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Lavoro

Interrotta a Rho l'iniziativa dei sindaci su expo e piano alfa

autore: 
Uniti contro la Crisi

INTERROTTA A RHO L'INIZIATIVA DEI SINDACI SU EXPO E PIANO ALFA
NELLA CITTA' VETRINA IN SCENA LICENZIAMENTI E SPECULAZIONI

Rho, 21 novembre 2009. Ci siamo presi la parola, non come pubblico, ma come i protagonisti di progetti speculativi che viviamo sulla nostra pelle, perché con il Piano Alfa 2015 e con il Pgt finalizzato alle speculazioni di Expo 2015, questo territorio non ha futuro. Nella serata del 20 novembre doveva andare in scena all'auditorium di Rho la passerella dei sindaci, con Zucchetti in primo piano, per presentare la futura città vetrina, quella in cui l'area dell'Alfa Romeo viene trasformata da industriale ad un mix di funzioni che prevedono alberghi e centri commerciali, quella che prevede lo stesso destino per l'area industriale di Mazzo, 900.000 mq accanto alla Fiera, con più di 200 piccole aziende ancora attive che occupano migliaia di lavoratori. La città vetrina in cui i servizi pubblici non esistono e l'unica opera prevista è il nuovo liceo Rebora, che oggi sarebbe già stato costruito se si fosse dato seguito al protocollo d'intesa del 2007, che invece Zucchetti ha stracciato per poi ricollocare il progetto con questo Pgt sui propri terreni.
In tanti, operai, studenti, cittadini abbiamo invaso il palco, con gli striscioni delle vertenze che portiamo avanti e ci siamo presi la parola, perché l'iniziativa di partecipazione fittizia presentata da Zucchetti, propone un pacchetto preconfezionato che non può essere emendato, dal momento che avrebbe un impatto devastante che cambierebbe per sempre la faccia di questo territorio.
Per il diritto al lavoro e al reddito, per il diritto all'istruzione, alla mobilità pubblica e alla sanità, che non trovano alcuna risposta in un piano di governo del territorio finalizzato a senso unico alla cementificazione selvaggia e alla speculazione edilizia, saremo in piazza sabato 28 novembre, per una manifestazione unitaria che partirà dalla stazione di Rho alle 9,30.

Centro Sociale SOS Fornace (Rho-Pero), Comitato No Expo (Milano), SIM - Studenti In Movimento (Rho), Collettivo Oltre Il Ponte (Nerviano), La Spinta! (Rho), RSU Agile/Eutelia (Pregnana), SLAI Cobas Alfa Romeo (Arese), FLMU-CUB Alfa Romeo (Arese), FIOM Sempione, CUB (Rho e Legnano), SLAI Cobas (Rho), Comunisti - Sinistra Popolare (Rho), Rifondazione Comunista (Nord Ovest Milano) Sinistra Critica (Nord Ovest Milano), Comunisti Uniti

Rho: operai Alfa occupano l'auditorium

Mentre il sindaco insieme a quelli di Lainate e Arese illustrava il piano di Expo 2015

RHO (Milano) - Venerdì sera gli operai dell'Alfa Romeo di Arese hanno occupato l'auditorium del Comune di Rho mentre i sindaci di Rho, Lainate e Arese presentavano il piano per l'Expo 2015 e la destinazione d'uso dell'area dello stabilimento. I sindacalisti dello Slai Cobas hanno appeso uno striscione sul palco e hanno tenuto un comizio. Secondo gli operai l'operazione è «una grossa speculazione edilizia».

PROTESTE - «Vogliamo che ad Arese rimanga la produzione dell'Alfa Romeo», ha detto Corrado Delle Donne, coordinatore dello Slai Cobas. «Noi non molliamo e faremo una piattaforma unitaria con tutti i lavoratori della zona». Assieme ai lavoratori dell'Alfa, che protestano contro il trasferimento a Torino di 232 dipendenti del reparto Stile e progettazione, hanno occupato l'auditorium gli attivisti del comitato No Expo e del centro sociale Fornace, i quali hanno appeso lo striscione «Su lavoro, diritti e sapere non si specula» e hanno urlato «vergogna» ad alcuni ospiti dell'incontro.

Alcoa/ Alta tensione a Portovesme "sequestrata" la fabbrica

autore: 
jg
image1: 
071_alcoa.jpg

da: http://www.apcom.net/newscronaca/20091120_214800_3d845f8_76746.htm

21:48 - CRONACA- 20 NOV 2009

Rivendicazione video: presi i manager, ma Cgil frena:sono con noi
Milano, 20 nov. (Apcom) - Una giornata di alta tensione alla Alcoa di Portovesme, in provincia di Carbonia Iglesias, dopo che la multinazionale dell'alluminio ha deciso di sospendere la produzione nei due stabilimenti italiani, quello in Sardegna e quello di Fusina in Veneto. L'azienda di Pittsburgh ha reagito così alla decisione della Commissione europea che ha chiesto di restituire gli aiuti ricevuti sul prezzo dell'elettricità. La notizia, ha fatto sapere la Cgil Sarda, è arrivata improvvisa e inattesa e, come ha spiegato il segretario regionale Enzo Costa, "Con una notizia come quella la fabbrica si ferma". Gli operai si sono subito riuniti in assemblea e la tensione è salita al massimo quando i lavoratori hanno deciso di "sequestrare" lo stabilimento e quindi è stato diffuso un video nel quale due uomini con il volto coperto hanno rivendicato l'azione. "Abbiamo sequestrato lo stabilimento con tutti i dirigenti dentro - hanno detto - la dichiarazione dell'Alcoa che chiude gli stabilimenti non può essere messa in atto. Togliamo il sequestro solamente dopo che l'Alcoa toglie la dichiarazione". Con il passare delle ore la situazione è andata tranquillizandosi e la Cgil ha ribadito che "non c'è nessun sequestro, i dirigenti sono rimasti di loro iniziativa, è una decisione che riguarda tutti e che ha sorpreso tutti. Domani mattina alle 9 - ha spiegato Costa - ci sarà un'assemblea aperta a tutte le associazioni del territorio e ci sarà un'analisi della situazione meno a caldo. La decisione di chiudere lo stabilimento sindacalmente è da respingere". Il problema, oltre che i lavoratori della Alcoa, riguarda l'intera regione sarda del Sulcis dove, hanno sottolineato dalla Cisl, la situazione "è disperata". "A Portovesme - ha spiegato il sindacalista Rino Barca - lavorano circa 1000 unità, circa 2mila con l'indotto, senza considerare la situazione di un territorio marcato dalla disoccupazione, per noi l'Alcoa è come la Fiat a Torino. Le fabbriche avevano dato un impulso a questo territorio dopo la chiusura delle miniere. Che la fabbrica chiuda è un disastro". Anche il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, è intervenuto sulla vicenda: "Questo è il momento della fermezza, ma anche del massimo senso di responsabilità da parte di tutti. Fare ora qualcosa di diverso potrebbe mettere a rischio qualche migliaio di posti di lavoro". Per il governatore "l'unico obiettivo che tutti perseguiamo è la piena operatività dell'impianto e il mantenimento dei livelli occupazionali, precondizione per un rilancio dell'intero polo dell'alluminio". In attesa degli sviluppi, a partire dall'assemblea di domani, la Alcoa avrebbe deciso di non fare nulla per 15 giorni. Ma la mobilitazione dei lavoratori non si ferma. l

Alcoa - Rivendicazione sequestro dello stabilimento in stile zapatista

autore: 
working class

Alcoa: ’’Abbiamo sequestrato lo stabilimento’’

20 novembre 2009

Il colosso Usa dell’alluminio ha deciso la chiusura degli impianti italiani: i lavoratori di Portovesme in sardegna bloccano l’azienda e trattengono alcuni dirigenti in assemblea: "Nessuno può entrare o uscire"

Il video della rivendicazione in stile zapatista (da c6.tv) al link :

http://tv.repubblica.it/copertina/alcoa-gli-operai-sequestrano-lo-stabil...

REPORT – RAI 3 ovvero LA FALCRI BNL e IL FONDO PENSIONI BNL

autore: 
Falcri Bnl
image1: 
falcribnl - logo.jpeg

REPORT – RAI 3
ovvero
LA FALCRI BNL e IL FONDO PENSIONI BNL

Domenica 15 novembre 2009 è andata in onda REPORT, la trasmissione di RAI 3 condotta da Milena Gabanelli, con una puntata dedicata alle banche ed ai Fondi Pensione dal titolo

LA BANCA DEI NUMERI UNO – Le Mani sui Fondi
di Paolo Mondani

All’interno della parte riguardante i FONDI PENSIONE è stata trasmessa l’intervista concessa dalla FALCRI attraverso il Segretario dell’Organo di Coordinamento Massimo Liberati sul nostro Fondo.
Durante la trasmissione è stata ribadita la performance migliore come rendimento del TFR rispetto a tutti i Fondi Previdenziali compresi quelli con linee cosiddette prudenziali ed è stata criticata l’impossibilità di recedere una volta effettuata la scelta verso i Fondi.
Tutto quanto detto e ricordato in trasmissione ha confermato la bontà delle indicazioni da noi date a tutti i colleghi circa la collocazione del TFR e tutti i dubbi sollevati solo dalla nostra Organizzazione Sindacale e dal sindacalismo di base si sono rivelati drammaticamente fondati.

Informiamo tutti i colleghi che non avessero assistito alla trasmissione che è possibile visionare la puntata direttamente dal sito www.report.rai.it

Non appena possibile l’intera parte riguardante i Fondi Pensione sarà visionabile anche sul sito del nostro sindacato www.falcribnl.it

Prosegue con tutti i mezzi la battaglia della FALCRI BNL per una maggiore informazione e trasparenza su tutto ciò che riguarda ed interessa le Lavoratrici ed i Lavoratori.

Roma, 16 novembre 2009

Segreteria dell’ODC FALCRI BNL

www.falcribnl.it

falcribnl@yahoo.it

[PALERMO] Termini Imerese, gli operai della Fiat occupano il municipio

«Abbiamo eletto un nuovo sindaco»
PALERMO
Circa 200 dei 1300 operai della Fiat di Termini Imerese, come annunciato ieri, hanno occupato il municipio e la stanza del sindaco Salvatore Burrafato. I lavoratori della fabbrica siciliana da oggi sono di nuovo in cassa integrazione e temono che l’azienda possa smantellare il sito dove attualmente si produce la Lancia Ypsilon. «La nostra - spiega Roberto Mastrosimone della Fiom - è un’azione simbolica per chiedere attenzione sulla vertenza in atto. Siamo qui perchè vogliamo incontrare il vicesindaco, cioè il sottosegretario alla Presidenza del consiglio, con delega al Cipe, Gianfranco Miccichè».

Gli operai che si trovano in municipio hanno «eletto» un proprio sindaco tra le circa 200 tute blu che in questo momento occupano la stanza del primo cittadino Salvatore Burrafato. L’operaio ha indossato la striscia tricolore. «Se le istituzioni non prendono in considerazione i nostri problemi - dicono gli occupanti - cercheremo di fare da soli».

Gli operai insistono affinchè il visesindaco Miccichè vada in Comune per parlare con loro e chiedono di fissare un incontro con il ministro Claudio Scajola, prima che la Fiat presenti ufficialmente il piano industriale. Senza questi due passaggi «staremo qui ad oltranza», dicono.

Negli Usa dati allarmanti sulla fame. "Sottonutriti" 49 milioni di persone

Il Capitalismo è Morto

La crisi economica ha colpito duro negli Usa e lo rivela, più di altri, un dato sorprendente. Anche nella nazione più ricca del mondo una fetta ampia della popolazione non ha la certezza di avere cibo a sufficienza. Si tratta, secondo una ricerca del ministero dell'agricoltura, di 49 milioni di persone, vale a dire oltre il 14% delle famiglie americane. Il dato è il peggiore dal '95, ossia da quando si è avviata la ricerca con criteri omogenei. Naturalmente non si tratta della fame che conoscono molti abitanti dell'Africa, ma di una sottoalimentazione, e una mancanza di certezza sul cibo quotidiano.

La crisi economica ha aggravato la situazione, soprattutto quella delle famiglie numerose: nel 2007 erano 12 milioni i bambini che vivevano in nuclei familiari in cui talvolta non c'era nulla da mangiare, nel 2008 sono passati a 17 milioni; i minori in evidente stato di denutrizione, sempre in un anno, sono aumentati da 700 mila a più di un milione. Numeri che mettono in luce il dramma umano che sta dietro alla recessione, ufficialmente finita, ed evidenziano quegli effetti della crisi che in Italia ad esempio si tenta di oscurare.

Il fenomeno è così noto negli usa che in campagna elettorale Obama aveva promesso di eliminare totalmente la piaga della fame tra i più piccoli entro il 2015. Dai dati emerge che la carenza di cibo colpisce soprattutto le ragazze madri: una mamma single su tre fa fatica a comprare da mangiare e una su sette ha dovuto convivere con la fame. Un fenomeno che colpisce soprattutto la minoranza nera e quella latina.

La Casa Bianca parla di dati "sconcertanti", sottolineando come diversi fattori considerati nello studio convergano nell'indicare un aumento dell'insicurezza alimentare. "Il nostro primo compito - ha detto Obama - è quello di rilanciare l'occupazione, che aiuterà ad alleggerire la pressione economica che impedisce di portare tutti i giorni un piatto a tavola".

L'episodio della cassiera Esselunga: secondo i giudici non era Mobbing

Non ti lascio andare al gabinetto per 1 ora e mezza ? Non è mobbing.
Ti pestano all'interno del supermercato ? Cazzi tuoi.
Ti danno anche della fuori di testa.
Complimenti signore e signori

La vicenda di una dipendente Esselunga. «Perplessità sulla dinamica dei fatti», La cassiera e il mobbing inventato
La denuncia: «Bagno vietato e botte». Il gip non le crede e archivia il caso che mobilitò il sindacato

MILANO — «Ho chiesto per un’ora e mezzo il cambio alla cassa. Ma non mi hanno permesso di raggiungere i ser­vizi. Così ho subìto una delle peggiori umiliazioni: bagnar­mi davanti a tutti, come acca­de a un neonato». Era il 2 febbraio dell’anno scorso quando una cassiera dell’Esselunga, in servizio a Milano, denunciò il grave ca­so di mobbing. Seguito da un episodio inquietante poche settimane dopo, il 28 febbra­io: botte in uno spogliatoio del super. I vertici di Filcams Cgil e Uiltucs Uil lanciarono le loro invettive contro la catena della grande distribuzione.

Ie­ri il tribunale della città del Duomo ha dato il suo respon­so sulla vicenda: caso archivia­to. Nessuna responsabilità per direttore, vicedirettore, ca­pocassiere e addetto alla sor­veglianza del punto vendita. Il decreto del giudice per le indagini preliminari, Maria Grazia Domanico, accoglie la richiesta di archiviazione già presentata dal pm, Piero Basi­lone. Secondo il decreto non si può parlare di mobbing. «Le problematiche che la vitti­ma ha evidenziato appaiono legate ai disturbi psichici e al suo stato di sofferenza psico­logica», recita il dispositivo. Il giudice dice che la cassie­ra ha sì chiesto per un’ora e mezza di essere sostituita per andare in bagno. Ma alla man­cata concessione di un cam­bio non può essere ricondot­to nessun reato. Nella riche­sta di archiviazione il pm par­la di «totale mancanza di atti­vità o volontà persecutoria».

Per quanto riguarda le lesio­ni subite nello spogliatoio (trauma cranico facciale, di­storsione cervicale, ecchimo­si alle gambe e contusione al braccio destro) «l’autore del fatto non è stato identificato e pertanto va accolta la richie­sta di archiviazione». Il giudi­ce, come del resto il pubblico ministero, parlano anche di «perplessità circa la dinamica dei fatti così come ricostruiti dalla vittima, dubbi che ven­gono rafforzati non solo dal quadro patologico di sofferen­za psichica della cassiera, ma anche dalle stesse dichiarazio­ni contraddittorie rese nel­l’immediatezza dei fatti». Raggiunta al telefono, la si­gnora coinvolta nella vicenda non ha voluto parlare. «E co­me stupirsene? Per la collega questo anno e mezzo è stato tremendo», dice Betti Curato­la, una delegata sindacale del punto vendita. «Non dorme. La sua situazione familiare ri­sente di tutto questo (la signo­ra ha un compagno e due fi­gli, ndr ). Da parte mia non posso che ribadire quanto ho visto: la gonna bagnata, le contusioni». La Uil, sindacato che ha patrocinato il ricorso, non nega l’esistenza di un quadro psicologico delicato. «Ma certe cose possono succe­dere anche a chi è in difficoltà per motivi propri», insiste Ro­berto Pennati della Uiltucs.

Rita Querzé
17 novembre 2009

http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/09_novembre_17/esselung...

Solidarietà al compagno Maurizio.

autore: 
P.RC. Carate-Alta Brianza
image1: 
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Il Circolo del P.R.C. Carate-Alta Brianza è al fianco,sostiene e supporta la battaglia del compagno Maurizio Stabile e di tutte le compagne e i compagni che in ogni parte della terra danno l'assalto al cielo.Maurizio licenziato con preavviso da Poste Italiane per aver denunziato su internet la precarietà delle condizioni in cui lavorava e lavorano i postini.
Maurizio anello debole di un sistema che ci vuole semplici servi.
Precari e servi con il capo chino e in rispettoso silenzio,mentre il sangue dei lavoratori continua e continuerà a scorrere... 13 morti sul lavoro ultimo Roberto Scavo giovane precario morto mentre distribuiva la corrispondenza.ORA BASTA!

Contro il capitalismo,il neofascismo e la schiavitù salariale.
PROLETARI DI TUTTO IL MONDO UNIAMOCI!

Chi costrui Tebe dalle Sette Porte?
Dentro i libri ci sono i nomi dei re.
I re hanno trascinato quei blocchi di pietra?
(B.Brecht,Domande di un lettore operaio)

P.R.C. Carate-Alta Brianza

http://www.brianzapopolare.it/prcbrianza/carate/
prc.caratebrianza@libero.it

http://www.comoresiste.tk/

Gruppo Omega: 10.000 lavoratori in lotta per lo stipendio e il lavoro! 17 novembre sciopero con manifestazione nazionale a Roma

Gruppo Omega: 10.000 lavoratori in lotta per lo stipendio e il lavoro! 17 novembre sciopero con manifestazione nazionale a Roma
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Sab, 14/11/2009 - 16:50

I lavoratori di Agile (ex Eutelia) e del gruppo Phonemedia da quando sono stati ceduti ad Omega smettono di essere pagati. Precariatà, stress e mobbing invece dello stipendio e di un piano industriale! E per 1.200 lavoratori di Agile è stata aperta la procedura di LICENZIAMENTO!!
Mobilitiamoci e lottiamo: Non lasciamo il nostro destino a chi finora ci ha spinto nelle mani di imprenditori di malaffare o ha lasciato che tutto ciò accadesse… I tentativi di rassicurazione sul pagamento degli stipendi e sul futuro dell’azienda palesati da alcuni responsabili aziendali sono risultati aria fritta: ad oggi non ci sono garanzie sul pagamento degli stipendi e sul futuro di Omega. In diverse sedi/call center Agile e Phonemedia (Answers) i lavoratori stanno scioperando ad oltranza, sono in assemblea permanente e stanno occupando.
Occorre estendere la protesta alle altre sedi/call center e proseguire con gli scioperi, le occupazioni e le manifestazioni e dall’esterno sostenere i lavoratori con solidarietà concreta: solo così ci sarà un vera prospettiva di ottenere la tutela dei diritti dei lavoratori Omega.

Ma chi c’è dietro Eutelia e Omega? i capi di Eutelia hanno problemucci con la guardia di finanza (frode fiscale, falso in bilancio, appropriazione indebita), sono amici di Licio Gelli e di altri emeriti massoni. Nella creazione del gruppo Omega ci sono di mezzo loschi personaggi più volte coinvolti in fallimenti di numerose società, politici, fondi esteri e banche (come il MPS)… un gruppo che nel giro di poco ha acquisito un sacco di aziende e poi non ha i soldi per pagare gli stipendi e apre le procedure di messa in mobilità per centinaia di lavoratori è certamente un contenitore creato per dissolvere tutto. A questo proposto ricordiamo l’incursione squadrista all’interno della sede romana di Agile occupata dai lavoratori, azione orchestrata dall’ex amministratore delegato di Eutelia Samuele Landi al comando di un manipolo di vigilantes: un atto che dimostra il livello cui stanno portando lo scontro i padroni.

I lavoratori non si devono far coinvolgere nel teatrino messo in campo da padroni, sindacati confederali, partiti e istituzioni con scambi di accuse tra blocchi politici di centrodestra e centrosinistra che poco hanno a che fare con l’interesse dei lavoratori; tutti soggetti che fino a ieri hanno acconsentito che su questa vicenda oscura ci fosse meno rumore possibile.
Denunciamo la poca azione di quei sindacati che si sono mossi in ritardo e spesso gettano acqua sul fuoco: In diverse sedi/call center abbiamo deciso di organizzarci direttamente, abbiamo deciso di lottare con sciopero a oltranza dal 01/09/2009; effettuando incontri con le istituzioni locali e nazionali (ministero dello sviluppo economico), presidiato le prefetture, fatto conferenze stampa e azioni legali come l’ingiunzione al pagamento.
Dobbiamo proseguire la lotta su questa strada e invitiamo i colleghi a contattarci per difendere collettivamente e direttamente i nostri diritti (per info Sabrina tel. 339-8100140).

Martedì 17 novembre tutti a Roma !
Partecipiamo alla Manifestazione – ore 9.30 p.zza della Repubblica

Per partecipare contattare i nostri rappresentanti in azienda, i numeri 339-8100140 o 331-6019879 oppure le sedi CUB.

Pistoia - Firenze, novembre 2009

FLMUniti-CUB gruppo Omega

fonte: flmufi@flmutim.it

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