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Anticapitalismo

Dialogo fra Pietro e Matteo che non sono...evangelisti

autore: 
vittoria Pietro matteo e Alice

dialogo fra Pietro e Matteo che non sono...evangelisti
Pietro

La rivoluzione, il suo momento insurrezionale, non dipenderà dagli spiriti e dalle coscienze. Se credessi a questo, io non sarei comunista. Saranno le pance e le gambe a farla.
Per questo non sono un libero pensatore
Tutti, comunisti ed anarchici danno troppa importanza al SOGGETTO RIVOLUZIONARIO e pancia e gambe globali contano più di me soggetto o solo o atruppato coi compagni!
Questa, della preminenza del soggetto, è una posizione idealista e idealizzante, autoreferrenziale.
Come comunista non mi ritrovo nel ruolo del misisonario che deve salvare le anime per un al di là da conquistare.
Chi sente avversione verso questa società e questo è il primo e indispensabile passo, sentimentale, di pancia, non per convinzione filosofica, per essere comunista, rivoluzionario non ha bisogno che tutti gli altri attorno a lui la amino
Gli fa schifo questa società e tanto a lui gli basta, questo basta per adeguare le sue azioni ai suoi sentimenti..
La teoria gli darà solo gli strumenti razionali per rendersi meglio conto del perché la schifa, e per affinare il suo comportamento ostile
Capirà allora che non deve preparare la rivoluzione, MA PREPARARSI AD ESSA,
sapendo che la preparazione, avendo tempi storici, riguarda intere generazioni di vite, con la coscienza di questo dato reale, storico, materiale ha senso qualsiasi azione in un preciso momento temporale dato, senza questa coscienza rimane mero attivismo.

Io soggetto, noi soggetti rivoluzionari, siamo le cellule di un processo che, avendo tempi storici, riguarda intere generazioni di vite, e questo è BELLISSIMO, è questo che annulla la nostra solitudine, pensare questo vuol dire che poi in effetti la solitudine in questo processo non è reale.
La tua vita, la mia vita, le nostre vite sono dentro questa serie ininterotta, se pensi questo comprendi che poi la solitudine non è reale.
l'insurrezione è un fatto che dipende da tutta la storia del mondo che va in quella direzione, quando verrà anche se già fossi cibo per vermi, avendola prevista ed essendoci per generazioni preparati, sapremo meglio come comportarci perché l'insurrezione sfoci nella possibilità che vinca e spazzi la vecchia società liberando la nuova.
Le rivoluzioni sconfitte non sono che tappe in questo percorso, e questo dato biologico e storico insieme è la debolezza del nemico, lui pare forte e vincente, pare.Non esiste un comunismo novecentesco. Non per me. Obsbawm, col suo secolo breve, è un coglione, tanto più coglione quanto più intelligente. Esistono rivoluzioni sconfitte: 1848, 1871, 1917, per indicare le date più importanti. Da quelle s'impara, fa parte della preparazione, per affrontare più agguerriti la prossima. Ci riempiano pure le teste di merda coi loro mezzi di comunicazione di massa, come stanno molto efficacemente facendo, saranno le pance a fregarli. È per questo che i situazionisti, che pure hanno alcune indubbie capacità di leggere profondamente questi tempi, non mi convincono. Mettendo troppo in primo piano lo spettacolo e i suoi mezzi tecnici per diffonderlo, pensano in fin dei conti a una rivoluzione che passi per le teste, da liberare dalla merda che la comunicazione mette loro. E ce n'è tanta che parecchi giustamente disperano di poterla più levare. Passerà per le pance, nonostante la tanta merda che c'avranno accumulato in testa. Chi crede nei valori dello spirito e dell'idea, avrà una bella sorpresa

Matteo

Caro Pietro, se il mio mettere la presa di coscienza come punto basilare è idealismo, la tua posizione, permettimi la battuta, e' una "teologia". E poi la conoscenza fuori delle accademie non è coscienza della vita e del suo processo storico e sociale nelle sue forme effettive?.
Se faccio riferimento ad un "soggetto" (collettivo) di trasformazione e'proprio perche' non credo "nell'evoluzionismo", nel determinismo e che inevitabilmente, cabalisticamente la storia vada in una direzione unilaterale e prestabilita, sono gli uomini e i rapporti di classe, il loro agire; quale classe vincerà lo scontro che porterà ad una certa evoluzione.
I tuo pare quasi in comunismo fatalista, attendista persino.
Rispetto questo senso "religioso" dell'esistenza ma non riesco a ragionare come se la vita e la storia abbiano uno scopo e un senso in se' predeterminato e contraddittoriamente neanche che esse siano una caotica catena di eventi impazziti. Soltanto nella dimensione , privata, "cellula" di un processo
storico materiale che si scandisce di generazione in generazione francamente non mi sento a mio agio. Dovrei ridurre la mia esistenza solo alla comprensione di una necessità storica e dovrei ridurre . d'altro canto, il suo sviluppo ad una ragione biologica e vitale di sopravvivenza (pancia e gambe).
Faccio riferimento ad una "soggettività"anche perché pur credendo nel crollo inevitabile del capitalismo, non e' detto che finirebbe, questo crollo, col produrre gli effetti politici-sociali che desideriamo.

Quale è' il punto in discussione? e' che le condizioni sociali dell'esistenza di tutti sono estraniate, alienate e tutte preordinate dal Sistema Capitale contro la vita individuale e personale.
Nel sistema delle merci tutto è ridotto a merce, la coscienza per prima , perché sia essa stessa una merce che si pieghi al dominio delle merce, è plasmata per le merci è mercificata, mercificati sono tutti i rapporti umani. Compito di un comunista non è quello di tenere tale cognizione per se, ma di renderla comune il più possibile, non credi?

Il "soggetto", la "soggettività" che io intendo e' la coalizione degli sfruttati che non cade dal cielo, che non ha il suo corso fatalistico quasi, ma che è lo strumento per uscire dalla condizione di merce umana:
Senza questa "unione" non arbitraria gli individui restano dei singoli separati, nemici nella concorrenza per la sopravvivenza. Questa"espressione collettiva" oggi non c'e' e non penso che prenderà forma oggettivamente, da se', senza la condivisione e la lotta. Ora è vero che l'attivismo fine a sé stesso, al particolare, non porta ad una presa di coscienza totale, ma a me pare, che nemmeno il quasi aspettare fatalmente che la storia trovi il suo sbocco; dato per naturale, porti a questa presa di coscienza.
De resto le esperienze delle rivoluzioni fallite che tu mi hai portato intanto sono avvenute perché i soggetti collettivamente si sono uniti per realizzarle, non certo perché si sono uniti sono fallite..
il resto su
http://controappunto.splinder.com/

L'abbattimento del muro di Berlino non rappresentò il crollo del socialismo

autore: 
Koba

L'abbattimento del muro di Berlino non rappresentò il crollo del socialismo ma il fallimento storico dei rinnegati revisionisti

In occasione del 20° anniversario della caduta del muro di Berlino, datata ufficialmente al 9 novembre 1989, quando il governo revisionista dell'allora DDR annunciò la rimozione dei confini con la Germania dell'Ovest, la borghesia, i governanti e i mass media dei Paesi imperialisti hanno celebrato in pompa magna quello che essi amano evocare come il "crollo del comunismo" (ma semmai si dovrebbe dire del socialismo, dato che il comunismo non è mai stato ancora storicamente realizzato), insieme a quella che essi spacciano come la "vittoria" e la "superiorità" della democrazia borghese e del capitalismo. Nella capitale della Germania riunificata si sono tenute anche le commemorazioni ufficiali dell'evento, con la cancelliera Merkel che ha passato l'ex confine a braccetto con il rinnegato Gorbaciov e l'ex leader della "rivoluzione" polacca Lech Walesa, considerati non a torto dagli imperialisti occidentali i due veri "eroi" che hanno dato la spallata decisiva al traballante e agonizzante socialimperialismo sovietico e al suo sistema di Stati satelliti revisionisti.
Ma davvero i popoli devono prestare credito a questo coro assordante, a questa nuova orgia di anticomunismo a cui partecipano con altrettanto zelo imperialisti, fascisti e rinnegati, tutti uniti nell'esaltare il presunto "fallimento del comunismo" e la "vittoria" del capitalismo? Se ciò fosse vero non si capirebbe perché a distanza di 20 anni costoro sentano ancora il bisogno di riaffermare solennemente tale "fallimento" e tale "vittoria", quando oramai dovremmo trovarci davanti a un fatto acquisito e a un capitolo chiuso.
Ma, come sono bastati pochi anni, con la prima mostruosa guerra del Golfo del 1991, che inaugurò una nuova serie interminabile di guerre imperialiste una più devastante dell'altra che continua tuttora, per spazzare via tutte le chiacchiere demagogiche e trionfalistiche sulla "fine della storia" e delle guerre, e così come è bastata la crisi finanziaria ed economica che si è abbattuta prima sugli Usa per poi contagiare tutta l'economia globalizzata, a far riapparire lo spettro del crollo del capitalismo che 20 anni fa, sull'onda dell'euforia per il crollo del muro veniva dato ormai per trionfante ed eterno, così lo spettro del socialismo deve turbare tuttora fortemente i sonni della borghesia, se essa ha bisogno di esorcizzarlo ancora con tanta enfasi e tanto dispendio di mezzi e continuare ad attaccarlo con tanta rabbia e a screditarlo agli occhi dei popoli.
La verità è che essa sa bene che nell'89 non è fallito il socialismo ma il revisionismo. Non è fallita cioè l'idea immortale della necessità storica ineluttabile del socialismo, che continua e continuerà sempre a vivere tra gli sfruttati e gli oppressi dal capitalismo e dall'imperialismo, ma è fallito solo il simulacro di socialismo che era rimasto dell'Urss e degli altri Paesi ex socialisti dell'Est dopo il colpo di Stato dei revisionisti kruscioviani del XX congresso del Pcus nel 1956, che con la "destalinizzazione" aveva rovesciato la dittatura del proletariato e restaurato quella della borghesia, avviando già da allora, come aveva lucidamente previsto Mao, la rovinosa parabola che si sarebbe conclusa nell'89 con la resa al capitalismo e all'imperialismo dichiarata dal rinnegato Gorbaciov. Con la stessa logica, dopo la morte di Mao, anche in Cina la borghesia ha ripreso il potere trasformando questo glorioso Paese socialista in una tenebrosa dittatura fascista, dove imperversano il capitalismo selvaggio e il supersfruttamento dei lavoratori e dell'ambiente.

La lotta di classe continua anche nel socialismo
Il socialismo non è fallito, perché finché furono vivi Lenin e Stalin in Urss e Mao in Cina esso ha conosciuto sempre grandi e ininterrotti successi in tutti i campi, fino a rappresentare al momento della sua massima espansione, negli anni '50, una grande parte del mondo e dell'umanità e da costituire il faro indiscusso che illuminava la strada al proletariato dei Paesi capitalisti e ai popoli che lottavano per liberarsi dal colonialismo e dall'imperialismo. Il problema è, come ha dimostrato Mao con la Grande rivoluzione culturale proletaria, che anche nel socialismo la lotta di classe continua ad operare e la borghesia può sempre tornare al potere, se non si trasforma la coscienza delle masse secondo la concezione proletaria del mondo e non si educano milioni di successori della causa della rivoluzione proletaria.
In Urss, come detto, un colpo di Stato della borghesia annidata nel partito è riuscito, approfittando della morte di Stalin, a troncare il processo rivoluzionario già nel '56; mentre in Cina, anche sulla base di quella esperienza negativa, Mao era riuscito con la Rivoluzione culturale proletaria ad avviare tale processo e a far progredire l'esperienza socialista per altri 20 anni conseguendo importanti successi ed ispirando grandi lotte in tutto il mondo, tra cui la grande stagione rivoluzionaria del '68 in America e in Europa. Ma non ha potuto finire l'opera, e dopo la sua morte anche la Cina ha cambiato colore.
Non soltanto Mao aveva denunciato fino dal 1956 la restaurazione del potere della borghesia in Urss attraverso la cricca revisionista kruscioviana e previsto la sua involuzione capitalista e socialimperialista, ma era anche pienamente cosciente che ciò sarebbe potuto accadere anche alla Cina, se il partito avesse abdicato anche per un momento alla lotta di classe e smesso di lottare per la rivoluzione e il socialismo: "La grande rivoluzione culturale in corso - metteva in guardia Mao nel 1966 - non è che la prima di questo genere; sarà necessario intraprenderne delle altre. Nella rivoluzione la questione di sapere di chi sarà la vittoria non sarà risolta che al termine di un lungo periodo storico. Se non agiamo come si deve, la restaurazione del capitalismo può prodursi in ogni momento. I membri del Partito e il popolo intero non devono credere che tutto andrà bene dopo una, o due o anche tre o quattro grandi rivoluzioni culturali. Restiamo in guardia e non allentiamo mai la nostra vigilanza".
Quanta lucidità e lungimiranza in questi insegnamenti di Mao, che ci spiegano in maniera chiara e rigorosa, come solo chi padroneggia e applica a fondo il metodo marxista-leninista, il perché e come è potuto accadere che grandi fortezze socialiste come l'Urss e la Cina siano state espugnate dall'interno dopo aver resistito ai più tremendi assalti del capitalismo e dell'imperialismo.
Per quanto riguarda la fortezza sovietica ciò era già successo nel 1956, anche se per ingannare il suo e gli altri popoli che continuavano a guardare ad essa come al bastione del socialismo nel mondo, la cricca revisionista al potere manteneva formalmente ancora un simulacro di società socialista.
Dietro questo simulacro i rinnegati revisionisti del Cremlino ammantavano in realtà una politica di affamamento delle masse sovietiche e di sfruttamento dei paesi revisionisti dell'Est, per alimentare con Breznev, Andropov e Cernenko la corsa agli armamenti necessaria a soddisfare le loro smanie espansioniste e imperialiste, come in Afghanistan, e a reggere il confronto con la superpotenza americana allora in piena espansione militare con il guerrafondaio Reagan. Un confronto che si rivelerà disastroso e porterà l'Urss prima alla bancarotta economica e quindi, con Gorbaciov, alla disgregazione politica e statuale e alla resa all'imperialismo occidentale.

Alternanza delle fasi storiche
Ciò non deve però scoraggiare i sinceri anticapitalisti, né tantomeno fargli prestare orecchio alle menzogne dei reazionari e dei rinnegati sul presunto "fallimento del socialismo", perché come abbiamo visto non di questo si tratta ma del fallimento del revisionismo, che non è nemmeno riuscito a sopravvivere a sé stesso e ha dovuto arrendersi e riciclarsi nel capitalismo: come è successo in Russia e negli altri paesi dell'Est, dove molti degli ex dirigenti revisionisti si sono arricchiti e sono diventati magnati capitalisti e boss mafiosi. E così è successo nei paesi capitalisti come l'Italia, dove i rinnegati revisionisti si sono inseriti anch'essi nel sistema corrotto, piduista e mafioso che sta alla base del regime neofascista imperante.
Guardando le cose su scala storica e con metodo materialistico è del tutto naturale che la lotta titanica per il socialismo alterni fasi di successi e di sconfitte, anche per periodi relativamente lunghi. Anche perché quando erano ancora vivi Lenin, Stalin e Mao, specie dopo la sconfitta del nazi-fascismo da parte dell'Urss e la vittoria della rivoluzione in Cina, fino alla metà degli anni '70, il vento della rivoluzione prevaleva sul vento della controrivoluzione. Mentre da allora il vento si è rovesciato ed è seguita una lunga gelata controrivoluzionaria che ora comincia a scongelarsi. E tuttavia non senza violenti sussulti e scossoni che hanno finito per mutare profondamente gli equilibri geopolitici e che prefigurano nuovi sconvolgimenti rivoluzionari.
Come ci ricorda Mao in una conversazione del 1968: "Secondo il punto di vista leninista, la vittoria finale in un paese socialista non solo richiede gli sforzi del proletariato e delle larghe masse popolari del proprio paese, ma dipende anche dalla vittoria della rivoluzione mondiale e dall'abolizione del sistema di sfruttamento dell'uomo sull'uomo su tutta la Terra, in modo che tutta l'umanità raggiunga l'emancipazione. Perciò parlare alla leggera della vittoria finale della rivoluzione nel nostro paese è erroneo, va contro il Leninismo e non corrisponde neanche ai fatti".
"Il che non significa - sottolinea il compagno Giovanni Scuderi nel discorso Mao e il socialismo tenuto alla commemorazione del 15° Anniversario della scomparsa di Mao - che non si può realizzare il socialismo in un solo paese, ma solamente che la vittoria definitiva del socialismo si può avere quando in tutto il pianeta sventola la bandiera rossa".
"Con la caduta del grande bastione rosso della Cina, dopo quello sovietico vent'anni prima - proseguiva il compagno Scuderi - si conclude una fase della storia della dittatura del poletariato, ora si tratta di aprirne un'altra forti dell'esperienza accumulata nel passato. Non sappiamo quanto tempo passerà prima di allora, ma è certo che passerà. Dalla Comune di Parigi all'Ottobre sovietico passarono 46 anni e altri 32 prima dell'Ottobre cinese. Quanti altri anni dovremo ancora aspettare prima del trionfo dell'Ottobre italiano? Noi ce la mettiamo tutta per affrettarne i tempi, quanto prima il proletariato si sveglierà e ce ne darà la forza tanto prima sventolerà la bandiera rossa in Italia".
È questo lo spirito marxista-leninista con cui i sinceri anticapitalisti e fautori del socialismo devono guardare e giudicare gli avvenimenti dell'89, senza farsi confondere dai falsi e ingannatori proclami trionfalistici dei reazionari anticomunisti e dei rinnegati, per continuare a lottare con rinnovata forza e fiducia con il PMLI per l'Italia unita, rossa e socialista.

Commerce Bank of Southwest Florida “Fallita 124ma banca Usa”

Banche Usa

Come ogni week-end, giunge la notizia che in America è fallita l’ennesima banca.
Lo scorso sabato, 13 Novembre, era stata raggiunta la quota di 123 istituti falliti nel 2009.
Fonte dell’ultimo round è CnnMoney.com in data 20 Novembre.
La banca fallita di questo week-end è la Commerce Bank of Southwest Florida. Gli analisti avevano previsto altri fallimenti entro la fine d’anno e la realtà conferma.
Aggiungiamo, che i nostri più importanti quotidiani, Ansa compresa, per la terza settimana, non hanno riportato la notizia dei fallimenti bancari in Usa.

http://www.reset-italia.net/2009/11/21/commerce-bank-of-southwest-florid...

Assemblea vs il CORTEO di Sabato 28 Novembre a Rho: "Sul lavoro, sui saperi e sui diritti non si specula!"

25/11/2009 - 21:30
25/11/2009 - 23:30
Etc/GMT+1
autore: 
Uniti contro la Crisi

Assemblea @ sos Fornace Rho
Via San Martino 20 (dietro la Stazione Fs)

UNIAMO LE VERTENZE CONTRO LA CITTA' VETRINA

Nel territorio di Rho e dei comuni limitrofi, sotto l’influenza di Fiera ed Expo, si sta verificando un processo di desertificazione del tessuto produttivo per favorire la speculazione immobiliare. La situazione dell’Alfa Romeo di Arese è in questo senso emblematica: mentre Fiat tenta di cancellare gli ultimi insediamenti rimasti, trasferendoli a Torino, Regione Lombardia e i Comuni, dopo avere disatteso tutti gli impegni per la reindustrializzazione dell’area, e avere favorito il progressivo smantellamento delle attività produttive, si apprestano ora a definirne la nuova vocazione urbanistica terziaria, residenziale e ricettiva, spartendosi la torta degli oneri di urbanizzazione. La lotta dei lavoratori dell’Alfa Romeo, che non lasceremo soli, non mira semplicemente a conservare centinaia di posti di lavoro, peraltro importantissimi in una fase di profonda crisi economica, ma rappresenta un’idea di città alternativa alla città vetrina che si limita ad esporre merci e servizi prodotti altrove. A questo territorio serve un’industria di qualità, la cui competitività sia basata sugli investimenti e sulla ricerca, che valorizzi saperi e professionalità accumulati in anni, creando un’occupazione anch’essa di qualità, nel rispetto dei diritti sindacali e al di fuori dalle prassi ormai diffusissime del lavoro precario e del lavoro nero.
Allo stesso modo sosteniamo la lotta dei lavoratori dell’Agile ex Eutelia di Pregnana, che da una settimana hanno occupato l’azienda e stanno facendo un presidio permanente contro i 237 licenziamenti annunciati e contro un disegno finanziario fallimentare che, attraverso il sistema delle scatole cinesi, sta causando la perdita di migliaia di posti di lavoro in tutte le società del Gruppo Omega nel totale disinteresse delle istituzioni regionali e nazionali.
Ed anche in questo caso le tentazioni di una speculazione immobiliare sono forti, visto che la sede di Pregnana sta accanto alla nuova stazione ferroviaria che la collega direttamente con Fiera ed Expo.
In questo contesto la follia del Piano di Governo del Territorio presentato dal Sindaco di Rho prevede di trasformare l’area industriale di Mazzo, 900.000 mq adiacenti alla Fiera con oltre 250 piccole e medie aziende attive, in un’area a destinazione alberghiera, commerciale e residenziale, dando ai proprietari dei capannoni un vero e proprio incentivo a trasferirsi altrove, mettendo così a rischio migliaia di posti di lavoro.
A fronte dei 70.000 posti di lavoro precari promessi per l’Expo 2015, il nostro territorio si trova nella realtà dei fatti a fare i conti con un’accelerazione della crisi e dei processi di dismissione industriale, che sta comportando un incremento esponenziale della disoccupazione, senza offrire in prospettiva una nuova vocazione territoriale che dia un futuro
credibile ai giovani e ai lavoratori attualmente occupati.
Promuoviamo su questi temi una manifestazione che si terrà sabato 28 novembre a Rho, con l’intento di dare una voce unitaria alle vertenze dei lavoratori, dei cittadini e degli studenti che, sempre per le medesime ragioni, non trovano risposte dalle istituzioni ai propri bisogni e vedono mortificati i propri diritti al reddito, ai saperi, alla mobilità, alla sanità e ad un ambiente vivibile, da una pianificazione territoriale che mira a senso unico alla speculazione e alla cementificazione selvaggia.

Sab 28 Nov CORTEO per il LAVORO i DIRITTI e contro le SPECULAZIONI @ Stazione Fs - RHO

28/11/2009 - 09:00
28/11/2009 - 12:30
Etc/GMT+1
autore: 
Uniti contro la Crisi
image1: 
28.jpg

SABATO 28 NOVEMBRE @ RHO 9.30 PIAZZALE STAZIONE
MANIFESTAZIONE: "SU LAVORO, SAPERI E DIRITTI NON SI SPECULA!"

Nel territorio Rhodense, sotto l'influenza di Fiera ed Expo, si sta verificando un processo di desertificazione del tessuto produttivo per favorire la speculazione immobiliare.
La situazione dell'Alfa di Arese è emblematica: mentre Fiat tenta di cancellare gli ultimi insediamenti rimasti, trasferendoli a Torino, Regione Lombardia e i Comuni, dopo avere disatteso tutti gli impegni per la reindustrializzazione dell'area, e avere favorito il progressivo smantellamento delle attività produttive, si apprestano ora a definirne la nuova vocazione urbanistica terziaria, residenziale e ricettiva, spartendosi la torta degli oneri di urbanizzazione.
A Pregnana i lavoratori dell'Agile ex Eutelia da una settimana hanno occupato l'azienda contro i 237 licenziamenti annunciati e contro un disegno finanziario fallimentare che sta causando la perdita di migliaia di posti di lavoro in tutte le società del Gruppo Omega, nel totale disinteresse delle istituzioni regionali e nazionali. Ed anche in questo caso le tentazioni di una speculazione immobiliare sono forti, visto che la sede di Pregnana sta accanto alla nuova stazione ferroviaria che la collega direttamente con Fiera ed Expo.
In questo contesto la follia del Piano di Governo del Territorio presentato dal Sindaco di Rho prevede di trasformare l'area industriale di Mazzo, 900.000 mq adiacenti alla Fiera con oltre 250 piccole e medie aziende attive, in un'area a destinazione alberghiera, commerciale e residenziale, dando ai proprietari dei capannoni un vero e proprio incentivo a trasferirsi altrove, mettendo così a rischio migliaia di posti di lavoro.
A fronte dei 70.000 posti di lavoro precari promessi per l'Expo 2015, il nostro territorio si trova nella realtà dei fatti a fare i conti con un'accelerazione della crisi e dei processi di dismissione industriale, che sta comportando un incremento esponenziale della disoccupazione, senza offrire in prospettiva una nuova vocazione territoriale che dia un futuro credibile ai giovani e ai lavoratori attualmente occupati.
Saremo in piazza sabato 28 novembre a Rho, con l'intento di dare una voce unitaria alle vertenze dei lavoratori, degli studenti e dei cittadini che, a causa di queste speculazioni, non trovano risposte dalle istituzioni ai propri bisogni e vedono mortificati i propri diritti al reddito, ai saperi, alla mobilità, alla sanità e ad un ambiente vivibile, da una pianificazione territoriale che mira a senso unico alla speculazione e alla cementificazione selvaggia.

UNIAMO LE VERTENZE DENTRO E CONTRO LA CITTA' VETRINA

Centro Sociale SOS Fornace (Rho-Pero), Comitato No Expo (Milano), SIM - Studenti In Movimento (Rho), Collettivo Oltre Il Ponte (Nerviano), La Spinta! (Rho), RSU Agile/Eutelia (Pregnana), SLAI Cobas Alfa Romeo (Arese), FLMU-CUB Alfa Romeo (Arese), FIOM Sempione, CUB (Rho e Legnano), SLAI Cobas (Rho), Comunisti - Sinistra Popolare (Rho), Rifondazione Comunista (Nord Ovest Milano) Sinistra Critica (Nord Ovest Milano), Comunisti Uniti

Per Info e adesioni:
www.sosfornace.org
sosfornace@inventati.org

SU LAVORO, SAPERI E DIRITTI NON SI SPECULA!

autore: 
Uniti contro la Crisi
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28.jpg

SABATO 28 NOVEMBRE @ RHO 9.30 PIAZZALE STAZIONE
MANIFESTAZIONE: "SU LAVORO, SAPERI E DIRITTI NON SI SPECULA!"

Nel territorio Rhodense, sotto l'influenza di Fiera ed Expo, si sta verificando un processo di desertificazione del tessuto produttivo per favorire la speculazione immobiliare.

La situazione dell'Alfa di Arese è emblematica: mentre Fiat tenta di cancellare gli ultimi insediamenti rimasti, trasferendoli a Torino, Regione Lombardia e i Comuni, dopo avere disatteso tutti gli impegni per la reindustrializzazione dell'area, e avere favorito il progressivo smantellamento delle attività produttive, si apprestano ora a definirne la nuova vocazione urbanistica terziaria, residenziale e ricettiva, spartendosi la torta degli oneri di urbanizzazione.

A Pregnana i lavoratori dell'Agile ex Eutelia da una settimana hanno occupato l'azienda contro i 237 licenziamenti annunciati e contro un disegno finanziario fallimentare che sta causando la perdita di migliaia di posti di lavoro in tutte le società del Gruppo Omega, nel totale disinteresse delle istituzioni regionali e nazionali. Ed anche in questo caso le tentazioni di una speculazione immobiliare sono forti, visto che la sede di Pregnana sta accanto alla nuova stazione ferroviaria che la collega direttamente con Fiera ed Expo.

In questo contesto la follia del Piano di Governo del Territorio presentato dal Sindaco di Rho prevede di trasformare l'area industriale di Mazzo, 900.000 mq adiacenti alla Fiera con oltre 250 piccole e medie aziende attive, in un'area a destinazione alberghiera, commerciale e residenziale, dando ai proprietari dei capannoni un vero e proprio incentivo a trasferirsi altrove, mettendo così a rischio migliaia di posti di lavoro.

A fronte dei 70.000 posti di lavoro precari promessi per l'Expo 2015, il nostro territorio si trova nella realtà dei fatti a fare i conti con un'accelerazione della crisi e dei processi di dismissione industriale, che sta comportando un incremento esponenziale della disoccupazione, senza offrire in prospettiva una nuova vocazione territoriale che dia un futuro credibile ai giovani e ai lavoratori attualmente occupati.

Saremo in piazza sabato 28 novembre a Rho, con l'intento di dare una voce unitaria alle vertenze dei lavoratori, degli studenti e dei cittadini che, a causa di queste speculazioni, non trovano risposte dalle istituzioni ai propri bisogni e vedono mortificati i propri diritti al reddito, ai saperi, alla mobilità, alla sanità e ad un ambiente vivibile, da una pianificazione territoriale che mira a senso unico alla speculazione e alla cementificazione selvaggia.

UNIAMO LE VERTENZE DENTRO E CONTRO LA CITTA' VETRINA

Centro Sociale SOS Fornace (Rho-Pero), Comitato No Expo (Milano), SIM - Studenti In Movimento (Rho), Collettivo Oltre Il Ponte (Nerviano), La Spinta! (Rho), RSU Agile/Eutelia (Pregnana), SLAI Cobas Alfa Romeo (Arese), FLMU-CUB Alfa Romeo (Arese), FIOM Sempione, CUB (Rho e Legnano), SLAI Cobas (Rho), Comunisti - Sinistra Popolare (Rho), Rifondazione Comunista (Nord Ovest Milano) Sinistra Critica (Nord Ovest Milano), Comunisti Uniti

Per Info e adesioni:
www.sosfornace.org
sosfornace@inventati.org

Ambrogini, premiati Marina Berlusconi e i vigili del bus-galera per i clandestini

Si tratta degli stessi agenti che qualche settimana fa fecero discutere l'Italia dopo il video esclusivo di Repubblica che li coglieva mentre davano la caccia ai clandestini sul bus-galera: la decisione è stata votata solo dal centrodestra
Marina Berlusconi
Marina Berlusconi
Il presidente di Mondadori e Fininvest, Marina Berlusconi, riceverà il prossimo 7 dicembre l'Ambrogino, la massima benemerenza civica di Milano. Ma il suo premio, come pure quello al nucleo dei vigili che dà la caccia ai clandestini, è stato approvato soltanto dai partiti di centrodestra: gli stessi vigili, peraltro, qualche settimana fa fecero discutere l'Italia dopo il video esclusivo di Repubblica che li coglieva mentre davano la caccia ai clandestini sul cosiddetto "bus-galera".

Dopo oltre 12 ore di accesi dibattiti, a notte fonda la commissione comunale è stata costretta a procedere a maggioranza per chiudere la rosa dei vincitori degli Ambrogini 2009. In tutto sono tre le medaglie d'oro che non avranno il sigillo dell'unanimità: quella per la figlia del premier, candidata dal sindaco Letizia Moratti; quella per la squadra della polizia locale che cerca gli irregolari sui mezzi pubblici, sostenuta dalla Lega Nord, e quella per l'islamico moderato Asfa Mahmoud, presidente del centro di preghiera musulmana di via Padova e sponsorizzato dal Pdl, su cui il Carroccio ha votato contro. Allo scrittore Roberto Saviano sarà conferita la cittadinanza onoraria.

Tra i meritevoli dell'Ambrogino, edizione 2009, che invece hanno raccolto il consenso di tutte le forze politiche ci sono anche due calciatori simbolo di Inter e Milan, Giuseppe Bergomi e Paolo Maldini; gli stilisti Domenico Dolce e Stefano Gabbana; i direttori dei giornali Libero e La Stampa, rispettivamente Maurizio Belpietro e Mario Calabresi; il presidente della Triennale, Davide Rampello; l'associazione Libera di don Luigi Ciotti, il rettore dello Iulm, Giovanni Puglisi; l'architetto Stefano Boeri. Intesa anche sulle medaglie alla memoria per Camilla Cederna e per il poeta Giovanni Raboni e sulle Grandi medaglie d'oro che saranno conferite al Pio Albergo Trivulzio, ai salesiani, all'ospedale Niguarda e al beato don Carlo Gnocchi.

::: Piazza24maggio ::COV.MALATESTA .ACERO..........:: Benefit x sid, marcelo, paolo, mattia, inez

21/11/2009 - 19:00
21/11/2009 - 23:59
Etc/GMT+1
autore: 
xxx
image1: 
taz DEMI.jpg

benefit spese legali

[Sardegna] Operai Alcoa sequestrano dirigenti

autore: 
sardus in fabula

Io l'avevo scritto qualche giorno fa:

http://lombardia.indymedia.org/node/23154

la situazione economica in Sardegna é drammatica, infatti é di oggi la notizia dalla solita fregatura dell'Alcoa e delle istituzioni contro il popolo sardo. Dopo aver annunciato che nessun operaio avrebbe perso il posto, adesso l'Alcoa si tira indietro.

Dopo le botte dell'altro ieri agli operai dell'Alcoa
http://www.youtube.com/watch?v=RsVM3_gCIgg

ora gli operai reagiscono e occupano e sequestrano lo stabilimento (con dentro direttore e vice direttore dentro):

http://video.corriere.it/?vxSiteId=404a0ad6-6216-4e10-abfe-f4f6959487fd&...

Articolo La Repubblica:
http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/economia/alcoa-chiude/alcoa-chi...

BENEFIT BASS SHAKE UR ASS

21/11/2009 - 23:00
21/11/2009 - 23:59
Etc/GMT+1
autore: 
GPT & CSP COMO
image1: 
21novweb.jpg

BENEFIT REGGAE+DRUM N BASS PARTY
A SOSTEGNO DEI COLLETTIVI COMASCHI
GRUPPO POLITICO TERRITORIALE E COLLETTIVO STREET PARADE
AL CSOA MOLINO DI LUGANO
INFO
http://fotolog.com/24maggio
http://ecn.org/molino

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