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Economie

Un caso le librerie chiuse di Milano

autore: 
dal corriere

MILANO - I giorni in cui entrava Mina, che giorni. Le visite del giornalista Gaetano Tumiati, le richieste di una cliente abituale, la scrittrice Valeria Montaldi, e i legami che nascono su un consiglio di lettura, la cultura come abitudine della gente comune. Se e quando un libro racconterà la vicenda della Libreria di Porta Romana, a Milano, in questa storia conteranno i dettagli: 32 anni di «buona volontà » e in fondo l’epilogo segnato da «motivi economici e finanziari». Si chiude bottega, l’ha annunciato ieri al Corriere il titolare, Aldo Palazzi: «Al mio posto, in autunno, aprirà una banca. È un brutto momento, e non vedo alternative». Il momento: librerie «schiacciate tra caduta dei consumi e stretta creditizia », commercianti «strozzati dagli affitti», negozi storici svuotati «dalla concorrenza e dagli sconti di catene editoriali e supermercati». È una questione di regole, sostengono i piccoli e indipendenti: «Non siamo tutelati». A Milano, negli ultimi mesi, hanno chiuso prima gli Archivi del Novecento e poi la Libreria del Giallo. Porta Romana è la prossima. Con lei, scrivono i lettori su Corriere.it, «se ne va un altro pezzo della vecchia Milano». E neppure l’ultimo.

Lo scrittore Gianni Biondillo ha una teoria: «Se le librerie iniziano a chiudere nella città in cui si legge di più, e non in un paesino di provincia, preoccupiamoci davvero: è una tendenza che può solo aggravarsi. Siamo un Paese, nonostante tutto, ancora analfabeta di letture». Milano, Italia. L’annuncio funebre in corso di Porta Romana apre la riflessione sul rapporto tra impresa e cultura, tradizione e distribuzione, scaffali di legno e catalogo Amazon, vita di quartiere e rete Internet. «Non si può ridurre il ruolo delle piccole librerie a una pura logica commerciale», sostiene l’assessore milanese alla cultura, Massimiliano Finazzer Flory: «Una classe politica coraggiosa deve dire da che parte sta, attraverso affitti flessibili e incentivi. Io non ho dubbi: sto coi librai».

I bottegai del libro sono una categoria di indipendenti accomunati dalla crisi: «Resistere è dura», a Milano centro e nell’ultima periferia. Pessimisti!, li bacchetta il vicepresidente dei librai milanesi, Salvatore Lombardo: «Basta con quest’abitudine di suonare il requiem». Abitudine? Giorgio Lodetti gestisce lo storico negozio Bocca in Galleria: «Il Comune mi ha triplicato l’affitto, da 26 a 70 mila euro. Troppo». Non stanno meglio i commercianti di Napoli, Firenze e Palermo. Storie di paure e chiusure, tenacia e passione: «Il futuro passa da specializzazione e professionalità». Ma prima, a ottobre, «faremo una grande manifestazione»: la propone Marcello Ciccaglioni, capo dei librai romani: «Vogliamo una legge che regolamenti il mercato, come in Francia».

In Italia tutto divide. Anche i libri. I quasi cento commenti sul sito del Corriere si riassumono in due categorie. La prima, romantica: «Salviamo le piccole librerie, hanno un’anima». La seconda, realistica: «Non basta, un po’ moralisticamente, dichiararsi indipendenti per farsi preferire alla grande distribuzione ». Seguono analisi sui costi, i servizi, i tempi che cambiano. Brunello Cavalli è un piccolo editore (Sbc): se le librerie saranno sostituite dai grandi marchi, sostiene, «verranno privilegiate sempre più le politiche legate ai nomi di richiamo (veline, calciatori, politici) e sempre meno le scelte di qualità. La colpa, forse, è anche di noi editori minori che non abbiamo saputo far fronte comune».

La libreria in corso di Porta Romana è già irriconoscibile: Palazzi ha tolto le insegne e coperto le vetrine con la carta da pacchi. Dopo di lui, forse, toccherà a Piermario Riva, titolare del negozio di libri per bambini Fata & Celeste: «L’ho aperto cinque anni fa con il cantante Gianni Pettenati, è un punto di riferimento per le famiglie del quartiere. Ci troveremo, a breve, a dover sospendere l’attività». La libreria di via Rugabella prende il nome da Mauro, che di cognome fa Burlini: «Anche io, a gennaio, sarò costretto a chiudere ». Dopo 56 anni di lavoro.

NOA CONTESTATA - Notte della Taranta solidarietà con la Palestina

autore: 
Cobas

La cantante Israeliana Noa e' stata contestata durante la partecipazione alla Notte della Taranta il 22 agosto a Melpignano(Lecce).
Noa, che si presenta come una "voce di pace", ha attivamente sostenuto l'operazione "piombo fuso" che Israele ha scatenato contro la Striscia di Gaza a dicembre scorso.

Di seguito il link di un'intervista di Noa al Tg1

http://www.youtube.com/watch?v=uhd1XpJqJBQ

e quello di un video girato da uno spettatore della Notte della Taranta (la contestazione si vede alla fine del video), in allegato il volantino che e' stato distribuito al pubblico.

http://www.youtube.com/watch?v=bDB40cVx5fA

Comunicato stampa
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Notte della taranta: con Noa va in scena l´ipocrisia del falso pacifismo

Questa sera alla Notte della Taranta si esibira´ la cantante israeliana Noa, che si autodefinisce una "voce di pace", e cosi´ viene anche presentata durante le sue esibizioni in Italia.

In realta´ Noa ha attivamente sostenuto i bombardamenti israeliani sulla Striscia di Gaza durante l´operazione "Piombo fuso", che hanno causato oltre 1300 morti e migliaia di feriti tra gli abitanti di Gaza.
Tra le varie interviste e dichiarazioni belliciste, Noa ha scritto una lettera "Ai miei amici palestinesi", apparsa sul sito internet Ynetnews a gennaio scorso, che si concludeva con l'augurio che Israele "possa fare il lavoro che tutti noi sappiamo deve essere fatto e finalmente vi liberi da questo cancro, da questo mostro che si chiama fanatismo e che si chiama Hamas".

Noa tace sul blocco militare che l´esercito Israeliano impone su Gaza, sul muro dell´apartheid che rinchiude i palestinesi della Cisgiordania, sulla pulizia etnica che le autorita´ israeliane compiono a Gerusalemme contro i palestinesi e sulla continua demolizione di case nei villaggi palestinesi.

Gli spettacoli di Noa e Mira Awad, che hanno recentemente rappresentato Israele al Festival Eurovision 2009 di Mosca, vengono presentati come un auspicio alla pacifica convivenza, in realta´ mascherano la vera natura dello stato di Israele, basato sull´apartheid imposto alle popolazioni palestinesi.

Ci chiediamo perche´ la direzione artistica della Notte della Taranta avvalli la complicita´ di Noa con i crimini dell´esercito di Israele.

Ci chiediamo perche´ le amministrazioni pubbliche (Regione Puglia e Provincia di Lecce), finanzino questo evento senza prendere in considerazione il fatto che la presenza di Noa legittimi il regime di apartheid israeliano.

Chiediamo alla direzione artistica della notte della taranta di dichiarare pubblicamente che artisti che promuovono la guerra e la violazione dei diritti umani non verranno mai piu´ ospitati al festival.

La Regione Puglia ha nella primavera scorsa patrocinato un convegno (h2Obiettivo 2000, promosso da Federutility) al quale partecipavano diversi esponenti del governo di Israele.

Non si possono intrattenere normali rapporti con uno stato che viola continuamente il diritto internazionale: chiediamo alla Regione Puglia di interrompere i rapporti economici, culturali o di altra natura con lo stato di Israele in quanto stato che pratica l´apartheid ed il massacro nei confronti dei palestinesi.

Campeggio di lotta antinucleare Fattizze-Nardo´, Sdl-Sindacato dei lavoratori (puglia), Sinistra Critica, Comitato "Ricordare la Nakba", Confederazione Cobas, International Solidarity Movement, Medicina Democratica (Brindisi), Collettivo salentino internazionalista "Dino Frisullo", Rete 28 Aprile (Puglia)

L'UGL della Polizia di Stato si schiera con gli operai della INNSE

autore: 
press

Una notizia di quelle sentite al volo dal TG, difficilissima da ritrovare nei media, che quasi nessuno ha rimbalzato, a parte Repubblica.it
Un piccolissimo segnale che ha un significato notevole, di questi tempi.

"Alla diffusa e continua solidarietà che si registra intorno alla lotta degli operai dello stabilimento di Lambrate, sempre domenica si era aggiunta anche quella dell'Ugl della polizia "manifestiamo la nostra vicinanza a chi lotta per difendere il posto di lavoro".

Perdere il lavoro o lavorare per il nucleare?

autore: 
stress

Proprio una bella alternativa quella che si pone davanti agli operai della INNSE. Se verrà mai siglato questo accordo con la holding Camozzi non perderanno il lavoro ma incominceranno a produrre per il nucleare.....

Da http://www.e-gazette.it/index.asp?npu=82&pagina=8

"Ansaldo-Camozzi Energy Special Components S.p.A., con sede a Milano, è specializzata nella produzione di componenti per l’industria nucleare (Generatori di Vapore, Pressurizzatori, Pressure Vessel, Contenitori per combustibile spento), nella produzione di componenti per il Petrolchimico (Reattori, Converter), e di componenti meccaniche per grandi telescopi. Ha un organico di 200 dipendenti ed un fatturato di 38 milioni di Euro (2005).
Il Gruppo Camozzi, è stato fondato a Brescia nel 1964 dai fratelli Attilio, Luigi e Giovanni Camozzi. Partendo dalla produzione di componentistica per l’automazione industriale il Gruppo è cresciuto e si è diversificato. Accanto all’Automazione, ci sono altre 3 Divisioni: Macchine Utensili (Innse Berardi, Retco, Ingersoll, Imta), Macchine Tessili (Marzoli, Vouk, Marzoli Dongtai) ed Energia (Ansaldo Camozzi). Il fatturato del Gruppo nel 2005 ha raggiunto i 370 milioni di Euro ed occupa complessivamente 3.500 dipendenti in tutto il mondo, di cui circa 2000 in Cina."
Da http://www.e-gazette.it/index.asp?npu=82&pagina=8

Insomma un gruppo specializzato in energia e forniture militari, davvero un'allegria di produzione.

CHI CASPITA E' SILVANO GENTA?

autore: 
umiltè

Una domanda si fa strada in questi giorni, mentre 5 persone sono arrampicate a più di 10 metri da terra per non farsi smantellare la fabbrica: ma chi accidenti è Silvano Genta?
E' un rottamaio, lavora a Torino, abbiamo capito.
Ma quali credenziali ha per essere ricevuto nell'ufficio di un prefetto e presentato da un rappresentante leghista come imprenditore affidabile?
E' sufficiente avere una buona parlantina per affascinare le commissioni poste a vigilare, e convincerle con promesse di miglioramenti e ampliamenti della produzione?
In questo Paese dove per ogni piccola iniziativa occorre presentare carte, documenti, dati di ogni genere, a questo signor Genta nessuno ha chiesto niente?
Perchè se veramente avesse acquistato la fabbrica a prezzo stracciato grazie all'intenzione dichiarata di aumentare la produzione e l'organico, questi accordi appariranno da qualche parte no?
L'intervento di Federica Sciarelli in questa vicenda di "Chi li ha visti?", di personaggi simbolo che si appartano a pensare alla migliore tattica da usare, è veramente benvenuto. Magari la troupe scoverà anche una foto di questo signor Genta, giusto per vederlo in faccia.

INSE

autore: 
KKKKK

OPERAI INSE SI SONO ARRAMPICATI SULLE GRU DELLA FABBRICA
SPINTONAMENTI CON GLI SBIRRI
IL PRESIDIO PROSEGUE

Istat: il 4, 9% degli italiani in poverta' assoluta - frena occupazione grandi imprese a maggio

image1: 
crisi_economica.jpg

Nel nostro Paese sono oltre 8 mln i poveri, soprattutto al Sud
(ANSA) - ROMA, 30 LUG - Nel 2008 in Italia 1.126.000 famiglie e' risultato in condizioni di poverta' assoluta: e' il 4,9% dell'intera popolazione, secondo l'Istat. Sono 8 milioni 78mila le persone povere, il 13,6% della popolazione. Le famiglie in condizioni di poverta' relativa sono stimate nel 2008 in 2 milioni e 737mila (11,3%). Il fenomeno e' piu' diffuso al sud (23,8%), dove l'incidenza di poverta' relativa e' quasi 5 volte superiore a quella del resto del Paese ed e' in crescita tra le famiglie piu' ampie.

Istat, frena occupazione grandi imprese a maggio

(Teleborsa) - Roma, 30 lug - Nel mese di maggio 2009, l'indice dell'occupazione nelle grandi imprese comprese nel campo di osservazione dell'indagine, depurato dagli effetti della stagionalità, ha registrato una variazione rispetto al mese precedente di meno 0,2 per cento al lordo della c.i.g. e di meno 0,3 per cento al netto dei dipendenti in c.i.g. Nel confronto tra la media degli ultimi tre mesi (marzo-maggio) e quella dei tre mesi precedenti si è registrato un calo dello 0,5 per cento al lordo della c.i.g. e dell'1,2 per cento al netto della c.i.g..Lo comunica l'Istat. In termini tendenziali (maggio 2009 rispetto a maggio 2008) sono state registrate variazioni negative dell'1,4 per cento al lordo della c.i.g. e del 4,2 per cento al netto della c.i.g. Nei primi cinque mesi del 2009 la variazione media dell'occupazione, rispetto allo stesso periodo del 2008, è stata di meno 1,1 per cento al lordo della c.i.g. e di meno 3,5 per cento al netto della c.i.g. Nel mese di maggio 2009 l'indice dell'occupazione alle dipendenze nelle grandi imprese dell'industria ha registrato, al netto della stagionalità, una variazione congiunturale, rispetto al mese precedente, di meno 0,3 per cento al lordo della c.i.g. e di meno 0,6 per cento al netto della c.i.g. La variazione della media degli ultimi tre mesi del 2009, rispetto ai tre mesi precedenti, è stata di meno 0,8 per cento al lordo della c.i.g. e di meno 2,7 per cento al netto della c.i.g.. L'occupazione nelle grandi imprese dell'industria ha segnato, in termini tendenziali, diminuzioni del 2,5 per cento al lordo dei dipendenti in c.i.g. e del 9,8 per cento al netto dei dipendenti in c.i.g. Complessivamente, nei primi cinque mesi del 2009 la variazione dell'occupazione, rispetto allo stesso periodo del 2008, è stata di meno 2,1 per cento al lordo della c.i.g. e di meno 8,5 per cento al netto della c.i.g. L'indice dell'occupazione alle dipendenze nelle grandi imprese dei servizi ha registrato (al netto della stagionalità) una variazione congiunturale rispetto al mese precedente di meno 0,1 per cento al lordo della c.i.g. e dello 0,2 per cento al netto della c.i.g. La variazione della media degli ultimi tre mesi rispetto ai tre mesi precedenti è stata di meno 0,3 per cento al lordo della c.i.g. e di meno 0,4 per cento al netto della c.i.g.. L'occupazione nelle grandi imprese dei servizi nel mese di maggio ha registrato variazioni tendenziali degli indici grezzi di meno 0,9 per cento al lordo della c.i.g, e di meno 1,1 per cento al netto della c.i.g. Nel confronto tra il periodo gennaio-maggio 2009 e il medesimo periodo del 2008, la variazione è stata di meno 0,6 per cento al lordo della c.i.g. e di meno 0,8 per cento al netto della c.i.g. A maggio 2009 l'indice dell'occupazione dipendente (al lordo c.i.g.) registra, in termini tendenziali, diminuzioni del 3,2 per cento nel settore delle attività manifatturiere, del 2,7 per cento nella produzione di energia elettrica, gas, vapore ed aria condizionata e dello 0,6 per cento nel settore della fornitura di acqua; attività di trattamento dei rifiuti e risanamento. Il settore delle costruzioni segna un aumento dell'8,4 per cento; tale aumento occupazionale è dovuto all'effetto delle trasformazioni societarie di alcune imprese appartenenti a tale settore. Tra i comparti delle attività manifatturiere, quelli che registrano i cali tendenziali più marcati sono le produzioni di articoli farmaceutici di base e di preparati farmaceutici (meno 7,6 per cento), la fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (meno 5,8 per cento) e le industrie tessili, abbigliamento e pelli (meno 4,8 per cento). All'interno del settore dei servizi si registrano variazioni tendenziali positive dell'1,5 per cento nel commercio e dell'1,3 per cento nelle attività di noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese. Variazioni tendenziali negative riguardano i settori servizi di alloggio e di ristorazione (meno 3,6 per cento), attività professionali, scientifiche e tecniche (meno 2,0 per cento), trasporto e magazzinaggio (meno 1,8 per cento), attività finanziarie e assicurative (meno 1,7 per cento) e servizi di informazione e comunicazione (meno 0,6 per cento). Si precisa che i dati relativi alla sezione trasporto e magazzinaggio (sia per l'occupazione, sia per le variabili orarie e retributive) sono da considerarsi provvisori in quanto gli eventi che hanno coinvolto la società Alitalia Cai hanno prodotto discontinuità nelle informazioni che impediscono al momento attuale una stima affidabile dell'indicatore dei trasporti aerei.

Carte di credito, secondo il Fmi crescono i rischi in Europa

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2009/07...

Carte di credito, secondo il Fmi crescono i rischi in Europa

27 luglio 2009

Cresce il rischio di insolvenza per le carte di credito. È quanto emerge da un rapporto del Fondo Monetario Internazionale, ripreso dal Financial Times. È atteso, infatti, anche in Europa l'ingrossarsi di un'ondata di default da parte dei consumatori, come già avvenuto negli Stati Uniti, con perdite di miliardi di dollari.

Il Fondo Monetario stima che andrà perso il 14% del totale del debito dei consumatori americani, pari a 1914 miliardi di dollari. Banche come Citigroup, Bank of America, JPMorgan Chase e Wells Fargo ed emittenti di carte di credito come American Express hanno sofferto pesanti perdite nei loro portafogli e si preparano a subirne ulteriori.

Per l'Europa, la stima del Fmi scende al 7% dei 2467 miliardi totali, con la maggior parte concentrato nel Regno Unito, il Paese in cui sono emesse il maggior numero di carte di credito. L'ultimo indice di Moody's evidenzia come nel Regno Unito la percentuale di rate non pagate sia salita dal 6,4% del totale dei crediti di maggio 2008 al 9,37% di maggio 2009. Gli analisti attendono ora ulteriori insolvenze, visto che cresce il numero dei disoccupati, così come il numero dei default personali. La recessione e la pioggia di licenziamenti rendono sempre più difficile il rimborso dei prestiti e le banche hanno iniziato ad abbassare il limite del credito concesso ai propri clienti, oltre ad accettare un minor numero di richieste di emissione di carte di credito.
27 luglio 2009

[Cina] operai uccidono dg, scontri

(ANSA) - PECHINO, 26 LUG - Circa 30.000 lavoratori di un'acciaieria hanno picchiato a morte un manager e si sono scontrati con la polizia: un centinaio i feriti. Gli operai protestavano, venerdi' scorso nella provincia di Jilin, contro l'acquisizione da parte della Jianlong Steel Holding Company, della quota di maggioranza della Tonghua Iron e Steel Group, statale. Chen Guojun, dg della Jianlong, e' stato picchiato a morte quando si e' saputo che lo scorso anno aveva guadagnato 3 milioni di yuan (300 mila euro).

SCIOPERO HOTEL HILTON MILAN

autore: 
LA CUB

LA FLAICA-CUB E I LAVORATORE HOTEL HILTON MILAN RESPINGONO IL TENTATIVO AZIENDALE DI METTERE IN ATTO UNA SERIE DI MINACCE RIVOLTE AI LAVORATORI CHE SE OPPONGONO A QUESTO PROGETTO DI ESTERNALIZZAZIONE CHE VORREBBE DIRE LICENZIAMENTI PER GLI ATTUALI DIPENDENTI E PRECARIETA A VITA PER NON QUELLI CHIAMATI A SOSTITUIRLI.
NON CI FAREMO INTIMIDIRE CONTINUAREMO LA LOTTA FINO A QUANDO LE NOSTRE GUSTE RICHIESTE SARANNO ACCOLTE.

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