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Anticapitalismo

::: Piazza24maggio ::COV.MALATESTA .ACERO..........:: Benefit x sid, marcelo, paolo, mattia, inez

21/11/2009 - 19:00
21/11/2009 - 23:59
Etc/GMT+1
autore: 
xxx
image1: 
taz DEMI.jpg

benefit spese legali

[Sardegna] Operai Alcoa sequestrano dirigenti

autore: 
sardus in fabula

Io l'avevo scritto qualche giorno fa:

http://lombardia.indymedia.org/node/23154

la situazione economica in Sardegna é drammatica, infatti é di oggi la notizia dalla solita fregatura dell'Alcoa e delle istituzioni contro il popolo sardo. Dopo aver annunciato che nessun operaio avrebbe perso il posto, adesso l'Alcoa si tira indietro.

Dopo le botte dell'altro ieri agli operai dell'Alcoa
http://www.youtube.com/watch?v=RsVM3_gCIgg

ora gli operai reagiscono e occupano e sequestrano lo stabilimento (con dentro direttore e vice direttore dentro):

http://video.corriere.it/?vxSiteId=404a0ad6-6216-4e10-abfe-f4f6959487fd&...

Articolo La Repubblica:
http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/economia/alcoa-chiude/alcoa-chi...

BENEFIT BASS SHAKE UR ASS

21/11/2009 - 23:00
21/11/2009 - 23:59
Etc/GMT+1
autore: 
GPT & CSP COMO
image1: 
21novweb.jpg

BENEFIT REGGAE+DRUM N BASS PARTY
A SOSTEGNO DEI COLLETTIVI COMASCHI
GRUPPO POLITICO TERRITORIALE E COLLETTIVO STREET PARADE
AL CSOA MOLINO DI LUGANO
INFO
http://fotolog.com/24maggio
http://ecn.org/molino

le cifre dell'oro blu

autore: 
vittoria oliva

LE CIFRE DELL'ORO BLU
E dove ce oro c'è guerra.
E inoltre in molti punti strategici la guerra dell'acqua si somma a quella delle pipeline

il Dominino si "esercita" su tutte le materie prime a livello globale
In alcune zone la scarsità di acque provocherà e già sta provocando conflitti, fino a quanto gestibili? la privatizzazione già in stato avanzato in certi paesi attenuerà forse questi conflitti? Non è logicamente pensabile.
Cifre:
Quasi il 40% della popolazione mondiale dipende da sistemi fluviali in comune a due o molteplici paesi. L'India e il Bangladesh configgono per il Gange, il Messico e gli Stati Uniti per il Colorado, la Cecoslovacchia e l'Ungheria per il Danubio; Asia centrale: ex repubbliche sovietiche, , si contendono due fiumi super sfruttati , l'Amu Darja e il Sjr Darja. Centrale è questa contesa nel Medio Oriente dove l'oro blu si intreccia ad altre questioni
Conflitti tra Isarele Palestina Turchia e Kurdistan Armenia ci sono non solo per le pipeline ma anche per l'acqua
il 24 marzo del 2009 : storico incontro a Baghdad tra il Capo di Stato turco Abdullah GulIl e il Presidente iracheno Jalal Talaban, il turco ha fatto capire all'iracheno che deve fare il duro con i Pkk : la Turchia ha in mano la carta vincente ossia le dighe costruite sul Tigri e l'Eufrate, dighe che limitano le riserve idriche irachene: la grane Diga di Ataturk è la sesta al mondo;
si sviluppa lungo il tratto inferiore dei corsi d'acqua dl Tigre e l' Eufrate che irrigano la zona comprendente le pianure di Gazi Antep; Şanil
Urfa, Adiyaman, Diyarbakir, Mardin Siirt, Batman e Sirnak. Il progetto GAP ha ripercussioni anche sul clima della regione: chi è padrone dell'acqua è padrone di un bene primario ma anche dell'energia che ne ricava, e queste dighe sono nelle zone che rivendicano i Curdi. Israele e Turchia sono i gendarmi della zona: Palestinesi, Armeni e Kurdi hanno pagato lo scotto duramente: come la questione sia intrigate ed annosa basta leggere questo link
http://www.rivistaindipendenza.org/movlibnaz/conflitto%20israelo-kurdo.h...
e soffermarsi su questo punto:
"Ironicamente due altre fonti potenziali di acqua per Israele e per i suoi alleati arabi e palestinesi, i fiumi Seyhan e Ceyhan nella piana Cilician, mentre erano precedentemente fuori dai confini geografici del Kurdistan turco sono diventati più largamente popolati dai kurdi come risultato di pratiche di pulizia etnica condotte dal governo turco nello scorso decennio e che si sono intensificate dalla guerra del Golfo. Adana, la più vasta città della piana, e attraverso cui il Seyhan scorre, ha ora una popolazione per più del 25% curda. Questa è la stessa regione che ha due oleodotti (recentemente riaperti) che partono dal Kurdistan iracheno ed arrivano a Yumurtalik sulla costa mediterranea. I due oleodotti e i quattro fiumi -Seyhan, Ceyhan, Eufrate e Tigri- simboleggiano la confluenza di due delle più ambite merci nel mondo e della regione: petrolio e acqua. Il petrolio per gli Stati Uniti, i paesi occidentali ed il Giappone, e l'acqua per Israele ed il suo gruppo di nuovi alleati arabi. L'acqua per i secondi, specialmente palestinesi e giordani, è necessaria per assicurare una crescita economica sufficiente a controllare le rivolte nazionaliste che si stanno sempre di più esprimendo nei movimenti e nei discorsi islamisti. La crescita del nazionalismo arabo nella parte orientale del mediterraneo presenta il rischio di diffondersi nella regione del Golfo e di minacciare i regimi che controllano le forniture di petrolio per l'Occidente e il Giappone".

Tanto credo sia sufficiente per capire come siano dirompenti e difficilmente governabili i conflitti.
Tra le varie "contese" troviamo anche"'Egitto con una notevole crescita demografica e fonti di approvvigionamento idrico molto limitate sul proprio territorio nazionale. 56 milioni di persone in Egitto dipendono quasi interamente dalle acque del Nilo,il problema però è che le scaturigini del fiume non si trovano all'interno del paese." l'85% del Nilo è generato dalla piovosità in Etiopia e scorre come Nilo azzurro nel Sudan prima di entrare in Egitto. La parte restante dipende dal sistema del Nilo bianco, che ha le sue sorgenti in Tanzania, al lago Vittoria, e si congiunge al Nilo azzurro nei pressi di Khartoun. Il fiume più lungo del mondo rifornisce in tutto nove nazioni, e in Egitto arriva per ultimo. Sulla base di un accordo sottoscritto nel 1959 con il Sudan, l'Egitto ha diritto ogni anno a 55,5 miliardi di metri cubi d'acqua del Nilo, mentre al Sudan ne sono stati assegnati 18,5. Per soddisfare il suo fabbisogno l'Egitto integra l'acqua del Nilo con piccole quantità di acque freatiche, con l'acqua del drenaggio agricolo e con acque di scolo municipali trattate. Nel 1990, ha avuto una disponibilità di 63,5 miliardi di metri cubi di acqua. sfortunatamente, anche secondo le proiezioni più modeste la domanda idrica egiziana salirà a 69,4 miliardi di metri cubi per la fine del decennio."
Così dicevano.

Basta leggere i paesi, fare riferimento alla loro situazione attuale è abbiamo ancor più chiaro il quadro generale.

Come sia esplodente la situazione della guerra dell'acqua è chiaro anche perché tutti siamo acculturarti più o meno, e sappiamo che: è vero la superficie terrestre è coperta per il 71% di acqua, ma questa è costituita per il 97,5% da acqua salata. L’acqua dolce è per il 68,9% contenuta in ghiacciai e nevi perenni, per il 29,9% nel sottosuolo e solo lo 0,3% è localizzata in fiumi e laghi, e quindi potenzialmente disponibile. Tale quantità corrisponde allo 0,008% dell’acqua totale del pianeta. E questo spiega gli interessi: è una materia prima pregiatissima! RARA e sempre più...cara perchè rara;e spiega perché si cerca acqua sulla Luna, su Marte.
Scarsa è l'acqua dolce e distribuita in maniera ineguale sul globo terrestre.
La maggior parte di acqua è concentrata in alcuni bacini in Siberia, nella regione dei grandi laghi in Nord America, nei laghi Tanganika, Vittoria e Malawi in Africa, mentre il 27% è costituita dai cinque più grandi sistemi fluviali: il Rio delle Amazzoni, il Gange con il Bramaputra, il Congo, lo Yangtze e l’Orinoco.
Il conflitto per l'oro blu si sviluppa a livello globale come quello per le pipeline di petrolio e gas. E queste sono le motivazioni reali delle privatizzazioni.

Nel mondo, un miliardo e 400 milioni di persone del pianeta non hanno accesso all’acqua potabile.Con le privatizzazioni già in atto e quelle a venire non penso per loro un futuro più...umido.. pensate che tempo fa dicevano "Negli ultimi cinquant’anni la disponibilità d’acqua è diminuita di tre quarti in Africa e di due terzi in Asia. La FAO prevede che nel 2000 saranno almeno 30 i paesi che dovranno far fronte a crisi idriche croniche"; ed ora siamo nel 2009. La "questione" è annosa, antica come tutte le "questioni". Ed è una "questione" che rende evidente l'assurdità del Sistema Capitale che rende la prima fonte di vita dell'umanità, quella senza la quale nessuna civiltà una merce, una risorsa strategica per il Potere.
A me pare evidente che un sistema che: fame e sete non merita altro che di andare a fare in culo CON OGNI MEZZO NECESSARIO! più metteteci il resto: ma veramente non servono mica analisi approfondite, ma solo i dati di fatto per dire.
QUESTO E' UN SISTEMA DA ABBATTERE.

Gran livellatore il capitale dicevo ieri, è vero: infatti l'acquedotto pugliese si troverà nelle stesse condizioni rispetto al forte NORD come i paesi...in sviluppo citati sopra, con l'aggravante magari che noi non abbiamo il Nilo il Tigri e L'Eufrate,l' Orinoco, il Gange...e noi ci abbiamo solo Po, Arno il Piave, Sarca Mincio, il Volturno, il Tevere, il Noce e in Puglia il...Cervaro.....
dei ruscelletti insomma, rispetto ai fiumi citati, certo godendone libera-mente ci basterebbero, ma libera-mente non c'è!
ok vuol dire che incomincerà la borsa nera e no dell'acqua oltre quella delle bottiglie in plastica e poi la trafila dei tipi che verranno a suonare per...l'acqua più conveniente..in un primo momento, ma la "gente" alla fine si stuferà alla grande io credo....no dico alla fine qualche ciocco di legno per fare uno stufato collettivo si troverà con l'acqua bastante! e in finale è quello che cercano! che si sono "stufati" di fare affari su tutto, sono più stanchi ed esauriti di noi!!!!
Vittoria
L'avamposto degli Incompatibili
http://controappunto.splinder.com/

I terro-buonisti

autore: 
***

I terro-buonisti.

Nella scorsa settimana è giunto alla redazione bolognese dell’Unità un documento di 4 cartelle a firma “Nuclei di azione territoriale (Luca ed Annamaria Mantini)” che contiene una analisi della situazione e la proposta di una ripresa della lotta armata.
Il testo è certamente opera di “professionisti” e va preso sul serio, ma chi sono i veri autori e che intenzioni hanno?

Il documento è molto ripetitivo e sembra scritto da persona di qualche cultura sociologica prossima alla sinistra alternativa (scrive “migranti” al posto di “Immigrati”), e mostra con qualche incertezza lessicale (scrive “succube” al posto di “succubo”; Succube è il nome tardo latino di un demone in forma di donna). Non ci sono particolari pregi di originalità e si riprendono molti argomenti della polemica degli ultimi mesi.
Si parla di una sorta di nuovo fascismo caratterizzato dal monopolio dei mezzi di informazione e dell’apparato repressivo, che rendono inefficace qualsiasi azione democratica, per cui bisogna andare al di là dell’usuale dialettica democratica. Però si dice di non voler “scimmiottare il terrorismo” o fare una lotta armata finalizzata alla presa del potere, ma ad un ricorso ad essa graduato, flessibile e reversibile. Quel che interessa loro non è “l’attacco al cuore dello Stato, che non esiste più”, ma la lotta al Regime. Le azioni armate avrebbero solo lo scopo di incutere paura nelle classi dominanti secondo la logica del “nulla resterà impunito” (uno degli slogan delle Br).

Si dichiara di non voler dare vita ad un partito combattente e si invita ad azioni locali condotte da piccoli gruppi non coordinati, ma dall’altro lato si mette l’organizzazione firmataria “a disposizione” delle lotte. Non si capisce bene quale sia l’equilibrio fra violenza diffusa e momento centralizzato. Ne è questa l’unica ambiguità del testo che assembla i temi classici dell’armatismo rosso (le ingiustizie sociali) ad altri del tutto nuovi per quella cultura come il monopolio dell’informazione, la laicità dello Stato in pericolo, la corruzione dei politici, accennando persino ad una implicita difesa della “Costituzione nata dalla Resistenza”.
Quando mai le Br avrebbero scritto una frase del genere sulla Costituzione? Colpisce poi una frase nella quale si paventa che la riforma federalista, producendo nuove miserie e nuovi antagonismi, possa sfociare in una guerra civile. Ma qualsiasi gruppo “rivoluzionario” (o che si proclami tale) auspica una guerra civile, non la teme. Sia questo passaggio che quello sulla Costituzione sono più intonati in una delle culture politiche della sinistra democratica (per intenderci, in quella che vota Pd, Rifondazione, Idv o che si identifica con movimenti di tipo sindacale o studentesco o non violento, ecologista ecc.). E questa “contaminazione” fra la cultura armatista e le culture democratiche della sinistra si coglie anche nel linguaggio: c’è ancora un residuo dell’antica terminologia terrorista, ma compaiono anche espressioni del tutto inconsuete per essa come “poteri forti” e “Regime” più consoni a culture come quella radicale o alla Beppe Grllo.

Particolarmente poco chiaro è il termine “Regime”, che non si sa se identificare: con l’ attuale maggioranza di centro destra o con l’intero sistema politico ( il Pd è infatti identificato come “opposizione del re” funzionale al Regime), o con lo Stato in quanto tale (ma allora la “costituzione nata dalla Resistenza” che c’entra?). In altri tempi, le Br avrebbero ricompreso tutto sotto la comune definizione di “Stato imperialista delle multinazionali”, in continuità con le teorie leniniste sullo Stato come strumento di oppressione di classe. Ma qui non è lo Stato il nemico, ma forse un suo modo di essere che collega monopolio culturale ed informativo e apparato repressivo.
Questa contraddizione aleggia anche a proposito di un altro tema: quello dell’utilità del voto. In alcune parti si parla di falsa democrazia e si dice che “la tradizionale arma della democrazia borghese e cioè il voto è ormai priva di valore” però poco prima si è detto che “non è solo con il voto che si decide la questione del potere” (quindi non solo, ma anche) e all’inizio del documento si lamenta la totale esclusione della sinistra dall’attuale Parlamento (cosa che alle Br di un tempo non avrebbe potuto che far piacere).

Dunque sembra di essere in presenza di un tentativo di innestare il tema della lotta armata sul tronco della sinistra democratica, sfruttando la diffusa frustrazione per l’inefficacia dell’opposizione. Ma i primi dubbi sorgono se si esamina il tipo di progetto. Il testo allude alle Br nel titolo (che parla di “Propaganda armata”) e in alcune locuzioni come l’ultima frase (“Leggere,diffondere, passare all’azione”) che riprende quasi alla lettera la conclusione della seconda autointervista delle Br (gennaio 1973). Però la firma (Nuclei di azione territoriale – Luca e Annamaria Mantini) sembra riferirsi piuttosto ai Nuclei Armati Proletari (di cui i due furono esponenti ): un progetto molto dissimile da quello delle Br. Il tipo di tattica suggerita (rifiuto della “clandestinità preventiva” e l’innesto sulle lotte sociali) fa pensare ad un terzo progetto: quello di Prima Linea.
Strano frullato. Più che mai desta perplessità la finalità dichiarata che non è quella della “conquista violenta del potere” (che, invece, era il fine strategico comune a qualsiasi organizzazione terroristica) ma una indefinita “disarticolazione del Regime” rispetto alla quale il progetto di lotta armata regredirebbe perchè scelta “reversibile”.
Cosa vuol dire? Che se cade il governo Berlusconi non si fa più la lotta armata? O che il progetto può regredire in presenza di un nuovo “patto” sociale che legittimi le lotte e liberalizzi l’informazione? Strana indeterminatezza per un progetto di questa portata.

Insomma, queste presunte “nuove Br” sembrano una variante buonista di quelle storiche: vogliono fare la lotta armata ma non vogliono prendere il potere e, nel caso, possono anche interromperla, incitano ad organizzarsi per contrapporre alla violenza dello Stato quella degli “sfruttati” ma non vogliono la guerra civile, mettono la loro organizzazione a disposizione delle lotte ma non vogliono costituire un partito combattente. Messa così, sembrano le “Brigate Veltroni”!
E, dunque, abbiamo la netta sensazione di essere davanti ad un “prodotto di laboratorio” più attento a mescolare suggestioni diversificate che a una coerente linea politica.
E qui si aprono tre possibili spiegazioni sull’autore di questo documento:
a- qualcuno della “sinistra democratica” che cerca di spingere la sinistra ad una opposizione più efficace evocando lo spettro della lotta armata.
b- un gruppetto di reduci della lotta armata che cerca di reinserirsi e, un po’ riflettendo sulla propria esperienza, un po’ per tattica, muta linguaggio e temi per camuffare il progetto di una nuova stagione armatista
c- un servizio segreto (è da stabilire se statale o privato, italiano o straniero) che vuole spingere la sinistra (a cominciare dall’area dei centri sociali) sul terreno dello scontro armato. E questo per le finalità più diverse: dimostrare che questo è il risultato della “campagna di odio” della sinistra contro il governo Berlusconi oppure destabilizzare il paese perchè il suo corso di politica estera è sgradito.

Dunque, la cosa è da tenere d’occhio, ma tenendo aperte ipotesi diverse e non solo una.

www.aldogiannuli.it

L'acqua ai privati, ok della Camera. Rivolta dei consumatori: «Referendum»

Il governo Berlusconi lo aveva blindato, mettendo la fiducia. E, nonostante i malumori della Lega, con 320 sì e 270 no il decreto Ronchi che contiene norme sulla «privatizzazione» dell'acqua ottiene il via libera di Montecitorio.

La Lega si rifa con un ordine del giorno, che, in sintesi recita: la gestione in house, in particolare per quanto riguarda l'acqua, può non essere «svantaggiosa per i cittadini» e il governo ne deve tenere conto nell'emanazione dei regolamenti attuativi della riforma dei servizi pubblici locali. «Nell'ambito dell'emanazione dei regolamenti e nella definizione delle soglie oltre le quali gli affidamenti di servizi pubblici locali assumono rilevanza ai fini dell'espressione del parere dell'Autorità garante della concorrenza», si legge nell'odg firmato dal capogruppo Roberto Cota e da altri esponenti del Carroccio, il governo si impegna a «tener conto di specifiche condizioni di efficienza che, soprattutto con riferimento al settore idrico, rendono la gestione in house non distorsiva della concorrenza e dunque comparativamente non svantaggiosa per i cittadini rispetto ad un'altra forma di gestione dei servizi pubblici locali».

Mentre alle associazioni dei consumatori che avevano osteggiato il decreto non resta che impugnare il referendum abrogativo. «Il Governo si è bevuto la fiducia dei cittadini. Blindando il decreto ha dimostrato di essere preoccupato più di assecondare gli interessi dei gruppi industriali privati che di regolamentare un settore vitale per la società con la costituzione di una Autorità», attacca il segretario generale di Cittadinanzattiva Teresa Petrangolini. «Il Governo dovrà preoccuparsi di giustificare all`opinione pubblica l`inevitabile aumento delle tariffe. La scusa dei bassi costi in Italia rispetto al resto dell`Europa non regge a fronte dei diversi volumi di investimenti, delle deroghe ai livelli di potabilità, e alla qualità complessiva del servizio».

E il Codancos avverte che con la privatizzazione dell'acqua è in arrivo una stangata per le famiglie. «Se consideriamo in 3 anni il tempo necessario perché il nuovo sistema vada a regime, alla fine di questo processo il rischio concreto è quello di un aumento medio del 30% delle tariffe dell`acqua», recitano le stime dell'associazione dei consumatori. «Se nel 2009 una famiglia media italiana spenderà 268 euro, considerando un consumo medio annuo di 200 metri cubi d`acqua, tra 3 anni quella stessa famiglia spenderà in media 348 euro all`anno, con un incremento di 80 euro, pari al +30%. Si determinerà cioè un aumento del costo del servizio a carico dell`utenza, generato dalla necessità per i privati di fornire una attività che sia per loro remunerativa. I consumatori insomma - conclude il Codacons - finiranno per pagare non solo il costo, ma anche il profitto del privato, che deve necessariamente conseguire un utile dalla fornitura idrica».

TUTTI...A SECCO!

Qualcosa ...metterà a pari i paesi evoluti e quelli in ...sviluppo. La secchezza, la sete, e che bastava solo la fame?.
Ora si fa un gran parlare di privatizzazione dell'acqua in Italia.
In effetti l'acqua è una risorsa rapinata come tutte le altre.
Dato di fatto basilare: l’80% del miliardo e cento milioni di persone non ha accesso all’acqua potabile, sa che cosa è l'acqua, magari sono popolazioni che hanno inventato anche le civiltà idrauliche, si sono "eserciate" nelle canalizzazioni, però ora stanno a secco, e se la sognano l'acqua ora, solo poltiglia che porta colera, tifo e quel che segue.
I paesi in via di sviluppo invece hanno avuto pressione dall'occidente perché privatizzassero i servizi idrici, chissà per quale motivo chissà....
Consultando una ricerca dell’International Institute for Environment and Development (IIED) di Londra si scopre che la privatizzazione non contribuirà a dimezzare entro il 2015 il numero di persone che non hanno accesso all’acqua e alle strutture igieniche.
I soliti obbietti e scadenze e date che si danno i Grandi nei loro incontri, nel 200 e tot dimezzeremo la fame...nel 200 e tot i morti di malattie...nel 2000 e tot
moriranno solo metà bambini...nel 200 e tot questo quello ...nel 2000 e tot si esce dalla crisi...

Il dato di fatto reale è che solo il 5% della popolazione mondiale è rifornita di acqua tramite il settore privato. La privatizzazione nei paesi in via di sviluppo è concentrata sopratutto negli Stati, nelle città e nelle zone più ricche, dove le I DISTRIBUTORI PRIVATI sanno che l’utenza è in grado di sostenere le spese per servizi decenti o migliori. Le aree periferiche , i centri urbani al limite e nei limiti, le aree rurali sono escluse dai contratti privati.

"Venerdì 23 ottobre la Banca mondiale ha pubblicato uno studio sul contributo dei grandi operatori privati (Veolia e Ambiente Suez, Saur, Agbar, etc.) alla distribuzione e alla bonifica delle acque nei paesi in via di sviluppo. Il documento mira a fornire elementi oggettivi al dibattito tra i sostenitori della privatizzazione e quelli del monopolio pubblico della distribuzione dell’acqua"
Naturalmente la Banca Mondiale è soddisfatta del...Bilancio: 65 contratti a partecipazione pubblica-privata in quasi trenta paesi in via di sviluppo! la popolazione "servita" è passata da 94 milioni di abitanti del 2000 a 160milinio nel 2007!!! ben il sette per cento rispetto all'un per cento del 77..Alleluia!

Ma la realtà quale è? è che ci sono le multinazionali dell'acqua che controllano oltre l’80% del mercato privato dell'acqua e delle reti fognarie e gli operatori locali di questi paesi non hanno finanze sufficienti per competere con questi colossi. La privatizzazione alimenta clientelismo e corruzione: l'eterna risorsa del mercato e dei mercanti.
Quale giusta concorrenza vi può mai essere?
Malgrado l'iniziale entusiasmo parecchie di queste multinazionali stanno mollando o rallentando il loro intervento: hanno fatto un bilancio fra profitti e rischi di investimento e hanno deciso di mollare alcune paesi "rischiosi", poco produttivi in sostanza.
Diversi contratti sono andati in malora, lucrano
sui prestiti allo sviluppo, i fondi governativi e.... sulle tariffe imposte agli utenti.

"Vivendi e Suez possiedono il 70% del mercato mondiale dell’acqua che è controllato da 10 multinazionali. La maggioranza sono imprese multiple che includono l’estrazione, la costruzione di reti di distribuzione e altri aspetti connessi, come le già nominate Suez, RWE e Bechtel fino ad arrivare alle multinazionali alimentari e di bevande come la Nestlè, la Coca-cola, la Pepsi, la Danone, l’ Unilever secondo Tony Clarke e Maude Barlow nell’ "Oro azzurro".
http://www.peacelink.it/latina/a/10531.html

Il Capitalismo è un gran livellatore attualmente! sta eliminando tutte le differenze reali e vive quasi esclusivamente su quelle fittizia.
E così di arriverà al punto che..tutti a secco.
Un compagno a cui non manca lo spirito mi ha fatto notare
"solo nei fumetti di Paperino erano riusciti anche con l'aria, misurandola con lo "spirotassametro"

a parte oh risposto che proveranno pure con l'aria, ma ora pensa te hanno trovato pure la l'acqua sulla luna!
intanto....

1 miliardo di persone deve camminare 3 ore per avere accesso all'acqua
nel 2025 2 miliardi e 700 milioni di persone vivranno con scarsità d'acqua
il 20% della popolazione ha problemi di accesso alle risorse idriche
l'acqua contaminata uccide 15 milioni di bambini all'anno
Vittoria
L'Avamposto degli Incompatibili

http://controappunto.splinder.com/

Fiat, gli operai di Termini Imerese occupano il municipio per protesta

autore: 
Gaston

I SEGNALI CHE LA SITUAZIONE SI STA SCALDANDO CI SONO TUTTI.
UNIRE LE LOTTE STUDENTESCHE A QUELLE DEI LAVORATORI.

TERMINI IMERESE (Palermo) - Circa 200-300 operai dello stabilimento Fiat di Termini Imerese e dell'indotto hanno occupato il municipio. Questa mattina, dopo un'assemblea davanti ai cancelli della fabbrica, le tute blu si erano messe in marcia verso il centro abitato. In questo momento, spiega il segretario della Uilm Vincenzo Comella, sindacati e lavoratori sono riuniti in assemblea con il sindaco Salvatore Burrafato, per concordare una linea comune sulla vertenza contro il piano dell'azienda, che prevede di fermare dal 2011 la produzione automobilistica nell'impianto siciliano. La nuova Lancia Y, infatti, sarà realizzata in Polonia. Proprio oggi sono partire le ulteriori due settimane di cassa integrazione.

Contro il piano Fiat si era espressa con forza sabato la Cgil, in occasione della manifestazione di protesta contro la politica economica del governo tenuta a Roma.

I circa 200 operai che si trovano in municipio hanno "eletto" un proprio sindaco. L'operaio ha indossato la striscia tricolore: "Se le istituzioni non prendono in considerazione i nostri problemi - dicono gli occupanti - cercheremo di fare da soli". Gli operai chiedono inoltre che le autorità comunali li aiutino a fissare un incontro con il ministro Claudio Scajola, prima che la Fiat presenti ufficialmente il piano industriale. Altrimenti "staremo qui ad oltranza", dicono.

"IL GIORNALE" SUGLI STUDENTI, NA CRICCA DI INFAMI

Autonomi, 5 giorni di scontri per le fotocopie
di Enrico Silvestri

E con questo siamo arrivati a cinque. Cinque giorni di disordini in piazza, dopo l’arresto per rapina di cinque anarco insurrezionalisti. Tensioni venerdì al Ticinese, sabato a San Vittore, lunedì alla Statale e ieri in centro. Dove un centinaio di duri e puri hanno creato incidenti conclusi con altri due giovani arrestati e due denunciati.
Una tensione nata il 3 ottobre quando un gruppetto di anarchici si presenta alla libreria Cusl, gestita da Comunione e Liberazione. Fanno 800 fotocopie e quando i ragazzi di Cl presentano il conto vengono malmenati. Un mesetto di indagini da parte dei carabinieri del nucleo Informativo e venerdì 13 una novantina tra agenti e militari vanno a prendere i cinque. Tre vengono arrestati all’interno del centro sociale «Zero» di Porta Ticinese, ribattezzato «Collettivo autonomo ringhiera», altri due nelle loro abitazioni. Vanno subito ai domiciliari xxx, 20 anni, xxx, 21, xxx, 20, considerato anche l’autore della scritta «-6» su una pensilina subito dopo la morte di 6 soldati italiani a Kabul, e xxx, 23, con precedenti per danneggiamento e occupazione. Mentre finisce a San Vittore xxxi, 24 anni, già sorvegliato speciale.
Già in serata partono i primi disordini in Ticinese, con cassonetti rovesciati e muri imbrattati. Sabato, durante il presidio davanti a San Vittore vengono buttate alcune bombe carta dentro il carcere. Lunedì un’assemblea alla Statale si conclude con un nuovo assalto alla Cusl, che deve chiudere in fretta i battenti. Poi su uno striscione appeso in atrio compaiono i nomi dei giovani di Cl autori della denuncia, quasi a indicare i bersagli di un’eventuale rappresaglia.
Ieri mattina infine gli anarchici si intrufolano nel corteo contro la riforma del ministro Mariastella Gelmini. Gli studenti, quelli veri, lasciano immediatamente la manifestazione che, composta solo da duri e puri, prende la via del centro. Dopo aver cambiato percorso, senza opposizione da parte della Questura, si scatenano nella Loggia dei Mercanti, rovesciando cestini dei rifiuti e imbrattando i muri. Gli agenti cercano di riportare la calma, ma vengono aggrediti e quattro ragazzi vengono fermati, portati in questura: due denunciati, gli altri arrestati.
In carcere finiscono xxx, studente al liceo professionale Kandinsky, e xxx, iscritto al Liceo Manzoni, 20 anni, incensurati. Accusati di resistenza e lesioni, reati per i quali sono denunciati gli altri due tra cui una ragazza, saranno processati questa mattina per direttissima. Gli altri anarchici organizzano subito un presidio per le 15 a San Babila dove incassano la solidarietà di Luciano Muhlbauer, Rifondazione comunista, e Piero Maestri, Sinistra critica. Rimangono poi un paio d’ore senza incidenti, eccezion fatta per un parapiglia con la Digos, finito in pochi minuti. Ben diverso sarà sicuramente il clima questa mattina, quando dalle 9 si ritroveranno in Tribunale per il processo a xxx.

i nomi porcoddio ..grazie (((i)))

Acqua in mano ai privati

Salva l'acqua

L'Idv: daremo battaglia in aula
La Lega: il testo va migliorato
ROMA
Il governo ha posto la fiducia sul decreto Salva-infrazioni che contiene anche la riforma dei servizi pubblici locali, compresa l’acqua. A prendere la parola il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito, il quale ha aggiunto che la fiducia sarà votata su un «maxiemendamento» con un testo «identico» a quello approvato dalla commissione che «è identico a quello arrivato dal Senato». Il Carroccio, però, si smarca. «Il testo arrivato dal Senato è migliorativo rispetto a quello originario, però la Lega sull’articolo 15 (quello sui servizi pubblici locali che contiene anche la privatizzazione dei servizi idrici) avrebbe voluto migliorarlo per farlo corrispondere con la sua posizione storica a favore dell’acqua pubblica». Ad affermarlo il vicecapogruppo della Lega Nord alla Camera, Marco Reguzzoni.

Forti critiche dell'Idv. «L’Italia dei Valori continuerà ad essere impegnata su questo fronte, sostenendo la battaglia in parlamento ma al tempo stesso promovendo un referendum, da abbinare eventualmente a quello contro il nucleare e, in caso, anche a quello contro la prescrizione breve». Così il portavoce dell’Idv, Leoluca Orlando, è tornato sul tema della privatizzazione dell’acqua.

«Con la privatizzazione progressiva dell’acqua, e il rischio che essa diventi proprietà di strutture e società private - ha detto Orlando in una conferenza stampa - i nostri territorio saranno spogliati della democrazia. Pensate a cosa accadrà dove c’è mafia, camorra, e n’drangheta, visto che la criminalità è nata proprio controllando l’acqua sul territorio. Solo che ora non avremo tanti piccoli don che magari controllano i pozzi in un latifondo, ma multinazionali con il monopolio della distribuzione dell’acqua nei centri urbani. Si tratta di una drammatica mortificazione della democrazia».

Trattare il tema dell'acqua così come si sta facendo in questi giorni in Parlamento è «irresponsabile». Lo affermano Federconsumatori e Adusbef, secondo cui «non vi è solo una questione di metodo, per cui si intende liquidare alla svelta la questione, anche attraverso ipotetici voti di fiducia, ma vi sono anche questioni di merito assai rilevanti». Prima fra tutte la decisione di privatizzare «in termini definitivi e tassativi la gestione del servizio idrico, passando cioè da un monopolio naturale a un monopolio privato, senza poter contare, in questo modo, sulla concorrenza di mercato e, secondo l'esperienza che nel Paese già si è fatta, determinando maggiori tariffe per questo servizio. La seconda questione - osservano le due associazioni - è che tale legge espropria i poteri degli enti locali, e, teoricamente, delle cittadinanze locali in merito al servizio idrico».

Il Wwf da anni chiede che venga affrontato «seriamente, in modo completo ed integrato il problema del governo dell’acqua, che, come si è detto, non può prescindere dall’istituzione delle Autorità di distretto, che rappresentano o possono rappresentare il vero momento di sintesi per la pianificazione di una risorsa fondamentale, quale è l’acqua, anche per le politiche di adattamento ai cambiamenti climatici». Ha dichiarato Michele Candotti, direttore generale del Wwf Italia. «Chiediamo quindi - conclude - che venga stralciato l’art. 15 del dl. 135 e che il governo s’impegni ad avviare urgentemente un confronto nazionale, attraverso degli »Stati generali dell’Acqua«, tra istituzioni e attori non istituzionali per trovare soluzioni condivise per il governo, la tutela e la gestione di un bene comune e primario come l’acqua».

http://www.acquabenecomune.org/

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