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Scuola

[Mantova] Assemblea Pubblica: un altro anno / un'altra onda

30/10/2009 - 17:00
30/10/2009 - 19:39
Etc/GMT+2
autore: 
Collettivo 'Aca Toro

VENERDÌ 30 ottobre
dalle 17 - presso l'Arci Donini
(piazza dei Mille, Mantova)

assemblea pubblica:
insegnanti e studenti verso la mobilitazione

TAGLI: Il più grande licenziamento della storia, 130 mila insegnanti precari lasciati a casa. Altre 7,3 miliardi di euro tagliati alla scuola
pubblica in 4 anni, mentre alle private vengono stanziati 4,2 milioni quest' anno. Risultati? Classi sovraffollate, chiusura di scuole e
strutture scolastiche non a norma.

DDL APREA: Trasformazione delle scuole in aziende con presidi-manager, privati nei consigli d' istituto e professori ricattati sui programmi di studio.
Studenti messi totalmente a tacere, intesi come merce, da dividere in licei e professionali, in scuole di serie A e di serie B.

DIRITTO ALLO STUDIO: Mentre la Gelmini parla di meritocrazia, varando norme repressive come il 6 obbligatorio in tutte le materie a fine anno,
mancano corsi di recupero scolastici, supplenze efficienti e servizi per il diritto allo studio.

UN ALTRO ANNO, UN' ALTRA ONDA!
invitiamo student* insegnant* personale ata e precar*

Collettivo Studentesco 'Aca Toro
Coordinamento Scuola Mantova

Scuola, tensione a Milano - Sassi e uova contro la polizia

autore: 
reporter

MILANO - Un lancio di sassi, petardi e uova è in corso davanti al Provveditorato di Milano da parte di circa 200 studenti che si sono avvicinati alle transenne che proteggono l'ingresso degli uffici. Davanti all'ingresso circa trenta poliziotti in tenuta antisommossa.

23 ottobre 2009

http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/scuola_e_universita/servizi/sco...

Milano - Studenti e lavoratori in corteo, è caos

autore: 
dal corriere

I liceali hanno organizzato un «No Gelmini Day» in concomitanza con lo sciopero dei sindacati di base.

MILANO - Ci sono anche operai e dipendenti pubblici nel corteo degli studenti partito da largo Cairoli a Milano e battezzato «No Gelmini day». In testa ai circa duemila studenti uno striscione che riprende lo slogan ideato l'anno scorso: «Non pagheremo noi la vostra crisi». Cortei non autorizzati sono partiti dagli istituti Manzoni e Agnesi e si sono snodati per le vie del centro fino a largo Cairoli. In coda al corteo anche i sindacati della Confederazione unitaria di base della sanità e dell'edilizia. Accanto a loro diversi giovani che vivono in case occupate in zona Ticinese con uno striscione con su scritto «Quando vivere è un lusso occupare è necessariò. Il corteo è diretto al Provveditorato

Corteo contro la crisi a Bergamo

23/10/2009 - 13:48
Etc/GMT+2
image1: 
Immagine1.JPG

Corteo studentesco a Bergamo,
"Il sapere deve rendere liberi, il profitto vuole renderci schiavi"
contro i tagli al pubblico e i licenziamenti fatti in nome della crisi.
Concentramento ore 9:30, P.le della stazione
Assemblea permanente studenti, lavoratori e precari Bergamo

Corteo contro la crisi a Bergamo

Venerdì 23 ottobre
corteo di studenti, precari e lavoratori contro la crisi, contro i tagli ai servizi pubblici e i licenziamenti fatti nel suo nome.
Concentramento 9:30 piazzale della stazione.
Assemblea permanente studenti, lavoratori e precari Bergamo

Corteo contro la crisi a Bergamo

corteo studentesco contro la riforma gelmini como

autore: 
comitato pandora

sabato 24 ottobre
corteo studentesco contro i tagli inflitti dalla riforma gelmini
concentramento ore 8 30 piazza vittoria
seguirà corteo per le vie di como
e infine si arriverà al tempio voltiano(giardini a lago)
dove potremmo esprimere la nostra creatività
saranno presenti i giovolieri, writer esperti che faranno graffitti su pannelli di legno.
ogniuno è invitato a portare qualcosa per sfogare la propria voglia di creatività e di libertà.
vi aspettiamo
perchè uniti si puo vincere

Milano - Al Berchet Cl rimane senza seggi. Voto choc nel liceo di don Giussani

autore: 
dal corriere

Risultato a sorpresa alle elezioni per il consiglio d'istituto. Stravincono sinistra e apolitici. Esultano collettivi e «superlista»: «Premiate le proposte più concrete».

MILANO - Le proposte concrete più delle ideologie. La vita di tutti i giorni più degli ideali. Il dia­logo più delle divisioni. Ecco come hanno votato i liceali del Berchet, ieri. Scegliendo in massa la lista apolitica e il «nuovo» collettivo non estre­mista. Neanche un seggio a Cl: svolta epocale nella scuola di don Giussani. Cl sconfitta al Berchet. Spa­rita dal consiglio di istituto del liceo di via Commenda, là dove nel 1954 don Luigi Gius­sani diede vita al movimento che ha segnato — e segna an­cora — la politica milanese. «La scelta giusta», questo il nome della lista ciellina, è sta­ta battuta dalla «Superlista» apolitica (quella con lo slogan «Yes we Berchet») e da «Nuo­vamente collettivo». Entram­bi gli schieramenti hanno ot­tenuto due rappresentanti.

Risultato inaspettato. Ric­cardo Bianchi Vimercati, elet­to nel collettivo, spiega: «È stata una sorpresa, non crede­vamo di poter vincere». Meri­to anche delle proposte (dal gemellaggio con un istituto australiano alla cogestione, al­la collaborazione con il Naga, ai pomeriggi sportivi) e del­l’apertura a tutta la compo­nente studentesca. «Abbiamo fatto capire che siamo dispo­nibili al dialogo, dando un’im­pressione di serietà». Volti nuovi per una lista nuova. Che rifiuta gli stereotipi, ma mantiene l’idea della «chiama­ta a raccolta»: «Ecco perché abbiamo conservato la defini­zione di collettivo». I motivi di una vittoria. Le proposte, brillanti e accatti­vanti. E la campagna elettora­le, «scoppiettante». È lo stes­so preside, Innocente Pessi­na, a dirlo. «Sono state regala­te rose, distribuiti volantini e palloncini». Onore al merito. Soprattutto alla «Superlista» che ha tappezzato la scuola di manifesti. «Certe pro­poste hanno colpito la fantasia degli studenti. Gli altri, evidentemen­te, sono stati meno vi­vaci».

Cl in crisi? il preside minimizza: «Il gruppo c’è ed è sempre interes­sante. Semplicemente non ha più rappresentanti in consiglio di istituto». Ma c’è chi sussurra: «Hanno sba­gliato a non cercare alleanze». Solo oggi si conoscerà esatta­mente il numero dei voti otte­nuti da ogni lista, «ma una co­sa è chiara — analizza un do­cente —: queste votazioni fan­no trasparire un certo disamo­re per la politica, soprattutto quella militante. Le ragazze hanno votato il compagno più carino. E il collettivo, co­munque, ha perso un seggio rispetto allo scorso anno. In­somma, le nuove generazioni tendono a non seguire e a non capire le lotte ideologi­che. E non so se questo sia un bene o un male». Fine di un’epoca. E via alla realizzazioni del pro­gramma. Un punto for­te della «Superlista» è il torneo di Texas poker in via Commenda. «Ma di trasformare la scuola in un casinò — sottoli­nea il preside — non se ne parla neanche».

Diamo battaglia per l'istruzione pubblica

autore: 
Cosma vasapollo

Diamo battaglia per l'istruzione pubblica, gratuita e governata dalle studentesse e dagli studenti

L'istruzione pubblica è attualmente sotto un pesante attacco da parte del governo del neoduce Berlusconi. Già la "riforma" Gelmini dell'anno scorso le ha assestato un duro colpo con tagli micidiali e la progressiva trasformazione delle scuole e delle università in fondazioni private. L'obiettivo palese è quello di procedere alla completa instaurazione della scuola classista, aziendalista, meritocratica e clericale di stampo mussoliniano della terza repubblica capitalista, neofascista, presidenzialista, federalista, interventista, razzista e xenofoba.
Con il nuovo anno, sono apparsi con chiarezza i devastanti effetti della "riforma" Gelmini. Pesanti tagli ai finanziamenti pubblici a scuola e università; licenziamenti in massa dei precari; scuole senza risorse; studenti colpiti dal "voto in condotta"; più alunni per classe; maestro unico alle elementari. Tutto questo ha portato "sul lastrico" numerosi istituti. Ma le cose non finiscono qui, perché la Gelmini ha già in mente, fra le altre cose, una controriforma delle modalità di accesso all'insegnamento con l'instaurazione del numero chiuso, al fine di permettere una maggiore selezione dall'alto dei docenti. Si tratta di un ulteriore tassello per la fascistizzazione della scuola, insieme al divieto per gli insegnanti di parlare di politica in classe e all'imposizione di fatto dell'ora di religione obbligatoria per tutti.
Il disegno di legge Aprea attualmente in gestazione uccide l'istruzione pubblica a favore dell'istruzione del regime neofascista. Esso infatti mira dichiaratamente a cancellare la libertà di insegnamento, a cacciare i docenti che non si attengono ai nuovi dettami di regime e a cancellare totalmente ogni forma di rappresentanza studentesca. Elimina del tutto i finanziamenti pubblici, costringendo così ogni istituto a ricercare finanziamenti privati nelle proprie realtà; in questo modo, le scuole e le università che riusciranno a trovarli potranno sopravvivere, mentre quelle più svantaggiate - specie nel Mezzogiorno - spariranno. I Consigli di istituto saranno sostituiti dai Consigli di amministrazione, determinando un peso molto influente dei finanziatori privati nelle scelte didattiche.
Bisogna battersi per affossare le controriforme Gelmini e il disegno di legge Aprea. Le studentesse e gli studenti, che sono già scesi in piazza e hanno cominciato a occupare le scuole, devono portare fino in fondo la lotta per la difesa dell'istruzione pubblica, controbattendo colpo su colpo tutte le "riforme" antistudentesche e antistruzione pubblica, per difendere le conquiste ottenute in passato e far sì che l'istruzione possa diventare davvero un servizio pubblico e gratuito goduto dal popolo. Bisogna battersi per cancellare tanto le "riforme" già varate quanto per affossare quelle attualmente in gestazione. A questa mobilitazione devono partecipare anche i docenti e il personale Ata. Bisogna quindi fare pressione sui sindacati perché proclamino lo sciopero generale della scuola con manifestazione nazionale a Roma sotto palazzo Chigi, per l'istruzione pubblica, gratuita e governata dalle studentesse e dagli studenti!
Il governo delle scuole e delle università, che deve essere composto a maggioranza dalle studentesse e dagli studenti eletti dall'Assemblea generale tramite la democrazia diretta, è una questione fondamentale, che il movimento studentesco dovrebbe mettere al centro delle proprie rivendicazioni.
Contro l'istruzione del regime neofascista e del governo del neoduce Berlusconi!
Contro la privatizzazione della scuola e dell'università!
Diamo battaglia per l'istruzione pubblica, gratuita e governata dalle studentesse e dagli studenti!

Partito marxista-leninista italiano

Assemblea Interfacoltà, incontro aperto, chiamatela come vi pare ma partecipate!

22/10/2009 - 14:30
22/10/2009 - 16:30
Etc/GMT+2
autore: 
Uninversi.org
image1: 
meeting.jpg

...Quando? gio22/10, h14.30, Aula510, FdP

L'invito è per un incontro aperto di tutti i collettivi universitari, i singoli studenti, ricercatori e lavoratori degli atenei milanesi. Ci piacerebbe incontrarci giovedì 22 per tracciare insieme un breve bilancio dell'anomalia dell'anno scorso, con l'obiettivo di ripercorrere il filo delle affinità presenti: cosa cova tra le pieghe delle facoltà e delle accademie? Quali complicità e quali cospirazioni ci possono vedere protagonisti e alleati? Tra tagli e minacce di riforma, patologie del quotidiano ed urgenza di stravolgere gli atenei abbiamo parecchio desiderio di incontrarvi tutt*.

Vorremmo che questo invito girasse il più possibile in questi dieci giorni, poco importa che le priorità di ciascuno divergano: autoformazione, diritto allo studio e alla casa, qualità dei saperi e meritocrazia, mense e biblioteche, mobilità ed open access...questi ed altri sono i temi su cui ci vorremo, nel tempo, confrontare con voi tutti in un'ottica di allargamento al mondo della scuola e alla galassia dei lavoratori della conoscenza. L'anno passato siamo stati partecipi in forme diverse di un'esperienza dirompente e per certi versi contraddittoria, oggi vi invitiamo (senza cedere al richiamo della sterile difesa del presente) ad una sfida comune: fare tesoro di tutto questo vissuto, intrecciare ragionamenti, relazioni e percorsi singolari per portare una ventata di calore e protagonismo nell'autunno dei nostri scricchiolanti atenei.

--> Giovedì 22/10, h14.30, Aula 510 di via Fdp

link originale: http://statale.gnumerica.org/index.php/component/content/article/2-news/...

[Firenze] Aggiornementi e Riflessioni dagli studenti in lotta

autore: 
studenti in lotta

Martedì 13 ottobre 500 studenti si sono radunati in piazza Santissima Annunziata ed hanno dato vita ad un corteo notturno spontaneo e non autorizzato per le vie del centro. Raggiunta la sede del Pdl nei pressi di piazza della Repubblica viene vergata la scritta “merde” sulla facciata dell'edificio.
Dai megafoni gli studenti hanno ricordato, sotto al consolato greco, il compagno Alexis, assassinato dagli sbirri in Grecia lo scorso dicembre, ed espresso solidarietà agli immigrati (cosiddetti “venditori abusivi”) incrociati per caso. Decine di fumogeni, cori e tanta rabbia.
Dopo la fine del corteo in piazza della Signoria, la digos ferma diversi studenti nelle vicinanze.
Quando due compagne vengono fermate fuori al liceo Galileo, gli occupanti escono in massa dal portone ed impediscono il fermo. La digos è costretta ad andarsene a digiuno di documenti.
Dopo questo significativo atto di solidarietà, la mattina dopo, due studenti del liceo vengono convocati in questura: piovono minacce di denunce nel caso in cui determinate persone “scomode” non fossero state “isolate” nell'occupazione. La strategia del terrore non passa e l'occupazione preferisce la solidarietà all'isolamento.

Intanto, in questura si svolge un vertice tra questore e presidi, che da buoni infami forniscono nomi degli occupanti alla polizia. All'istituto Peano il preside chiede più volte lo sgombero, ma gli studenti resistono e più volte rientrano nel “prefabbricato” in questione. Al liceo Castelnuovo due studenti vengono convocati in presidenza, dove si trovano dinanzi a due agenti della digos.

Venerdì 16 Ottobre, un corteo di mille studenti blocca i viali di circonvallazione della città per poi fare rientro in centro. La digos viene più volte allontanata dal corteo. Di fronte a centinaia di studenti che urlano “fuori la digos dal corteo” e “fuori la digos dalle scuole”, la digos indietreggia.
Al passaggio da via della Colonna vengono ricordate le cariche agli studenti dello scorso 11 maggio: uno spontaneo e sostenuto “vendetta” si alza dal corteo. La rabbia prende il sopravvento sulla timidezza e l'incertezza.
La manifestazione si scioglie in piazza San Marco. Di fronte al liceo Galileo gli studenti continuano la giornata con un blocco del traffico. La Digos prova a fermare uno studente. Ne nasce un parapiglia al termine del quale lo studente viene “liberato”. Dopo qualche minuto, però, un altro studente coinvolto viene fermato e portato in questura, da dove uscirà solo dopo 2 ore senza nessun capo d'accusa.
In contemporanea due studenti del liceo Da Vinci vengono anch'essi convocati in questura: la digos promette di denunciare sette studenti identificati per il blocco della didattica che da lunedì va avanti nel liceo.

Ciò che non possiamo non notare è un notevole innalzamento del livello di repressione ed intimidazione contro un movimento che si presenta sempre più ingestibile e pericoloso.
A far paura è la radicalizzazione delle rivendicazioni che gli studenti stanno portando avanti, in una lotta che, finalmente libera da partiti e sindacati, abbraccia, più o meno timidamente a seconda dei casi, pratiche di lotta sempre più dure.
Può essere indicativo il fatto che dalle assemblee degli occupanti, in molti casi, si delineino posizioni più radicali di quelle proposte dai “leaderini” storici. Ad essere “bocciati” sono i loro “compromessi” con sbirri e presidi. A decidere di continuare l'occupazione non sono più loro, ma quelle centinaia di studenti che vi prendono parte dimostrando una molto più sincera e viva rabbia e voglia di lottare.
Quelle persone che hanno proposto “servizi d'ordine” per isolare i facinorosi durante i cortei, sono finite per essere molto più isolate dei loro acerrimi nemici.
Non ci sono più gli studenti carini e belli che protestano. La stampa parla di facinorosi, sbandati, vandali, violenti: studenti che hanno dimenticato la legalità e la democrazia. Ma come loro stessi sono costretti a constatare, non sono più così pochi.

Tra gli alti, i bassi e le situazioni paradossali (?) che si sono manifestate in questo inizio di autunno caldo fiorentino, possiamo affermare con certezza che qualcosa si è mosso, di tanto... e nel verso buono.

Firenze, 16 ottobre 2009

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