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Anticapitalismo

Frammenti automatici... delle Cellule di Fuoco

autore: 
Esorciccio

Il 16 novembre la Cospirazione delle Cellule di Fuoco - Fazione Nichilista ha diffuso un lungo comunicato. Dal greco abbiamo estratto dei frammenti, per chi volesse leggere lo scritto in versione integrale:

athens.indymedia.org/front.php3?lang=el&article_id=1104666

Nel comunicato, il gruppo greco si assume la responsabilità dell'attentato esplosivo ai danni del politico di sinistra Mimis Androulakis. Si spiegano le ragioni che hanno portato a colpire un esponente della sinistra e si avanzano alcune riflessioni anche in merito all'estrema sinistra greca ed in particolare al movimento anarchico "ortodosso". Ciò perché le azioni di guerriglia urbana da parte di questo e di altri gruppi sono state criticate da alcuni settori dell'anarchismo classico. In effetti, fonti di agenzia riportano che, durante l'ultima azione, pur con un preavviso di 15 minuti gli sbirri non siano arrivati in tempo per evacuare l'edificio e che nel frattempo la domestica del "sinistro" abbia trasportato la borsa contenente l'ordigno all'esterno della casa. Questo particolare ha scatenato la polemica di sempre: violenza/nonviolenza.

Altro aspetto che viene messo in rilievo nel comunicato è la tempistica dell'azione repressiva. Ormai, è la seconda volta che si verifica lo stesso fenomeno: a poche ore da un attentato esplosivo delle Cellule di Fuoco c'è una retata, o perlomeno un arresto, con dichiarazioni stampa in merito allo smantellamento definitivo del gruppo. La prima volta il raid repressivo ha colpito 3 giovani tra i 19 e i 20 anni in un presunto "covo" pieno di pentole a pressione... stavolta appena dopo l'ultima azione diretta è stata arrestata una 22enne, già nota alle forze dell'ordine, in quanto sottoposta all'obbligo delle firme. Sia i primi 3 che l'ultima arrestata hanno proclamato la loro estraneità alla Cospirazione delle Cellule di Fuoco.

Infine, come nel precedente comunicato, viene avanzato un parallelismo con la situazione vissuta in Italia qualche anno fa.

Ecco, dunque, i frammenti:

Assunzione di Responsabilità

Il 12 novembre gli investigatori anni hanno esaminato il caso del presunto "covo" di Halandri, appartenente alla Cospirazione delle Cellule di Fuoco - Fazione Nichilista.
È per questo che abbiamo scelto il fatidico giorno per collocare l'ordigno esplosivo contro il noto ex deputato e attuale avventuriero di sinistra Mimis Androulakis.
L'individuazione dei tempi non è stata accidentale.
(...)
Il percorso che abbiamo scelto di non fare è un passo indietro... Questa non è arroganza o sprezzo del pericolo, ma la decisione definitiva e irrevocabile per noi alla scoperta di una vita nei territori liberati...

(...)
[segue attacco contro esponenti della sinistra in Grecia]
Per quanto riguarda la sinistra più radicale, questa inizia a lamentarsi ed a ripudiare la violenza rivoluzionaria, l'equipollenza con la violenza di Stato.

(...)
Ma venti poliziotti, feriti dalle raffiche di estranei, conoscevano la ragione per quel che si meritavano. In contrasto, decine di coetanei delinquenti o gli immigrati uccisi dalle pallottole e dai pestaggi dei poliziotti, non hanno nemmeno il tempo di chiedersi il perché ...

(...)
Il rischio potenziale di lesioni al bambino con la nonna a causa dei "consigli" meramente criminali della moglie di Androulakis, guardando alla pelle e alla sicurezza fisica della sua casa, ha ordinato la casa di un'assistente (mettendola a rischio) per il trasferimento della borsa da 10 kg in un appartamento in costruzione. La gente ha bisogno di capire che non deve curiosare o spostare degli oggetti "sospetti" che possono essere e "sono" lì per uno scopo. Inoltre, perché i nostri obiettivi sono mascherati e non in luoghi di passaggio, abbiamo sempre avvisato con chiamate telefoniche nelle zone in questione per farle evacuare. L'integrità fisica dei poliziotti non è inclusa nelle "misure di sicurezza" da adottare.
Tuttavia, prendendo atto del fallimento della polizia giudiziaria, non in tempo per rimuovere gli ordigni, d'ora in poi, ci assicuriamo per metodi più "sicuri" in modo che l'esplosivo possa danneggiare in modo efficace l' unico obiettivo che abbiamo scelto.

[sulla violenza e non-violenza rivoluzionaria]
La vita stessa, ci ha convinti della giustezza della nostra posizione.
(...)
Per quanto riguarda le ideologie canaglia di umanesimo e "rivoluzione" pacifica, sconvolte dalla ferocia degli attacchi... Sappiamo che l'attacco a titolo personale o istituzionale, che logistico ( bomba incendiaria-azioni), è per i rivoluzionari di tutto il mondo una questione chiave per i pensieri e sentimenti.

(...)
Sappiamo che dobbiamo essere spietati.
[critica alla società tele-dipendente]
In chiusura vogliamo chiarire una cosa e fare un ulteriore riflessione. Spesso, a quasi ogni azione segue una dura critica, non solo da parte delle forze di polizia istituzionali e sociali, ma anche da parte dello spazio anarchico-antiautoritario.
Un luogo da cui abbiamo preso l'avvio, in cui siamo attivi (la gran parte di noi) che ci ha trovati amici e nemici...
Questa non è un'opinione ostile verso l'intero pensiero anarchico, ma piuttosto una critica della ideologia anarchica, un rallentamento CONTRO lo stile anarchico di vita alternativa, questa è una rivoluzione all'interno della rivoluzione ...
Così abbiamo messo la nostra parte per costruire il nuovo concetto e la pratica, che cerca di accogliere tutti quei compagni che non sono contemplati nelle ideologie anarchiche ufficiali. Tutti quelli negativi non "adatti" al settore ortodosso di comportamento sociale, alle tradizioni..
Infine si ricorda che d'ora in poi gli attacchi saranno portati avanti con la possibilità di estendere la guerriglia.
In questo contesto inizia la cooperazione dei gruppi ... i compagni della Cospirazione delle Cellule di Fuoco e gruppi di ribelli si alleano ... promozione sfida sociale, insieme con la collaborazione costante di alcuni nuclei con la Fazione Nichilista.
Sappiamo che i nostri sostenitori sono una minoranza, ma molto sostanziale. La nostra prima preoccupazione è l'allargamento della nostra tendenza ad un parte radicale dello spazio antiautoritario e "sano" di gruppi di delinquenti. Gli attacchi e segnali di fuoco ad Heraklion, Creta, a Salonicco, ci riempiono di potenza e confermano la nostra convinzione
"Se non ora, quando? Se non noi, chi?"

Sui recenti avvenimenti:
... La storia sta divenendo familiare, fastidiosamente familiare...
Poche ore dopo l'attacco contro Androulakis, la squadra anti-terrorismo ha arrestato a Exarchia una giovane di 22 anni, con l'accusa di appartenenza alla nostra organizzazione. Le similitudini con la scoperta del "covo" di Halandri sono spaventosamente notevoli. La ragazza era già nota alla polizia al punto che era sottoposta all'obbligo delle firme...
(...)

La cattura "accidentale" della ragazza, solo dopo un paio d'ore dal nostro attacco ci ha colpiti. Questa ansia tra le autorità incaricate dell'applicazione della legge, per mostrare la debolezza reale della nostra "disintegrazione" come un successo, ci preoccupa.

Quella degli sbirri è un'estorsione informale: "più colpite, più persone saranno arrestate".
Infatti, la polizia continua ad aumentare il numero dei nostri membri: in un primo momento parlava di 10-15 persone, poi di 20-25, mentre adesso saremmo arrivati a 50-60.
Le intenzioni sono note.
Costruire un teorema aperto con il quale la polizia potrà accusare coloro che "mostrano un comportamento deviante" rispetto alle norme della società.

Mentre in Italia, i pubblici ministeri hanno dovuto costruire la Orai (un'organizzazione fantasma che esisteva solo nella mente e nelle finalità di applicazione della legge, si veda la causa Marini) decine di anarchici in carcere, senza dati, ora in Grecia, i loro colleghi vogliono "utilizzare" la Cospirazione delle Cellule di Fuoco per lo stesso motivo.
Ma noi rimaniamo qui, in posizione rigida di attacco, in piedi, lavorando a nuovi progetti con nuovi obiettivi...
[analisi delle proteste degli ultimi anni, e individuazione di una nuova generazione di rivoluzionari]
Le conclusioni appartengono a coloro che vogliono pensare...
[citazione da un tupamaro]
Dedicato ai ribelli, quelli che continuano e quelli che verranno...

[CSA Vittoria] CONTRO L'ATTACCO PADRONALE E REPRESSIVO NEI CONFRONTI DELLE LOTTE!

autore: 
CSA Vittoria

CONTRO L'ATTACCO PADRONALE E REPRESSIVO NEI CONFRONTI DELLE LOTTE!

Negli ultimi mesi diversi sono gli episodi che, segnando una recrudescenza dei rapporti di classe nel nostro paese, ben evidenziano la portata dell'attacco padronale e repressivo alle residue garanzie e al salario, nonché alle istanze di resistenza e lotta presenti.

All'attuale crisi sistemica il governo Berlusconi, e i centri di comando del capitalismo nazionale, cercano infatti di rispondere disgregando l'unità e la forza contrattuale dei lavoratori (esemplificativo è il contratto separato sottoscritto da Federmeccanica con la complicità di FIM e UILM) e, soprattutto, socializzando le perdite e i debiti accumulati negli ultimi trent'anni scaricandone i costi sulle classi popolari.

Strategia non difforme da quelle adottata, anche a livello internazionale, da più paesi (U.S.A. su tutti) che ha visto i rispettivi governi utilizzare enormi liquidità pubbliche al fine di garantire un precario salvataggio alle banche con conseguente aumento dell’indebitamento pubblico e giustificazione di riduzioni e/o privatizzazioni del welfare nazionale...

La prossima scadenza di gran parte degli ammortizzatori sociali concessi (in primis, cassa integrazione straordinaria) e il pericolo del profilarsi di una situazione di disoccupazione di massa in una fase di grave recessione, vengono utilizzati quali ulteriori pretesti per attaccare le condizioni salariali e costruire un modello societario sempre più autoritario che limiti la possibile esplosione di conflitti conseguenti all'oggettivo peggioramento delle condizioni di vita.

Ciò anche per il tramite del pacchetto sicurezza: strumento ideale per definire un nuovo esercito di precari utili per abbassare il costo della forza-lavoro migrante (e dei lavoratori in generale) e per gerarchizzare etnicamente il mercato del lavoro e l'intera società.

In questo fosco contesto non sono assenti tentativi padronali di “risolvere” privatamente le vertenze cui sono costretti nelle proprie aziende.

Particolarmente grave è l'irruzione squadrista dei vigilantes padronali nella sede romana di Eutelia, contro l'occupazione degli uffici iniziata dai lavoratori per fermare la chiusura dell'azienda e per il pagamento di stipendi arretrati mai corrisposti. A comandare il tentativo di sgombero l'ex amministratore delegato alla guida di una quindicina di uomini in divisa che, dopo aver sfondato le porte degli uffici, si sono spacciati per carabinieri ai lavoratori.

L'utilizzo di vigilanza privata per tentare di fermare le agitazioni non è eccezionale: a fine ottobre, infatti, la Spx di Parma ha impiegato guardie armate dentro e fuori l'azienda per provocare e disciplinare i lavoratori mobilitati per fermare la procedura di dismissione di parte della produzione e i conseguenti licenziamenti.

Casi straordinari ma non isolati, e comunque inseriti in un contesto di pesante repressione tesa a eliminare tutte quelle voci che dai territori e dai luoghi di lavoro possano segnare una possibile crescita del conflitto politico e sociale.

In questa chiave devono essere letti i pretestuosi arresti di compagni/e in Toscana (da Firenze a Pistoia e Livorno), gli sgomberi violenti di centri sociali a Catania e di case occupate in diverse città e, qui a Milano, lo sgombero della scuola serale “Gandhi” occupata dagli studenti e la gravità dell'impianto accusatorio che ha portato agli arresti venerdì scorso di alcuni studenti e alle gravi provocazioni poliziesche di stamattina al corteo degli studenti medi con ulteriori fermi.

Ma è proprio sulle ricadute sociali e sulle irrisolvibili contraddizioni che il tentativo di tamponamento delle conseguenze della crisi porta con sé (nonché connaturate alla progressiva realizzazione di ipotesi statuali sempre più autoritarie) che è possibile agire per una ricomposizione di classe e una pratica comune per rilanciare la possibile rinascita di una stagione di lotte sociali e politiche.

Crediamo infatti che investire nella costruzione di spazi di confronto e valorizzare percorsi e prospettive unitarie per la generalizzazione del conflitto sia l'unica vera soluzione per rispondere con forza alla repressione e per la conquista e l’estensione di bisogni e diritti continuamente erosi e sottratti: salario, casa, istruzione, servizi sociali.

I compagni e le compagne del Centro Sociale Autogestito Vittoria

Centro Sociale Autogestito Vittoria
via Friuli ang. via Muratori-Milano
tel. 02-5354986
vittoria@ecn.org
www.csavittoria.org

Dopo gli NTA spuntano i NAT

autore: 
gesùcristo

Vi ricordate dei Nuclei territoriali Antimiperialisti usciti dalla fantasia di un tizio, che invece furono ritenuti un pericoloso gruppo terroristico?
http://lpp.opencontent.it/blog/?p=352

Ora saltano fuori i Nuclei di Azioen Territoriale, che ricalcano quasi la stessa sigla:
http://www.clandestinoweb.com/number-news/162634-terrorismo-minacce-dei-...

Mai servizi non hanno più fantasia quando si inventano le sigle dei fantomatici gruppi terroristici?

19/11/09: Assemblea cittadina ANTIsfratti

19/11/2009 - 21:00
Etc/GMT+1
autore: 
AMP

In occasione della concomitanza dello sfratto del Circolo dei Malfattori, degli appartamenti in Ticinese, dell'Ambulatorio Medico Popolare e di un appartamento in via dei Transiti 28, invitiamo tutte e tutti ad una assemblea cittadina in Cox18 per preparare le iniziative antisfratto del 26 novembre.

Leggi la notizia sul sito dell'Ambulatorio Medico Popolare: http://www.ambulatoriopopolare.org/index.php/appellivolantini/67-191109-...

COMUNIONE E? LIBERAZIONE? FACILE PER CHI MANDA IN GALERA

Poi uno dice di maldicenze, di voci infondate, di “leggende metropolitane”. A quanto pare invece, quanto si dice solitamente sullo strapotere di CL nell’ambito universitario milanese non è affatto una fesseria. Questa volta non si parla di esami truccati, di test d’ingresso ad hoc, di professori conniventi, di lobby nella spartizione dei posti e dei voti, di ingegnose ed ipocrite “campagne acquisiti” tra le matricole. Questa volta si parla di infamia.
Dei ragazzi di CL, per difendere 20 euro pulciosi di fotocopie che erano state fatte senza pagare hanno pensato bene di denunciare per RAPINA AGGRAVATA cinque studenti dell’università.
Non sappiamo più con che parole esprimere la nostra indignazione, la rabbia, lo schifo per chi augura la galera ed accusa di un reato così grave (e così assurdo! in proporzione ai fatti) cinque propri coetanei, rei forse solo d’aver sempre partecipato alla vita universitaria e di aver sempre giustamente criticato i movimenti lobbistici di CL. Ma loro ce l’hanno davvero quel potere, tanto da permettersi una denuncia di questa gravità e soprattutto tanto da farsi dar retta.
Ciò che è successo ci spinge solo ad alzare ancora di più la voce.
Non permetteremo che qualche ragazzotto che si sente intoccabile possa mandare in galera degli innocenti.
Non permetteremo a CL di continuare indisturbata la sua opera di stravolgimento della cultura, di diffamazione, di lobby, mentre coltiva interessi personali in università.

È giunto il momento di farlo. Di fare a questi stronzi, come hai sempre pensato, ciò che hai sempre voluto fargli. Insultali, smascherali, cacciali dalla tua università. Fai tutto quello che puoi fare per sminuire e schiacciare il loro strapotere in università.

Noi, i ragazzi dello zoo di Milano

IL POLO DEGLI ABISSI

Un London poco conosciuto, un London attualissimo.
Lasciati il ghiacci e i lupi London si cala nel freddo della metropoli capitalista.
Sotto il regno di Edoardo VII, diventa il marinaio che si immerge nell' East End, nella faccia oscura della metropoli, tra coloro che con la loro misera vita sostentano la vita opulenta del West End, negando e perdendo la propria vita e quella dei loro figli.
I sobborghi dove nemmeno i vetturini osavano portarti..........

il resto leggetelo e scoprirete come il passato perdura nel presente, come il presente può divenire passato, e così si intuisce che il futuro è una questione di scelta, non statica, bisogna che i corpi lascino il luogo dell'abisso.
del resto Einstein non ha detto nella teoria della relatività che l'energia totale (E) una costante universale, il cambiamento delle dimensioni relative tra spazio e tempo deve corrispondere ad una variazione della massa dei corpi?

vittoria
L'Avamposto degli Incompatibili

http://controappunto.splinder.com/

Istat:"A ottobre sale l'inflazione"

+0,3%, incide aumento dei servizi

L'inflazione torna a crescere. A ottobre, rileva l'Istat nella stima provvisoria, il tasso annuo è salito dello 0,3% (a settembre +0,2%), mentre i prezzi, su base mensile, sono cresciuti dello 0,1% (a settembre erano in calo dello 0,2%). "L'aumento - spiegano gli esperti - è legato soprattutto alla crescita mensile dei servizi, mentre i beni sono stabili, con gli alimentari saliti dello 0,1% e gli altri beni dello 0,2%".

NOTTE ANTISGOMBERO AL LEONCAVALLO

autore: 
Cicciuzzo
image1: 
leo.jpg

Rieccoci, di due mesi in due mesi siamo di nuovo sotto sfratto. Nonostante l’assoluta latitanza da parte delle amministrazioni pubbliche il Leoncavallo Spazio Pubblico Autogestito continua a lavorare e a progettare una parte del futuro di questa città.

Nel solco del progetto presentato agli inizi di settembre abbiamo continuato a costruire uno spazio sempre più aperto e ripondente a bisogni e diritti negati a buona parte dei cittadini. Sembrerebbe dunque sempre più irragionevole aggiungere altro tempo a quello già perduto, soprattutto in presenza di un‘opinione largamente diffusa, favorevole a consegnare a Milano 10.000 metri quadrati di funzioni pubbliche, collettive e di verde, oltretutto a costo zero per l’amministrazione comunale.

E invece percepiamo un pessimo clima: lavoratori aggrediti da “finti” poliziotti, nessuna verità e nessuna chiarezza per i troppi ragazzi uccisi e trattati come “danni collaterali”, aggressioni di stampo omofobo che si moltiplicano ogni giorno, violenze continuative verso i soggetti più deboli. E anche gli spazi pubblici, i centri di Milano, hanno seriamente di che pensare, presidiare il presente per guadagnare il futuro, di tutti.

A coloro che non hanno paura di sognare e lottare, a chi guarda con preoccupazione lo stato dei diritti e della democrazia nel Paese, rivolgiamo l’invito ad accompagnare lo Spazio Pubblico Leoncavallo nella lunga nottata che precede la giornata di mobilitazione in difesa di questo spazio, perché questa volta nulla é scontato. Il 16 novembre fermiamoci a dormire al Leoncavallo e difendiamo un bene comune.

PROGRAMMAZIONE

dalle ore 20.00 CUCINA POPOLARE sarà un risotto che vi seppellirà!!!

h. 22.00

Incontro con i registi Francesco Cannito e Luca Cusani e proiezione dei Films: Inshallah Beijing! Anno 2008 Durata 54’

Sinossi: Ghadir sogna che qualcuno le compri delle scarpe da corsa. Nader si allena sperando che un missile non gli piova sulla testa. Zakia non ottiene il permesso di allenarsi in una piscina in territorio israeliano.

Sono gli atleti della squadra olimpica palestinese che si allena a Gerico per prendere parte alle Olimpiadi di Pechino.

Inshallah, se Dio vuole, perchè molte difficoltà devono essere superate prima di arrivare in Cina.

La difficoltà più grande è rappresentata dal fatto di gareggiare per una nazione che ancora non esiste, la Palestina, e che non ha i mezzi per supportare i propri atleti.

"Inshallah Beijing!" è la storia della loro avventura olimpica.

"Inshallah Beijing!" è stato premiato all’Al Jazeera Documentary Festival del 2009.

Shooting Muhammad

Anno 2009 durata 52’

Sinossi:"Nella mia classe ci sono 13 studenti e metà di loro sono coloni ultra ortodossi e mi odiano, o si potrebbe dire che non mi amano”.

Immagina di essere un rifugiato palestinese di 21 anni.

Immagina di prendere ogni giorno l’autobus per andare a studiare in una università all’interno di una colonia israeliana.

Immagina di essere l’unico studente arabo del tuo corso di laurea. Questa è la storia di un ragazzo schiacciato tra due mondi che si temono e odiano a vicenda. Questa è la storia di Muhammad.

a seguire:

NEMICO PUBBLICO n 1 - L’ora della fuga

NEMICO PUBBLICO n 1 - l’istinto di morte

NEMICO PUBBLICO (Johnny deep)

SALA B h. 24.00

35 anni di Leoncavallo “la nostra storia, la nostra memoria’’ proiezione di:

Fausto e Iaio

Isole di resistenza

Voglia di gridare

Comunità virtuali

Opposizione sociale

Piantatela dappertutto

Qui sono, Qui resto

Altri sociali

h. 7.00

QUI SONO E QUI RESTO

Presidio e colazione antisfratto

portate er sacco a pelo che nun ve ce mannamo a casa!!!

dalle h 6:00 Diretta su Radio Onda d’Urto 98.00 FM

www.radiondadurto.org

Novara - Corruzione, ricettazione, peculato, falsità ideologiche e abuso d’ufficio.

Sono le accuse per le quali risulta indagato il comandante dei vigili urbani di Romagnano Sesia

NOVARA, - Ancora novità nelle indagini della Procura di Novara nell’ambito dell’inchiesta sulla corruzione nel Novarese, che, la scorsa settimana, ha portato all’arresto di cinque persone, tra cui un maresciallo dei carabinieri alla guida del Nucleo ispettorato del lavoro, la moglie e un imprenditore edile.

Ora l’attività investigativa ha portato in provincia e, soprattutto, alla perquisizione domiciliare degli uffici del Comando di Polizia municipale di Romagnano Sesia e dell’abitazione del comandante, Antonio Fabiano. A effettuare la perquisizione, personale della Polizia stradale. Perquisizioni che hanno permesso di rinvenire e sequestrare molta documentazione cartacea e computer in uso sia nell’ufficio di Polizia municipale sia nell’abitazione del comandante, materiale riconducibile all’attività di reato al centro dell’indagine.

L’attività investigativa, portata avanti dalla Stradale, è scattata a maggio 2008, dopo una segnalazione giunta dalla sottosezione di Romagnano di varie irregolarità nel settore della pubblicità commerciale nel territorio del comune. Irregolarità dalle quali ha preso il via un’articolata attività investigativa, che ora continua su due procedimenti penali diversi. Uno è il filone che ha portato ai cinque arresti a Novara, l’altro è quello romagnanese, dove sono 26 i soggetti coinvolti. Persone indagate per i reati di concorso nella corruzione per atti contrari ai doveri del proprio ufficio, ricettazione, peculato, falsità ideologiche e abuso d’ufficio. Nome dell’operazione, “Spot”, proprio dal settore al centro dell’indagine, la cartellonistica pubblicitaria sulle strade di Romagnano. Il comandante Fabiano è indagato a piede libero insieme agli altri 25. Stando a quanto emerso dalle indagini, avrebbe commesso irregolarità nel concedere le autorizzazioni, abusando della sua posizione e usando, in talune occasioni, anche beni pubblici utili ad agevolare i suoi fini. La comandante della Polizia stradale, Luciana Giorgi, ha, intanto, preannunciato novità a breve.

Monica Curino

la generazione che non vuole andar via

L’armata del cavaliere, 3. La generazione che non vuole andar via.

Nell’armata del Cavaliere c’è anche una componente generazionale che è restata poco indagata.
Il Cavaliere ha nella sua generazione una delle roccaforti più sicure: non si tratta solo dei settanta-ottantenni che lo votano (tanti, se dobbiamo credere alle analisi elettorali), ma anche di quelli che non lo votano, ma lo aiutano oggettivamente. Procediamo con ordine.
Ci riferiamo alla generazione nata fra il 1925 ed il 1950 e, più in particolare, al suo “nucleo d’acciaio”: i nati negli anni trenta.

Essa è stata lambita marginalmente dalla guerra: solo le primissime classi (diciamo i nati sino al 1930) fecero in tempo a parteciparvi; gli altri la subirono durante l’infanzia-adolescenza o nacquero dopo.
Fu l’ultima generazione a non aver vissuto la crisi dei ruoli sociali, allevata nella supina accettazione delle gerarchie date: quando scoppiò il sessantotto solo le ultime classi (i nati dal 1942 in poi) vi furono coinvolte. Quelli che avevano frequentato prima l’Università, si erano formati alla pestilenziale esperienza dei parlamentini goliardici.
Dunque, i nati negli anni trenta restarono fuori dai due momenti di scontro più acuto e si formò negli anni della “grande bonaccia” (come li definì Calvino). Nata dopo la guerra e prima della grande ribellione, fu la prima generazione post-eroica.

Le classi d’età precedenti avevano sempre partecipato a qualche guerra lasciandovi morti ed invalidi. E, in qualche modo, i conti venivano fatti tornare con la fede religiosa o con la morale eroica del “sacrificio per la Patria”.
I “post-eroici” vissero il rifiuto della guerra (comprensibilissimo, peraltro) soprattutto come rimozione della morte. Il “sacrificio per la Patria” aveva perso ogni persuasività e, per la prima volta, prevalevano orientamenti atei o agnostici in materia religiosa, sopravvivendo al massimo una fede assai tiepida. Quel che restava era solo l’attaccamento alla vita individuale e la prospettiva dell’ascesa sociale come unico metro di giudizio del valore di un uomo.
L’ “alta febbre del fare” (come dice Ingrao) coprì con il frastuono delle sue mille attività ogni altra considerazione negli anni della Ricostruzione.
Molti riempirono la vita con un frenetico carrierismo conformista. Quando giunse il sessantotto, che osò rimettere in discussione ruoli e gerarchie, lo odiarono di un odio pieno e cieco: quella carica anticonformista e protestataria –pur con i suoi limiti- era lo specchio insopportabile in cui leggere la propria immagine. Quel che metteva in pericolo l’ordinata carriera di stava in fila attendendo di essere cooptato.
E i cooptati furono regolarmente i peggiori, i più avidi, corrotti, cinici. Spesso i meno dotati professionalmente.
Installatisi al potere verso la metà degli anni settanta, affondarono la Repubblica nel fango di Tangentopoli. Ma dalle loro fila vennero anche i protagonisti di questa climaterica Seconda Repubblica.
E’ stata una generazione di cattivi padri, peggiori maestri e pessimi politici che, nei rispettivi ruoli di potere, ha portato alla voragine del debito pubblico, al tracollo della Giustizia, al disastro delle partecipazioni statali, al naufragio dell’Alitalia, alla disintegrazione dell’Università pubblica. Quella che ha trovato un paese in crescita e lo lascia in totale decadenza.
Oggi il “nucleo d’acciaio” (i nati dei “ruggenti anni trenta”) deve apprestarsi a lasciare le adorate poltrone, ma non ha nessuna intenzione di farlo e di passare il testimone a chicchesia.
I segnali si infittiscono: i magistrati di Cassazione hanno ottenuto che la pensione per loro sia posticipata sino ai 78 anni, e già qualcuno pensa di estendere la norma ai professori ordinari mentre i rettori strappano la promessa di restare in carica senza limiti d’età. La classe politica invecchia a vista d’occhio. I dirigenti aziendali si danno da fare per ottenere contratti in deroga per rimandare di qualche anno l’aborrita pensione. I Prefetti e i Questori ottengono le più improbabili commissioni dopo il collocamento a riposo. La generazione del disastro non vuol sapere di andarsene.

Nella maggior parte dei casi si tratta di persone logoratissime, spesso depresse, alle quali non interessa assolutamente nulla del loro lavoro che non hanno nessuna voglia di fare. Quello per cui brigano è “restare nel giro”, rimuovere il baratro psicologico della “pensione”, la cui stessa parola provoca un brivido di ripulsa. Avendo consumato una intera vita a “far carriera” secondo le regole comandate, non riescono ad inventarsi nulla per il futuro e l’horror vacui del “tempo immobile” della quiescienza, appare solo una lugubre anticamera della fine.
E qui torna quella rimozione della morte, di cui dicevamo, che lascia questa generazione impreparata ad accettarne la naturale ineluttabilità. Le depressione di molti, l’impazzimento sessuale di altri, l’attaccamento patologico al potere avuto, o almeno ai suoi simboli esteriori, sono solo i sintomi di questa sindrome di “fuga dalla morte” (dunque, dalla realtà) che ha colpito queste persone.

Berlusconi è stato il simbolo vivente di questa generazione che si è fatta strada con cinismo e spregiudicatezza, culturalmente e politicamente indifferente, sensibile solo al proprio successo. Ed oggi la riflette ancora in questo furibondo rifiuto dello scorrere del tempo. Il Cavaliere si illude di eternizzare la propria posizione facendo stagnare il paese. Ha dietro di sè molti suoi coetanei, anche quelli che non lo votano, ma che fanno del “berlusconismo oggettivo” attraverso questa opera di ibernazione sociale.
Questo “non è un paese per giovani”: e sino a quando resterà tale il berlusconismo ha poco da temere.

www.aldogiannuli.it

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