Valdon Varjão, ex-senador da república, é considerado o "Pai do Discoporto". Foi o idealizador de um projeto de criação de um discoporto na Serra do Roncador que hoje atrai turistas do mundo inteiro.
Barra do Garças –MT, é uma cidade privilegiada, não somente por suas belezas naturais, mas por seus políticos. O saudoso Valdon Varjão é um deles. Primeiro senador negro da república, é considerado em Mato Grosso como um visionário, uma pessoa que enxergava longe, além do alcance da mente humana. Seus projetos sempre tinham alcance além de sua época. Exemplo disto é o seu Discoporto, que atrai milhares de turistas todo ano a Barra do Garças.
Este projeto do então vereador naquela época Valdon Varjão foi matéria de importantes mídias, como o Programa do Jô, Correio Brasiliense, assim como redes de TV do mundo inteiro. Barra do Garças, famosa por suas belezas naturais, tornou-se centro ufológico nacional. Qualquer revista ufológica dos dias de hoje obrigatoriamente cita Barra do Garças e sua mística Serra do Roncador, local de inúmeras aparições de Óvnis..
Hoje Barra do Garças é grata ao visionário Valdon Varjão, político que já era um intenso promotor cultural em Mato Grosso. Desde a sua juventude colecionava fotos da região do Vale do Araguaia. Seu acervo é hoje o maior registro fotográfico de Mato Grosso. Portanto, desde cedo o visionário Valdon Varjão demonstrou tendências para a cultura e para projetos de impacto.
Prova disto é o Discoporto da Barra, o primeiro do gênero no mundo.
L'infoshop sarà aperto con libri,
materiale di controinformazione, felpe e t-shirt.
S.O.S. GAZA CONTINUA:
UNA T.A.C. PER L’OSPEDALE AL AWDA
L’embargo internazionale e le ripetute aggressioni israeliane contro la Striscia di Gaza hanno portato al collasso le già provate infrastrutture di uno dei territori più densamente popolati del pianeta. Le strutture sanitarie ed ospedaliere non sono state risparmiate né dall’embargo, né dai bombardamenti. Nel corso dell’operazione “Piombo fuso”, i criminali di guerra sionisti hanno ripetutamente colpito ospedali ed ambulanze, ed ora il perdurare dell’embargo non fa che aggravare una situazione già drammatica.
All’inizio di marzo, una delegazione del Forum Palestina è riuscita a rompere l’embargo ed a consegnare alla Direzione dell’ospedale Al-Awda di Gaza i 21.300 euro raccolti da una sottoscrizione popolare nelle settimane precedenti.
Rilanciamo a tutte e tutti l’appello a sottoscrivere sul conto corrente postale n. 47209002, intestato a Monti Germano, con la causale S.O.S. Gaza. Il codice IBAN è IT59 C076 0103 2000 0004 7209 002. Lo abbiamo promesso, e le cose che diciamo, di solito le facciamo: torneremo presto a Gaza, e non lo faremo a mani vuote. www.forumpalestina.orgwww.udap.net
PARTY INAUGURAZIONE CANAPA NIGHTS CON
SICK TAMBURO
VENERDI’ 06-11-09 | CIRCOLONE – LEGNANO (MI)
LA POTENTE BAND NATA DALLE CENERI DEI PROZAC + INAUGURA LA NUOVA STAGIONE CON I CONCERTI DI CANAPA EVENTI
Il concerto dei Sick Tamburo al Circolone di Legnano è la prima ‘Canapa Nights’ targata Canapa Eventi, agenzia di produzione e promozione di eventi musicali/culturali che nasce come costola della Canapa Dischi, l’etichetta discografica dei Punkreas. Canapa Eventi è un nuovo progetto musicale che entra nel mercato, forte di una connotazione indipendente e socialmente impegnata.
Canapa Eventi produrra’ alcuni interessanti artisti della nuova scena musicale italiana e si propone anche come agenzia di organizzazione concerti, assumendo la direzione artistica di alcune serate in noti locali di Milano e dintorni, vicini per storia e impostazione: il Circolone di Legnano (qui si terranno le 'Canapa Nights'), il Circolo Arci Magnolia di Milano (qui le 'Magnolia City Rockers') e lo spazio Acropolis di Vimercate.
Il primo appuntamento di Canapa Eventi è con uno dei gruppi italiani più in vista e chiacchierati degli ultimi mesi, i Sick Tamburo.
Il primo disco della band, dal titolo “Sick Tamburo” risale ad aprile 2009. Il debutto è firmato da La Tempesta Dischi e può essere considerato una sorta di spin off dei Prozac+, la band che, dalla metà degli anni ’90, ha introdotto il suono punk nel pop italiano, sull’onda di successi come “Pastiglie”, “Acida” e “Luca”. La formazione dei Sick Tamburo vede alla voce Boom Girl, al secolo Elisabetta Imelio, bassista dei Prozac+ e, alla chitarra, Mr. Man, alias Gian Maria Accusani, leader dei Prozac+. Al loro fianco, Doc Eye alla batteria e String Face al basso. La cifra stilistica della band è un mix di rock ed elettronica, segnato da accenti “analogici” come l’uso quasi sistematico del delay, su cui poggiano cantati minimalisti e ipnotici che rendono il tutto molto caratteristico e riconoscibile. La potenza del progetto Sick Tamburo è testata nei concerti dal vivo, un vero e proprio evento di musica ad alto livello: sul palco, i Sick Tamburo si presentano con la classica formazione - voce, basso, chitarra e batteria – rinforzata dall'utilizzo di campioni e loop e da un forte impatto scenico.
In apertura di serata gli Svetlanas: una punk band misteriosa e dal sapore “antico” (nel senso punk ’77). La prima serata del nuovo corso di Canapa Eventi si chiuderà con i dj set dal sapore indie elettro trash di Japi & Emi e di Andrea Rock, una delle voci di Virgin Radio, che suonerà i migliori brani della storia del rock.
Di seguito i prossimi appuntamenti con Canapa Eventi:
GBH + IMPOSSIBILI + WET DOGS
19-11-09 | Circolo Magnolia - Segrate (MI) __ in collaborazione con Hard Staff
WATERTOWER + TOXIC TUNA
27-11-09 | Spazio Acropolis - Vimercate (MI)
GIORGIO CANALI & ROSSOFUOCO + HIKOBUSHA (a seguire Ruvido Kaos Gang)
04-12-09 | Circolone - Legnano
CRUMMY STUFF + RAPPRESAGLIA + LINEA
17-12-09 | Circolo Magnolia - Segrate (MI) __ in collaborazione con Hard Staff
HATE SECOND + GORAN D SANCHEZ (band emergenti dal roster di Canapa)
19-12-09 | Spazio Acropolis - Vimercate (MI)
Circolone: via San Bernardino 12 - LEGNANO (MI)
Ingresso 7 € - inizio ore 22:30
600.000 militari italiani furono deportati in Germania, nei campi di prigionia militare e di lavoro coatto.
Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 centinaia di migliaia di militari italiani furono disarmati dai tedeschi e posti di fronte ad una drammatica scelta: continuare la guerra sotto le insegne nazifasciste o essere deportati nei campi di concentramento? La gran parte di loro – circa 650 mila, tra cui 30 mila ufficiali e 200 generali – rifiutarono di continuare a combattere al fianco dei tedeschi e scelsero di non aderire alla Repubblica di Salò. La conseguenza del loro “no” fu la deportazione e l'internamento nei lager nazisti, non come prigionieri di guerra ma con lo status fino ad allora sconosciuto di IMI, Internati Militari Italiani, voluto da Hitler per sottrarli alla Convenzione di Ginevra e sfruttarli liberamente. Questa pagina sconosciuta della seconda guerra mondiale, della guerra civile tra italiani tra il 1943 e il 1945, della Resistenza e della Guerra di liberazione italiana ed europea, è stata a lungo trascurata e dimenticata nel dopoguerra. Ora torna a rivivere in un libro che la ricostruisce e la racconta attraverso la voce e gli occhi dei protagonisti, grazie a centinaia di lettere (sottoposte a censura e talvolta mai recapitate) e diari (spesso clandestini) scritti nei lager in quei drammatici giorni, rimasti fino ad ora inediti e “sepolti” in archivi pubblici, privati e di famiglia. Il volume “Gli Internati Militari Italiani. Diari e lettere dai lager nazisti 1943-1945” (Einaudi) di Mario Avagliano e Marco Palmieri (Einaudi) verrà presentato domani a Roma all’Auditorium di piazza Adriana dai due autori, da Antonio Parisella, presidente del Museo storico della Liberazione, Elena Aga Rossi, docente dell’università dell’Aquila, Stefano Caccialupi, segretario generale Anei e Michele Montagano, presidente vicario Anrp.
I diari e le lettere degli IMI, inquadrati da una corposa introduzione storica, sono raccolti in nove capitoli, dal viaggio in tradotta verso i lager al ritorno a casa dei sopravvissuti, con un’appendice di foto e disegni dai campi. Ne emerge un affresco nitido e dettagliato della vita (e della morte) nei campi di concentramento nazisti. Una sorta di storia “dal vivo” e “in presa diretta” della fame, del freddo, del lavoro coatto, delle violenze, dei crimini di guerra e degli altri avvenimenti che costarono la vita a circa 50 mila internati e segnarono per sempre tutti gli altri. Come nel caso del generale di brigata nato ad Arccia, Paolo Grimaldi, che annota: “Si giunge il 4 novembre a Flossemburg, campo di punizione per politici e criminali comuni. Nudo in bagno, ci portano via tutto e ci vestono da veri straccioni: siamo nella neve, senza berretto, sandali ai piedi, ogni indumento è uno straccio”. Qui Grimaldi viene condannato a morte per non aver voluto aderire e si salverà solo durante una marcia di trasferimento a Dachau, per l’arrivo degli Alleati. Oppure dell’ufficiale romano Gastone Petraglia che nel febbraio descrive la giornata tipo nel campo di Wietzendorf: “Il cielo è sempre coperto ed imbronciato; raramente appare un raggio di sole; pochissime volte un lembo di cielo azzurro. C’è poi sempre vento. Spesso piove. Si spera che, passato questo mese, ed entrando in marzo si possa stare meglio. Tutto il giorno siamo rintanati nello stanzone che, tra il grigiore di fuori e la semi oscurità dell’interno, sembra un antro e in realtà lo è. Le ore sono interminabili”.
Dagli stratagemmi per aggirare la censura e le riflessioni segrete sui taccuini di fortuna (dalle minuscole agendine tascabili alla carta igienica tenuta insieme con lo spago) emerge inoltre come la scelta di non aderire – compiuta in massa da una generazione nata e cresciuta sotto il fascismo – fu un vero atto di resistenza (il segretario del partito comunista Alessandro Natta, ex internato, parlò di “altra resistenza” ma il suo libro fu rifiutato nel 1954 e pubblicato solo quarantadue anni dopo da Einaudi), che contribuì al riscatto dell’Italia e degli italiani verso la democrazia e la libertà. Un esempio emblematico sta in un’annotazione di Armando Ravaglioli, romano d’adozione e nel dopoguerra ideatore di molte manifestazioni culturali della capitale, nell’ottobre 1943 a Fillingbostel: “Quanti problemi da risolvere nel nostro spirito per essere finalmente liberi nel cuore, benché chiusi nel filo spinato e costretti dentro le dure regole germaniche! Benché disarmati e privi di inquadramento, abbiamo comunque dalla nostra il peso della massa e il valore della giovinezza. Per adesso, ci siamo avvalsi del numero solamente per sottrarre alla continuazione della guerra sotto la totale egida tedesca un notevole numero di potenziali divisioni. Dovremo d’ora in poi valerci della limpidezza morale e dell’entusiasmo della giovinezza per risolvere con maggiore consapevolezza anche il problema dello schieramento ideale fra le tante vie che si offrono al nostro popolo. Sarà un modo di combattere una nostra guerra; questa variante di guerra avrà un suo peso nel testimoniare la speciale situazione morale del nostro popolo; esso sta attualmente liberandosi di una ideologia che lo ha anchilosato per due decenni e adesso deve cercare nuove strade di collaborazione civica”. “Per servire la Patria – scrive nel lager di Deblin, in Polonia, lo storico romano Vittorio Emanuele Giuntella, che nel dopoguerra sarà tra i maggiori studiosi del sistema concentrazionario nazista - sono rimasto e rimarrò tra i reticolati”.
“La rivendicazione della Resistenza antifascista – scrive lo storico Giorgio Rochat nella prefazione del volume – si è ridotta per decenni al dibattito politico sulla guerra partigiana. Negli ultimi anni registriamo il recupero di una dimensione più ampia. Contiamo la resistenza contro i tedeschi delle forze armate all'8 settembre. Poi la guerra partigiana e la deportazione politica e razziale nei lager di morte. La partecipazione delle forze armate nazionali alla campagna anglo-americana in Italia. E infine la resistenza degli Imi nei lager tedeschi: le centinaia di migliaia di militari che invece della guerra nazifascista scelsero e pagarono la fedeltà alle stellette della patria. Tutti avevano ragione di sentirsi traditi dal re e da Badoglio, che li avevano abbandonati senza ordini agli attacchi tedeschi. Ciò nonostante, una grande maggioranza di questa massa di sbandati preferì la fedeltà alle stellette e la prigionia nei lager”. In seguito a questa scelta gli IMI andarono incontro – “volontariamente”, come scrisse nel suo diario clandestino Giovannino Guareschi, l’autore di Don Camillo e Peppone all’epoca giovane sottotenente, a venti mesi di prigionia, lavoro coatto, sofferenze e morte. Altri duecentomila (ai quali è dedicato un capitolo) fecero invece la scelta opposta e decisero di aderire alla Repubblica Sociale, per motivazioni ideologiche, ma anche per paura, ricatto, incertezza e confusione. L’esperienza dei lager riguardò (e segnò) anche alcuni tra i più importanti esponenti della cultura, dell’arte, della politica e delle professioni del dopoguerra, di cui nel libro sono contenuti diversi scritti inediti dell’epoca: l’attore Gianrico Tedeschi, i senatori Paolo Desana e Carmelo Santalco, lo storico Vittorio Emanuele Giuntella, il manager d’industria Silvio Golzio, l’intellettuale cattolico Giuseppe Lazzati, il pittore Antonio Martinetti, il caricaturista Giuseppe Novello, il filosofo Enzo Paci, il musicista Mario Pozzi, gli scrittori Roberto Rebora, Mario Rigoni Stern e Giovannino Guareschi.
Il Leoncavallo dedica un intero weekend al teatro in occasione LA FESTA DEL TEATRO DI MILANO promossa da: COMUNE DI MILANO/CULTURA, PROVINCIA DI MILANO/CULTURA; REGIONE LOMBARDIA/CULTURE IDENTITÀ E AUTONOMIE DELLA LOMBARDIA; MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI/DIREZIONE GENERALE PER LO SPETTACOLO DAL VIVO E ASSOCIAZIONE GENERALE ITALIANA SPETTACOLO UNIONE REGIONALE DELLA LOMBARDIA. in collaborazione con: PROVINCIA DI MONZA E BRIANZA, COMUNE DI LEGNANO, FONDAZIONE CARIPLO, FERROVIE DELLO STATO, FNAC E TOURING CLUB ITALIANO.
Sabato 24 ottobre 09 per la festa del teatro continua il percorso gastronomico intrapreso
dalla Cucina del Leoncavallo che ci porta alla scoperta delle tradizioni regionali
La carne di manzo e di maiale ed i salumi arrivano da Cascina Cirenaica del parco Agricolo Sud,
mentre uova, burro, farina e formaggi provengono da Cascina Selva.
La tavola di qualità accessibile a tutti.
CENA SARDA
con prenotazione obbligatoria a laberraz@gmail.com
Pane carasau con olio e pomodorini
Gulurgiones burro e salvia
Malloreddus in salsa di ricotta
Maialino alla brace
Pecora in umido
Insalatina fresca (finocchio e insalata)
Seadas con Miele
Tiramisù
Sabato 24 ottobre e Domenica 25 ottobre
@
Leoncavallo
Spazio Pubblico Autogestito
via watteau 7_milano http://www.leoncavallo.org
INGRESSO A SOTTOSCRIZIONE 3 EURO per ogni spettacolo
DALLE 18 Avvàkum-L’eterna ricerca
DALLE 21:30 Gaia Mater
La Compagnia Teatrale Corona
presenta
GAIA MATER
Spettacolo di teatrodanza per voci liriche e antiche rotondità
di Roberto Corona
Un sogno profondo accecante di colori e di donne.. donne guerriere.. incantatrici..
donne portatrici di mistero..donne ironiche.. coraggiose..
Gestualità femminile..
femminili sospiri.. inquietudini..
gioie.. amori e violenze..
sguardi profondi sul mondo.
Un sogno frammentario dove le immagini si ribellano alla scrittura..
Un sogno psichedelico dove i pensieri si danzano..
gli artifici e l\’umanità si sposano.
Musica, canto scenario, luci, coreografie si fondano al di là di un tempo e di uno spazio
narrativi in un magico evento spettacolare..
cercando bellezza.. poesia.
Un sogno di confine..
Un sogno a margine..
margine come esperienza che tutti siamo chiamati a fare..
con cui tutti dobbiamo confrontarci..
nell’arte.. nella notte.. nel sogno.
La tonda pancia nasconde in se il mistero del prima.
La tonda terra nasconde il mistero del dopo.
E nel mezzo un sorta di complicità tacita alla vita, tra lo scalciare faticoso della superficie e il richiamo cupo del profondo.”
Regia Roberto Corona
Collaborazione registica e drammaturgia Silvia Briozzo
Direttore musicale Massimo Cottica
Pianista Alessandro La Rocca
Soprano Moon Jin Kim,
Soprano Sachika Ito
Danzatrici e trampolieri della compagnia Corona
Avvàkum-L’eterna ricerca
Regia e Drammaturgia: Mario Ruggeri
Attori: Andrea Fici / Lesley Bernardi / Mario Ruggeri
Scenografia: Lavoro di Gruppo.
Canti tradizionali: Mario Ruggeri
Fisarmonica: Andrea Fici/Mario Ruggeri
Spesso, nella vita, dopo aver considerato e soppesato le nostre capacità, ci troviamo a dover operare un necessario aggiustamento tra la nostra volontà e quella della cultura che ci circonda, lui non lo fece.
Il Lavoro
Avvàkum (1621 - 1682) è il nome di un prete russo che scelse di combattere fino alla morte contro la modernizzazione della chiesa russa.
Nella storia dell’umanità molti grandi uomini hanno denunciato il tiepido vivere, Gesù disse "non siate tiepidi", Dante chiamava certi uomini "ignavi", gente che non sa decidere, Shakespeare ci chiede "Essere o non essere", combattere contro un mare di triboli oppure sopportarlo.
Essere contro tutti non è umanamente possibile, si finisce per essere un outsider, ma è proprio questo che ci interessava, Avvàkum era un outsider. Di lui ci ha affascinato il suo essere ortodosso nell’anima, per un ideale di vita in fondo, il difendere quest’ideale anche sotto tortura e in esilio, fino all’ultimo istante, contro tutto e tutti sulla pira del rogo.
Lo spettacolo ha come oggetto, attraverso il diario autobiografico di Avvàkum, l’eterna ricerca dell’essere umano. Quel territorio dove l’uomo e la donna smettono di essere antagonisti e nel nome di qualcosa di superiore possono camminare al fianco guardando entrambi avanti.
L’eterna Ricerca:
Eterna
Perché quando crediamo di "essere arrivati" ci rendiamo conto che era solo un primo gradino.
Ricerca
Perché nutriamo un sentimento di mancanza e cerchiamo di colmarlo in molti modi, (droga, religione, tecnologia, famiglia, scienza, filosofia, occultismo, antropologia etc ), tutto è ricerca di un equilibrio, di come colmare un sentimento di mancanza, quando non siamo ancora tiepidi o già illuminati.
Ma come avviene tutto?
Avvàkum rivede, prima di morire, i fantasmi del suo passato, i momenti di gioia e dolore che ha vissuto insieme alla sua compagna di strada, Anastasia, quando tutto sembra finire Avvàkum parla alle sue ombre: mi vedete? Sì
Quando verrà la mia ora? Presto, molto presto
Bene, sono pronto
Avvàkum viene assalito e messo a morte dalle sue stesse ombre perché la morte qui è intesa come "Cronos", quel passaggio del tempo che ti chiede di sciogliere una lunga equazione matematica durata tutta la vita.
Soundsplatters
in collaborazione con
Looney Moon | Altered Suburbs | Opposti Concordi
presenta:
PSY FRIGHT NIGHT 2.0 - Una notte da paura!
Veglione&ballo in maschera per l'annuale festa di Halloween
dalle h21 cena a base di zucca, proiezioni, 5 dance floor, live&dj set visuals, allestimenti scenografici.
Ancora al Leoncavallo Spazio Pubblico Autogestito una grande notte con alcuni dei più rappresentativi progetti attivi tra promozione Artistica&Culturale e Entertaiment non commerciale.
A coordinare l'evento SoundSplatters che per l'occasione ospita e promuove i torinesi della LOONEY MOON rec ;
a Milano per festeggiare i loro 5 anni di attività e che porteranno nel Main Floor dedicato alla Musica Psy Trance gli Israeliani ENTROPY per la prima volta in Italia con il Loro Live; accompagnati dal francese DRISS di Hadra rec e dal Live dei GHOST SIGNAL, seguiti dai Dj set di Cix, Phobos Vs Fog e in chiusura Face,
il tutto corroborato dalle proiezioni psichedeliche di Syster Ray+guest.
Nel side floor ascolteremo dell'ottima Acid Thechno proposta dagli ALTERED SUBURBS di Pavia che porteranno dagli UK IMMERSION a.k.a. POUNDING GROOVES, seguiti dai djs resident del progetto : Skum vs Geppo, Ch'ab vs Joe Brescia oltre a Dj Onix di Funk You , visuals by Stroj.
Finalmente di nuovo al Leoncavallo OPPOSTICONCORDI, ospiti nello spazio Dauntaun, con la loro più genuina ed eclettica passione; la musica industrial che vedrà esibirsi con il suo più rappresentativo esponente HYPNOSKULL (Belgio), seguito da altri ospiti torinesi i SANDBLASTING e una rappresentanza di No Human No Cray accompagnati dai resident Matteo Salt.&Luca EW.
Ma la festa continua al Baretto con la sala reggae, anche qui un versus tra Milano e Torino...MADO' CHE CREW e MIRAFLOWER che con i loro due MC sfideranno i local BUSHKILLAH Sound e Extreme Entertainment accompagnati dalle voci di Junior Sprea, Gamba the Lenk e Dreama, e infine arriviamo alla Chill-Out dove potremo ascoltare INCREDIBLE TIDE, Dust, Janko, Face e Shivaratri, all'interno dello spazio destinato al rilassamento e decompressione sono disponibili frutta&H2o e caramelle gratuiti sarà possibile fare l'alcool test prima di rimettersi alla guida.
Sabato 31 ottobre 09
@
Leoncavallo
Spazio Pubblico Autogestito
via watteau 7_milano http://www.leoncavallo.org
INGRESSO A SOTTOSCRIZIONE 8 EURO dalle 22
DALLE ORE 21:00 CENONE PSY FRIGHT
Risotto di zucca e amaretti con scaloppine di vitello al reasling con verza croccante
Risotto di zucca con tris di formaggi di cascina con insalatina fresca
Tortino caldo al cioccolato
Tiramisù
DOMENICA 25 OTTOBRE
TEATRO IN FORNACE:
“ASSENTI PER SEMPRE”
di Umberto Terruso, con Umberto Terruso e Andrea Lapi
SOS Fornace - Rho, via S. Martno 20 - h. 21:30
“Assenti per sempre” è la ricostruzione degli avvenimenti accaduti in Argentina tra il 1976 e il 1983, ad opera del Processo di Riorganizzazione Nazionale, ovvero la dittatura militare instauratasi a seguito del colpo di stato del 24 marzo 1976 ai danni di Isabelita de Perón.
La rappresentazione, interpretata da Umberto Terruso e inscenata oltre che dallo stesso Terruso anche da Andrea Lapi, ripercorre tutti i drammi di quei terribili anni: il potere militare, il terrorismo, i desaparecidos, la tratta dei neonati, ma anche l’innocenza e la brutalità, la tortura, la fede cattolica, i voli della morte, e la passione per il calcio con la vittoria della Coppa del Mondo nel 1978 ad opera della Nazionale Argentina.
Le testimonianze di due uomini, che raccontano di sé e della propria esperienza. In comune una tragedia, che li divide e che li mette uno di fronte all’altro. Durante la dittatura argentina della fine degli anni ’70, un giovane desaparecido e un giovane militare, vittima e carnefice, si raccontano al pubblico, ognuno con la propria vita, i propri sogni, le proprie convinzioni.
Umberto Terruso Dopo essersi diplomato presso la Civica Scuola di Cinema, lavora nella pubblicità per la casa di produzione Altoverbano e in cinema, seguendo diversi set di cortometraggi e del lungometraggio “La leggenda di Al, John e Jack”. Parallelamente coltiva il percorso della recitazione: inizia i suoi studi con Nicoletta Ramorino e Massimo Sabet. Successivamente si diploma presso l’Accademia dei Filodrammatici di Milano e frequenta laboratori e seminari, studiando con Dominique De Fazio, Danio Manfredini, Peter Clough, Nikolay Karpov, Emma Dante, Serena Sinigaglia. In teatro lavora con diversi registi, tra cui Corrado d’Elia, Massimo Sabet, Peter Clough, Bruno Fornasari, Massimiliano Cividati, Roberto Recchia e altri giovani registi milanesi. Per il cinema lavora sul set del lungometraggio “Fame chimica” diretto da Paolo Vari e Antonio Boccola.