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Anticapitalismo

cronaca di una settimana a milano (da corelli a san vittore)

autore: 
nessuno

sabato 7/11: nel cie di via corelli la polizia tenta di far rientrare i reclusi nelle gabbie prima delle 23, orario previsto per la serrata degli spazi comuni. I reclusi si rifiutano, protestano vivamente, nel settore C vengono bruciati dei materassi. A quel punto la polizia stacca la corrente, si spengono luci e telecamere; poi entra nelle gabbie e pesta giu' duro approfittando del buio. Sedati gli animi arrivano le ambulanze,la polizia entra nel settore B dove non è accaduto quasi nulla e preleva 4 ragazzi, alcuni giovanissimi. Prima di essere condotti in commissariato vengono fatti inginocchiare e vengono costretti a camminare a gattoni.

Domenica 8/11: in serata un gruppo di solidali raggiunge le mura del centro di via corelli, inizia una battitura sul guardrail e illumina il cielo con torce e fuochi d'artificio. Da dentro i reclusi rispondono: urlano, battono sulle sbarre, tutti insieme gridano "liberta'! Liberta'!"

Lunedi': confermati in tribunale gli arresti dei ragazzi arrestati nel CIE di via corelli. Uno di loro, 24 anni, ha in tasca un biglietto di ritorno per l'algeria comprato con i suoi soldi. La partenza era prevista per martedi'. Non partira', ora si trova nel carcere di san vittore, con l'accusa di resistenza e lesioni.

Martedi': ancora una volta un gruppo di solidali si raduna sotto via corelli e riprende battitura, botti e fuochi d'artificio. Da dentro la risposta e' forte come sempre. Dopo 15 minuti circa esce la polizia in assetto antisommossa e si schiera a fianco alla gip militare che presidia l'ingresso. Quando il reparto inizia ad avanzare i solidali si incamminano lentamente verso l'uscita dalla strada che costeggia il centro, continuando la battitura lungo tutta la via. Piu' tardi qualcuno passera' rapidamente sul cavalcavia che scavalca il CIE e una pioggia di torce piovera' nel cortile interno

Venerdi' mattina: alla sei del mattino 5 studenti vengono arrestati con l'accusa di rapina e lesioni perche' sospettati di aver stampato senza pagare qualche centinaio di volantini presso la libreria universitaria CUSL e di essere usciti con un tale mirabile bottino spintonando due impavidi ciellini che tentavano di fermarli. Uno di loro viene portato a san vittore, gli altri vengono messi agli arresti domiciliari. Le loro case sono state perquisite, alcune addirittura filmate. Se l'accusa dovesse reggere rischiano dai 4 ai 10 anni di galera.

Venerdi' sera: quasi un centinaio di persone si ritrova preso il caseggiato di case popolari occupate (e non) in cui abitavano due degli arrestati. Discutono, si confrontano, si aggiornano sulle condizioni dei ragazzi arrestati, parlano della sproporzione di quanto accaduto, della brutalita' repressiva dei tempi che corrono, . Poi decidono spontaneamente di muoversi in corteo fino a san vittore, spigando uno striscione fresco di pittura con la scritta: "sid, paolino, celo, tia liberi subito! Sbirri infami!". Il corteo passa per porta genova, via papignano e poi raggiunge le mura del carcere. Qui scritte, slogan, saluti, diversi botti rimbombano nel cortile del carcere. I detenuti rispondono con battiture e urla di gioia. Poi il corteo torna verso il punto di partenza, passa per via coni zugna, arriva in piazza 24 maggio, poi devia in san gottardo. Qui alcuni cassonetti vengono rovesciati, uno viene dato alle fiamme. Slogan contro la polizia, contro i secondini, contro i cpt per immigrati, e in solidarieta' a tutti gli arrestati accompagnano tutto il corteo fin sulla circonvallazione di viale liguria. Qui una campana del vetro viene spostata e blocca la strada, poi l'ultima deviazione verso casa.

Sabato: dalle 2 un presidio sotto il carcere di san vittore raduna circa 200 persone. Il presidio, gia' indetto da giorni in solidarieta' agli arrestati di via corelli e in adesione alla giornata europea contro i campi di espulsione per immigrati, raccoglie anche la solidarieta' agli studenti arrestati. Musica, interventi e saluti in piu' lingue attraversano le mura del carcere. A loro si aggiunge qualche botto e alcuni grossi fumogeni. Poi il presidio invade la carreggiata e blocca il traffico. Il presidio con blocco continua vivacemente fino alle 17 e infine spontaneamente si tramuta in corteo. Qui scritte, slogan, canti. La manifestazione percorre le vie decidendo il percorso di incrocio in incrocio senza trattare con forze di polizia presenti (in maniera massiccia ma sempre a distanza). Seminata la celere in due o tre occasioni il corteo ha poi raggiunto le case occupate di via ripa ticinese. Qui aperitivo di autofinanziamento di un gruppo di donne che si batte contro i CIE.
Piu' tardi una carovana di macchine fa un giro di saluti sotto le case degli studenti agli arresti domiciliari. Il giro termina sotto il Centro di Identificazione ed Espulsione di via corelli. Per la terza volta in una settimana una battitura comune crea un ponte tra dentro e fuori. Piu' tardi si verra' a sapere che in 5 sezioni del centro l'indomani iniziera' uno sciopero della fame. L'ennesimo.

Di tutto questo chiaramente i giornali non hanno parlato, se non quando si e' trattato di calunniare e criminalizzare persone, luoghi occupati, istanze. Il silenzio deve avvolgere ogni cosa stoni con la citta' che viene. Eppure qualcosa si muove. Sta a te saperlo ascoltare, sta a te iniziare a muoverti.

Lunedi': alle 14.30 assemblea in statale (via festa del perdono) per organizzare la solidarieta' agli studenti arrestati.

Martedi': ore 9 in tribunale prima udienza del processo agli arrestati di via Corelli

[Milano] 18 novembre Riunione delle realtà dell'autorganizzazione sociale e sindacale

18/11/2009 - 21:00
Etc/GMT+1
autore: 
-

Mercoledì 18 novembre
alle ore 21 al CSA Vittoria (via Friuli ang. via Muratori-Milano)

Riunione delle realtà dell'autorganizzazione sociale e sindacale

Di seguito il comunicato dell'assemblea delle realtà dell'autorganizzazione sociale e sindacale tenutasi Domenica 8 Novembre:

L'assemblea pubblica organizzata dalle realtà milanesi dell'autorganizzazione sociale e sindacale tenutasi l'8 novembre 2009 presso il CSA Vittoria, che ha visto la partecipazione e gli interventi di diverse situazioni di lavoratori in lotta (Metalli Preziosi, Maflow, precari della scuola, Omnia Service e altre realtà di lavoratori riconducibili a “Uniti contro la crisi”), collettivi politici (CSA Vittoria, collettivo Oltre il Ponte, collettivo lavoratori e studenti delle scuole civiche serali e PCL) e realtà del sindacalismo di base (Slai Cobas, RDB, SDL e Unione Inquilini), valuta con estrema positività i contenuti emersi nel dibattito e intende farsi carico di:

* costituire e dare continuità a una rete tra lavoratori, precari e studenti in lotta e realtà dell'autorganizzazione sindacale e sociale che tracci percorsi unitari per l’allargamento del conflitto sociale in una prospettiva anticapitalista e anticoncertativa;

* definire una piattaforma di rivendicazioni condivise da diffondere in ogni ambito lavorativo e territoriale che abbia tra i propri punti qualificanti la difesa del posto di lavoro e del salario (diretto e indiretto), il blocco dei licenziamenti… e che comprenda anche la difesa del diritto alla casa, il blocco degli affitti e delle utenze;

* creare comitati unitari di lotta e di sostegno alle vertenze delle singole fabbriche, distretti produttivi e luoghi di lavoro prescindendo dalle singole appartenenze;

* rilanciare il ruolo autonomo e assolutamente anticoncertativo delle assemblee operaie autorganizzate, veri centri propulsivi delle lotte.

Su questi temi e con questi obiettivi si è deciso di partecipare, quale primo momento pubblico, in maniera unitaria alla manifestazione cittadina lanciata dalle realtà di lotta dei precari della scuola per il 28 novembre.

Per organizzare questa prima scadenza e per programmarne di ulteriori, nonché per iniziare a definire la piattaforma di cui sopra è indetta una riunione per mercoledì 18 novembre al CSA Vittoria e un’ulteriore appuntamento assembleare pubblico per domenica 29 novembre nel quale verranno presentate iniziative e piattaforma. Invitiamo già tutti a partecipare e a contribuire ad allargare ad altre realtà e singoli i contenuti e gli obiettivi.

tonalità....

C'è il tono consapevole del poeta e la voce di Ivan che esprime la certezza nel futuro senza retorica, pesa il bilancio negativo, eppure la Comune sarà!
Noi siamo gli ultimi di una seria che mai avrà fine
finchè ci sarà lo sfruttamento.

Poi c'è il tono gridato, del mestiere della notizia che lascia il tempo che trova, notizie che si affastellano su notizie alcune gridate, altre bisbigliate: tante informazioni..nessuna formazione
e in mezzo il loro canto.

vittoria
l'avamposto degli Incompatibili

http://www.youtube.com/watch?v=y67YCa1c1F8

http://www.youtube.com/watch?v=-CXHUSoJtBU&feature=fvw

http://www.youtube.com/watch?v=W0wb0m4zyqA

http://controappunto.splinder.com/

l'eposizione del cadavere a monito

autore: 
vittoria oliva

l'esposizione del cadavere a monito
Una forma di oltraggio produttivo che si è perpetuata nei secoli e in società diverse.
Intanto qui c'è la considerazione generale.

http://www.ristretti.it/commenti/2008/gennaio/pdf/origine_prigioni.pdf

"Fino al XVIII secolo la punizione dei reati costituiva uno spettacolo pubblico, una teatralizzazione
del crimine commesso attraverso gli innumerevoli supplizi che venivano inferti al condannato. La
flagellazione, l’impiccagione, il rogo, l’amputazione fanno parte di un rituale in cui si rafforza il
disequilibrio tra il suddito che ha disobbedito alla legge e la potenza del sovrano che incarna la
legge stessa. La pubblicità della giustizia, del potere sovrano che restaura la sacralità della legge
infranta dal crimine, si manifesta nel corpo stesso del condannato, corpo che diventa divulgatore
della sua stessa condanna. Il supplizio comprendeva un rapporto definito tra il crimine e la
punizione (ad esempio, con l’esposizione del cadavere nel luogo del crimine, o l’uso di supplizi
simbolici: bruciare gli impuri o bucare la lingua dei bestemmiatori), ancor più rafforzato con la
confessione pubblica. La funzione giuridico-politica del supplizio, più che una riparazione della
giustizia, rappresenta l’esibizione del potere sovrano, l’affermazione della supremazia del re che il
trasgressore ha messo in dubbio. Il sovrano impone la sua presenza fisica nell’esercizio del potere
attraverso l’esposizione del corpo straziato del criminale. Il teatro del terrore con la sua crudeltà,
con l’ostentazione della violenza, fa conoscere al popolo una giustizia armata, una politica della
paura. Qui si trova, nello stesso momento, la rivelazione della verità del crimine e l’affermazione
del potere; il corpo del condannato riproduce l’orrore del crimine commesso, lo confessa e
rappresenta il luogo della vendetta dell’ulteriore vittima (il re)"

In effetti leggere tutto l'argomento di questo link è utile perché almeno si impara che il carcere non è una istituzione eterna immutabile, è nato in un preciso momento storico, secolo XV e XVI, per le motivazioni che nel testo sono esposte: come tutte le cose si spera: nasce, cresce purtroppo, alla fine crepa, pure lui!
Agli esseri umani resterà poi se involvere in altre forme punitive, diverse, o evolvere verso l'abolizione della relegazione.
Io ora, invece, voglio affrontare questa questione dello scempio del corpo del reo che perdura nei secoli, non andrò a farmi una ricerca fra le civiltà antiche, ma mi ricordo che tutti da ragazzi ci siamo commossi per il corpo di Ettore trascinato nella polvere, per Polinice senza sepoltura e Antigone che sfidava Creonte,
sui crocifissi dell'Impero Romano.

Il rituale dello squartamento rientra nella pena di morte, è evidente che, per i casi recenti che ci hanno turbati, che di fatto la pena di morte c'è! in una forma o l'altra , anche i suicidi in carcere e per la perdita di lavoro cosa altro sono se non pena di morte? e insieme alla pena di morte anche l'esposizione del cadavere a monito.

Lo squartamento praticato prima in Inghilterra, XIII secolo; consisteva nell 'esporre il corpo del reo, debitamente squartato, in luoghi pubblici a deterrenza.
Dall'Inghilterra si diffuse in altri paesi europei
Non voglio dilungarmi sulle tecniche di tortura, in ogni caso tali trattamenti erano per i reati più gravi: tradimento, ribellione, offesa la Re.: la stessa logica del rogo per le streghe.
Fu solo nel 1870 che in Inghilterra venne abolito lo squartamento Tale pratica si diffuse i Francia con Luigi XIV, fu abolito nel 1789 con la rivoluzione francese.
La grande Caterina fece squartare Pugacev e così via....
In America latina fu squartato Tupac Amaru, 1781, si quello che ha dato nome ai tupamaros.

L'esposizione del corpo oltraggiato a monito, a deterrente con la folla partecipe è stata una pratica dell'Europa cristiana, proprio perché cristiana a pensarci bene; può sembrare paradossale all'apparenza, e invece no perché il corpo del Cristo risorge intatto, e chi non è intatto: nulla paradiso, niente redenzione.
E in Italia sapete chi furono gli ultimi corpi esposti a monito e deterrenza?
Quelli dei Briganti.
L'unità di Italia nacque sui corpi dei Briganti esposti a monito e deterrenza.
e fra tanti briganti ci furono anche le brigantesse come
Michelina Di Cesare la sua storia qui
http://it.wikipedia.org/wiki/Michelina_Di_Cesare

"Michelina, uccisa nello scontro a fuoco, venne fotografata quando fu messa a nudo e in piazza la sua morte e quella dei compagni uccisi con lei."

Questo per dire meglio, forse, visto che alcuni mi hanno detto "NON TI CAPISCO"!!!!!
cosa intendevo dire con
http://controappunto.splinder.com/post/21668317/PERSONA+NON+SOLO+UN+CORP...

Spero che questa volta si capisca che stare nel gioco apparentemente contrapposto ma in realtà di spalla del... corpo esposto a monito e deterrenza vuol dire stare tutti interni nel meccanismo del FOTTUTO BORGHESE.
vittoria
L'avamposto degli Incompatibili

http://controappunto.splinder.com/

Presidio e corteo Fiom-Cgil: lancio di uova contro Assolombarda

autore: 
#

Questa mattina si è svolto a Milano un presidio organizzato dalla Fiom-Cgil davanti alla sede di Assolombarda in via Pantano, in occasione dello sciopero di 4 ore indetto dal sindacato dei metalmeccanici. Al presidio hanno partecipato molti lavoratori e lavoratrici delle fabbriche in lotta negli ultimi mesi, a Milano e nell'hinterland. Dal camion sono intervenuti diversi funzionari della Fiom e alcuni lavoratori della Metalli Preziosi di Pregnana Milanese e dell'Alfa Romeo di Arese. Al termine degli interventi, il palazzo dei padronii è stato oggetto di un fitto lancio di uova. L'iniziativa si è conclusa con un corteo dei lavoratori (circa un migliaio) fino in Duomo.

Eutelia la crisi è qua e...l'ordine verrà

autore: 
vittoria oliva

Eutelia la crisi è qua e..l'Ordine verrà
La crisi era ed è solo finanziaria? è stata scatenata solo dai mutui e dai prestiti concessi facilmente agli sfigati? così ci hanno raccontato, e che non era così in effetti lo abbiamo capito dalle scatole cinesi o meno che poi queste..concessioni mettevano in moto fino all'effetto... domino.
In effetti ,poi , sappiamo che non solo gli sfigati campavano di prestiti, anzi gli sfigati oltre i loro prestiti personali pagavano e pagano i super intessi di prestiti altrui, per restare in ambito nazionale è più che una vita, tante vite! che paghiamo Fiat, Alitalia lo stesso, e lo stesso la Tissen.
Ora il caso della Eutelia è emblematico per capire i meccanismi della crisi.
I lavoratori hanno trascritto la storia di questo Moloc a cui è sacrificata la loro vita.

Eutelia nasce come internet server provider nel 1998,
in 10 anni passa da 40 a 2700 dipendenti in che modo? Incorporando società in difficoltà che venivano acquisite quasi gratis:
Edisontel nel 2003, Fredomland e Noicom nel 2004, Getronics e Bull nel 2006 ed in ultimo nel 2007 Alpha Telecom e C3. Gli azionisti forti che guidavano questo meccanismo che porta alle scatole cinesi e poi all'effetto domino, gli azionisti forti, di peso erano :

Finanziaria Italiana (25,7 %) e F. Finanziaria (13,4%).

Ramazzando quello che c'era da ramazzare Eutelia arriva a commesse notevoli e ad un patrimonio mobiliare e immobiliare di notevole entità, così pare.
Gli azionisti di riferimento facevano sempre rapporti sulle magnifiche sorti e progressivi di Eutelia assicurando che i debiti delle aziende che avevano ramazzate erano risanati.; la situazione era eccellente che tra il 2006-2007 Eutelia internalizzo' alcune attività precedentemente appaltate, annullando la mobiltà per 100 lavoratori, persino, tanto le opportunità erano favorevoli.

A partire dai primi mesi del 2008, colla crisi che scoppia quasi magicamente! Eutelia improvvisamente dice che sta in crisi e allora accordi di "solidarietà" a giugno che portano alla riduzione dell'orario di lavoro del 37,5% per quasi tutti i dipendenti (risparmio superiore a 40mila euro)
Prima che scadesse il contratto di "solidarietà" Eutelia annuncia nel gennaio del 2009 la dismissione di tutto il settore IT Insomma tutti a casa, circa 2000 persone
- System Engineering 900 lavoratori.
- Software factory 300 lavoratori.
- Data center/I.Solution 116 lavoratori.
- Altri 120 lavoratori.
- Staff 494 lavoratori.

Eutelia finisce pure lei sul lastrico e prevede di passare la mano ad altri con una procedura di licenziamento collettivo per trovare compratori interessati all'acquisizone delle attività che stavano nel portafoglio Eutelia.
Come vedete è un meccanismo generale del Sistema Capitale attualmente, che per procedere va avanti con fallimenti finanziari più o meno pilotati, fino a quando arriva..l'effetto domino, il crollo del castello di carte o meglio di cartelle; a quel punto si cambia il cartello, e i lavoratori in sostanza si riducono alle signorine che alzano il cartello sul ring.
I lavoratori entrano nel meccanismo di capire il perché e il per come di questa crisi, e quale settore si può salvare più o meno, e come in un certo senso tirare avanti.
Del resto finire sul lastrico non è una situazione allettante per nulla. In attesa che nuovi padroni prendano il posto dei vecchi senza paga si resta, senza paga in attesa che si definiscano portafogli, cartelli e cartelle, senza paga si resta da mesi e mesi! Iniziano i presidi, le occupazioni, iniziano le lotte per come sopravvivere: come per la Tissen: per campare devi salvare te, l'Azienda, il 5° operatore del servizio delle telecomunicazioni! devi salvare il lavoro, devi salvare.
Ora in questo quadro abbastanza comune avviene un fatto strano e cioè che Samuele Landi l'ex amministratore delegato dell'Eutelia assolda una banda di guardie giurate e fa irruzione al presidio, alla occupazione per sgombrare di persona i lavoratori in subbuglio.
Ammetterete che è un comportamento strano come minimo, come mai? come mai avviene questo confronto diretto che vede coinvolto così in prima persona un diretto interessato con gli antagonisti?
Ci si potrebbero dare diverse risposte:

c'è una tale caduta di credibilità verso lo Stato e le sue istituzioni, anche le forze dell'ordine, che ormai si decide di andare al confronto diretto, senza l'intermediazione dell'apparato dello Stato;

potrebbe essere invece una forma di ricatto verso lo Stato per rafforzare le richieste di confindustria al governo: vi stiamo a chiedere certe cose, nicchiate, per le vostre rivalità intestine, qui se non vi decidete, passiamo alle vie di fatto direttamente;

e naturalmente c'è anche presente lo scontro fra magistratura politici, aziende, visto che tutti poi navigano nel torpido di quello che viene definito male affare, ma che per me resta affare corrente di libero mercato.

Il fatto di intimidire i lavoratori è la cosa più scontata in questa situazione. E se invece queste riposte fossero tutte parziale? Non è che invece quello che si vuole in effetti ottenere è il ricompattare sempre di più i lavoratori verso una forma di ..repressione legalitaria, di scontro legalitario, entro le norme previste dalla DEMOCRAZIA, la stessa logica di... verità e giustizia, insomma.
E' vero la Tissen ha aperto la strada alla...victory totale, la victory di chi?

Una cosa è certa che l'IMBARBARIMENTO è cercato su tutti i fronti per arrivare ad una definizione più funzionale: quando il caos è troppo caotico tutti cercano l' ORDINE TOTALE, questo è il punto per me, tutti sono pronti a sottometersi all'ORDINE meno disordinato.
L'unica cosa incontrovertibile è come sulla pelle di lavoratori, migranti, carcerati si stiano giocando le lotte intestine delle forze di governo e di opposizione per il nuovo ordine auspicato. Che di certo troverà la soluzione di "quadri" di uno e dell'altro polo che diranno "E mica siamo in sud America!" e questo è un paese CIVILE! dobbiamo assolutamente ricompattare tutti i CIVILISTI di "destra " e "sinistra"
Vittoria
L'avamposto egli Incompatibili
http://www.youtube.com/watch?v=sTxjOJFwI2I

http://controappunto.splinder.com/

Facciamo del 14 novembre una vigorosa giornata di lotta

autore: 
Piattaforma Comunista

Nessun operaio deve perdere il lavoro, nessuno stabilimento deve essere chiuso!
LICENZIAMO BERLUSCONI E I SUOI COMPLICI,
LOTTIAMO PER UN VERO GOVERNO OPERAIO!
La crisi si aggrava e per milioni di lavoratori è sempre più difficile arrivare alla fine del mese, specie se in cassa integrazione. Contemporaneamente si inasprisce l’offensiva dei padroni e del governo reazionario di Berlusconi che protegge ricchezze e privilegi di un’esigua minoranza.
Cosa abbiamo visto infatti nell'ultimo anno? Banche e imprese hanno avuto aiuti per miliardi di euro, parassiti e criminali hanno avuto lo scudo fiscale, mentre per gli operai ci sono state solo lettere di licenziamento, truffe, elemosine e demolizione dei diritti, come dimostra l’accordo separato sui metalmeccanici, favorito dalla complicità dei vertici sindacali di Cisl e Uil.
Per dare una risposta all’altezza della situazione è fondamentale realizzare un largo fronte unico dal basso per respingere l’offensiva capitalista, la reazione politica e le aggressioni imperialiste.
C’è bisogno di un programma concreto e unificante che serva a mobilitare la classe operaia e i suoi alleati sulla base della difesa intransigente degli interessi, dei diritti e delle libertà dei lavoratori, che favorisca la convergenza dei movimenti di lotta.
Soprattutto deve ripartire il protagonismo dei lavoratori. Basta cedimenti, basta
attesismo! Ogni protesta deve essere un momento di unità di tutti coloro che non vogliono pagare la crisi dei padroni, e deve realmente mettere in difficoltà il governo.
Eleggiamo consigli e comitati per unire la massa e dei lavoratori e sostenere forme di lotta adeguate per rovesciare la crisi sulla testa dei capitalisti, dei ricchi, dei parassiti.
Facciamo della manifestazione nazionale del 14 novembre un’energica giornata di lotta e di unità, in cui si affermi il ruolo e la funzione dirigente della classe operaia.
Lavoriamo per uno sciopero generale su una piattaforma dai chiari contenuti di classe, capace di mobilitare tutte le forze che resistono all'attacco capitalistico e di avvicinare la caduta nelle piazze e nelle fabbriche del governo Berlusconi!
Abbandoniamo ogni illusione! La crisi attuale è parte di una crisi generale del sistema capitalista e non troverà una “soluzione” a favore dei lavoratori nel quadro stesso di questo sistema.
Per uscire dalla crisi a favore delle masse lavoratrici è necessario che dalle lotte in corso sorga la necessità di un vero governo operaio, che si basi sulle
organizzazioni dei lavoratori; un governo che non si inchini agli interessi del
capitale, ma sia deciso a porre fine allo sfruttamento e alle ingiustizie, che assicuri lavoro e sicurezza sociale.
Per questi obiettivi occorre certamente un sindacato che difenda gli interessi di classe, ma ciò non basta: serve anzitutto il Partito. I comunisti e gli elementi più coscienti e combattivi della classe operaia, devono unirsi per ricostruire il partito comunista, perché il nostro futuro non è nel capitalismo, ma in un nuovo e superiore ordinamento sociale: il socialismo!

Piattaforma Comunista
Leggi e diffondi Scintilla e Teoria & Prassi
Sito internet: www.piattaformacomunista.com
per contatti e-mail: teoriaeprassi@yahoo.it

mobilitazione internationale contro il WTO!!

28/11/2009 - 14:00
28/11/2009 - 16:00
Etc/GMT+2
autore: 
antifa
image1: 
PosterA3-4.jpg

Elementi per un appello combattivo contro il WTO

Dimostrazione

28.11.2009, 14:00, Place Neuve, Geneva (Svizzera)

mobilitazione internationale contro il WTO!

A la fine di quest’anno si terrà à Ginevra la settima sessione de la conferenza ministeriale del WTO/OMC (Organizzazione Mondiale del Commercio). Dieci anni dopo Seattle, che aveva visto nascere il movimento anti-globalizzazione, l’evento sarà l’occasione per i potenti di questo mondo di ricominciare le negoziazioni sul Ciclo di Doha con l’obiettivo di cercare di rincollare i pezzi di un capitalismo sfiancato dal terremoto finanziario dell’ottobre 2008. L’obiettivo è sempre lo stesso, si tratta di favorire il libero scambio e di attivare la circolazione delle merci con tutte le conseguenze deleterie che conosciamo: delocalizzazione, messa al bando delle persone e delle collettività non abbastanza “svendibili”, arricchimento dei più ricchi, aumento dell’inquinamento, distruzione massiccia delle materie prime non rinnovabili e della natura.

In questa occasione tutto quello che produce il “militantismo” ai quattro angoli del mondo converge nel tradizionale percorso di lamentele. Il folklore protestatario tenta, bene o male, di riunirsi per pronunciare i suoi tradizionali reclami. E dopo questi dieci anni di altermondialismo il quadro non è più confortante, in quattro parole: la paralisi è totale.

Eppure questi dieci ultimi anni hanno visto un accumularsi di ragioni per rivoltarsi, ma la desolazione militante si accompagna a un deserto intellettuale. Guardiamo le cose in faccia: “l’alternativismo” non può rispondere a la miseria. Non esiste nessuna alternativa dentro al capitalismo, sola la Distruzione ha una prospettiva. Oltre a integrare i metodi di gestione dei responsabili del disastro, gli altermondialisti, a ben vedere, non si oppongono alla “governance” mondiale. Un’organizzazione del commercio dal volto mano non porrebbe loro alcun problema. Agiscono come una forza di conciliazione in seno all’attuale società. I settori sindacali partecipano a “l’appassimento” sociale e i settori politici sono la cauzione democratica del sistema, la sana opposizione.

I sindacati, i partiti di sinistra e gli ambienti associativi hanno quello che si potrebbe chiamare un partnerariato sociale con lo Stato. Le prestazioni sociali e altre sovvenzioni consentite dai padroni fanno parte delle misure di “appassimento” sociale che hanno distrutto ogni forma di contestazione. Siamo ben indirizzati per condurre la nostra piccola vita anestetizzata. La “sinistra” si fa direttamente co-gestionaria della crisi: insomma una specie di contro-rivoluzione permanente contro ogni possibilità di emancipazione.

A l’opposto un spettro spaventa l’Europa: l’autonomia. Una constatazione s’impone: da Genova e Rockstock a Strasburgo, l’altermondialismo si spegne mentre il movimento radicale è in pieno sviluppo. E’ che noi non cerchiamo, episodicamente, di fare degli interventi spettacolari che ci serviranno in una negoziazione. Al contrario, siamo parte integrante della guerra generalizzata e costante che lo Stato e il Capitale fanno contro i poveri e gli sfruttati. Ci evolviamo tutti i giorni in un ambiente in guerra. Una guerra diffusa dove ogni individuo è un attore e una vittima. Accettare la pacificazione condotta dai co-gestionari della “sinstra” è accettare la nostra impotenza. Dobbiamo marcare la rottura con l’ordine stabilito: nessun dialogo, nessuna rivendicazione. Del vecchio mondo non possiamo che fare tabula rasa. Combatterlo per non cadere. Non sfuggirgli, ma affrontarlo per non subirlo più.

Vi chiamiamo a partecipare massicciamente alla grande manifestazione del 28 novembre a Ginevra dove cercheremo insieme di inceppare la macchina del WTO. Un meeting point sarà allestito dal 27 novembre fino al 2 dicembre, così come alloggio, servizio medico, media-center indipendente e supporto legale.

Al di là dell’immediatezza del momento, questa occasione deve condurre a dei nuovi rapporti di forza su scala internazionale, in uno spirito di organizzazione accresciuta dei gruppi radicali in Europa e altrove. Per cancellare la separazione effettiva tra teoria e pratica, vi invitiamo a condividere le vostre conoscenze, reti e contatti in seno a un forum per l’autonomia, domenica 29 novembre.

www.revolutionaer.ch

Dimostrazione

28.11.2009, 14:00, Place Neuve, Geneva (Svizzera)

[Milano] Contro il capitale conflitto sociale! Comunicato assemblea UNITI CONTRO LA CRISI

autore: 
UNITI CONTRO LA CRISI

CONTRO IL CAPITALE CONFLITTO SOCIALE !

L'assemblea pubblica organizzata dalle realtà milanesi dell'autorganizzazione sociale e sindacale tenutasi l'8 novembre 2009 presso il CSA Vittoria, che ha visto la partecipazione e gli interventi di diverse situazioni di lavoratori in lotta (Metalli Preziosi, Maflow, precari della scuola, Omnia Service e altre realtà di lavoratori riconducibili a “Uniti contro la crisi”), collettivi politici (CSA Vittoria, collettivo Oltre il Ponte, collettivo lavoratori e studenti delle scuole civiche serali e PCL) e realtà del sindacalismo di base (Slai Cobas, RDB, SDL e Unione Inquilini), valuta con estrema positività i contenuti emersi nel dibattito e intende farsi carico di:

* costituire e dare continuità a una rete tra lavoratori, precari e studenti in lotta e realtà dell'autorganizzazione sindacale e sociale che tracci percorsi unitari per l’allargamento del conflitto sociale in una prospettiva anticapitalista e anticoncertativa;

* definire una piattaforma di rivendicazioni condivise da diffondere in ogni ambito lavorativo e territoriale che abbia tra i propri punti qualificanti la difesa del posto di lavoro e del salario (diretto e indiretto), il blocco dei licenziamenti… e che comprenda anche la difesa del diritto alla casa, il blocco degli affitti e delle utenze;

* creare comitati unitari di lotta e di sostegno alle vertenze delle singole fabbriche, distretti produttivi e luoghi di lavoro prescindendo dalle singole appartenenze;

* rilanciare il ruolo autonomo e assolutamente anticoncertativo delle assemblee operaie autorganizzate, veri centri propulsivi delle lotte.

Su questi temi e con questi obiettivi si è deciso di partecipare, quale primo momento pubblico, in maniera unitaria alla manifestazione cittadina lanciata dalle realtà di lotta dei precari della scuola per il 28 novembre.

Per organizzare questa prima scadenza e per programmarne di ulteriori, nonché per iniziare a definire la piattaforma di cui sopra è indetta una riunione per mercoledì 18 novembre al CSA Vittoria e un’ulteriore appuntamento assembleare pubblico per domenica 29 novembre nel quale verrà presentate iniziative e piattaforma. Invitiamo già tutti a partecipare e a contribuire ad allargare ad altre realtà e singoli i contenuti e gli obiettivi.

PERSONA E NON SOLO UN CORPO PER STEFANO CUCCHI

autore: 
vittoria oliva

PERSONA E NON SOLO UN CORPO PER STEAFANO CUCCHI
Poco fa ho postato un volantino dei compagni di Roma, in merito all'ennesimo martirio e martire di Stato.
L'ho fatto perché lo condivo sostanzialmente.

Vorrei aggiungere qualcosa, una stranezza; dati i tempi,. di una strana come me.

Parto dalle parole di Giovanardi, delle parole veramente senza PERSONA e di non PERSONA.
Non ho il bisogni di ripeterle non ne ho il cuore e mi parrebbe di reiterare insulti; tanto sono conosciute, sono state dette e ridette, lette e rilette.
a chi è solo un personaggio e non PERSONA, dico soltanto che se mai le motivazioni che lui così "garbatamente" espone, avrebbero dovuto , semmai, portare ad un "trattamento" umano e di comprensione:
ma la logica è : era un destino predeterminato.
Sempre costoro nel loro non essere PERSONA poi dicono il vero.

Quello che più ferisce è però il fatto non solo che tutti o quasi hanno sentito il bisogno di ripetere queste parole, lascio stare chi di questo vive: giornalisti, opinionisti, conduttori televisivi...mi riferisco ai siti, blog... dei "compagni "che non solo hanno riportato le parole di Giovanardi per "diritto di informazione", ma anche hanno ripreso foto dei particolari delle ferocia che si è accanita su questo povero corpo, e sempre per lo stesso diritto hanno pubblicato cartelle cliniche..in attesa che da tale evidenza derivasse....verità e giustizia.
Ora che i parenti ;colpiti nel profondo, diano la loro disponibilità alla diffusione di tale materiale lo capisco, non capisco altrettanto "compagni" che poi si adeguano passivamente a questa richiesta.
Bastava forse, solo per PIETAS, mettere una foto di "prima della cura" "dopo la cura".
Questo la dice lunga, secondo me, come la "società dello spettacolo" abbia contaminato tutti.
Come al solito mi viene fuori la parola SPECULARI, e quello è di fatto, il fatto è che lo stesso atteggiamento si adotta perché della stessa classe si è: FOTTUTI BORGHESI.
Questo povero corpo esposto, questa volta, alla colonna mediatica: mi raccomando che non sfugga alcun particolare delle efferatezze, come se non si sapesse quanto sono efferati.
Risultato? in primo piano le efferatezze, che quelle contano per i giochi politici, nessuna PIETAS per questo corpo torturato. Sinceramente io non ho apprezzato nemmeno le numerose vignette che ho visto navigando.

LA PERSONA E LA PAROLA non contano per nessuno.

Qualcuno potrebbe dire, guarda che queste cose in finale si sono sempre fatte!
Beh non in questa maniera così ESAGERATA, non per questi fini, e sopratutto in una situazione oggettiva di LOTTA , in cui non si chiedeva giustizia e verità ai boia. Senza questa situazione di lotta la cosa diventa solo voyeurismo malsano.
Amai
Amai trite parole che non uno
osava. M’incantò la rima fiore
amore,
la più antica, difficile del mondo

Amai la verità che giace al fondo,
quasi un sogno obliato, che il dolore
riscopre amica. Con paura il cuore
le si accosta, che più non l’abbandona.

Amo te che mi ascolti e la mia buona
carta lasciata al fine del mio gioco.

Umberto Saba

[da Mediterranee, 1946]

vittoria
L'Avamposto degli Incompatibili

http://controappunto.splinder.com/

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