un terzo giovane, di 28 anni.
Nessuno risulta in pericolo di vita e il ventenne non rischia l'occhio.
L'episodio è accaduto la scorsa notte in via Alessandria, di fronte alla cooperativa Infrangibile, dove Foletti avrebbe intonato una personale rilettura di Bandiera rossà, canzone della sinistra storica, accendendo gli animi di più di un frequentatore del ritrovo.
Sono piacentini anche i due giovani poi feriti, che erano appena scesi in strada dopo essere stati in un locale che è al piano sopra la cooperativa.
Foletti è stato arrestato poco dopo a casa: aveva indosso ancora una felpa sporca di sangue. È stato portato in carcere alle Novate.
Il coltello è stato ritrovato in un cassonetto. Sul posto, insieme agli agenti delle Volanti, anche un dirigente della Digos.
Per Rifondazione comunista l'accaduto è gravissimo.
Il segretario regionale Mainardi e quello piacentino Montanari chiamano alla mobilitazione «antifascista e democratica», rilevando che da tempo i ragazzi della sinistra alternativa «sono esposti ad aggressioni». In questi ultimi anni - affermano - è avvenuto «il passaggio dal vandalismo alla violenza fisica» da parte della destra radicale locale. (ANSA). RED-SE 22-NOV-09 17:58

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bandiera rossa bandiera rossa ai fascisti farem scavare la loro fossa

se postate con le tag chiudetele (((i))) ; )

[Parma] Grande partecipazione al corteo antifascista in quartiere Montanara.

Parma antifascista

Grande partecipazione al corteo antifascista in quartiere Montanara. La manifestazione, aperta dal Comitato Antifascista e dagli abitanti del quartiere, ha visto una partecipazione di circa 1000 persone, associazioni partigiane, studenti, lavoratori e compagni. Tanti gli interventi e i cori soprattutto nelle vicinanze della sede fascista. Gli abitanti del quartiere hanno risposto con partecipazione al passaggio del corteo, dalle strade e dalle case. Una bella iniziativa popolare, mentre i fascisti "festeggiavano" un buon non compleanno tra camionette e luci blu.
Questo è solo un inizio.
Fuori i fascisti dalle nostre strade 10 100 1000 barricate

http://www.parmantifascista.org/index.php?option=com_content&task=view&i...

La Lega Nord e la purga etnica del “bianco Natale”

[The Independent]

Il consiglio comunale della località settentrionale italiana di Coccaglio quest’anno sogna un “bianco Natale”. Ma la melensa canzone di Bing Crosby non ha nulla a che fare con le idee della giunta. Tutt’altro: gli esponenti locali della xenofoba Lega Nord si affidano a una sorta di pulizia etnica stagionale per purificare il paese. Stanno per emettere un’ordinanza ufficiale per identificare ed espellere quanti più extracomunitari possibile prima di Natale.

L’operazione, soprannominata “bianco Natale”, vedrà, a partire da oggi e fino al 25 dicembre, 400 pubblici ufficiali bussare alle porte dei circa 400 extracomunitari - come sono chiamati in Italia gli stranieri provenienti da paesi non Europei – della cittadina, per controllarne i documenti.

Chi mostrerà un permesso di soggiorno scaduto da oltre sei mesi e non accompagnato da una richiesta di rinnovamento già inoltrata, verrà messo alla porta. Il sindaco leghista del paese, Franco Claretti, ha predisposto l’ordinanza in seguito al conferimento di nuovi poteri che gli consentono di controllare lo stato di residenza di tutti gli stranieri che vivono a Coccaglio, la cui popolazione totale è di circa 8500 abitanti.

Il membro della Lega Claudio Abiendi, consigliere addetto alla sicurezza della cittadina, situata ad un’ora di strada a est di Milano, ha dichiarato che il 50% degli stranieri controllati non ha un regolare permesso di soggiorno. A proposito della “tempistica” del provvedimento, ha dichiarato al quotidiano “La Repubblica”: “Ritengo che il Natale non sia la festa dell’ospitalità, piuttosto della tradizione cristiana e della nostra identità”.

L’opposizione locale, guidata da Luigi Lotto, che fino allo scorso giugno era il sindaco di centro-sinistra, ha attaccato il provvedimento considerandolo come propaganda che specula sulle paure della gente. “Ho lasciato una città unita, senza alcun problema di integrazione” ha dichiarato.

Il sindaco Claretti ha negato che tale purga etnica sia stata causata da problemi di ordine pubblico. “Qui non c’è criminalità” ha affermato. “Vogliamo soltanto iniziare a fare pulizia”.

Fonti ufficiali sostengono che i sindaci delle vicine Castrezzato e Castelcovati, altre fortezze della Lega Nord, stiano adottando politiche simili. La Lega Nord è parte influente della coalizione di governo di Silvio Berlusconi e ha visto un notevole incremento del numero di voti alle ultime elezioni. Il suo rabbioso leader Umberto Bossi è sempre stato uno dei confidenti di Berlusconi.

Milanesi spia fai da te - Al via le ronde dei vicini di casa

Il nemico ci ascolta

il Pirellone: segnalate i sospetti
La sicurezza in Lombardia sarà affidata direttamente ai cittadini con il "controllo del vicinato". Cartelli dissuasori e potere ad associazioni e amministratori di condominio, incaricati di indicare sospetti alle forze dell’ordine: è il piano della Regione predisposto dall’assessore Maullu (Pdl). A Milano il via a gennaio
di Andrea Montanari

Dopo il flop delle ronde del ministro Maroni, il Pirellone affida la sicurezza ai vicini di casa. Il progetto del "controllo di vicinato" dell’assessore regionale Stefano Maullu, del Pdl, prende spunto dal Neighbourhood Watch anglosassone, riveduto e corretto in chiave lombarda. Prevede che i sindaci affidino direttamente ai cittadini, ma più ancora alle associazioni di categoria e agli amministratori di condominio, il compito di fare da sentinella nei quartieri delle città. Annotare targhe di macchine sospette, affacciarsi se un cane abbaia o se nei pressi dell’appartamento del vicino si aggira qualche faccia poco rassicurante, o denunciare la presenza di un clandestino nel vicinato. Per poi segnalare il tutto alle forze dell’ordine. Con tanto di appositi cartelloni e adesivi per scoraggiare i malintenzionati.

GUARDA Il volantino e il logo

Con slogan come "Questa è una zona sotto il controllo del vicinato" o "Attento, in questo quartiere c’è chi ti osserva ed è pronto a chiamare la polizia", all’ingresso delle principali vie e dei negozi dei quartieri a rischio. In cambio, le amministrazioni che aderiranno al progetto otterranno dal Pirellone un punteggio maggiore nell’assegnazione delle risorse sulla sicurezza. Che tra il 2003 e il 2008 sono state pari a ben 90 milioni di euro. A Milano il progetto partirà a gennaio. Prima nei quartieri Baggio, San Siro e Affori, per poi estendersi a Buenos Aires e Paolo Sarpi.

Il messaggio politico è chiaro. «Rispetto alle ronde - spiega l’a ssessore Maullu - è una maniera diversa di coinvolgere le persone sul tema della sicurezza creando l’abitudine di rivolgersi alle forze dell’ordine. Perché ogni reato represso è comunque già stato commesso. Basta con i finanziamenti a pioggia: è arrivato il momento di premiare le amministrazioni più virtuose. Non mi piacciono i Comuni che preferiscono chiudersi a riccio in un fortino, dobbiamo fare in modo di rafforzare il rapporto tra i cittadini e le forze dell’ordine, in primo luogo la polizia locale».

Tanto per rimarcare il messaggio, la sperimentazione è partita a Caronno Pertusella, nel varesotto, nel cuore delle terre leghiste. Dove Gianfranco Caccia ha dato vita al sito www.controllodelvicinato.com e creato il logo che sarà utilizzato in tutta la regione. I principi base sono già leggibili sul sito ufficiale dell’assessore Stefano Maullu. Il progetto “dal basso” si divide in tre fasi: raccolta di firme tra i cittadini del quartiere per sensibilizzare il consiglio di zona; presentazione di una mozione al sindaco per chiedere l’adesione al programma; firma di un accordo tra il Comune e le associazioni professionali o di categoria che diventano, così, il tramite con le forze dell’o rdine.

Il decalogo dei consigli per i cittadini riportato nel sito dell’a ssociazione specifica: «Non sono richiesti né eroismi né particolari competenze: presta maggiore attenzione a ciò che avviene nella tua zona e nelle strade». E poi via con i consigli: «Segna su un taccuino tipo e targa di eventuali auto sospette: in caso di furti questi indizi potrebbero rivelarsi utili alle autorità. Al suono di un allarme esci, anziché girarti dall’altra parte: nessuno chiede di correre fuori dalla vasca da bagno e precipitarsi in strada, ma quante volte ci basterebbe aprire la finestra o fare pochi gradini per verificare che non si stia perpetrando un reato?».

Il proletariato è l'attore principale della lotta di classe

autore: 
Koba

Ufficio Centrale Proletariato Internazionale

Il proletariato è l'attore principale della lotta di classe

Per noi il proletariato è l'attore principale della lotta di classe, della rivoluzione socialista e dell'edificazione del socialismo. Le rivoluzioni tecnologiche non ne hanno cambiato la natura, la composizione, il carattere, le funzioni, il ruolo e i compiti.
Per la sua collocazione nella produzione e nella società, per la sua ideologia, per la sua esperienza produttiva e di lotta, per le sue capacità organizzative e mobilitatrici, che non hanno uguali riscontri nelle altre classi anticapitalistiche, il proletariato è la classe più progredita, più avanzata e più rivoluzionaria della storia, i cui compiti fondamentali rimangono immutati nel tempo e in ogni paese del mondo, la sola classe che ha la forza e la capacità di dirigere la rivoluzione socialista e l'edificazione del socialismo.
Avendola vista all'opera in Cina e nel mondo, Mao ha rilevato che "la classe operaia è la classe più lungimirante e più disinteressata, la classe dallo spirito rivoluzionario più coerente. Tutta la storia della rivoluzione dimostra che, senza la direzione della classe operaia, la rivoluzione fallisce, mentre con la direzione della classe operaia, essa trionfa. Nell'epoca dell'imperialismo nessun'altra classe in nessun paese può condurre una vera rivoluzione alla vittoria".
Il problema è che da lunghissimo tempo, a causa della devastazione e della corruzione ideologica che i dirigenti del PCI revisionista e i dirigenti di Rifondazione trotzkista e del PdCI revisionista hanno alimentato al suo interno, il proletariato italiano ha perso la coscienza di essere una classe per sé, e quindi attualmente è ben lontano dall'avere tale consapevolezza e dallo svolgere il suo ruolo rivoluzionario.
Infatti il proletariato italiano lotta oggettivamente, nei fatti, contro il capitalismo per migliorare le sue condizioni di vita e di lavoro, ma non si propone di abbatterlo e di sostituirlo col socialismo. Lotta oggettivamente contro la classe dominante borghese ma non mette in discussione il suo potere politico e non si propone di prenderne il posto.
In tal modo lotta come classe in sé, cioè come classe di fatto, non come una classe per sé, consapevole di essere indipendente e antagonista dalla borghesia e di avere una propria cultura; consapevole di essere portatrice di un progetto generale di una nuova società, e candidata a governarla e a costruirla; consapevole che spetta a essa riunire e dirigere tutte le classi e i gruppi sociali anticapitalisti; consapevole di dover porre fine una volta per tutte a ogni forma di sfruttamento dell'uomo sull'uomo e di disuguaglianza di sesso per poter arrivare all'emancipazione dell'intera umanità.
È come se il proletariato italiano fosse ritornato a una situazione pre-marxista, quando si muoveva come classe in sé, non avendo ancora potuto acquisire quella coscienza, quella mentalità, quella cultura che Marx ed Engels, per primi nella storia, seppero infondere al proletariato internazionale.
Spetta quindi ora al PMLI dare al proletariato italiano la coscienza di essere una classe per sé. Un compito assai difficile, e occorre molto tempo, una seria preparazione culturale e grandi capacità di persuasione, ma è assolutamente necessario per far compiere un salto di qualità alla lotta di classe e portarla su un terreno rivoluzionario.

(Video) Chavez: "Cuba non si arrenderà mai, perché ha un popolo cosciente, una lidership, un vero Partito Comunista!"

Cuba
Colombia no tiene gobierno, un día veremos a los colombianos y colombianas con un nuevo gobierno pero en este momento ha sido entregado a Washington (EEUU), declaró el jefe de Estado. Insistió no voy a callar, que callen los cobardes, Estado Unidos está preparándose contra Venezuela y me da un gran dolor, que su plataforma sea Colombia, destacó. Asimismo recordó como a la largo de la historia Estados Unidos, ha resuelto sus crisis económicas a través de la guerra a lo cual apuntó: que quede claro, el imperio yanqui está preparando una guerra en América Latina, así como inventaron la guerra en Irak y todas las que han querido inventar, ahora le toca a Suramérica. Sólo unidos lograremos la independencia de nuestros pueblos Unificación de criterios y acciones concretas son objetivos que debe alcanzar los 150 delegados de las 40 organizaciones políticas de izquierda de los 52 países que convergieron en Caracas a propósito del Encuentro Internacional de Partidos de Izquierda. En tal sentido el líder del Partido Socialista Unido de Venezuela, Hugo Chávez, declaró no hemos terminado el proceso de independencia de nuestros pueblos, entre otras razones porque sólo unidos seremos libres, y podremos lograr la plena independencia de nuestros pueblos. Tenemos grandes esperanzas para que éste encuentro no termine siendo una reunión más, apuntó. Como ejemplo de los resultados tangibles que se logran de esfuerzos comunes refirió el documento de la Ley Aprobatoria del Convenio Constitutivo del Banco del Sur, el cual firmó este viernes, anunció. A través de esta entidad bancaria los pueblos de Ecuador, Bolivia, Paraguay, Argentina, Uruguay, Brasil y Venezuela, gozarán de beneficios financieros para impulsar transformaciones sustanciales para consolidar economía socio productiva. El documento suscrito es la ratificación del convenio que firmamos ya los presidentes de Ecuador, Bolivia, Paraguay, Argentina, Uruguay, Brasil y Venezuela. Recordó que ya en la región se encuentran activadas iniciativas como el Banco del Alba. El Banco del Sur financiará el desarrollo económico, social y ambiental de países miembros, en forma equilibrada y estable, haciendo uso del ahorro intrarregional y extrarregional, para fortalecer la integración, reducir las asimetrías y promover la equitativa distribución de las inversiones. El monto del capital autorizado asciende a 20 mil millones de dólares estadounidenses, representado por 20 mil acciones, con valor nominal de un millón de dólares cada una, explicó. El capital suscrito del Banco es de 7 mil millones de dólares, representado por 7 mil acciones ordinarias, nominativas, y se incrementará en la proporción que decida el Consejo de Ministros. Tendrá su sede en la ciudad de Caracas, República Bolivariana de Venezuela, y contará con una subsede en Buenos Aires, República Argentina, y otra en La Paz, Estado Plurinacional de Bolivia. Somos el mundo nuevo que el imperio quiere liquidar Hay un mundo nuevo que nació, sólo que el imperio quiere liquidarlo, como Herodes quiso liquidar a Jesús. Cuidemos al bebé, alimentémoslo, batallemos por él para que crezca lo que allí está, fue la reflexión que dejó el líder latinoamericano a los 150 delegados de 40 partidos de izquierda del mundo que convergieron en Caracas para debatir sobre las estrategias comunes para afrontar estas amenazas. Tenemos que unirnos porque el mundo lo acelera todo y sino aceleramos nuestra unidad, ese mundo se viene contra nosotros, dijo. Agregó: Yo me atrevo a convocar la quinta internacional, porque no hay quinto malo. Creo que es lo que clama el mundo de hoy, y por todos lados uno ve un mundo nuevo que ya nació, el mundo nuevo del que venimos hablando, ese mundo nuevo y mejor que es posible. Asimismo, precisó que el imperio viejo, de clases antiguas, de ideas retrógradas, fascistas, racistas, llenas de odio anda tratando de desaparecer esa esperanza que representan los gobiernos progresistas de América Latina y el mundo. Ante este panorama, el presidente Chávez manifestó que es tarea de suma urgencia y de responsabilidad porque la crisis mundial se acelera.

Antifascist* Bergamo contro Forza Nuova e le sue croci

Forza Nuova Bergamo ha annunciato di aver disseminato di croci la bergamasca durante la scorsa notte; in realtà, mentendo in linea con la loro prassi di cancellare la verità storica e di fare del revisionismo, il numero di crocifissi usati è stato talmente esiguo da permettere agli antifascisti di recuperarli tutti entro pochi minuti dal loro posizionamento, risparmiando così ai bergamaschi la visione dellennesima pagliacciata di forza nuova. Coloro che usano strumentalmente il crocifisso e ne fanno una propria bandiera contro chi crede diversamente o non crede del tutto, andando contro le stesse radici cristiane da essi invocate, non sono solo gli insignificanti nostalgici forzanovisti: pensiamo alla lega e alla sua difesa con la bava alla bocca della fondamentale necessità del crocifisso e al comportamento tenuto dai leghisti di Cortenuova che criticano pesantemente il sindaco del comune della Bassa per aver sostenuto le spese del funerale di un cittadino nigeriano, molto conosciuto in paese, la cui famiglia si trovava in ristrettezze economiche. Prendiamo spunto dall azione shock per puntare un dito contro la difesa vuota e grettamente identitaria di un simbolo, un cristianesimo a una direzione sola, fatto di razzismo e richiami alla terra e al sangue, di maschilismo e strumentalizzando le donne mostrandosi da una parte difensori dallo straniero violentatore e dallaltra negando loro di poter decidere dei propri corpi, di accanimento verso un ragazzo ammazzato in carcere (come il cattolicissimo Giovanardi nei confronti di Stefano Cucchi con dichiarazioni vergognose), di continui sgomberi di campi rom che tolgono un tetto - di cartone - a centinaia di persone in nome della sicurezza Tanto sbandierar di croci, forse perchè in realtà ci vogliono inchiodare sopra qualcuno? http://www.youtube.com/watch?v=9NfPdGIihDg

Bergamo. Forza Nuova alza croci in legno quelle uncinate ancora no

Forza Nuova, la protesta dei centri sociali

BERGAMO (21 novembre) - Trenta croci di legno sono comparse nella notte su strade e ponti di Bergamo e provincia. A collocarle sono stati i militanti di Forza Nuova, che questa mattina, in un comunicato, hanno spiegato le motivazione del gesto. «Abbiamo portato a termine un'azione, in difesa della Croce, contro la vergognosa sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo sulla presenza dei crocifissi nella nostra Nazione - spiegano dal movimento di estrema destra -. La nostra cultura, la nostra tradizione, il nostro passato, il nostro essere liberi, la nostra vita quotidiana sono tutti frutti di quest'albero vivo a forma di croce, la cui ombra copre ogni uomo del nostro popolo».

Le croci sono state collocate a Bergamo in via XX Settembre, Città alta, davanti al palazzo comunale, sul Sentierone e nei quartieri di Celadina, Borgo Palazzo, Colognola e Monterosso. In provincia sono comparse invece in alcune località di Val Seriana e Val Cavallina, a Dalmine, a Treviglio e a Romano di Lombardia. Su tre cavalcavia, accanto alla croce, è stato collocato anche un tricolore di dieci metri. Tutte le croci sono state rivestite di una stoffa tricolore con le scritte: Dio, Patria Famiglia; Cristo non si tocca; la Croce non si tocca; le radici profonde non gelano.

«Sono semplici croci di legno lungo le strade - prosegue il comunicato di Forza Nuova - Ma saranno monoliti di pietra nel cuore di ognuno di noi. Segnali di un confine che non permetteremo a nessun uomo e a nessuna autorità di oltrepassare».

Ecco come i fascisti del Blocco provavano ad inflitrarsi nell'Onda

www.militant-blog.org

Come molti certamente ricorderanno, lo scorso anno i giovani “blocchinari” di Ca$a Pound cercarono più e più volte di infiltrarsi nella mobilitazione studentesca contro la riforma Gelmini. Approfittando dell’alto grado di spontaneità delle lotte in corso in quelle settimane, i nostri “eroi” elaborarono quella che allora definimmo la “strategia de cuculo”. Difatti, proprio come l’antipatico uccello che tende a parassitizzare i nidi altrui i cosiddetti fascisti del 2000 si infilavano nelle occupazioni e nelle manifestazioni meno collegate al resto del movimento, per poi alzare le loro bandierine e far credere a media di esserne parte integrante. Ricorderete certamente la pantomima del “nè rossi nè neri”, della “lotta generazionale” che tanto piacque ai giornalisti di regime. Ricorderete anche, però, come il 29 ottobre, a Piazza Navona, i compagni si assunsero l’onere (ma soprattutto l’onore) di smascherare questa operazione, rompere il “cuculo” alla feccia fascista e spazzare via chi di giorno predicava l’unità degli studenti mentre di notte malmenava e accoltellava chi non la pensava come loro. Quella giornata di antifascismo militante, anche per il clamore suscitato, avrà sicuramente pesanti ricadute giudiziarie ma, almeno per quanto ci riguarda, possiamo tranquillamente dire che nun ce ne po’ fregà de meno. Anzi, a giudicare da quello che è successo nelle scuole dopo Piazza Navona, è sempre più evidente come quel giorno sia stato fatto quello che andava fatto e nel momento in cui andava fatto. Da li in poi il Blocco è praticamente sparito tornando a riemergere dalle fogne solo all’inizio di quest’anno scolastico con qualche attacchinaggio. Il tanto decantato seguito di cui si vantavano è evaporato nel nulla e i cosiddetti 30000 voti (calcolati alla democristiana) della consulta studentesca sono ormai solo un pallido ricordo visto che anche nelle scuole su cui puntavano di più i nostri sfigatissimi “blocchinari” nelle recenti elezioni hanno portato a casa solo un pugno di mosche. Ma che le cose per loro fossero precipitate s’era capito già le prime settimane dello scorso novembre quando provarono a convocare una loro manifestazione “mascherata” che si trasformò in un clamoroso flop (leggi) anche grazie all’azione di qualche simpatico buontempone. Qui di sotto vi proponiamo una lettera orginale che l’agente 00M è riuscito ad ottenere grazie ad alcune fonti che per il momento non vuole rivelare, anche perchè altrimenti salterebbe la copertura (ops…). Sono le disposizioni dettate da “qualche” dirigente del blocco ai suoi sottoposti. Leggete bene le parti sottolineate e poi diteci se non avevamo ragione.

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[Il 28 novembre stiamo organizzando uno sciopero studentesco a Roma. L’obiettivo è quello di rilanciare il movimento studentesco, che dopo piazza Navona è stato portato a sinistra. Creare qualcosa di alternativo all’Onda Anomala ormai antifascista, portando avanti in contrapposizione il concetto di unità generazionale… Riteniamo che nonostante quello che è accaduto a Piazza Navona, in particolare la parte mediatica e politica (dunque il dopo), ci siano ancora margini di lavoro sugli studenti. Pensiamo in particolare che fra gli studenti delle superiori di Roma, sia passato il concetto di “nè rossi nè neri ma liberi pensieri”, tanto che all’ultima manifestazione, seppure fortemente politicizzata, ci sono stati molti episodi con cori di questo tipo, striscioni, ed anche interviste rilasciate in cui si esprimeva la volontà di non mettersi sotto nessuna bandiera. E’ dunque un’operazione possibile, ma difficilissima. Tutta la sinistra, riorganizzata, compattata e fomentata, ci farà guerra su tutti i piani, iniziando a dire che si tratta di un corteo nazifascista ecc… Tenteranno di far fuggire gli studenti spaventandoli e riempiendoli di cazzate. Stiamo quindi tentando di evitare ogni associazione diretta del Blocco con l’organizzazione di questo corteo. Locandine, mail e qualsiasi atto di pubblicizzazione è totalmente mascherato. Quando saremo in piazza anche noi con le nostre facce sarà più che sufficiente per rivendicare la nostra partecipazione. A farci pubblicità saranno gli altri. Qui mi ricollego alla partecipazione esterna di chi viene da fuori Roma. Non possiamo permetterci di fare un flop con gli studenti, non possiamo far credere loro che li stiamo usando e strumentalizzando. Non possiamo prestare il fianco ai giornalisti d’apparato e non, che verranno al corteo col solo scopo di testimoniare la presenza dei “fascisti cattivi” per distruggerci. Dunque:

NESSUN SIMBOLO SU NESSUNA MAGLIETTA, ZAINO, CAPPELLO, PANTALONI, ECC.

NESSUNO STRISCIONE BLOCCO STUDENTESCO ECC.

CERCARE DI AVERE UN LOOK “CASUAL” NEL VERO SENSO DELLA PAROLA, NON CHE DOVETE VENIRE VESTITI BURBERRY E STONE ISLAND PER FORZA

MANTENERE UN ATTEGGIAMENTO TRANQUILLO E ATTENERSI ALLE DISPOSIZIONI CHE VERRANNO DATE

Non possiamo permetterci nessun passo falso, vogliono crearci il vuoto intorno e stiamo sul filo del rasoio.

21/11/2008]

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