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Ecosistema

Amianto, storia di un serial killer

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Fra i tanti veleni che contaminano la nostra Terra quasi esausta, uno dei più subdoli è l’amianto. Questo minerale appartenente al gruppo dei silicati possiede caratteristiche fisiche speciali e ricercate (resistenza, refrattarietà al fuoco e straordinaria duttilità: una sua fibra è 1300 volte più sottile di un capello umano). Ma l’inalazione anche di una sola fibra può causare patologie mortali.
Mesotelioma pleurico, asbestosi o fibroma polmonare, lesioni pleuriche e peritoneali, carcinoma bronchiale: sono questi i nomi, davvero spaventosi, dei mali incurabili inequivocabilmente collegati all’esposizione ad amianto.

Ogni anno in Italia sono circa 4000 i morti per mesotelioma e asbestosi. Nel mondo, circa 100.000. In questi numeri da brivido (il picco mondiale dovrebbe raggiungersi fra decina d’anni) è il sunto di una storia: Amianto, storia di un serial killer (Edizioni Ambiente).

È una storia che andrebbe ascoltata, se non altro perché ci riguarda tutti da vicino. La racconta Stefania Divertito, scrittrice e giornalista già premiata dall’Unione cronisti italiani nel 2004 per l’inchiesta sull’uranio impoverito, abbinando metodo scientifico rigoroso e fine sensibilità, e un tono piacevole mai sopra le righe.

Su e giù per l’Italia, visitando porti cantieri discariche e poi aule di tribunali e stanze d’ospedale, bussando a tanti portoni per raccogliere testimonianze dirette dalle famiglie delle vittime e dei lavoratori che ancora lottano per un risarcimento, o semplicemente per veder riconosciuti i propri diritti.

L’Italia è uno dei paesi mondiali che ha fatto un uso più massiccio di amianto, a partire dagli anni ‘50 del secolo scorso e fino alla sua messa al bando nel 1992. Molte delle case popolari degli anni ‘50 ne sono ancora imbottite, ma è presente anche in scuole, università, ristoranti, uffici pubblici, magazzini, autorimesse, alberghi, stabilimenti balneari, aziende, perfino ambulatori medici.

Le bonifiche sono state, a seconda delle regioni, più o meno parziali. In ogni caso nel 17,65% degli istituti scolastici italiani è stata accertata la presenza di amianto, secondo uno studio di settore della Cgil compiuto nel 2008. Studi recenti testimoniano che per ammalarsi potrebbe essere sufficiente aver respirato anche solo una volta la polvere nociva.

Visto che fino a poco tempo fa l’amianto era onnipresente nelle nostre vite e il rischio riguarda anche i semplici cittadini, inconsapevolmente troppo vicini a qualche discarica abusiva o a una tettoia di Eternit, la prevenzione dovrebbe essere capillare. Invece è disturbante individuare ancora una volta tra le pieghe di questa storia la regia dell’inquinamento globalizzato, dal primo anello della catena – i produttori di materiali pericolosi ma a basso costo come l’amianto, con le loro politiche centrate sull’economia a discapito della salute – all’ultimo, cioè lo smaltimento illegale dei rifiuti tossici.

In Italia il diritto al risarcimento per le malattie asbesto collegate è stato ed è ostacolato, oltre che dai vertici delle lobby guidate a livello mondiale dall’industria canadese, da normative incomplete e confuse, cavilli che sfidano il buon senso: per esempio, i lavoratori del settore marittimo non riescono ad accedere ai benefici previdenziali perché per dimostrare di aver lavorato in ambienti contaminati con l’amianto dovrebbero farsi firmare il curriculum da armatori che nella maggior parte dei casi sono falliti, fuggiti, deceduti.

“Come l’esportazione e il consumo di questo materiale non ha confine, anche le battaglie contro di esso non lo hanno”, scrive l’autrice. All’orizzonte appare qualche spiraglio, come il processo che dal 10 dicembre 2009 a Torino vedrà in aula i patron dell’Eternit. Fra i modelli virtuosi capaci di tener desta l’attenzione su un tema così scottante c’è comunque questo titolo e la collana che lo ospita: Verdenero delle Edizioni Ambiente, pensata in collaborazione con Legambiente per esplorare gli ambiti delle ecomafie con il contributo di figure di spicco del noir italiano.

in CASA LOCA - FESTA DEL LIBERO SCAMBIO

08/11/2009 - 14:30
Etc/GMT+2
autore: 
CASA LOCA
image1: 
locandina_08112009.jpg

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MM2 fermata St. Centrale + bus 81 o 86
MM3 fermata Zara + tram 11-7

AMBIENTE: TOUR AMNESTY-GREENPEACE IN MEMORIA DISASTRO BHOPAL

Questa mattina il ''Bhopal Bus Tour'' e' arrivato a Milano. La delegazione dei sopravvissuti al disastro ambientale di Bhopal, insieme ad attivisti di Amnesty International e Greenpeace, ha dimostrato di fronte alla sede legale della Dow Chemical Company, l'azienda che oggi controlla la Union Carbide, proprietaria dello stabilimento al tempo dell'incidente. Gli attivisti hanno effettuato un ''clean up'', muniti di tute bianche e scopettoni.

''Oggi oltre 100.000 persone, esposte alle esalazioni tossiche e alla contaminazione del terreno e dell'acqua di Bhopal, continuano a soffrire e tanta gente muore prematuramente. La Union Carbide e la Dow Chemical continuano a evadere la giustizia e a evitare di assumersi ogni responsabilita' legale per i danni causati a Bhopal'', ha dichiarato Satinath Sarangi, fondatore del Gruppo d'informazione e azione su Bhopal e amministratore della Sambhavna Clinic di Bhopal.

''Da parte sua il governo indiano, interessato ad attrarre investimenti esteri, preferisce blandire le corporation statunitensi piuttosto che prendersi cura dei suoi cittadini avvelenati - ha proseguito Sarangi - i 25 anni d'ingiustizia a Bhopal mandano un messaggio chiaro alle aziende: possono continuare a uccidere e ad avvelenare, facendola franca. Fare giustizia a Bhopal, invece, e' fondamentale per proteggere il mondo dai crimini ambientali''.

''Bhopal e' un caso emblematico nel contesto della responsabilita' delle aziende. Non e', infatti, soltanto una tragedia dei diritti umani del secolo scorso, ma rappresenta tuttora un triste esempio di come la legge protegga le imprese potenti ma spesso abbandoni a se stesse le persone che vivono in poverta''', ha commentato Laura Renzi, coordinatrice della campagna ''Io pretendo dignita''' della Sezione Italiana di Amnesty International.

''A distanza di 25 anni - ha detto - gli abitanti di Bhopal non sono mai stati in grado di rivendicare i propri diritti e continuano a soffrire per le conseguenze del disastro''.

''Le richieste dei sopravvissuti non possono piu' essere ignorate'', ha fatto eco Federica Ferrario, campaigner di Greenpeace Italia

http://www.radiobase.net/?p=1039

Grandi opere: ci stanno provando in tutti i modi (anche incostituzionali)

autore: 
mk
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ancora una volta il Governo di proprietà del piduista Berlusconi si dimostra Gran Maestro di incostituzionalità: vuoi (far) fare le grandi opere (alla Mafia)? semplice: basta azzoppare chi deve sorvegliare sull'impatto ambientale! la Prestigiacomo ci ha provato, ma è stata fermata dal Tar del Lazio.
è davvero curioso che la stampa non abbia dato a questa notizia il risalto che meriterebbe, dal momento che costituisce la riprova del fatto che questi sono mafiosi ...
va altresì ricordato che la signora ministra dell’Ambiente (ovvero, specialista del come distruggerlo) già ci aveva provato, ed era stata ugualmente fermata dal Tar, qualche mese prima, con un simpatico decreto pro-cacciatori...

IL CASO
Il Tar del Lazio sconfessa la Prestigiacomo
"Quelle nuove nomine sono illegittime"
I giudici amministrativi contestano la revoca degli incarichi alle persone che componevano le commissioni chiave per autorizzare centrali elettriche, ponti, aeroporti, autostrade, ferrovie

di ANTONIO CIANCIULLO

ROMA - Il Tar del Lazio boccia la nomina, da parte del ministero dell'Ambiente, delle commissioni chiave per autorizzare centrali elettriche e ponti, aeroporti e autostrade, porti e ferrovie. Una sconfessione secca contenuta nelle sentenze pubblicate il 30 ottobre che danno al ministero 45 giorni di tempo per rimettersi in regola.

Secondo il Tar, vanno annullati gli atti ministeriali che hanno portato alla riduzione dei membri delle commissioni Via (valutazione d'impatto ambientale), Covis (si occupa delle transazioni in materia di danno ambientale, in qualche caso sopra il miliardo di euro) e Ippc (valutazione dell'inquinamento).

Il Tar dichiara illegittima la nomina dei nuovi membri delle commissioni perché "la revoca è stata disposta nei confronti dei componenti ancora in carica, prima della scadenza del mandato, senza alcuna istruttoria volta all'accertamento e alla valutazione dei risultati dell'attività compiuta da ciascun componente e dalla Commissione nel suo complesso, e quindi senza l'indicazione di elementi idonei a motivare la mancata conferma dei ricorrenti nell'incarico ancora in corso".

In sostanza, il Tar sostiene che la "procedura sprint" con la quale il ministero dell'Ambiente ha mutato la composizione delle commissioni è irregolare perché i vecchi membri non erano decaduti, né nei loro confronti, come ammesso anche dall'Avvocatura dello Stato, era applicabile lo spoil system.

"La sentenza del tribunale amministrativo regionale dimostra l'inadeguatezza e l'approssimazione con le quali si è mosso il ministero dell'Ambiente", commenta Angelo Bonelli, presidente dei Verdi. "Ha tentato la decapitazione di commissioni di fondamentale importanza per il governo del territorio ed è stato fermato dalla magistratura. Un segnale che dovrebbe far riflettere sulle sorti del prossimo blitz annunciato: l'attacco agli enti parco".

(1 novembre 2009)

http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/ambiente/ministero-bocciato/min...

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Min. Ambiente, Tar dà ragione ad ex membri commissione tecnica
domenica 1 novembre 2009 18:28

ROMA (Reuters) - Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso presentato da un gruppo di ex membri di una commissione tecnica del ministero dell'Ambiente che era stata pressoché azzerata l'anno scorso, e ha deciso di reintegrarli, come si legge nella sentenza.

Il Tribunale amministrativo ha annullato i decreti del giugno-luglio 2008 con cui il ministero, in attuazione di una disposizione contenuta nel decreto legge sull'emergenza rifiuti in Campania, aveva sostituito quasi integralmente i componenti della Commissione tecnica di verifica dell'impatto ambientale Via-Vas.

Il ricorso, proposto dagli avvocati Gianluigi e Matteo Ceruti per conto di una ventina dei componenti della Commissione che vennero improvvisamente sostituti anziché rimanere in carica per altri tre anni come invece previsto dalla legge, "evidenziava diversi profili di incostituzionalità del predetto decreto legge - si legge in una nota - e sollevava una serie di censure in ordine alla legittimità dei provvedimenti di revoca dei commissari, avvenuta senza alcuna motivazione e senza rispettare le garanzie minime di preventiva informazione degli interessati".

Nella sentenza si legge che "ad assumere rilievo decisivo ai fini della decisione sulle censure ora in esame è, a giudizio del Collegio, la constatazione che il provvedimento di nomina impugnato ha recato un vulnus alla Pubblica Amministrazione", dal momento che risulta evidente "la rilevanza, anche ai fini della tutela di diritti costituzionali, dei compiti conferiti all'Amministrazione mediante la Commissione tecnica presso il ministero dell'Ambiente per la verifica dell'impatto ambientale, preposta allo svolgimento di rilevanti compiti istruttori in relazione ai progetti presentati dai proponenti e consultivi di alto livello tecnico-scientifico, attività caratterizzata dall'alto profilo scientifico-professionale e dalla grande ponderazione ed autorevolezza delle proprie conclusioni, dalla continuità dell'impegno dell'organo nonché dal rispetto delle previste garanzie di affidabilità e imparzialità della propria organizzazione e di svolgimento dell'attività stessa".

Di qui l'annullamento dei decreti ministeriali impugnati e l'ordine al ministero di procedere entro 45 giorni alla reintegrazione dei ricorrenti nella Commissione Via.

Non è stato possibile avere alcun commento dal ministero dell'Ambiente.
AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH!!!

http://it.reuters.com/article/entertainmentNews/idITMIE5A009H20091101

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AMBIENTE: PD, BENE SENTENZA TAR LAZIO SU COMMISSIONI VIA-VAS

Roma, 2 nov. - (Adnkronos)- "La sentenza del Tar del Lazio che annulla la procedura di spoil system voluta dal ministro Prestigiacomo restituisce, com'e' giusto, un ruolo di imparzialita' nel nostro Paese alle Commissioni tecniche per la tutela dell'ambiente". Lo afferma Alessandro Bratti, componente Pd della commissione Ambiente della Camera.

"A suo tempo - prosegue Bratti - avevamo duramente criticato la scelta del Ministro di procedere al ricambio dei commissari nella commissione Via (valutazione impatto ambientale) senza prima valutarne gli effetti, cosi' come avevamo pesantemente criticato il commissariamento dell'Agenzia ambientale Apat ora Ispra. Adesso speriamo che il Ministro riveda le sue scelte al riguardo e che comprenda che gli organismi tecnici devono mantenersi neutrali rispetto alla politica e non essere considerati il 'braccio operativo' del governo".

"Solo la terzieta' di questi organismi - conclude Bratti - puo' garantire che per la scelta delle infrastrutture a significativo impatto ambientale da realizzare siano considerati seriamente tutti gli effetti sull'ambiente che ne derivano".

http://www.libero-news.it/adnkronos/view/215466

Quel silenzio sulla TAV... Rassegna stampa Hallo-Win-NoTav

autore: 
mk
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ridotto a poche misere righe lo spazio dedicato dagli organi ufficiali di stampa alla ennesima manifestazione popolare di opposizione alla Tav. pubblico quelle poche righe affinchè non si dimentichi, come a lorsignori certamente farebbe comodo, che la partita è ancora aperta...

02.11.2009
NO TAV: in diecimila contro opere e sondaggi

E’ stata una manifestazione decisamente fuori misura questo Hallo-Win-NoTav. Prerogativa del movimento continua ad essere la capacità di sorprendere tutto e tutti, a partire da se stesso. Nessuno avrebbe scommesso tanto ma proprio la consapevolezza dell’importanza e delicatezza del momento ha messo in moto questa macchina organizzativa e di partecipazione: 10.000 persone in strada senza nessuna copertura mediatica pre e post manifestazione. Cose che non si vedono certo tutti i giorni…

C’erano proprio tutti/e: comitati, amministratori delle liste civiche NoTav, la banda musicale e il carretto coi muli in testa al corteo. Ma soprattutto la gente della valle di tutte le generazioni: pensionati/e, giovani (molti), bambini in maschera, streghe NoTav e zucche svuotate. Una sterminata distesa di fiaccole che illuminavano la strada da Condove a Sant’Antonino senza che se ne vedesse la fine…

Il ministro Altero Matteoli, seguito a ruota dai soliti Bresso, Chiamparino, Saitta, ha annunciato per novembre l’inizio di carotaggi funzionali al progetto Tav Torino-Lione. Ma la Valle di Susa e il popolo no tav non ci stanno e scendendo in piazza come son scesi ieri sera hanno dato un piccolo assaggio di quello che possono muovere… e fare.
Da sempre il movimento NoTav sè consapevole che fermare i sondaggi vuol dire fermare l’opera. Da ieri sera sa con certezza che ce la farà.

Matteoli, Virano, Bresso, Saitta, Chiamparino… Maroni: a sarà dura… per voi!

http://www.infoaut.org/torino/articolo/no-tav-in-diecimila-contro-opere-...

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No Tav: corteo per dire no ai sondaggi
02 novembre 2009
Ancora in strada i No tav. In 10mila sabato sera in Val di Susa, da Condove a Sant’Antonino, hanno sfilato per tre ore per dire no ai sondaggi che saranno utili a disegnare il tracciato della Torino-Lione. In questo mese dovrebbero iniziare gli scavi. E sabato 670 sindaci sono chiamati alle urne per eleggere la nuova comunità montana.
http://www.zipnews.it/2009/11/no-tav-corteo-per-dire-no-ai-sondaggi/

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No Tav, in 10 mila alla fiaccolata di Halloween

notavPartecipazione record alla fiaccolata di Halloween organizzata ieri sera dal movimento No Tav della valle di Susa (Torino). Sono state circa 10mila le persone che hanno preso parte al corteo partito da Condove alle 20,30 e giunto a Sant’Antonino di Susa soltanto tre ore dopo, proprio a causa della nutrita presenza di manifestanti, in parte in costume.

Numerosa anche la presenza di zucche svuotate tra i manifestanti, come avevano richiesto gli organizzatori per protestare contro «le zucche vuote che pensano che il Tav sia utile». Nonostante la massiccia partecipazione, le forze dell’ordine non hanno avuto nessun problema a gestire il corteo.

«Tav e sondaggi? Non li faranno mai – ha proclamato Alberto Perino, leader dei No Tav, dal palco allestito nella piazza del mercato di Sant’Antonino -. La presenza di stasera conferma che il territorio non li vuole e che, così come siamo stati tanti oggi, altrettanti saremo quando inizieranno i sondaggi. Ma comunque sempre pacificamente, proprio come accaduto stasera»

http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/no-tav-in-10-mila-alla-fiac...

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'No Tav': in migliaia alla fiaccolata
01 Novembre 2009 06:26 CRONACHE

TORINO - Il popolo 'No Tav' di nuovo in piazza. Migliaia di persone, diecimila dicono gli organizzatori, hanno partecipato ieri sera ad una lunga fiaccolata per ribadire la propria contrarieta' all'alta velocita'. Una marcia durata tre ore, da Condove a Sant'Antonino di Susa. "La presenza di stasera - ha detto uno dei leader della protesta, Alberto Perino, conferma che il territorio non la vuole". (RCD)

http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Cronache/Tav-migliaia-fiaccola...

NUCLEARE? NO, GRAZIE 29/10/09 ore 21 all'ATENEO LIBERTARIO-Milano

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Giovedì 29 ottobre 2009, ore 21,00
in Viale Monza 255-Milano
(MM1 – Precotto)
la Federazione Anarchica Milanese – F.A.I. presenta:
NUCLEARE? NO GRAZIE
Incontro pubblico di contro-informazione sulla ripresa dell’utilizzo
dell’energia nucleare in Italia.
Introdurrà il dibattito Marco Tafel

Vaccino antisuino: the dark side of. Sapere fa bene (alla salute)

Misteri, veleni, accuse, smentite e dicerie hanno accompagnato la vicenda della presunta pandemia goblale da influenza suina, iniziata con le morti in Messico e approdata qualche giorno fa alla prima vaccinazione italiana. Di chi fidarsi?

Il vaccino è stato infatti somministrato giovedì 15 ottobre scorso, con insolito anticipo di un mese sui programmi, ad un medico responsabile dell’Igiene Pubblica di Milano e sarebbe proseguito in questi giorni sul personale medico sanitario delle strutture pubbliche, sugli addetti ai servizi amministrativi della Sanità, sul personale delle Poste italiane e su quello della Telecom. Poi, ha fatto sapere il Ministero del Welfare, verranno vaccinate le “persone a rischio” di età compresa tra i 2 e i 65 anni. Senonchè si viene a sapere che, paradossalmente, il 60% dei medici italiani non intende sottoporsi alla vaccinazione anti A-H1N1, cosa che il viceministro Fazio non vede come un fallimento poiché, spiega, i medici che vi si sottoporranno raggiungeranno comunque una percentuale “molto più alta rispetto al 20% che registriamo normalmente contro l’influenza stagionale”.

Questo non spegne il dubbio sul perché la stragrande maggioranza dei medici italiani non si vaccinerà contro quest’influenza che pure è stata descritta alla maniera di una peste del secolo. E sul perché molti di questi medici la sconsiglino decisamente anche ai loro pazienti. Come Roberto Santi medico dell’Asl di Genova che dichiara: «L´influenza comune ogni anno uccide mezzo milione di persone nel mondo e nessuno ne parla, mentre l´aviaria, sulla quale è stata montata la stessa campagna della suina, ha provocato 250 decessi in 10 anni». Nel suo ospedale, il "San Martino", alla campagna di vaccinazione aderisce soltanto il 10% del personale medico. E Renato Giusto, segretario provinciale a Savona dello Smi (Sindacato medici italiani) aggiunge: «Il vaccino contro l’influenza suina non è stato sperimentato a sufficienza. Potrebbe avere gravi effetti collaterali. Ho sempre creduto nei vaccini sperimentati bene, non in quelli creati in fretta. Io per primo non mi vaccinerò». Se le cose stanno così, la vicenda necessita decisamente di essere approfondita.

Mentre da un lato l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), agenzia delle Nazioni Unite per la salute dei “terrestri”, ha dichiarato l’11 giugno scorso, con esagerato interventismo, un’emergenza pandemica globale del più alto livello, cioè il livello 6, molti sono stati i ricercatori e i medici che, invece, in diversi paesi, hanno smentito l’allarme, gonfiatosi come una bolla già dalla primavera scorsa, secondo il quale il virus sarebbe particolarmente pericoloso e avvezzo alla mutazione. Gli scienziati “pompieri” presentano l’influenza A- H1N1 come un malanno alla stregua delle solite influenze stagionali, che pure lasciano ogni anno la loro “regolare” scia di decessi. E qualcuno di questi, stupito dell’ingiustificata emergenza, si è spinto anche oltre la semplice smentita della più alta istituzione sanitaria del pianeta, prospettando addirittura uno scenario in cui i cittadini potrebbero essere costretti a prendere un vaccino tossico contro "l’influenza suina", essere messi in quarantena e venire limitati nei loro spostamenti, poiché l’OMS, il cui parere è vincolante su tutti i 194 paesi aderenti, dichiarando un’emergenza pandemica globale del più alto livello, permetterebbe di attivare una sorta di legge marziale globale. I governi di paesi come Inghilterra, Francia e Australia hanno già dichiarato l’intenzione di voler vaccinare (obbligatoriamente?) l’intera popolazione, gli Stati Uniti d’America almeno il 50% e in Italia dal ministero del Welfare fanno sapere che una doppia dose -non ne basterebbe infatti una soltanto per acquisire l’immunità- sarà disponibile per un numero pari ad almeno il 40% della popolazione. In ogni caso le immagini di magazzini rigonfi di confezioni del vaccino sono state diffuse in questi giorni dai telegiornali italiani più seguiti, a testimoniare che –bufala o non bufala- quella del virus H1M1, prima ancora di essere una pandemia si sta rivelando di certo un colossale affare per la lobby farmaceutica. Solo per il sistema sanitario italiano si calcola, in effetti, un impegno tra i 500 e i 600 milioni di euro, che finiranno nelle casse della svizzera Novartis. Mentre la banca d’investimento J.P.Morgan stima in circa 10 miliardi di dollari il giro d’affari che, tra vaccini e medicine, riguarderà la mobilitazione globale contro questa influenza; a beneficio di GlaxoSmithKline, Sanofi Aventis, Astra Zeneca, Roche, Novartis, insomma il “cartello” delle Big Pharma. Non c’è dubbio che per loro H1M1 più che una maledizione dagli inferi è una benedizione dal cielo.

Dal momento che quella del “complotto” è ultimamente una categoria decisamente inflazionata, è indispensabile muoversi su un argomento delicato e controverso come questo con molta cautela, anche perché i fatti vengono presentati, laddove è possibile rintracciarli, con una cronologia incerta e confusa, talvolta contraddittoria. Così procedendo si scopre che, tra tante colorate e catastrofistiche chiacchere da web, ci sono anche informazioni che hanno fonti di un certo peso. Ma in Italia non una parola dal Corriere, non una da Repubblica, non una dall’Espresso, né dalla Rai e da Mediaset. Sorprendentemente ne ha parlato, al contrario, una come Romina Power che, approfittando della fama di cui gode, ha addirittura scritto una lettera aperta al ministro e al viceministro addetti alla salute. Ma neanche gli spacciatori di gossip si sono lasciati tentare dall’occasione di fare informazione. Così che è impossibile non chiedersi: come mai nessuno dei media principali finora ha fatto parola di tutta questa vicenda, che se pure dovesse non portare a nulla, è di per se già un fatto e riguarda inoltre un tema su cui i cittadini anelano di sapere? Stiamo parlando infatti di una grave denuncia esposta contro l’ONU e l’OMS, accusati di architettettare un genocidio. E se questa non è una notizia. Inoltre Jane Burgermeister, che di quella denuncia è l’autrice, non è esattamente la prima venuta; è una giornalista scientifica che ha scritto per testate prestigiose in campo medico e scientifico, come Nature, The British Medical Journal, The Scientist, Reuters Health, nonchè per The Guardian. Pare che lavorasse anche per il magazine web del Renewable Energy World, leader nel campo delle energie rinnovabili, ma che la collaborazione sia stata immediatamente sospesa dopo la denuncia penale depositata da Jane presso l’FBI dell’ambasciata degli Stati Uniti a Vienna, nel mese di giugno. La giornalista accusa l’OMS, l’ONU e diversi funzionari di istituzioni globali e governi nazionali -dalla Federal Riserve, passando per i banchieri Rockfeller e Soros fino alla Presidenza degli Stati Uniti e alla Cancelleria Austriaca- addirittura di bioterrorismo; e del tentativo di progettare il più grande crimine della storia dell’umanità. La stessa ha inoltre presentato preventivamente un’ingiunzione legale inibitoria contro l’eventuale vaccinazione coatta. Accuse pesantissime queste ma corredate, secondo la Burgermeister, da valide prove già depositate agli atti. A guadagnarle credibilità e ad avallare la possibilità che le ipotesi da lei avanzate non siano proprio il gesto di una mitomane, depone il fatto che queste denunce seguono quelle presentate nel mese di aprile contro le multinazionali farmaceutiche austriache Baxter AG, legata alla Baxter internazionale, e Avir Green Hills Biotecnologie. Secondo la Burgermeister esse avrebbero prodotto e lasciato uscire dai loro laboratori un prodotto vaccinale contro le influenze stagionali contaminato però dal virus attivo della cosiddetta influenza aviaria H5N1, allo scopo di trarre profitto da una eventuale pandemia. Sarebbe stata la stessa OMS a fornire alla Baxter il materiale virale che ha contaminato il prodotto, ben 72 kg di virus aviario, della cui presenza nel vaccino si sono accorti alcuni dei 16 laboratori della Repubblica Ceca, della Slovenia e della Germania che godono del subappaltato, tramite l’austriaca Avir Green Hills Biotecnology, per la verifica dei prodotti sulle cavie.

La pericolosa contaminazione è emersa quando il subappaltatore nella Repubblica Ceca ha inoculato il prodotto su alcuni furetti ed essi sono morti. I mammiferi, infatti, non dovrebbero morire se esposti ai virus H3N2 dell’influenza umana. A ucciderli è stato quindi qualcos’altro di non dichiarato nel prodotto. L’H5N1 appunto.

Ebbene, quelle accuse, all’apparenza fantapolitiche e complottistiche, si erano poi rivelate azzeccate. Infatti, come ha riportato Helen Branswell di The Canadian Press, la Baxter International Inc. ha riconosciuto infine, ma solo dopo la denuncia, che davvero il prodotto spedito ai laboratori era pericoloso e che effettivamente conteneva un virus attivo. Ma si è giustificata parlando di un errore. Un errore? può essere derubricato a semplice incidente il non rispetto dei protocolli di sicurezza a proposito di esperimenti bio-chimici? Il mix, scientificamente detto riassorbimento, tra un virus di influenza umana, come quello (H3N2) usato ufficialmente per il prodotto sotto esame, e un virus animale, come l’H5N1 che era “nascosto” nello stesso prodotto, può notoriamente provocare conseguenze nefaste, dal momento che se il virus H5N1 non infetta facilmente gli esseri umani, il virus H3N2 li può infettare, eccome; così se qualcuno viene a contatto con questa mistura potrebbe sviluppare un virus ibrido capace di essere trasmesso facilmente da persona a persona. Bisognerebbe essere oltremodo sprovveduti per interpretare come una semplice casualità la convivenza promiscua dei due virus nello stesso laboratorio Baxter di Orth-Donau, dal momento che quella della mescola tra virus umani e animali è la via maestra per le pandemie. Invece di rispondere dettagliatamente alle domande della stampa austriaca su come questo sia potuto accadere, il responsabile delle comunicazioni della Baxter, Christopher Bona, ha detto, con probabile faccia tosta, di non poter rivelare molto per non rischiare di diffondere informazioni brevettate sul processo di produzione nei laboratori della company.

Questo quanto emergeva dalla denuncia di aprile. La seconda denuncia della Burgermeister, datata 10 giugno 2009 e composta da un dossier di 69 pagine, invece mira molto più in alto e sfiora l’incredibile. Tanto incredibile che nessuno, ai livelli istituzionali, ha sentito l’urgenza di informare nessuno. Per la combattiva giornalista, questa volta, gli enti e i personaggi di cui sopra, coinvolti nell’accusa, utilizzando la "febbre suina" come pretesto, avrebbero premeditato l’omicidio di massa della popolazione degli Stati Uniti attraverso la vaccinazione forzata. 
In risposta alle interrogazioni nel parlamento austriaco del 20 maggio sul perché non fosse seguita alcuna indagine da parte dell’OMS, dell’UE o delle autorità sanitarie austriache all’ “incidente” nei laboratori Baxter, infatti, il ministro della Sanità austriaco, Alois Stöger, aveva candidamente risposto che l’incidente non era stato trattato come una violazione alle norme sulla biosicurezza, come era logico che fosse, ma come un reato contro il codice di veterinaria. Così un medico veterinario era stata inviato al laboratorio per una breve ispezione e la storia si era chiusa lì. Ma poiché la diffusione del mix di virus è un passo essenziale per dar luogo a una pandemia che consenta all’OMS di dichiarare il livello 6, la Burgermeister ipotizza che la superficialità con cui la vicenda era stata silenziata nascondesse altro. Nel suo dossier elenca le leggi e i decreti che avrebbero permesso all’ONU e all’OMS di assumere il diretto controllo sulla Sanità degli USA nel caso di pandemia e di applicare la vaccinazione obbligatoria sulla popolazione. Allega documenti atti a comprovare che sia l’influenza aviaria che quella suina, non esistendo in natura, siano state costruite in laboratorio da grandi compagnie farmaceutiche, usando i finanziamenti dell’OMS, di alte agenzie governative e di “filantropi” come Rockfeller e Soros. I virus sarebbero stati così creati e messi in circolazione con la complicità dell’OMS e a profitto di chi avrebbe provveduto poi alla fornitura dei vaccini. Nel dossier consegnato all’FBI si sottolinea come i dati relativi ai decessi registrati per l’“influenza suina” non siano coerenti e si avanzano sospetti sul modo in cui è stato documentato il numero dei “decessi”, dal momento che i sintomi della suina sarebbero indistinguibili da quelli di altre influenze o di un comune raffreddore. E in ogni caso, stando ai numeri attuali, non si sarebbero verificate le cifre limite per dichiarare la pandemia; che potrebbe invece esplodere grazie a eventuali vaccinazioni di massa con prodotti contaminati, come quello dei laboratori Baxter di Orth-Donau.

Burgermeister rivela, a mo’ di esempio, la vicenda un vaccino contro l’influenza aviaria che, durante l’estate del 2008, era stato approvato dalla Novartis nonostante avesse ucciso, in Polonia, 21 barboni che si erano prestati al test e quindi potesse a pieno titolo rientrare giuridicamente tra quelle che la legge americana definisce armi biologiche. I media controllati dalla lobby, secondo la giornalista scientifica, chiuderebbero il cerchio diffondendo notizie allarmistiche per convincere la popolazione degli Stati Uniti a vaccinarsi.

La Burgermeister punta il dito sul rafforzamento, avvenuto nel 2008, di leggi e regolamentazioni ideate per togliere ai cittadini statunitensi il diritto costituzionale di rifiutare in talune circostanze, ad esempio, un’iniezione. Secondo la sua ricostruzione il tutto concorre a un programma che prevede l’uso di “armi biologiche” travestite da cure, progettato per attuare stragi di massa e ridurre la popolazione mondiale nei prossimi dieci anni.

Le accuse sin qui passate in rassegna sono abnormi; motivo in più per cui le autorità competenti e l’informazione ufficiale avrebbero dovuto avviarne una verifica, piuttosto che insabbiarle del tutto, com’è invece avvenuto. Qualcosa in realtà è trapelata. Sul Daily Mail del 15 agosto, un articolo di Jo Macfarlane riferiva di aver intercettato una lettera riservata, inviata dal Governo Inglese in data 29 luglio 2009 a 600 neurologi, che venivano allertati circa la possibilità ’di riscontrare, nelle persone vaccinate, casi di Sindrome di Guillain-Barre’, malattia letale causata da un’infezione di origine batterica o virale che può condurre a una paralisi progressiva e ascendente, dagli arti inferiori a quelli superiori. Già nel 1976, infatti, quando a causa di un’influenza, anch’essa suina, i media seminarono il panico nella popolazione statunitense e indussero numerose persone a vaccinarsi, morirono più persone a causa del vaccino che a causa della pandemia. In quel caso, la Sindrome di Guillain-Barré riscontrata sulle vittime fu subito collegata alle sostanze di cui era composto il materiale vaccinico e l’amministrazione americana si vide costretta a ritirare il vaccino dopo 10 settimane di somministrazione e a rimborsare le famiglie delle vittime. Anche questa volta il vaccino non è stato sufficientemente testato e nessuno ha ancora realizzato l’isolamento del virus tramite microscopio elettronico, come impone la procedura standard scientificamente accettata. Questa è la ragione per cui non sarà distribuito attraverso le farmacie, essendo privo del foglietto di avvertenze, indispensabile per il commercio, e che viene autorizzato solo al termine della procedura classica. Perché allora l’OMS e gli stati nazionali hanno concesso il via libera per la vaccinazione? E perché Kathleen Gilligan Sebelius, segretario alla Salute e ai Servizi Umani di Obama, ha firmato a luglio un decreto che garantisce l’immunità giuridica alle case produttrici del vaccino?

Il farmacologo Silvio Garattini, luminare riconosciuto e direttore dell’Istituto Mario Negri, in un’intervista rilasciata nel mese di Luglio all’ANSA dichiarava, senza peli sulla lingua, che la presunta pandemia si fonderebbe su alcune "ipotesi, di cui non si sa se siano vere o meno". Aggiungeva che "solo fra alcuni mesi si potrà vedere se è veramente necessario questo quantitativo di vaccino in produzione oppure no. Ma se il virus rimane quello che è al momento, allora non ci sarà bisogno di vaccinazioni di massa". Se invece il virus dovesse subire mutazioni, conclude il professore, "non è detto che il vaccino in produzione sia in grado di proteggere". L’unica cosa che in tutta la vicenda salta all’occhio è che "al momento c’é, certamente, una grande pressione da parte delle industrie, che da tale corsa trarranno molte risorse economiche".

L’unico dubbio ancora completamente irrisolto è, a questo punto: la salute dei cittadini è più minacciata dall’OMS, dalle case farmaceutiche, dalle autorità sanitarie nazionali, dai media che ci tengono all’oscuro di quasi tutto o, infine, dall’influenza suina?

http://www.agoravox.it/Vaccino-antisuino-the-dark-side-of

NUCLEARE ? NO, GRAZIE ! all'ATENEO LIBERTARIO 29/10 ore 21,00

29/10/2009 - 11:28
Etc/GMT+2
image1: 
Documento-41-1.jpg

Giovedì 29 ottobre 2009,
in Viale Monza 255-Milano
(MM1 – Precotto), dalle ore 21.00
la Federazione Anarchica Milanese – F.A.I. presenta:
NUCLEARE? NO GRAZIE
Incontro pubblico di contro-informazione sulla ripresa dell’utilizzo
dell’energia nucleare in Italia.
Introdurrà il dibattito Marco Tafel

Our climate - Not your business | venerdi' 30.10.09

30/10/2009 - 18:30
Etc/GMT+2
autore: 
Cascina Torchiera SenzAcqua!

programma della serata:

dalle 18.30:
Ecogames & Presentazione Greenwashing Awards
In corsa per il titolo ci saranno alcune delle aziende che ci mostrano una faccia 'verde' per mascherare i danni che provocano sull'ambiente. Sull'onda della green economy molti si colorano di verde e ci fanno credere di essere marchi attenti alla salute del nostro pianeta, rassicurando -e ingannando- i consumatori. Noi li smaschereremo e voi potrete per un mese votarne il peggiore, quello che la racconta più grossa, che verrà degnamente premiato alla fine delle votazioni.

ore 20.00:
Aperitivo eco-sostenibile
a cura della trattoria La Lapide

ore 21.00:
Discussione pubblica in vista del COP15 a Copenhagen
Nel dicembre 2009 i governi del mondo si riuniranno a Copenhagen per la XV Conferenza ONU sul Clima (COP15), che dovrà trovare un successore al Trattato di Kyoto. Sarà il più grande vertice sul cambiamento climatico di sempre. I movimenti di azione climatica chiamano a manifestare il 12 dicembre nella giornata mondiale sul clima e ad unirsi all'azione di massa nonviolenta del 16 dicembre per occupare per un giorno il centro congressi Bella Center dove si terrà la conferenza dei potenti del mondo.

intervengono:
Alex Foti, Climate Justice Network, rete globale di movimento
David Balleby Rønbach, Climate Justice Action, Klimax da Copenhagen

ore 22.30:
Proiezione video & distribuzione materiale informativo

ore 23.30:
DJSet Techno-electro-minimal:
dj MENTHOS (Otolab) + warmup by xname

il lungo weekend di azione climatica comincia giovedi' 29 al Cantiere con l'incontro "Un'altra fine del mondo e' possibile" e proseguira' il 31, la notte di Halloween, con una doppia Festa degli Ecomostri: una al Cantiere, a Milano, e l'altra al Gabrio di Torino.

more infos on http://versuscop15.noblogs.org

Bio-Mercato in Torchiera #8 | domenica 25.10.09

25/10/2009 - 12:11
25/10/2009 - 19:11
Etc/GMT+2

http://torchiera.noblogs.org/post/2009/10/20/bio-mercato-8

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