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Ecosistema

Our climate - Not your business | venerdi' 30.10.09

30/10/2009 - 18:30
Etc/GMT+2
autore: 
Cascina Torchiera SenzAcqua!

programma della serata:

dalle 18.30:
Ecogames & Presentazione Greenwashing Awards
In corsa per il titolo ci saranno alcune delle aziende che ci mostrano una faccia 'verde' per mascherare i danni che provocano sull'ambiente. Sull'onda della green economy molti si colorano di verde e ci fanno credere di essere marchi attenti alla salute del nostro pianeta, rassicurando -e ingannando- i consumatori. Noi li smaschereremo e voi potrete per un mese votarne il peggiore, quello che la racconta più grossa, che verrà degnamente premiato alla fine delle votazioni.

ore 20.00:
Aperitivo eco-sostenibile
a cura della trattoria La Lapide

ore 21.00:
Discussione pubblica in vista del COP15 a Copenhagen
Nel dicembre 2009 i governi del mondo si riuniranno a Copenhagen per la XV Conferenza ONU sul Clima (COP15), che dovrà trovare un successore al Trattato di Kyoto. Sarà il più grande vertice sul cambiamento climatico di sempre. I movimenti di azione climatica chiamano a manifestare il 12 dicembre nella giornata mondiale sul clima e ad unirsi all'azione di massa nonviolenta del 16 dicembre per occupare per un giorno il centro congressi Bella Center dove si terrà la conferenza dei potenti del mondo.

intervengono:
Alex Foti, Climate Justice Network, rete globale di movimento
David Balleby Rønbach, Climate Justice Action, Klimax da Copenhagen

ore 22.30:
Proiezione video & distribuzione materiale informativo

ore 23.30:
DJSet Techno-electro-minimal:
dj MENTHOS (Otolab) + warmup by xname

il lungo weekend di azione climatica comincia giovedi' 29 al Cantiere con l'incontro "Un'altra fine del mondo e' possibile" e proseguira' il 31, la notte di Halloween, con una doppia Festa degli Ecomostri: una al Cantiere, a Milano, e l'altra al Gabrio di Torino.

more infos on http://versuscop15.noblogs.org

Bio-Mercato in Torchiera #8 | domenica 25.10.09

25/10/2009 - 12:11
25/10/2009 - 19:11
Etc/GMT+2

http://torchiera.noblogs.org/post/2009/10/20/bio-mercato-8

C'è del marcio in Danimarca.

cja_low.jpg

I rifugiati 'climatici' , dovuti scappare dalle proprie abitazioni a causa degli effetti del cambiamento climatico, ad oggi sono più di 25 milioni e raddoppieranno nei prossimi 5 anni.

Scappano dalle loro abitazioni, dalle loro terre, dalle loro radici a causa degli effetti di un cambiamento climatico che non hanno voluto.
E' solo uno degli effetti più macroscopici: l'effetto serra in realtà incide e inciderà a diversi livelli. Il cambiamento climatico è anche ingiustizia sociale. E un drastico cambiamento di rotta è ormai indispenssabile.

Prossime Iniziative:
24/10 Critical mass@Piazza Mercanti h.15.30
29/10 Incontro@Cantiere
30/10 Our Climate not your Business@Cascina Torchiera

Info:
http://versuscop15.noblogs.org - cop15@anche.no

Nave dei veleni, governo: radioattività 3-6 volte sopra la norma

ROMA (Reuters) - Nell'ambito delle indagini sulle navi cariche di rifiuti radioattivi che si presume siano state fatte affondare nei mari italiani, è emerso che in un Comune della Calabria, il livello di inquinamento è "grave", con un valore radioattivo "da tre a sei volte superiore alla norma".

E' quanto ha detto il sottosegretario all'Ambiente Roberto Menia nel corso dell'informativa del governo alla Camera sul relitto di una nave scoperta al largo di Cetraro, in Calabria.

"In quattro aree ubicate nel comune di Aiello Calabro, in prossimità dell'alveo del fiume Oliva, è emerso un grave inquinamento (...) è emerso un valore radioattivo da tre a sei volte superiore alla norma, oltre che la presenza di radionuclidi di natura artificiale e di altri elementi non radioattivi, ma fortemente inquinanti come il mercurio", ha detto Menia alla Camera.

Il mese scorso, grazie all'aiuto di un robot sottomarino della Regione Calabria, è stato scoperto il relitto di una nave, a circa 500 metri sotto il livello del mare e a quasi una ventina di miglia dalla località costiera di Cetraro. A indicare il punto esatto in cui si trovava la nave è stato un pentito di 'ndrangheta, Francesco Fonti, che aveva raccontato ai magistrati di aver affondato l'imbarcazione, carica di rifiuti radioattivi, facendola esplodere proprio in quel punto.

Secondo quanto riferito oggi da Menia -- che ha ricordato come le indagini su terraferma restano in capo alla procura di Paola mentre quelle nell'area marina sono guidate dalla direzione distrettuale antimafia di Catanzaro -- verrà fatta una "indagine sistematica" su tutto il fiume Oliva.

"Attualmente si sta operando per le bonifiche sui siti, competenza del Ministero dell'Ambiente, e ove venissero in luce i pericoli concreti ed attuali per la salute occorrerà procedere agli opportuni interventi di salvaguardia per la salute umana", ha detto ancora Menia parlando delle operazioni a terra.

Le operazioni in mare invece, "particolarmente difficoltose", avranno come obiettivo quello di dare un nome certo al relitto, di operare rilevamenti in profondità su ogni tipo di campione e fornire informazioni sulle tipologie e sulla diffusione degli inquinanti contenuti nella stiva, in modo di accertare eventuali rischi per la salute e l'ambiente e di procedere alla rapida messa in sicurezza.

Sempre il mese scorso, le foto scattate dal robottino hanno mostrato uno squarcio a prua della nave e un paio di fusti schiacciati al suo interno mentre non è stato possibile leggere il nome sulla fiancata dell'imbarcazione, il cui affondamento non è stato mai denunciato.

Il problema delle navi fatte affondare appositamente per "smaltire gratuitamente" nelle profondità marine rifiuti tossici e di altro genere è stato in passato denunciato da diversi gruppi ambientalisti ed è stato oggetto di indagini da parte di alcune procure.

Rifiuti radioattivi nel greto del fiume Oliva

Lunedì l'Arpacal di Catanzaro, l'agenzia per la tutela ambientale della regione calabrese,
darà inizio alle analisi del terreno nei luoghi dove sarebbero stati seppelliti i rifiuti tossici
Navi dei veleni, ora si cerca anche a terra
Rifiuti radioattivi nel greto del fiume Oliva

Navi dei veleni, ora si cerca anche a terra Rifiuti radioattivi nel greto del fiume Oliva
CATANZARO - Mentre a Cetraro il sottosegretario all'Ambiente, Roberto Menia, è assediato dai pescatori che protestano per l'assenza del governo rispetto ai problemi legati al fatto che nessuno compra più pesce per paura, L'Arpacal (l'agenzia regionale per l'ambiente) promette che lunedì prossimo, dopo 19 anni, cominceranno seriamente le "operazioni di terra", a caccia dei veleni seppelliti, qua e là, nel territorio calabrese. S'inizierà, a quanto pare, dalla foce del fiume Oliva, nella zona di Foresta Aiello, comune di Serra d'Aiello, provincia di Cosenza, dove sarebbero sepolti i rifiuti radioattivi e tossici trasportati dalla nave "Rosso" (ex "Jolly Rosso"), finita sulla spiaggia di Campanara San Giovanni - frazione di Amantea - nella notte del 14 gennaio del 1990.

La riunione operativa. A Roma, a dimostrazione del fatto che si vuole fare sul serio, si è svolta una riunione negli uffici del Servizio Interdipartimentale per le Emergenze Ambientali dell'Ispra (l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) per la presentazione della bozza del "Piano di caratterizzazione" - cioè di analisi e bonifica - nelle aree del fiume Oliva, nei Comuni di Serra D'Aiello ed Aiello Calabro in provincia di Cosenza.

Gli scavi. Si comincerà a scavare su una collinetta a monte della "briglia", una struttura in cemento che serve, normalmente, per frenare il corso dei torrenti, ma che in questo caso sembrerebbe essere stata più utile a chi in quella specie di diga ha nascosto materiale tossico o radioattivo. Già in passato nella collinetta - ma senza che questo avesse prodotto una qualche contromisura - erano state trovate tracce di Mercurio e Cesio 137 a 4 metri di profondità.

L'altro scavo ci sarà in una cava, sempre ai margini del fiume Oliva, in un punto dove in passato era stato individuato materiale radioattivo e , anche in questo caso, senza che la cosa avesse preoccupato nessuno.

Infine, si effettueranno "carotaggi" nel terreno lungo una piccola vallata - una delle tante che fiancheggiano l'Oliva, chiamata "valle del Signore" - dove si teme possano essere stati sepolti altri rifiuti tossici o radioattivi.

Gli anni di ritardo. Ma il sentore che alla foce di quel fiume qualcosa di pericoloso fosse stato sepolto dopo il sospetto "spiaggiamento" della "Rosso", cominciò a sorgere già nel giugno del 2003. Fu quando la Procura di Lamezia Terme trasmise l'indagine a quella di Paola, per competenza territoriale e maturò, in particolare, quando si scoprì un altro scavo nella zona di Serra d'Aiello, fatto dalle maestranze della nave, secondo alcune testimonianze. Quello scavo si aggiungeva ad un altro autorizzato nella discarica di Grassullo (sempre nei pressi di Amantea) per seppellire il carico "ufficiale" della "Rosso".

Finora solo impunità. I dati di fatto in mano a diverse Procure italiane (calabresi, pugliesi, toscane e lombarde) dicono, insomma, che l'avvelenamento sistematico del mare lungo i 700 chilometri della costa tirrenica calabrese e del suo immediato entroterra è avvenuto finora, non solo nell'assoluta impunità dei responsabili, ma senza che neanche una delle decine di navi affondate, dette "a perdere", sia stata individuata o ispezionata. Anche se con anni di ritardo, dunque, sembra che i pubblici poteri mostrino ora di mobilitarsi, quanto meno per capire cosa esattamente sia nascosto in fondo al mare e sotto terra.

Il carico della Rosso. In particolare, si comincerà davvero (almeno così si promette) ad accertare cosa sia stato nascosto vicino all'alveo del fiume Oliva, in un'area di uso agricolo. La nave italiana Rosso di proprietà della società Ignazio Messina e C. partita da Malta e diretta a La Spezia, la notte del 14 dicembre 1990 finì sulla spiaggia di Camponara S. Giovanni, frazione di Amantea. Oltre alle 16 persone dell'equipaggio, il carico ufficiale sarebbe stato composto da nove containers con 23.325 tonnellate di nylon; 75.465 di tabacco; 70 tonnellate di prodotti da bevande.

Gli accertamenti che avranno inizio lunedì, a cura dell'Arpacal (l'agenzia regionale per l'ambiente della Calabria) incaricata come perito tecnico dalla Procura di Paola, dureranno fino alla fine di novembre. Solo allora, dunque, si potrà conoscere almeno una parte di verità.

L'allarme inascoltato. A tracciare una ricostruzione dettagliatissima del dramma dei veleni sepolti, chissà da quanto tempo, in mare e sotto terra da cosche mafiose con connivenze politiche e istituzionali, fu l'ex sottosegretario per i Rapporti con il Parlamento in carica nel 2004 - l'onorevole Cosimo Ventucci del Pdl - in occasione della risposta ad un'interpellanza il 15 luglio dello stesso anno. Un allarme assolutamente inascoltato per anni e anni, soprattutto dal suo stesso Governo.

Il rappresentante dell'Esecutivo, tuttavia, in sostanza disse che per quanto riguardava gli aspetti penali della vicenda, nel gennaio 2004 la Procura di Paola incaricò la sezione inquinamento radioattivo del Reparto Operativo di Carabinieri di indagare nelle zone interessate dallo "spiaggiamento", presentato come un incidente. In particolare si raccomandò l'Arma di controllare l'area di Grassullo e Foresta Aiello, a ridosso della foce del fiume Oliva.

La ragione stava nel fatto - disse Ventucci - che "secondo testimonianze sarebbe stato interrato del materiale proveniente dalla motonave Rosso". E aggiunse che la Procura fece misurare il grado di tossicità nell'area: furono trovate cospicue quantità "di fanghi", oltre ad un'altissima "concentrazione di alcuni metalli pesanti che superano il limite accettabile di inquinamento, provocando un pericolo concreto per il suolo, il sottosuolo e i corpi idrici". Da allora nulla di concreto è mai stato fatto, né dal governo di cui Ventucci era membro, né da altri governi.

Il pentito "scovato". Intanto, a 11 miglia a largo di Cetraro, una nave geostazionaria ha cominciato le ricerche nel luogo dove si presume ci siano i resti del cargo Kuski, inzeppato di scorie radiattive o rifiuti tossici, affondata a colpi di dinamite da un commando del quale faceva parte anche Francesco Fonti, il pentito della 'ndrangheta di San Luca, che svelò a Riccardo Bocca dell'Espresso il traffico micidiale per l'eliminazione di veleni d'ogni sorta.

Traffico che, secondo Fonti, coinvolgerebbe governi, servizi segreti e mafie dislocate in diverse latitudini. Il "pentito", nonostante le sue rivelazioni stiano attivando iniziative delle pubbliche autorità (sebbene tardive) risulta essere ancora senza protezione da parte dello Stato. Si era nascosto a Mantova, ma un deputato assai solerte della Lega l'ha subito "scovato". Poi ha protestato e segnalato immediatamente alla pubblica opinione la sua "inopportuna" presenza nel mantovano. Col piccolo problema di far saltare la copertura di Fonti.

© Riproduzione riservata (21 ottobre 2009) Tutti gli articoli di cronaca

Bio-Mercato in Torchiera #8 | domenica 25.10.09

25/10/2009 - 11:00
25/10/2009 - 18:00
Etc/GMT+2
autore: 
Cascina Torchiera SenzAcqua!
image1: 
mercatino.jpg

Domenica 25 ottobre, dalle 11.00 al tramonto
BIO-MERCATO in Cascina TORCHIERA #8

more infos:

- dalle 11.00 e per tutta la giornata:

* BIO-MERCATO #8
un incontro tra produttori e semplici cittadini consumatori, uno spazio per riscoprire i sapori senza rinunciare ai saperi; un'occasione per acquistare prodotti biologici e capire cosa c'e' dietro parole e concetti, a volte fumosi, come "chilometri zero", "prodotti di stagione", "filiera corta", "agricoltura bio"...

ortaggi, frutta e pane, ma anche salumi, formaggi e molte altre autoproduzioni da gustare, conoscere... e imparare a ripetere...

... inoltre:
* Panificazione nel forno a legna
* BocciofilaGardening
* Banca del seme del bulbo e della talea:
porta i semi delle tue piante da scambiare e piantare

- ore 13:
* PRANZO bio a cura della TRATTORIA "LA LAPIDE"

- dalle 14.30:
* workshop di SARTORIA CREATIVA
porta un vestito vecchio e insieme
gli ridaremo la vita...

- ore 16:
* PETER PAN
lettura musicata per bambini (e non solo?)
a cura della Compagnia della Polveriera

- a seguire:
merenda per tutt*

Un luogo di incontro e scambio tra piccoli produttori e cittadini, che vuole essere uno spazio dove concretamente si possa realizzare un'economia sostenibile, estranea alle logiche di profitto che vanno a scapito della salvaguardia dell'ambiente, delle produzioni locali e della biodiversità.

Sostenibilità economica significa garantire un guadagno al produttore (non solo perchè ci fornisce un bene ma perchè è colui che porta con se la storia, la tradizione e il legame con il territorio) e ottenere prezzi accessibili per i consumatori, inferiori a quelli praticati dal nuovo business commerciale del biologico (il primo nemico del produttore consapevole).
Un luogo, quindi, dove fare la spesa coincida con il contatto diretto tra produttore e consumatore, scavalcando l'intermediazione commerciale e il sistema della grande distribuzione che genera costi senza preoccuparsi dell'impatto ambientale, della qualità del prodotto e tanto meno delle condizioni economiche di chi lavora nella filiera produttiva.
Concetti come sobrietà, decrescita, produzione sostenibile, consumo critico, assumono un preciso significato per tutt* quelli che credono che possedere di più non sia necessariamente sinonimo di benessere, soprattutto se i prodotti che ci portiamo a casa sono ottenuti in pessime condizioni ambientali e sociali.
Essere "critici" significa apprendere la storia del prodotto ed essere certi che sia lavorato con tecniche che rispettino l'ambiente e la salute di chi lo consuma e di chi lo produce. Significa anche ridurre i propri consumi a partire dai piccoli gesti quotidiani: riusare, riparare, riciclare e recuperare innanzitutto; la collettivizzazione dei beni come l'automobile, e l'utilizzo della bicicletta per gli spostamenti in città...la riduzione costante di spreco di risorse e la minor produzione di rifiuti.

Il mercato vuole essere anche un luogo di socialità e di scambio di conoscenze:vi si realizzeranno corsi tenuti dai produttori non più per raccontare ma per insegnare il loro mestiere, incontri di presentazione di libri o ricerche in tema, lezioni e laboratori. Per condividere questo sapere con chi ha voglia di cominciare ad autoprodurre per riscoprire il piacere di creare ciò che consumiamo.
All'interno del mercatino troverete bancarelle di alimenti biologici locali, formaggi, salumi e vini oltre che saponi naturali, oli, essenze, borse e vestiti. Non perdetevi il workshop di panificazione, il pranzo e la cena...

L'Expo accerchia il Parco Sud di Milano

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Paolo Caputo: "Milano dai cento borghi. Dove? Intorno alle cascine del Parco Sud. Con nuclei di 500-600 abitanti.."
Secondo uno studio condotto dal Politecnico di Milano il Parco Sud ogni giorno perde 0,35 ettari di campi e prati.
E' la più grande zona ancora relativamente incontaminata attorno alla città
Persino gli agricoltori della zona non credono più nel loro lavoro e hanno smesso di investire per cercare di far prosperare l’attività agricola. Diverse cascine poi sono state acquistate dal gruppo Ligresti, la famiglia di noti immobiliaristi milanesi: il sospetto di tutti è che le proprietà siano state acquistate per scopi edilizi e non certo per ristrutturare e conservare le strutture attuali.

In soli 8 anni, il cemento ha coperto il 4% dei 47mila ettari totali del parco agricolo e i progetti infrastrutturali previsti per l’Expo, velocizzeranno inesorabilmente questo processo. Tra questi la Tangenziale Est esterna, la Boffalora-Malpensa e il raddoppio della Ferrovia che collega Mortara a Milano.

Il Fai, il Fondo per l’Ambiente, ha lanciato un grido disperato ieri per la salvaguardia di questo patrimonio agricolo-naturalistico. Il fondo chiede alla Moratti e alla sua giunta di rispettare i buoni propositi di salvaguardia dell’ambiente che erano stati annunciati alla presentazione dell’Expo e delle sue infrastrutture collegate. Per il Fai, è necessario intervenire per conservare questa realtà agricola, promuovendo iniziative di sostegno adeguate.

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L'Expo accerchia il Parco Sud di Milano

Il Parco Sud Milano è a rischio cementificazione. Milano è oramai tutta urbanizzata, e gli speculatori si sono spostati da tempo nella cintura esterna della città. A Nord, verso la Brianza, oramai è un unico grande "pieno" di case, palazzi e capannoni, a Est ed Ovest ci siamo quasi. L'unica parte ancora relativamente "vergine" è la zona sud che, grazie ai vincoli del Parco Sud, finora è stato un po' salvagurdata. Ma già nel mio paese, ad Assago, ci sono i primi segnali di allarme, con le edificazioni degli ultimi anni, e quelle oramai approvate e che partiranno a breve. Purtroppo l'ente Parco Sud è ancora debole: basta davvero un colpo di penna per tirare fuori alcune zone dal Parco e quindi renderle edificabili... Bisogna tutelarlo!! E' un bene prezioso che va ancor di più valorizzato! Da diverso tempo cerchiamo di tutelare il nostro territorio, ma è abbastanza arduo. Mi occupo di un blog dedicato al mio paese ed al suo territorio: e già in passato abbiamo denunciato il degrado di alcune zone, che fanno parte del Parco Sud e dove aumentano e abusi e incurie, con intere zone adibite a discaricche abusive senza che nessuno intervenga
Claudio Auteri
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intervista al sindaci di Rozzano:
http://www.istitutocalvino.it/blog/2009/05/expo-e-parco-sud-intervista-a...

euskal herria,sopra l'albero di gernica: no al t.a.v.

autore: 
(A)
image1: 
A13ferrandonosalosarbolesdsdsusraices.jpg

In solidarietà a quelli che in Itsasondo sono sugli alberi per fermare il tav, a Guernika i solidari occupano l'albero simbolo.

Una de las personas opositoras se ha subido al arbol de Gernika y se ha encadenado, mientras el grupo protestaba bajo, junto al mismo árbol. Con esta acción, queremos denuncia la tala de árboles y la destrucción que están llevando a cabo con el Tren de Alta Velocidad y todos los demás proyectos destructores.

¿Es que los árboles que han talado estos días en Itsasondo y Goierri no merecen el mismo respeto que el Árbol de Gernika?

En la exposición informativa de la casa de juntas de Gernika podemos leer "los árboles eran símbolo de vida y eran uno de los principales elementos en la vida política y social". Las personas hacían sus reuniones alrededor del árbol, "el ser humano ha tenido desde antiguo un respeto casi religioso hacia los árboles, desde el punto de vista animista del mundo se convirtieron en elementos sagrados". Y por ello, hoy, a través de esta canción que tiene como base la de Iparragirre, le hemos pedido al Árbol de Gernika que extienda la desobediencia contra el TAV a todos los pueblos:

Gernikako Arbola zan bedeinkatua

(El Árbol de Gernika / era sagrado)

Arbasoek zeukaten arbola santutzat.

(Nuestros antepasados trataban al árbol como santo.)

Gaur diruak badauka gerizpe zabala

(Hoy en día el dinero tiene / una amplia sombra)

AHTren obrak lurra txikitua

(y los trabajos del TAV tienen la tierra destrozada.)

Goierri eta Gernikan zuhaitzetara igota

(Subidos a los árboles en Goierri y Gernika,)

GORA ERRESISTENTZIA DESOBEDIENTZIA!

(¡ARRIBA LA RESISTENCIA, LA DESOBEDIENCIA!)

La protesta ha durado cerca de hora y media (12:00-13:30). Han tenido que venir los bomberos a bajar al opositor del TAV encaramado al árbol. Según han informado, tanto la persona subida al árbol como las que estaban abajo de apoyo, serán acusados de desórdenes públicos.

Mientras hacíamos esta protesta en Gernika, l@s compañer@s siguen con la protesta colgad@s de los árboles comenzada el pasado 28 de setiembre en las tierras afectadas por el TAV en Itsasondo.

Para acabar, mañana, viernes, hacemos un llamamiento a participar en la plantación de árboles y la rueda de prensa que se llevará a cabo a las 11:00 en el barrio Berostegi de Legorreta, y también para que la denuncia y protesta contra el TAV se extienda a pueblos y barrios de Euskal Herria.

...

Fuente y video:
http://www.klinamen.org/article6787.html

FotoS:
http://euskalherria.indymedia.org/es/2009/10/63718.shtml

Stop ai parcheggi sotto la Darsena

image1: 
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Revocata la concessione perché i progetti forniti dalla società sono «inaccettabili». Ora l’impegno è quello di restituire l’area alla città, bonificata e riqualificata
Il Comune fa marcia indietro sul parcheggio alla Darsena. Dopo 5 anni di proteste, progetti variati, riunioni e conti economici il sindaco Moratti ha deciso di annullare l’intervento inserito nel 2004 nel piano delle opere prioritarie per risolvere il problema del traffico in città e di revocare la concessione alla società che vinse l’appalto, la Darsena spa.

L’area trasformata nella discarica della movida tornerà così al suo aspetto originale. Con l’acqua che scorre e il verde tutto intorno, almeno per ora. Del parcheggio si riparlerà, forse, dopo il 2015. «È arrivato il momento di sanare le quattro ferite aperte in città —� ha spiegato il sindaco riferendosi ai quattro parcheggi che hanno accumulato ritardo negli ultimi anni — . La Darsena sarà restituita alla città. Sarà un’area bonificata, verde e riqualificata».

«Non potevano aspettare oltre — ha aggiunto l’assessore ai Lavori pubblici Bruno Simini — dal momento che per ben quattro volte l’i mpresa ci ha fornito progetti inaccoglibili». Oltre a 300 box per residenti la società aveva chiesto al Comune di prolungare la concessione di 12 anni e alzare le tariffe dei posti a rotazione. Proseguiranno invece gli altri tre parcheggi: piazza Meda verrà aperta in tempo per la Prima della Scala, lo scavo di piazza XXV Aprile terminerà nella primavera del 2011 mentre i lavori in piazza Sant’Ambrogio partiranno entro dicembre per concludersi a fine 2011.

In tre casi su quattro, dunque, si procede. Incredula la reazione dei Comitati dei Navigli che da anni sostengono che i 700 parcheggi a rotazione e i 300 box per residenti non solo non avrebbero risolto il problema ma avrebbero rovinato un luogo storico di Milano. «Sembra impossibile che abbiano cambiato idea — commentano i residenti — visto come sono finite le proteste negli altri casi. Ora è il momento di pensare seriamente al futuro di quest’area».

«È una grande vittoria di tutti quelli che da anni dicono che quel parcheggio è una follia — dice Pierfrancesco Majorino, capogruppo del Pd a Palazzo Marino — . Ora bisogna lanciare un concorso di idee per riqualificare l’area rispettando la sua vocazione storica ed eliminare il degrado di cui sono moralmente responsabili i due sindaci che hanno approvato il progetto». Mentre Enrico Fedrighini, dei Verdi, domanda: «Qualcuno chiederà i danni all’amministratore di condominio?» inteso come Albertini.

Una riqualificazione definitiva però ancora non verrà fatta. Il progetto che vinse il concorso internazionale nel 2004 e che doveva ridisegnare la zona alla fine dei lavori del parcheggio dovrà aspettare, perché l’area resta inserita nel piano urbano dei parcheggi. Il che significa che alla fine dell’iter burocratico di revoca della concessione alla Darsena spa — che potrebbe portarsi dietro anche cause legali e richieste di risarcimento — se un privato dovesse presentare un nuovo progetto l’amministrazione potrebbe rifare la gara. E tutto ripartirebbe da capo.

Di certo fino al 2015 non si farà nulla, assicurano in Comune. L’E xpo, acceleratore di tutte le opere infrastrutturali, in questo caso funzionerà da freno perché dalla Darsena dovranno partire le vie d’acqua. Ma il 2015 è lontano e nel frattempo il progetto potrebbe finire in soffitta.
(10 ottobre 2009)

Nucleare e centro sinistra: saranno così coglioni?

autore: 
jtr

Riporto un articolo di Repubblica sul consenso che gli Italiani danno al nucleare.
Ora, secondo voi, il centro sinistra sarà così coglione da appoggiare la scelta nucleare bruciandosi gli ultimi consensi che si ritrova tra le mani? Capacissimi...

Nucleare, tre italiani su quattro
non vogliono centrali in 'casa'
Il sondaggio Il 72% della popolazione continua a non fidarsi dell'atomo
e vorrebbe puntare sulle alternative eolica e solare
di ANTONIO CIANCIULLO

Tre italiani su quattro non vogliono nemmeno prendere in considerazione l'idea di una centrale nucleare nella propria provincia. E il 72 per cento non crede che le attuali tecnologie nucleari garantiscano elevati standard di sicurezza.

E' il verdetto che esce dall'indagine sulla democrazia energetica condotta dall'Istituto Format per conto di Somedia su un campione statisticamente rappresentativo della popolazione italiana di età superiore ai 18 anni (sono state effettuate 1.000 interviste con il sistema Cati dal 14 al 17 settembre 2009). L'atomo esce bocciato in modo netto, nonostante il lungo pressing del governo che ha aperto all'industria francese del settore, in forte difficoltà di bilancio e alle prese con l'aspro contenzioso giudiziario per l'impianto di nuova generazione che sta subendo un rinvio dopo l'altro in Finlandia.

Che il nucleare non piaccia agli italiani del resto sembra essere una conclusione alla quale è arrivato anche Palazzo Chigi: il governo ha deciso di rinviare la definizione dei siti per le quattro centrali che intende costruire a un periodo successivo alle elezioni regionali di primavera. Ma come produrre l'energia che sarà comunque necessaria, anche spingendo al massimo sulla leva dell'efficienza? Ecco l'indice di gradimento sulle rinnovabili che emerge dall'indagine di Format diffusa oggi al convegno Energetica, organizzato da Somedia. Al primo posto c'è il solare fotovoltaico con il 48,6 per cento. Al secondo l'eolico con il 25,9 per cento. Al terzo il solare termico con il 17,3 per cento. Poi vengono le biomasse (2,6 per cento), le onde marine (3,3 per cento), la geotermia (1,3 per cento), il mini idroelettrico (1,0 per cento).

Il livello di conoscenza delle fonti di energia rinnovabili non è risultato molto alto. Ha affermato di conoscere “molto bene” l'energia solare fotovoltaica il 26,4% del campione, l'energia solare termica il 17,1 per cento, l'energia eolica il 26,6 per cento, l'energia da biomasse il 12,3 per cento, l'energia dalle onde del mare il 7,5 per cento, la geotermia il 10,8 per cento ed il mini-idroelettrico il 6,3 per cento.

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