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Sex & gender

Trovata morta la trans Brenda E' la seconda vittima del caso Marrazzo

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brenda.jpg

Si infittisce il mistero sul caso Marrazzo. E' stata trovata morta asfissiata nella sua casa invasa dal fumo, la trans brasiliana Brenda, 32 anni, coinvolta nella vicenda di sesso, droga e ricatti che ha portato alle dimissioni del presidente della Regione. La Procura di Roma sta indagando sull'ipotesi di omicidio volontario. In questura sono state convocate 15 persone attualmente sottoposte a interrogatorio. I magistrati hanno disposto l'autopsia, gli esami tossicologici e ordinato il sequestro del computer della vittima, trovato completamente immerso nell'acqua in un lavandino. Le ipotesi sono due, una opposta all'altra: il tentativo di renderlo inutilizzabile, da parte di chi non è al corrente che che, comunque, l'hard disk si può salvare; oppure per la ragione opposta, salvare il computer dal fuoco.

Tracce di liquido infiammabile sarebbero state trovate nell'appartamento, non lontano dal cadavere di Brenda.
Secondo quanto si apprende, l'incendio avrebbe causato solo qualche danno alla casa. La porta d'ingresso, al momento dell'arrivo dei vigili del fuoco, era chiusa.

Brenda giaceva su un letto collocato in un soppalco di 8 metri quadrati, costruito nella stanza del piccolo appartamento che è di 10 metri quadrati. Secondo quanto accertato le fiamme e il fumo sono scaturite vicino ad un borsone nell'ingresso dell'appartamento. La combustione, lenta, ha provocato fumi che avrebbe soffocato Brenda, che aveva il corpo annerito dalla fuligine. In un primo momento si era inmvece pensato che fosse carbonizzato.

Quattro sono i magistrati che hanno effettuato il sopralluogo nella casa di via Due Ponti: il Pm Pierluigi Cipolla, del procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani (che ha la delega per gli omicidi) e altri due Pm che indagano sul caso Marrazzo, l' aggiunto Giancarlo Capaldo e il Pm Rodolfo Sabelli.

Brenda era seminuda riversa sul pavimento del soppalco del suo appartamento seminterrato, luogo dove - a quanto pare - non riceveva i suoi clienti. Il corpo, secondo la polizia scientifica, si è mostrato senza segni di violenza. Accanto al cadavere è stata trovata una bottiglia di whisky. Ma un particolare pare più significativo di altri: c'erano delle valigie pronte, forse perché Brenda si preparava a lasciare Roma per tornare in Brasile.

Parlano le amiche. "L'hanno ammazzata, non so chi.
Stava male psicologicamente, voleva tornare in Brasile: ora devono trovare chi ha fatto tutto questo". Visibilmente scossa, Barbara, parla così una transessuale brasiliana amica della vittima. "Ieri con Brenda ci siamo incontrati in un parcheggio, abbiamo bevuto un bicchiere di Ballantine's, poi lo abbiamo lasciato in casa a vedere la televisione", dice Barbara. La trans brasiliana ha affermato poi che "tutti i trans della zona sono a rischio di morte. Abbiamo molta paura dei romeni".

Brenda dopo Cafasso. La transessuale è la seconda vittima della vicenda Marrazzo. Il primo è statoGianguarino Cafasso, protettore di transessuali, stroncato da un'overdose di cocaina nel settembre scorso. Era lui il pusher che, secondo i carabinieri coinvolti nel caso, girò il filmato svelando cosa avveniva nell'appartamento di via Gradoli. La morte di Cafasso ha insospettito la Procura di Roma, che ha disposto una accertamenti tossicologi specifici per conoscere le cause del decesso.
Testimone dai pm. La transessuale brasiliana coinvolta nel caso per i rapporti che avrebbe intrattenuto con Marrazzo, era stata ascoltata in Procura a Roma, come testimone, nell'ambito dell'inchiesta sul presunto ricatto ai danni dell'ex presidente della Regione Lazio, il 2 novembre scorso. L'audizione del viado, di fronte al procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dal sostituto Rodolfo Sabelli, doveva chiarire tra l'altro, la questione dell'esistenza di un secondo video in cui apparirebbe Marrazzo, e del quale hanno fatto cenno alcuni transessuali.

I rapporti con Marrazzo. Rispondendo alle domande dei pm il 2 novembre scorso, nell'ambito dell'inchiesta che lo vede vittima di un presunto tentativo di ricatto, Piero Marrazzo aveva dichiarato: "Ho avuto incontri di questo tipo con un'altra persona, un certo Blenda, nome che ho letto sui giornali in questi giorni e che mi sembra di ricordare. Nell'occasione di un incontro con Blenda ricordo che è passato anche un altro trans di cui non rammento il nome. Mi sembra che ho avuto solo due incontri con Blenda".

"Né Blenda o Natalie - aveva aggiunto l'ex governatore - mi hanno mai chiesto del denaro o ricattato in relazione a foto o video che mi ritraevano. Non sono a conoscenza di video o foto scattate da Blenda in occasione di questi incontri ma il mio stato confusionale negli stessi dovuto all'assunzione occasione della cocaina non mi mette in condizioni di saperlo. Non ricordo se ho dato a Natalie degli assegni per pagare le sue prestazioni, assegni poi restituitimi in cambi di contanti".

L'avevano picchiata e rapinata. L'8 novembre Brenda era rimasta coinvolta in una rissa dalla quale era uscita con ferite al volto. I carabinieri la trovarono in evidente stato di alterazione psicofisica dovuta all'assunzione di alcool e con alcune escoriazioni. In quell'occasione, Brenda ebbe atteggiamenti autolesionistici, sbattendo la testa su un'autovettura in sosta.

Poi dette in escandescenze anche all'ospedale, minacciando il personale sanitario con un paio di forbici da medicazione e procurandosi lesioni alle braccia. Dalle testimonianze dagli inquirenti si accertò che Brenda era stato avvicinata da alcuni ragazzi, probabilmente dell'est Europa, i quali gli avrebbero portato via la borsa, restituendogliela subito dopo, senza il cellulare.

Il legale di Marrazzo: "Inquietante". La morte della transessuale è un fatto "inquietante", ha commentato Luca Petrucci, legale di Marrazzo. "Bisogna indagare per vedere se c'è qualcosa di più grosso di quel che sia già emerso". "Non posso pensare - ha spiegato i legale - che la settimana scorsa questa persona è stata aggredita e rapinata e da poche ore è morta. Vanno approfondite le cause, c'è da capire che cosa c'è dietro".

Vladimir Luxuria. "Brenda non si è suicidata,
poteva essere vista come una persona troppo scomoda". Così si è espressa Luxuria, la prima parlamentare italiana transgender, commentando la morte di Brenda. Pochi giorni fa era stata picchiata, le hanno rubato il cellulare con tutti i numeri e i messaggi - sottolinea Luxuria - Mi viene il sospetto che, probabilmente, qualcuno sapeva che Brenda era a conoscenza di troppe cose. Probabilmente c'era qualche altro nome di politico importante che Brenda frequentava".

da repubblica on line e corsera magazine

su MAGNACARTA: il movimento LGBTQ dalla rivoluzione alle ronde?

autore: 
queer* against racism

Queer* against racism & CSOA COX 18 presentano

MAGNACARTA: il movimento LGBTQ dalla rivoluzione alle ronde?
http://cox18.noblogs.org/post/2009/11/11/magnacarta

VENERDI' 20 NOVEMBRE(*)
Una notte per parlare del rapporto dei cambiamenti del movimento
lesbo-gay-trans e del rapporto con gli altri movimenti.
Il movimento omosessuale (oggi, LGBQ), dalla ‘rivoluzione’ alla
‘integrazione’, dagli anni dell'internità ai movimenti degli anni
’70 sino ad oggi e alla tentazione integrazionista.

alle 21.00, proiezione VIDEO
"Storia dei gay negli anni '80" Docu-film di D.Ongaro (56', 2009). Con
spezzoni, foto, canzoni e documenti noti e inediti, interventi di Andrea
Pini, Beppe Ramina, Porpora Marcasciano, Nerina Milletti, Gianni Rossi
Barilli, Giovanni Dall'Orto e altri, dai primi passi del movimento
omosessuale ai pride, dalla cesura dell'AIDS alla richiesta di diritti.

alle 22.00 CHAT ROOM
"Tra integrazione e favolosità, quali strade battere?". Libera discussione
sul tema: e oggi? quali potenzialità del fare politica LGBTQ dal basso,
nei movimenti, come rigettare la violenza senza cadere nella trappola della
richiesta indiscriminata di sicurezza

dalle 23.00 in poi DJSET
selezione musicale Iraqueers [elettropop, brit, indierox, queerbit ...]

(*) Il 20 novembre è il giorno internazionale del ricordo delle trans vittime di violenza (TDOR - Transgender day of remembrance), con iniziative in varie città in Italia e a Milano (Ass.ne La Fenice http://www.transgendermilano.org/tdor.htm) a testimonianza dell'urgenza dell'agire LGBTQ

-> scarica il POSTER http://cox18.noblogs.org/gallery/4839/20091120_MAGNACARTA_POSTER.pdf

su MAGNACARTA: il movimento LGBTQ dalla rivoluzione alle ronde?

Comunicato n°2 - Giornata di riflessione sulla violenza di genere

autore: 
San Precario Connection

COMUNICATO n°2 - GIORNATA DI RIFLESSIONE SULLA VIOLENZA DI GENERE
Domenica 22 Novembre, ore 10-17, Milano

L’anno scorso durante la Mayday, il primo maggio dei precari e delle precarie, è avvenuto un fatto gravissimo: una violenza sessuale ai danni di una ragazza. Le violenze avvengono in casa, avvengono sul lavoro, avvengono ovunque, e nemmeno i nostri luoghi ne sono immuni.

Inoltre il nostro paese è nel mezzo di un’ondata di machismo inedita, che dal governo e dalle televisioni sta travolgendo tutta la società.
Per questo pensiamo che il movimento abbia bisogno di lavorare di più su pensieri e pratiche che si oppongano al sessismo, così come da sempre ha assunto come fondanti la lotta al razzismo e al fascismo. La Mayday lavora da anni contro precarizzazione e sfruttamento, contro la mercificazione delle nostre vite, ma non c’è liberazione possibile senza un intervento sul terreno del genere. Abbiamo bisogno anche su questo tema di lavorare sul lungo periodo, nei territori e negli spazi, per trovare buoni strumenti di contrasto e di sovversione dei modelli culturali che alimentano le relazioni violente fra i generi.

Vogliamo anche che, come è sempre stato, in futuro la Mayday continui a essere uno spazio di partecipazione che dura per tutto l’anno, allergico alle spinte a rinchiudersi nel territorio delle proprie identità. Vogliamo contribuire a costruire collettivamente una Mayday sicura ma senza pratiche securitarie, vogliamo sviluppare strumenti pratici e comunicativi per agire contro la violenza. E vorremmo affrontare il problema con un percorso proiettato nel futuro, perché
partendo dalla Mayday ma con la volontà di andare oltre al primo maggio, possiamo confrontarci anche con altre parti dei movimenti.

Domenica 22 novembre 2009 a Milano dalle 10 alle 17 lanceremo un percorso di critica degli immaginari e dei modelli culturali che producono violenza di genere. Ragioneremo di progetti sulle pratiche collettive che ci aiutino a disinnescare i meccanismi della violenza di genere nei nostri luoghi e spazi. Discuteremo e lanceremo un ciclo di workshop nelle nostre città per arrivare al prossimo appuntamento con alle spalle un percorso radicato e condiviso.

Chiediamo a tutte le realtà e le persone interessate di partecipare alla giornata e di prendere parte attiva in questo percorso per assumersi un pezzo di responsabilita collettiva insieme a noi.

°°°PROGRAMMA°°°

Mattina: RIFLESSIONI
Partiamo da quello che c’è già e e dai noi stesse/i. Presentazione di esperienze, progetti di comunicazione, strumenti contro la violenza.
Condivisione di riflessioni sulle esperienze passate e presenti.
Partecipano Laboratorio Smaschieramenti, Macho free zone, Rete dei mondiali antirazzisti, Lucciole antifascista, QueeRing – frangette estreme, Collettivo Millepiani.

Pomeriggio: WORKSHOP

1 – Un po’ di autocoscienza non nuoce alla salute.
Come sviluppare strumenti per l’autoinchiesta che escano dal privato per creare curiosità e partecipazione epermetterci di affrontare il percorso in modo più consapevole.

2 – Empowerment rules!
Dobbiamo lavorare sugli immaginari e i modelli culturali che producono la violenza di genere, senza riprodurre il ruolo della donna come vittima. Per comunicare e agire pensieri e pratiche antisessiste anche nei nostri mondi e percorsi politici.

3 – Plenaria :)
Vorremo far sfociare il nostro lavoro in un’iniziativa diffusa nelle nostre città, per raccontare e discutere le riflessioni che emergeranno dal percorso che stiamo intraprendendo.

DOMENICA 22 NOVEMBRE, ore 10-17
Via Pichi 3, Milano (MM2 Porta Genova)
citofono SAN PRECARIO Space (ex spazio Mimesis)

info@euromayday.org
http://italy.euromayday.org/generi

Giornata di riflessione sulla violenza di genere

22/11/2009 - 10:00
22/11/2009 - 17:00
Etc/GMT+1
autore: 
San Precario Connection
image1: 
GENEREalmente_WEB.jpg

DOMENICA 22 NOVEMBRE, ore 10-17
Via Pichi 3, Milano (MM2 Porta Genova)
citofono SAN PRECARIO Space (ex spazio Mimesis)

Comunicato n°2 - Giornata di riflessione sulla violenza di genere

L’anno scorso durante la Mayday, il primo maggio dei precari e delle precarie, è avvenuto un fatto gravissimo: una violenza sessuale ai danni di una ragazza. Le violenze avvengono in casa, avvengono sul lavoro, avvengono ovunque, e nemmeno i nostri luoghi ne sono immuni.

Inoltre il nostro paese è nel mezzo di un’ondata di machismo inedita, che dal governo e dalle televisioni sta travolgendo tutta la società.
Per questo pensiamo che il movimento abbia bisogno di lavorare di più su pensieri e pratiche che si oppongano al sessismo, così come da sempre ha assunto come fondanti la lotta al razzismo e al fascismo. La Mayday lavora da anni contro precarizzazione e sfruttamento, contro la mercificazione delle nostre vite, ma non c’è liberazione possibile senza un intervento sul terreno del genere. Abbiamo bisogno anche su questo tema di lavorare sul lungo periodo, nei territori e negli spazi, per trovare buoni strumenti di contrasto e di sovversione dei modelli culturali che alimentano le relazioni violente fra i generi.

Vogliamo anche che, come è sempre stato, in futuro la Mayday continui a essere uno spazio di partecipazione che dura per tutto l’anno, allergico alle spinte a rinchiudersi nel territorio delle proprie identità. Vogliamo contribuire a costruire collettivamente una Mayday sicura ma senza pratiche securitarie, vogliamo sviluppare strumenti pratici e comunicativi per agire contro la violenza. E vorremmo affrontare il problema con un percorso proiettato nel futuro, perché
partendo dalla Mayday ma con la volontà di andare oltre al primo maggio, possiamo confrontarci anche con altre parti dei movimenti.

Domenica 22 novembre 2009 a Milano dalle 10 alle 17 lanceremo un percorso di critica degli immaginari e dei modelli culturali che producono violenza di genere. Ragioneremo di progetti sulle pratiche collettive che ci aiutino a disinnescare i meccanismi della violenza di genere nei nostri luoghi e spazi. Discuteremo e lanceremo un ciclo di workshop nelle nostre città per arrivare al prossimo appuntamento con alle spalle un percorso radicato e condiviso.

Chiediamo a tutte le realtà e le persone interessate di partecipare alla giornata e di prendere parte attiva in questo percorso per assumersi un pezzo di responsabilita collettiva insieme a noi.

°°°PROGRAMMA°°°

Mattina: RIFLESSIONI
Partiamo da quello che c’è già e e dai noi stesse/i. Presentazione di esperienze, progetti di comunicazione, strumenti contro la violenza.
Condivisione di riflessioni sulle esperienze passate e presenti.
Partecipano Laboratorio Smaschieramenti, Macho free zone, Rete dei mondiali antirazzisti, Lucciole antifascista, QueeRing – frangette estreme, Collettivo Millepiani.

Pomeriggio: WORKSHOP

1 – Un po’ di autocoscienza non nuoce alla salute.
Come sviluppare strumenti per l’autoinchiesta che escano dal privato per creare curiosità e partecipazione epermetterci di affrontare il percorso in modo più consapevole.

2 – Empowerment rules!
Dobbiamo lavorare sugli immaginari e i modelli culturali che producono la violenza di genere, senza riprodurre il ruolo della donna come vittima. Per comunicare e agire pensieri e pratiche antisessiste anche nei nostri mondi e percorsi politici.

3 – Plenaria :)
Vorremo far sfociare il nostro lavoro in un’iniziativa diffusa nelle nostre città, per raccontare e discutere le riflessioni che emergeranno dal percorso che stiamo intraprendendo.

DOMENICA 22 NOVEMBRE, ore 10-17
Via Pichi 3, Milano - citofono SAN PRECARIO Space

info@euromayday.org
http://italy.euromayday.org/generi

MAGNACARTA il movimento LGBTQ dalla rivoluzione alle ronde?

autore: 
Queer* against racism
image: 
20091120_MAGNACARTA_POSTER_L.jpg

Una notte per parlare del rapporto dei cambiamenti del movimento lesbo-gay-trans e del rapporto con gli altri movimenti.
Il movimento omosessuale (oggi, LGBQ), dalla ‘rivoluzione’ alla ‘integrazione’, dagli anni dell'internità ai movimenti degli anni ’70 sino ad oggi e alla tentazione integrazionista.

alle 21.00, proiezione VIDEO
"Storia dei gay negli anni '80" Docu-film di D.Ongaro (56', 2009, prod. History Channel). Con spezzoni, foto, canzoni e documenti noti e inediti, interventi di Andrea Pini, Beppe Ramina, Porpora Marcasciano, Nerina Milletti, Gianni Rossi Barilli, Giovanni Dall'Orto e altri, dai primi passi del movimento omosessuale ai pride, dalla cesura dell'AIDS alla richiesta di diritti.

alle 22.00 CHAT ROOM
"Tra integrazione e favolosità, quali strade battere?". Libera discussione sul tema: e oggi? quali potenzialità del fare politica LGBTQ dal basso, nei movimenti, come rigettare la violenza senza cadere nella trappola della richiesta indiscriminata di sicurezza

dalle 23.00 in poi DJSET
selezione musicale Iraqueers [elettropop, brit, indierox, queerbit ...]

venerdì 20 novembre
CSOA COX 18 via Conchetta 18 - Milano
http://cox18.noblogs.org - cox18@inventati.org
tel 02 5818 5688

BACKGROUND
Oggi la comunità lesbica gay trans italiana è colpita da episodi di intolleranza e violenza, ma è anche acriticamente condizionata da quella “cultura del pericolo e dell’emergenza” su cui il governo italiano ha imposto il suo autoritarismo. Queer* against racism rifiuta per le persone lesbiche, gay, transessuali e intersessuali il ruolo di povere vittime pronte a richiedere protezione a quel governo il cui atteggiamento misogino e razzista è responsabile del nuovo clima di intolleranza per tutte le minoranze che è ampiamente diffuso in Italia.
Non ci sentiamo rappresentate da manifestazioni che assomigliano a cortei funebri, in cui si invitano i ‘cittadini’ a partecipare acriticamente, come se non ci fosse differenza tra maggioranza e opposizione parlamentare e sociale, tra destra e sinistra, tra neoliberali e anticapitalisti, tra cattolici e laici. E siamo spaventate dal dialogo che alcuni esponenti del movimento lesbico e gay hanno aperto addirittura con gruppi neofascisti.
Queer* against racism non si riconosce nel desiderio di “sicurezza” e di normalità espresso da parte di gay, lesbiche e trans in Italia. Ci sentiamo vicine a quei settori del movimento che promuovono una trasformazione complessiva della società che passi da una reale liberazione della sessualità, e dalla messa in discussione dei modelli esistenti di identità (sessuale, culturale, nazionale, di classe, razziale). Pur rivendicando uguaglianza di diritti, nel contesto attuale non aspiriamo insomma ad essere “uguali”, ma teniamo invece ad affermare la nostra diversità, la nostra differente “favolosità”.

QUEER CONTRO IL RAZZISMO
Queer* against racism è un collettivo di attivisti gay che riconoscono nella lotta contro l’omo/trans/fobia, nell’affermazione dei diritti di lesbiche, gay, trans, intersex, nell’antirazzismo, nell’antifascismo, nell’antiautoritarismo, nell’anticapitalismo, nel femminismo e nella non-violenza i valori che dovrebbero ispirare il movimento LGBTIQ.

MAGNACARTA il movimento LGBTQ dalla rivoluzione alle ronde?

PINK STRIPS & VEGGIE BITS @ COX18

22/11/2009 - 17:31
22/11/2009 - 21:31
Etc/GMT+1
autore: 
Pinkitchen
image1: 
pink_strips.jpg

PINK STRIPS & VEGGIE BITS
presentazione del libro "Nuvole e Arcobaleni - il fumetto GLBT" ed. Tunuè
http://www.tunue.it/page.php?idArt=8297

con la presenza dell'autrice Susanna Scrivo
coordinano Massimo Basili e Valeriano Elfodiluce

a seguire aperitivo vegetariano a cura di Pinkitchen
+ DJset Verbaniaboys http://www.myspace.com/verbaniaboys

Domenica 22 Novembre 2009 - h. 17:30
@ c.s.o.a. COX18 - Via Conchetta 18 - Milano
http://cox18.noblogs.org/

PinkLine 3318196269
http://www.myspace.com/pinkitchen

[Palermo] in prossimità del 25 novembre, giornata mondiale contro la violenza sulle donne

[Palermo] in prossimità del 25 novembre, giornata mondiale contro la violenza sulle donne

In prossimità della giornata mondiale contro la violenza sulle donne, vorremmo portare alla luce un esempio di violenza che passa inosservata ai più.

Riferiamo infatti della perenne presenza sui muri d’ingresso degli ospedali di scritte offensive per le donne, quasi sempre, per di più, siglate da croci celtiche o simboli politici che richiamano chiaramente al fascismo!

Gli ospedali, e gli avamposti sanitari in genere, sono strutture pubbliche aperte a tutt*, che hanno il compito, sancito per legge, di recare ausilio e giovamento agli/alle utenti, e ci chiediamo onestamente come sia possibile che da anni sui muri dei più grossi centri ospedalieri della città vi siano scritte come: “donne assassine”, “aborto legalizzato, assassinio di stato” e similari.

Riteniamo la presenza di tali scritte lesive della nostra dignità, della nostra capacità di scelta, delle nostre sofferenze.

Per questo abbiamo deciso in prossimità del 25 novembre di iniziare un’opera di pulizia dei muri della città in generale, degli ospedali in particolare.

Non possiamo più accettare alcuna violenza sulle donne sia essa domestica, sia essa compiuta da estranei, sia sia essa di Stato in ogni sua forma:psicologica, fisica, economica,ecc…

L’appuntamento è sabato 14 novembre davanti l’ingresso dell’ospedale Civico alle ore 12.30.

Con questa giornata cerchiamo di riprenderci i nostri spazi di vita e di rivendicare uno Stato più laico, con servizi e strutture a misura anche di donna, in cui la sessualità femminile non sia vissuta come un tabù peccaminoso, ma come espressione della nostra differenza di genere.

Per questo lanciamo in città anche la campagna “obiettiamo gli obiettori”, puntando la nostra attenzione sui diritti spesso negati, come quello di vivere una sessualità libera e consapevole, iniziando una capillare campagna d’informazione, a partire dalle scuole, sull’utilizzo degli anticoncezionali e sulle malattie sessualmente trasmissibili.

Collettivo Malefimmine

http://malefimmine.noblogs.org/

Conferenza Mondiale delle Donne - Venezuela 2011

12/11/2009 - 18:08
Etc/GMT+1
autore: 
Comitato Donne Estella di Mila
image1: 
14.11.09 locandina Estella.jpg

Iniziativa di presentazione della Conferenza Mondiale delle Donne - Venezuela 2011

Montalto TI Castro! Emancipazione femminile e cultura maschilista ai tempi del velinismo

autore: 
ilprimoamore
image1: 
velinismo.jpg

una bella riflessione su emancipazione femminile e cultura maschilista ai tempi del velinismo, con partenza da un fatto di cronaca, questo:

"A Montalto di Castro (Viterbo) una ragazzina di 15 anni fu stuprata da otto ragazzi minorenni nel 2007. Ma tutto il paese in collegamento con Domenica 5 si è schierato dalla parte dei violentatori: “Si divertì anche lei“. Solo una donna ha preso le difese della povera ragazza, immediatamente attaccata dalla folla del paese in difesa dei ragazzi.
Tra lo sconcerto degli ospiti in studio, gli abitanti di Montalto hanno offerto uno spettacolo indegno attaccando una povera ragazzina, colpevole a loro giudizio di aver in qualche modo istigato la violenza con atteggiamenti impropri."
IL VIDEO
Rissa a Domenica 5: difendono gli stupratori di Montalto (Video)
http://tubiamo.net/2009/10/26/rissa-a-domenica-5-difendono-gli-stuprator...

"Montalto ieri, durante una diretta televisiva nazionale, ha dato di sé una prova di “pattume ideologico” davvero agghiacciante; evidentemente è proprio vero che il pesce puzza dalla testa.
Ma quanto accaduto a Montalto è, purtroppo, diffuso in Italia. L’uomo, per cultura, stenta a rinunciare alla sua prerogativa di dominio e ad accettare l’idea della libertà di costume delle donne.
Ed è anche a causa di questa filosofia che, in occasione di stupri, il primo atteggiamento nell’approcciare tali vicende è la ricerca degli alibi a tutela dei violentatori, che troppo spesso va nell’orientamento della provocazione sessuale e della consensualità, al punto da portare questi, ahinoi, numerosi soggetti, anche di fronte alle confessioni di reato, a difendere i ragazzi violentatori."
Montalto di Castro: Storia di una violenza senza colpevoli
http://viaggiareconunclickandworldnews.wordpress.com/2009/10/26/montalto...

"Ho assistito per caso alla diretta tv di canale 5 “Domenica 5” condotta da Barbara D’Urso, insieme al giornalista Carlo Galeotti e mi sono profondamente vergognata di questo paese. Persino le donne inveivano contro la giovanissima vittima, colpevole di indossare una minigonna! Roba da far rabbrividire e da catapultare la sedicente civilissima Italia nell’oscurantismo medievale."
Montalto di Castro: diritto allo stupro
http://tisbe.splinder.com/post/21589984/Montalto+di+Castro:+diritto+al

Prove di sessualità maschile
di Lea Melandri

La sessualità e la vita personale stanno entrando prepotentemente nella sfera pubblica.
Lo fanno mostrando la violenza di cui le donne sono tuttora vittime all'interno delle case, ma anche i cambiamenti prodotti dalla maggiore consapevolezza e libertà con cui si vanno scostando dal destino che le ha volute 'naturalmente' sottomesse all'uomo. Lo fanno portando allo scoperto i legami che ci sono sempre stati tra una sessualità di servizio, come quella femminile, e il potere che ne ha goduto i benefici, compensandoli con protezione, denaro, doni, onorificenze.

Ma lo fanno anche, purtroppo, nei modi che erano prevedibili all'interno di una cultura che continua a usare il corpo come merce, materia di scarto, organi buoni per le sperimentazioni scientifiche, mentre giudica le scelte personali che lo hanno come parte in causa sulla base di criteri moralistici e curiosità morbose. La vicenda che ha avuto al centro il Presidente del Consiglio ha lasciato intravedere, in un primo tempo, l'aspetto politico del rapporto tra i sessi -riscontrabile, non nel 'disordine' della sua vita sessuale, ma nell'aver scambiato sesso con cariche di rappresentanza, ragione sufficiente per chiederne le dimissioni. Lo sviluppo che ha avuto successivamente sui giornali e nel dibattito pubblico, con giornaliere rassegne e biografie delle frequentatrici di Palazzo Grazioli, cronache meticolose delle battute machiste del premier, ha finito invece per farla ricadere pesantemente dentro la cornice del moralismo diffuso, che confonde peccato con reato e considera offesa al comune senso del pudore qualunque scelta sessuale che non rientri nella 'norma' –eterosessualità, fedeltà coniugale-, come nel caso di Marrazzo. La sessualità si è costruita dentro il dominio storico di un sesso sull'altro, dentro regole di 'normalità' e 'perversione' che la stessa cultura maschile ha preteso ogni volta di ridefinire. Appartiene perciò da sempre alla sfera pubblica, ai poteri e ai saperi che ne hanno preteso il controllo. Oggi, in assenza di un pensiero che la interroghi nelle sue implicazioni profonde, che riguardano il sessismo, ma anche la pedofilia e il razzismo, il rischio è che venga usata solo come un'arma per colpire l'avversario politico.

Se nella vicenda, che ha avuto come protagonista Silvio Berlusconi, sono state le donne –mogli, escort, intrattenitrici- a svelare i retroscena sessuali del potere, nelle storie solo apparentemente simili che si sono succedute –l'attacco al direttore dell' Avvenire, Dino Boffo e le dimissioni del Presidente della Regione Lazio-, sono uomini a scoperchiare il 'privato' inconfessabile che sta dietro l'esercizio di importanti ruoli istituzionali, da parte di altri uomini. Il re si denuda da solo, e non importa molto se lo fa per vendetta, per odio verso gli oppositori o solo per il piacere di veder cadere il nemico nella stessa melma. Ma, mentre nelle alte sfere della politica l'irruzione della sessualità mette in scena una specie di cupio dissolvi, che investe le persone, ma anche la credibilità delle istituzioni democratiche che rappresentano, nella quotidianità del comune cittadino il maschilismo impera, si fa aggressivo, riavvicina in un unico 'virile' pregiudizio i figli e i padri.

A Montalto di Castro, un intero paese prende le difese dei ragazzi che due anni fa violentarono una giovane di 15 anni, e che oggi vengono rilasciati "in prova". I commenti raccolti dai giornalisti insistono su due aspetti: l'appartenenza alla comunità del paese -"i nostri ragazzi", mentre "lei" era di un altro luogo-, e l'identità di genere –maschi, "come tutti gli altri, che non hanno alcun bisogno di stuprare ragazze". Con lo stesso orgoglio virile, Berlusconi aveva tentato di allontanare da sé il sospetto di aver dovuto ricorrere a prestazioni sessuali pagate, che avrebbero macchiato di vergogna la sua potenza di maschio e di uomo di successo. Il pregiudizio sessista prevede che siano le donne a offrirsi, a eccitare gli istinti sessuali maschili, a lasciarsi prendere dopo un'iniziale, maliziosa resistenza. "L'uno dev'essere attivo e forte, l'altro passivo e debole; è necessario che l'uno voglia e possa, è sufficiente che l'altro offra poca resistenza. Stabilito questo principio, ne consegue che la donna è fatta soprattutto per piacere all'uomo. Se è vero che l'uomo deve a sua volta piacerle,questa è una necessità meno immediata: il suo merito è nella sua potenza; egli piace per il fatto stesso che è forte. Non è questa la legge dell'amore, lo ammetto, ma è quella della natura, anteriore all'amore stesso…Il modo più sicuro per eccitare tale forza è di renderla necessaria offrendo resistenza…l'uomo trionfa della vittoria che la donna lo ha stimolato a riportare".

Non è stato un violentatore incallito –o forse sì, in qualche segreto anfratto delle sue abitudini private- a dettare, con la solennità che si addice a un pedagogo illustre, le regole della sessualità di maschi e femmine. Chi scrive è J.J. Rousseau, mai ricordato abbastanza per il posto che occupa il suo pensiero nella storia di una 'democrazia' che prevede l'esclusione, per legge naturale, di metà degli esseri umani. Nelle dichiarazioni degli abitanti di Montalto, condivise, si può immaginare, da molti cittadini italiani, lo stupro non è giudicato in quanto crimine, tanto più grave se è fatto da un gruppo, contro l'inviolabilità della persona, ma per l'ombra che getta su una malintesa 'potenza virile': "questi ragazzi mica sono romeni, che picchiano e uccidono". La violenza sessuale, nel sentire comune, è evidente che non appartiene allo stesso ordine dei maltrattamenti e dell'omicidio, è solo una "cosa" che "capita" una sera a dei "bravi ragazzi": incontrare una giovane donna "che ci sta". Fabio Roia, membro del Csm, in un articolo comparso su L'Unità (18.10.2009) ha scritto:

"La nostra società fatica ancora a riconoscere pienamente il profondo disvalore della condotta violenta (sessuale, fisica, psicologica) realizzata nei confronti delle donne anche per la confusione creata da alcuni modelli che vengono sistematicamente proposti e che tendono alla oggettivazione del genere femminile. Si tratta di una violenza sottile nuova per i parametri di riferimento estetici e di presunta affermazione sociale, ma vecchia per il modo di considerare la donna".

Il modello 'velina' e tutte le immagini pubblicitarie che rappresentano la donna solo come corpo erotico, hanno sicuramente contribuito a incrementare quella "violenza sottile" che è il discredito preconcetto della vittima, la ragione per cui "sarebbe addirittura lecito e virtuoso pretendere subalternità affettiva, lavorativa e sessuale" da parte del genere femminile. Ma se è vero che il maschilismo, e il pregiudizio razziale che lo accompagna, estendendolo alle stesse categorie di uomini –gay e trans- che non collimano con la 'norma' sessuale dominante, è antico quanto il mondo, allora non bastano interventi censori, e tanto meno la riprovazione morale, che danna alcuni e sottrae ancora una volta l'ideologia machista a una campagna culturale e politica all'altezza dei problemi che oggi entrano da protagonisti nella sfera pubblica, portando il segno dei secoli di ignoranza in cui sono stati lasciati.

(Articolo uscito sul quotidiano Gli Altri il 29 ottobre 2009 con il titolo "Sessualità macha e moralismo")

http://www.ilprimoamore.com/testo_1606.html

L’AMORE HA CONFINI? @ spolitiche

13/10/2009 - 16:30
13/10/2009 - 18:30
Etc/GMT+2

L’AMORE HA CONFINI?
martedì 13 ottobre alle 16.30 in aula 3
Facoltà di scienze politiche
via conservatorio 7, mm1 San Babila, Milano

Milano, 4 aprile: di fronte al Toilet quattro teste rasate prendono a colpi di cric i presenti.

Roma, 21 agosto: presso il Gay Village una coppia viene insultata e aggredita. Le vittime sono state ricoverate, in gravi condizioni, in ospedale.

Firenze, 9 settembre: uomo pestato a sangue poche ore dopo la fiaccolata sui ponti fiorentini organizzata per condannare l'omofobia.

Roma, 19 settembre: attacco incendiario alle sette di mattina contro la discoteca Qube (sede della storica serata gay "Muccassassina").

Evidentemente gli aggressori pensano che l’amore abbia confini. Confini netti che separano generi, preferenze sessuali, identità come se fossero realtà immutabili; discorsi che le categorizzano come se fossero incomunicabili; e pratiche che discriminano tra normale e deviante, tra sano e malato. Ma i giornali, parlando di queste aggressioni, non hanno utilizzato gli stessi confini e discorsi? Noi stessi che cerchiamo di combattere l’omofobia, siamo sicuri di non contribuire al rafforzamento di stereotipi e pregiudizi? Come mai una questione privata come le proprie preferenze sessuali dovrebbe essere affrontata pubblicamente? Perché c’è chi sostiene la necessità di leggi per tutelare gay, lesbiche, transessuali e bisessuali?
Con la prtecipazione di GayStatale
Interverranno Giovanni Dall'Orto (giornalista, scrittore e militante gay) e Gabriele Strazio (circolo di cultura omosessuale Harvey Milk-Milano)

guarda l' editoriale sull'omofobia su uninversi.org (link a: http://www.uninversi.org/index.php/component/content/article/2-news/267-...)

x info: fuoricontrollo.spo@gmail.com

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