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Anticapitalismo

A vent'anni dalla caduta del muro

autore: 
Battaglia Comunista

Le macerie ideologiche dello stalinismo

Battaglia Comunista
1989: Fall of the Berlin Wall
Stalinism

A vent’anni dalla caduta del Muro di Berlino

Vent’anni fa, per l’esattezza il 9 novembre del 1989, crollava il Muro di Berlino, ossia la barriera di cemento alta tre metri e mezzo e lunga più di 155 chilometri, che fu eretta nel 1961 dalla dittatura stalinista al potere nella Germania orientale per contrastare l’emorragia di professionisti e lavoratori specializzati verso la parte occidentale della città. Si calcola che tra il 1949 e il 1961 i tedeschi passati da Berlino Est a Berlino Ovest furono circa due milioni e mezzo.
Ma al di là della sua specifica funzione, il crollo del Muro rappresentò l’inizio della fine per tutto il blocco sovietico, una sorta di implosione a catena che culminerà, due anni dopo, con lo sgretolamento della stessa Unione Sovietica.
Ideologi e pennivendoli della borghesia internazionale, dunque, si trovarono di fronte una splendida occasione per screditare agli occhi dei proletari di tutto il mondo quella che si presentava come l’unica, tangibile alternativa alla società capitalistica, e così iniziarono subito a scagliare le abbondanti macerie che offrivano le rovine del Muro non tanto contro i regimi stalinisti caduti, quanto contro il comunismo nel suo complesso, descritto come un nefasto progetto utopico che, lungi da essere la salvezza per l’umanità, nei fatti aveva partorito un’immensa prigione con tanto di filo spinato e vopos pronti a sparare a chi tentava di… fuggire dal paradiso. Certo, oggi come allora noi sappiamo che le cose non stanno affatto in questo modo. Il blocco imperialista facente capo all’URSS e comprendente i paesi dell’Europa orientale è crollato a causa della crisi economica mondiale apertasi all’inizio degli anni ’70 (la crisi del terzo ciclo di accumulazione capitalistica), che travolse prima i paesi del cosiddetto terzo mondo, che affossò poi l’intero blocco sovietico, e che morde ora in profondità anche i paesi occidentali.
Nei paesi del “socialismo reale”, infatti, di reale c’era solo il capitalismo di stato, per cui si manifestavano tutte le contraddizioni tipiche di un sistema economico basato sull’accumulazione capitalistica. Altro che gestione operaia dei mezzi di produzione e potere dei consigli…
Il problema è che lo stalinismo puzza forse più da morto che da vivo, nel senso che insieme al Muro, nelle coscienze di tanti proletari, non è caduto solo il falso mito del capitalismo di stato, ma anche l’idea stessa che sia possibile lottare per un’alternativa comunista all’attuale società capitalistica, dominante in ogni angolo del pianeta e ovviamente anche in quella Cina che marcia a ritmi elevatissimi grazie all’iper-sfruttamento della classe lavoratrice, e dove il potere è nelle mani di un partito che continua a definirsi comunista, che sventola la falce e martello e che alza le effigi di Marx e Lenin accanto a quella di Mao.
Lottando sul terreno dell’anti-capitalismo e del comunismo rivoluzionario, sappiamo perfettamente che uno dei principali ostacoli ideologici che si frappone fra noi e la classe quando diffondiamo il nostro programma politico è proprio il crollo del blocco sovietico, che, identificato con il fallimento del comunismo, è il frutto avvelenato della controrivoluzione staliniana, sepolto sotto le macerie del Muro ma ancora mefitico per le coscienze dei proletari di tutto il mondo.
In molti lavoratori il crollo del blocco sovietico ha fatto venire meno il senso dell’alternativa, cioè l’idea che si possa dare vita a una società radicalmente diversa da quella attuale e che si possa basare sul superamento dell’economia di mercato e la divisione in classi.
Forse, però, le generazioni nate dopo l’’89 sentiranno meno il peso di queste macerie, anche perché si trovano ora nel bel mezzo di una crisi mondiale che non riguarda un modello economico sedicente comunista, ma il capitalismo, e nella fattispecie il capitalismo neoliberista globalizzato che, dopo il crollo dell’“impero del male”, avrebbe dovuto essere il capolinea della storia, il non plus ultra, la panacea che avrebbe aperto un’era di pace e prosperità e che invece, giorno dopo giorno, si sta trasformando nel suo contrario…
Insomma, come sempre è la realtà dei fatti ad avere l’ultima parola, e a vent’anni dal crollo del Muro il castello di bugie che la classe dominante ha edificato per convincere i proletari di tutto il pianeta che questo caos di guerre, crisi, oppressione e sfruttamento sia davvero il massimo a cui si possa aspirare, sta già tremando.
Ai rivoluzionari il compito di dimostrare che un altro mondo è possibile e quest’altro mondo si chiama comunismo. Vale a dire una società esattamente agli antipodi rispetto alle dittature staliniste che si realizzarono al di là del Muro.

Partito Comunista Internazionalista

mobilitazione internationale contro il WTO!

autore: 
anti-wto
image1: 
PosterA3-4.jpg

mobilitazione internationale contro il WTO!

A la fine di quest’anno si terrà à Ginevra la settima sessione de la conferenza ministeriale del WTO/OMC (Organizzazione Mondiale del Commercio). Dieci anni dopo Seattle, che aveva visto nascere il movimento anti-globalizzazione, l’evento sarà l’occasione per i potenti di questo mondo di ricominciare le negoziazioni sul Ciclo di Doha con l’obiettivo di cercare di rincollare i pezzi di un capitalismo sfiancato dal terremoto finanziario dell’ottobre 2008. L’obiettivo è sempre lo stesso, si tratta di favorire il libero scambio e di attivare la circolazione delle merci con tutte le conseguenze deleterie che conosciamo: delocalizzazione, messa al bando delle persone e delle collettività non abbastanza “svendibili”, arricchimento dei più ricchi, aumento dell’inquinamento, distruzione massiccia delle materie prime non rinnovabili e della natura.

In questa occasione tutto quello che produce il “militantismo” ai quattro angoli del mondo converge nel tradizionale percorso di lamentele. Il folklore protestatario tenta, bene o male, di riunirsi per pronunciare i suoi tradizionali reclami. E dopo questi dieci anni di altermondialismo il quadro non è più confortante, in quattro parole: la paralisi è totale.

Eppure questi dieci ultimi anni hanno visto un accumularsi di ragioni per rivoltarsi, ma la desolazione militante si accompagna a un deserto intellettuale. Guardiamo le cose in faccia: “l’alternativismo” non può rispondere a la miseria. Non esiste nessuna alternativa dentro al capitalismo, sola la Distruzione ha una prospettiva. Oltre a integrare i metodi di gestione dei responsabili del disastro, gli altermondialisti, a ben vedere, non si oppongono alla “governance” mondiale. Un’organizzazione del commercio dal volto mano non porrebbe loro alcun problema. Agiscono come una forza di conciliazione in seno all’attuale società. I settori sindacali partecipano a “l’appassimento” sociale e i settori politici sono la cauzione democratica del sistema, la sana opposizione.

I sindacati, i partiti di sinistra e gli ambienti associativi hanno quello che si potrebbe chiamare un partnerariato sociale con lo Stato. Le prestazioni sociali e altre sovvenzioni consentite dai padroni fanno parte delle misure di “appassimento” sociale che hanno distrutto ogni forma di contestazione. Siamo ben indirizzati per condurre la nostra piccola vita anestetizzata. La “sinistra” si fa direttamente co-gestionaria della crisi: insomma una specie di contro-rivoluzione permanente contro ogni possibilità di emancipazione.

A l’opposto un spettro spaventa l’Europa: l’autonomia. Una constatazione s’impone: da Genova e Rockstock a Strasburgo, l’altermondialismo si spegne mentre il movimento radicale è in pieno sviluppo. E’ che noi non cerchiamo, episodicamente, di fare degli interventi spettacolari che ci serviranno in una negoziazione. Al contrario, siamo parte integrante della guerra generalizzata e costante che lo Stato e il Capitale fanno contro i poveri e gli sfruttati. Ci evolviamo tutti i giorni in un ambiente in guerra. Una guerra diffusa dove ogni individuo è un attore e una vittima. Accettare la pacificazione condotta dai co-gestionari della “sinstra” è accettare la nostra impotenza. Dobbiamo marcare la rottura con l’ordine stabilito: nessun dialogo, nessuna rivendicazione. Del vecchio mondo non possiamo che fare tabula rasa. Combatterlo per non cadere. Non sfuggirgli, ma affrontarlo per non subirlo più.

Vi chiamiamo a partecipare massicciamente alla grande manifestazione del 28 novembre a Ginevra dove cercheremo insieme di inceppare la macchina del WTO. Un meeting point sarà allestito dal 27 novembre fino al 2 dicembre, così come alloggio, servizio medico, media-center indipendente e supporto legale.

Al di là dell’immediatezza del momento, questa occasione deve condurre a dei nuovi rapporti di forza su scala internazionale, in uno spirito di organizzazione accresciuta dei gruppi radicali in Europa e altrove. Per cancellare la separazione effettiva tra teoria e pratica, vi invitiamo a condividere le vostre conoscenze, reti e contatti in seno a un forum per l’autonomia, domenica 29 novembre.

www.revolutionaer.ch

Dimostrazione

28.11.2009, 14:00, Place Neuve, Geneva (Svizzera)

[Lugano] Serata zapatista con Vittorio Sergi e John Holloway

14/11/2009 - 18:00
14/11/2009 - 23:00
Etc/GMT+2
autore: 
Cs()a il Molino e CzmL

Sabato 14 novembre 09

Cs()a il Molino - Collettivo zapatista marisol Lugano (czl.noblogs.org) presentano:

IL VOLTO DEL MESSICO CHE R-ESISTE

Vittorio Sergi presenta il suo libro "Vento dal basso nel Messico della rivoluzione in corso".
Con la presenza di John Holloway, autore delle prefazione del libro
nonché di "Cambiare il mondo senza prendere il potere"

Serata che rientra nella Rassegna libri "Caratteri resistenti".

PROGRAMMA:
18.00 Aperitivo solidale
19.30 Cena popolare messicana
20.30 Vittorio Sergi presenta il libro "Vento dal basso".
Con la presenza di John Holloway (autore di "Cambiare il mondo senza prendere il potere")
23.00 La Rifa con premi dignitosi
23.30 Dj set Luka Rudeboy - Radio Kingston (from ska to salsa)
cocktails bar & live murales

MESSICO E NUVOLE (gonfie di sangue)… EVITARE LE ZONE « A RISCHIO »!
Spiagge dorate, mare blu e trasparente, gastronomia esotica e invitante, popolazioni locali affabili e sorridenti. Vulcani, giungle, tequila e cocaina, arte e cultura e un’incredibile storia fatta di piramidi, templi e divinità misteriose. Intrigante e affascinante!
È il Messico venduto dalle agenzie e dai depliant turistici: etnico e a buon mercato, alla portata di tutti, spensierato e non troppo pericoloso.
Se si evitano le zone «a rischio»... chiaramente!

I «guerriglieri» in Chiapas, a Oaxaca, a Guerrero, i paesani di Atenco, gli studenti dell’auditorio occupato «Che» di Città del Messico, le mamme di Ciudad Juarez, i minatori e gli elettricisti in sciopero, i transessuali e le «sexoservidoras» del barrio bravo di Tepito e della Merced.
Evitate le zone a rischio perchè il Messico, attenzione sono notizie confidenziali, é il secondo paese dopo l’Iraq, con più giornalisti ammazzati.
È la nuova via della droga senza ostacoli e confini che provoca migliaia di morti mensili; è il moderno muro che, a vent’anni dalla caduta di quello di Berlino, viene eretto per impedire l’entrata su suolo statunitense.
In Messico non si rispettano i più elementari diritti umani, dice Amnesty International.
Il Messico sono le mattanze di Atenco e di Oaxaca, le bottte agli studenti, il femminicidio di Ciudad Juarez, le privatizzazioni selvagge, la devastazione ambientale e la costruzione di nuovi mega progetti turistici e d'autostrade devastatrici a scapito delle popolazioni indigene e locali. Qui, la violenza perpetua che subiscono le comunità indigene (sorridenti sulle foto…) in Chiapas, Guerrero e Oaxaca si chiama guerra a bassa intensità. Qui, chi ha lottato per difendere la propia terra dalla devastazione e dal saccheggio di governi e multinazionali é morto ammazzato o é rinchiuso nelle prigioni di massima sicurezza, in condizioni abominevoli.

Non ci piace il turismo di massa e ci piace narrare di altri mondi!
Le zone « a rischio » preferiamo attraversarle, conoscerle per interagire, per costruire comunità, ammiccamenti e solidarietà. Qui e altrove.
Oggi, all’interno della rassegna «caratteri resistenti», presentiamo un opuscolo e un libro, con amici e compagni con i quali abbiamo teneramente condiviso queste «zone a rischio», che narrano di quell’altro Messico che costruisce, lontano da partiti politici e istituzioni, cammini di autonomia e d’emancipazione.
Dove le storie, reali e immaginarie, dolci e violente, diventano lotta e resistenza, umanità «altra»! Dove per cambiare il mondo non si mira alla presa del Potere.
La solidarietà rimane un'arma e questa iniziativa partecipa alla campagna internazionale di mobilitazione per i prigionieri politici « primero nuestr@ pres@s ».

Possiamo ancora dire che non ci riguarda quando la complicità gonfia le nubi? Quando il governo svizzero vende armi e mezzi a quello messicano (gli aerei pilatus che nel 1994 bombardavano le comunità zapatiste)? Quando le multinazionali svizzere contribuiscono all’impoverimento e allo sfruttamento? Quando, silenziosi e indifferenti, godiamo delle « bellezze » locali contribuendo indirettamente allo spoliamento delle comunità indigene e della popolazione locale.

Esageriamo? Guardando in alto le nubi hanno striature rosso sangue e, a volte, gocciolano....
Passa e partecipa il 14 novembre (il ricavato della serata sarà destinato a progetti per le comunità zapatiste o in solidarietà agli arrestati di Atenco e Oaxaca)
e ti daremo tutti i particolari della guerra a bassa intensità che avvolge il Messico.

In fondo basta poco a stracciare depliant turistici e ipocrite foto sorridenti. A bucare le nubi.
La «vie est ailleurs», sicuramente non su carta patinata e cartelloni pubblicitari!

CzmL

[Trento]

autore: 
(A)

Ieri circa 300 anarchici sono sfilati per le vie di Trento per protestare contro i recenti sviluppi riguardanti la realtà trentina. Sgomberato l'assillo, e pioggia di fogli di via anche su studenti delle superiori.
Durante il corteo tutti i componenti si sono coperti il volto, chi con le solite bandane nere chi con delle maschere da carnevale. Sono stati colpiti vari punti: sede della lega con le finestre rotto e completamente imbrattata, bancomat, banche, auto della polizia locale.
La conclusione è stata l'esplosione di un bancomat nei pressi del duomo.
Massima solidarietà ai compagni di Trento. Morte allo stato

azione diretta contro il potere

(A)

radiocane: informazione del 6 novembre

autore: 
radiocane

radiocane
Londra: corrispondenza con franco, presente all'incontro internazionale di
Brighton sulla società carcere. Una sintesi del dibattito e le differenze emerse tra nord e sud europa nell'intendere la lotta anticarceraria (da 2')

Calabria: dalla nave dei veleni alla fabbrica dei tumori; un breve
passeggio nel circo degli eco orrori calabresi.
Francesco ci accompagna tra le menzogne di stato e ci racconta cosa si
muove dal basso (da 11'50'')

Bologna: mentre si avvicina la manifestazione del 25 novembre contro la
violenza sulle donne continuano i presidi itineranti delle compagne contro
il CIE. Abbiamo sentito Nicoletta su quanto sta crescendo a bologna e altrove in
solidarietà a joy e contro i CIE come dispositivi di controllo sui corpi
(da 19'18'').

Napoli: occupazione nei pressi del quartiere Materdei, dove casapound ha
da qualche tempo inaugurato una sede. Stamattina cortei e blocchi.
L'occupazione avvia una tre giorni antifascista (da 24'39'')

http://radiocane.info/la-striscia-informativa-di-radiocane/873-informazi...

SOLO ANTIAUTORITARISMO?

autore: 
vittoria oliva

SOLO ANTIAUTORITARISMO?
http://roma.indymedia.org/node/14009

Le immagini e le parole non sono acqua perché esprimono concetti.
E per la manifestazione in rivolta contro l'assassinio di Cucchi cosa vedo?

Intanto vedo che si parla di AUTORITARISMO.

ANTIAUTORITARISMO soltanto?.

Come minimo mi pare minimizzare la questione e tanto più mi pare che sia minimazzata in quanto nel manifesto si vedono assassinati dagli anni settanta fino a Cucchi, e se c'è questa continuità di ANTIAUTORITARISMO soltanto si tratta? O non più tosto della logica perenne perdurante dell'oppressione del Stato Capitale qualsiasi forma governativa assuma?. Sostanzialmente si dice che di una deriva autoritaria dello Stato si tratta, che si può recuperare chiedendo verità e giustizia...allo Stato, e intanto si mettono le immagini dei caduti per lungo tempo: se è per quello si poteva andare ancora più indietro nel tempo.
E' evidente che l'immagine in sé nega il fatto che di AUTORITARISMO soltanto si tratta e che verità e giustizia mai è stata ottenuta dallo Stato nel perdurare del tempo.
Comunque parlare di ANTIAUTORITARISMO quando i morti in mano agli sbirri si contano a decine, quelli che arrivano alla notorietà! è un minimizzare connesso al fatto che si chiede verità e giustizia.
Lonzi, Aldovrandi, Mastrogiovanni...fino a Cucchi.
Solo ANTIAUTORITARISMO, a cui si oppone è logico solo DISSENSO.

La situazione reale è che a Cucchi è stata negata la presenza di un avvocato PER GIORNI, che lui faceva lo sciopero della fame per rivendicare la presenza di un legale, che è stato pestato a morte, che è stato rimbalzato da Camere di sicurezze ad ospedali come...da Ponzio a Pilato.
E questo è solo ANTIAUTORITARISMO?
In un paese in cui a parte le morti ed i suicidi in galera, i pestaggi nei Cie a chi si ribella, gli sgombri, i fogli di via, il controllo totale solo ANTIAUTORITARISMO?

In un paese in cui : "caso Abu Omar" ci sono state assoluzioni per "Segreto di Stato" solo ANTIAUTORITARISMO?
fatevi il conto dei "Segreti di Stato" e vedete se è ANTIAUTORITARISMO SOLTANTO!
In un paese in cui rendition solo ANTIAUTORITARISMO?

Ebbene in effetti il caso Cucchi è stato un caso di rendition come ne avvengono tanti, come può accadere ad ognuno di noi, altro che ANTIAUTORITARISMO.Parola tra l'altro piccola nel contenuto lunga nello scriverla, il che la dice tutta, per me!

Il perché poi si scelga di parlare di AUTORITARISMO è chiaro:

http://www.corriere.it/politica/09_ottobre_30/farefuturo-cucchi-verita_7...

«VIA LE SCHEGGE DEVIATE» - Anche dall'opposizione, come era preventivabile, si sono levate voci contro quanto accaduto. Per Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd, le foto del corpo di Cucchi «orribilmente deturpato da evidenti percosse, destano orrore». «Il governo - aggiunge la senatrice democratica - deve fare tutto quanto in suo potere perchè si arrivi presto a conoscere la verità su questa vicenda umana sconcertante e per ora misteriosa». «Lo Stato non può avere paura di se stesso- sottolinea invece Luigi De Magistris, europarlamentare dell'Idv -, non può temere di individuare e punire quei corpi estranei e parassitari che pure ci sono al suo interno, tra le forze dell'ordine che svolgono un lavoro prezioso per il Paese. Identificare e allontanare queste schegge deviate è l'unica risposta per garantire la fiducia dei cittadini verso le istituzioni e la giustizia, oltre che per proteggere la credibilità di quanti operano con coraggio per la sicurezza comune fornendo un servizio prezioso a noi tutti».

ma del resto che eravate destinati ad essere sempre più buoni è stato detto.....
http://controappunto.splinder.com/post/21182592/GENOVA....O+CARA

vittoria
L'Avamposto degli Incompatibili
http://controappunto.splinder.com/

http://www.youtube.com/watch?v=jpGp3jJHDzQ

il quinto piano di Belcolle

autore: 
vittori oliva

il quinto piano di Belcolle
http://www.newtuscia.it/interna.asp?idPag=8288

Qui c'è la notizia, una fra le tante, è vero Cristo l'hanno tolto dal muro e restano solo le povere criste e i poveri cristi.
Dalle voci che girano in zona pare che si tratti di una ragazza algerina di 16 anni che, andata per una visita ginecologica , e saputo di essere incinta per la paura dello "scandalo" e della punizione conseguente si sia buttata giù, voci che circolano-

Cronaca del medioevo degli anni 2000.

In questa città di provincia un po' corrusca coi suoi quartieri medioevali, che, pure, nella loro severità hanno la loro bellezza; le mura a significare l'arroccamento, e subito pensi ai tanti muri, quelli reali e quelli altri che persistono nei secoli: mura di ieri, mura di oggi :queste di Viterbo, la grande muraglia cinese, i muri nella terra santa, il muro che divide le due americhe.
Grande costruttore l'uomo, che ha imitato in questo il suo padre eterno: ha costruito piramidi, acquedotti ponti, mura, elevato cattedrali..laborioso, molto laborioso; il padre eterno, il signore dei piano di sopra, gli bastarono sei giorni per stufarsi, l'uomo non gli bastano i secoli! ed ora... metanodotti, oleodotti...megalopoli, templi della merce sempre più belli sempre più accattivanti...sempre più vuoti.

Costruisce i ponti per unire, costruisce le mura per separare, poi sui ponti che costruisce per unire si scanna per il passaggio....e mura sono pure i ponti!
Quelli concreti in pietra non sono altro che la sublimazione dei muri che costruisce in sé stesso.
In questa città di provincia un po' corrusca, dove le stradine si intersecano e poi sfociano nella piazza bella, piazza grande, dove ancora di più ti senti una nullità di fronte al Palazzo dei Papi.
In questa città di provincia dove le caserme insieme alle torri, ed ora anche l'aereoporto, oh finalmente! qualcosa che...pare che non è un muro.
In questa città di provincia che ancora sente puzza di etrusco e dove forse in qualche grotta dei campi, poeticamente, pensi di incontrare il fantasma di Porsenna e ci trovi invece un...povero cristo, migrante per lo più coi suoi stracci, ops le sue porcherie!
Ne accadono di cose nelle città di provincia, come nelle metropoli: i giri di coca e la 16 enne che per "vergogna" si butta dal quinto piano di Belcolle.
Beh tutto il mondo è una metropoli globale.
In questa città di provincia dove i colori 'autunno sono tanto belli! tanto caldi intorno e boschi e foglie dorate e funghi e i ricci delle castagne che cadono, e i ricci, gli altri. sotto le macchine, e insieme alle castagne cadono... dal quinto piano di Belcolle.

E' chiaro è chiaro si!, non c'è un lenzuolo misterioso, non c'è un sottoscala di commissariato, non c'è un pestaggio, non c'è una spinta...è chiaro è chiaro si!
E' pure chiaro che c'è lo stesso assassino.
Piovono gli essere umani, piovono insieme ai ricci delle castagne d'autunno, in tutto il mondo.
Da Viterbo al Texas base militare di Fort Hood, ohoho "spaventosa esplosione di violenza!" ma va'? davvero? è...imprevedibile, oh quella era proprio imprevedibile! anche se ne avvengono a ripetizione...

"È sconvolgente sapere che uomini e donne in uniforme muoiono in territori di guerra, ma è ancora più sconvolgente quando questo avviene in territorio americano", ah certo sì queste cose si fanno solo legalmente ad Abu Ghraib, a Guantanamo, nei sottoscala delle camere di "sicurezza" , sui letti di contenzione degli ospedali psichiatrici.
Certe cose si fanno nella segreta tana della famiglia più o meno sacra, più o meno... convivente.
Ma come il vaso di Pandora ogni tanto c'è un atto che apre il vaso dove si pretende che il male sia rinchiuso.

Stesso assassino, stesso assassino dal quinto piano di Belcolle a tutto il mondo.

In questa città di provincia severa e corrusca colle sue torri, le sue mura i suoi palazzi papalini, passano i cristi al muro, i papi restano! i Papi di tutte le chiese: restano i papi ed i papà!
In questa città di provincia dove l'inverno è tanto lungo, passati i colori dell'autunno arriva l'inverno colle sue nebbie e il suo gelo, la neve, non cadono più le castagne cadono gli esseri umani ancora, il riccio, quello altro, almeno cade in letargo e se la sfanga., se non vien troppo gelo eh! se no si sveglia e fottuto pure lui.
Intanto nel letargo perenne restano le coscienze dei più, troppo occupate a costruire i muri interiori e magari si illudono pure che siano ponti, magari!

E chi ha poco, poco di coscienza a cosa è ridotto?
a fare il contabile della morte globale.

OGNI NOTTE E OGNI MATTINA
NASCONO ALCUNI ALLA ROVINA
OGNI MATTINA E OGNI NOTTE
NASCONO ALCUNI AL SOAVE DILETTO
NASCONO ALCUNI AD INFINITA NOTTE
William Blake

Vagano
o leggeri delle loro nefandezze
o schiavi di sogni irreali gli umani
inganni seminando gli uni e gli altri
perché nessuno gusti il frutto della vita

vittoria
L'Avamposto degli Incompatibili
http://controappunto.splinder.com/

COMUNICATO del Comitato Angelo Cassinera del (nuovo)Patito comunista italiano

autore: 
CdP (n)PCI Angelo Cassinera

COMUNICATO del Comitato Angelo Cassinera del (nuovo)Patito comunista italiano

E’ stato costituito il Comitato Angelo Cassinera del (nuovo)Patito comunista italiano, che prende il nome del glorioso partigiano di Casteggio (Pavia)!

Con la sua azione e in base alle sue forze limitate, il Comitato mira a rafforzare l’orientamento, la mobilitazione, l’organizzazione della classe operaia e del resto delle masse popolari nella zona di sua competenza per fare dell’Italia un nuovo paese socialista!

Il Comitato sostiene e chiama a partecipare allo sciopero generale indetto per domani dalla FIOM nella provincia di Bergamo e a quello del 12 novembre indetto nelle aziende metalmeccaniche milanesi contro l’accordo separato sul contratto nazionale!

Facciamo fronte comune contro la crisi dei padroni, estendiamo la lotta, la mobilitazione e l’organizzazione delle masse popolari, respingiamo gli attacchi della banda Berlusconi, mandiamolo a casa!

Nessuna azienda deve essere chiusa!
Nessun lavoratore deve essere licenziato!
A ogni adulto un lavoro dignitoso!

Le organizzazioni operaie e le organizzazioni popolari devono prendere in mano le redini del paese: costruire un Governo di Blocco Popolare e avanzare nella lotta per fare dell’Italia un nuovo paese socialista!

Non sono i padroni che sono forti, siamo noi che ancora dobbiamo far valere la nostra forza: è possibile non pagare la loro crisi, è possibile rivoltargliela contro. Per farlo le organizzazioni operaie e le organizzazioni popolari devono creare un loro governo, un governo di Blocco Popolare, deciso ad attuare tutti i provvedimenti necessari per far fronte agli effetti peggiori della crisi:
1. Assegnare a ogni azienda compiti produttivi (di beni o servizi) utili e adatti alla sua natura, secondo un piano nazionale (nessuna azienda deve essere chiusa).
2. Distribuire i prodotti alle famiglie e agli individui, alle aziende e ad usi collettivi secondo piani e criteri chiari, universalmente noti e democraticamente decisi.
3. Assegnare ad ogni individuo un lavoro socialmente utile e garantirgli, in cambio della sua scrupolosa esecuzione, le condizioni necessarie per una vita dignitosa e per la partecipazione alla gestione della società (nessun lavoratore deve essere licenziato).
4. Eliminare attività e produzioni inutili e dannose per l’uomo o per l’ambiente, assegnando alle aziende altri compiti.
5. Avviare la riorganizzazione delle altre relazioni sociali in conformità alla nuova base produttiva e al nuovo sistema di distribuzione.
6. Stabilire relazioni di collaborazione o di scambio con gli altri paesi disposti a stabilirle con noi.

Solo un governo d’emergenza formato dalle organizzazioni operaie e dalle organizzazioni popolari può adottare questi provvedimenti. Senza di essi i posti di lavoro diminuiranno ancora, più lavoratori autonomi (contadini, allevatori, bottegai, artigiani, camionisti, pescatori, albergatori, ristoratori, ecc.) saranno ridotti a chiudere bottega, il disordine e l’insicurezza aumenteranno, il marasma intellettuale e morale peggiorerà, le condizioni generali di salute fisica e mentale e l’inquinamento peggioreranno. Con un governo di Blocco popolare incominceremo invece a rimontare la china: bloccheremo la mobilitazione reazionaria delle masse popolari, la “guerra tra poveri” che la borghesia sta cercando di promuovere per tenere sottomessi i lavoratori, gli studenti, le casalinghe e gli operai e via via adotteremo le misure che la situazione e il buon senso mostreranno essere necessari per il benessere individuale e collettivo della popolazione. I mezzi materiali e intellettuali per farlo ci sono tutti. Mancano solo l’organizzazione dei lavoratori e la volontà di farlo. È quello che spetta ai comunisti, ai lavoratori avanzati e ai sinceri democratici promuovere. Rafforziamo le organizzazioni operaie e popolari esistenti, creiamone di nuove, sviluppiamo il coordinamento tra esse: questa è la strada per costruire il Governo di Blocco Popolare.

Il Governo di Blocco Popolare permetterà alle masse popolari di fare quell’esperienza di lotta, mobilitazione e organizzazione necessaria per comprendere che i padroni senza i lavoratori non possono nulla, mentre i lavoratori senza i padroni possono fare tutto e meglio: l’esperienza del Governo di Blocco Popolare permetterà di rendere l’abbattimento del capitalismo e l’instaurazione del socialismo l’obiettivo perseguito, in forme e modi diversi, dalla maggior parte delle masse popolari.

Facciamo dell’Italia un nuovo paese socialista!

Compagni, operai, proletari, donne, immigrati e giovani: arruolatevi nel (nuovo)Partito comunista italiano!

Costituite clandestinamente in ogni azienda, in ogni zona e in ogni organizzazione di massa un Comitato di Partito!

Leggi La Voce del (nuovo) Partito comunista italiano
Sito: http://www.nuovopci.it

Comitato Angelo Cassinera del (nuovo)Patito comunista italiano
lavocenpci40@yahoo.com

OGGI E' UN BRUTTO GIORNO

autore: 
Dimitri
image1: 
anarchia-babe.jpg

Hanno arrestato il compagno Leonardo Landi;
Capo di se stesso e sevo di nessuno.

Libertà per Leo!

[Grecia] Spunta un nuovo gruppo: la Cellula dei Ribelli

autore: 
mk
image1: 
Chrysochoidis.jpg

Spunta un nuovo gruppo a rivendicare la bomba a Kifissià

Un nuovo gruppo denominatosi Cellula dei Ribelli ha rivendicato martedì la responsibilità per l'esplosione di domenica in un centro commerciale nel quartiere ateniese di Kifissià.

Il gruppo ha pubblicato un comunicato sul sito greco del network independente Indymedia in cui ha detto che l'attacco, che ha causato ingenti danni al negozio di abbigliamento Gant, aveva lo scopo di “creare un senso di insicurezza e di panico tra coloro i quali hanno motivo di essere interessati.”

La Cellula dei Ribelli ha dedicato l'attacco a tre presunti membri di un altro gruppo di guerriglia urbana, la Cospirazione delle Cellule di Fuoco, che sono in carcere, e a sei altri sospetti ricercati dalle autorità.

“Siamo in guerra e noi abbiamo preso una posizione,” ha detto il gruppo in risposta al commento del Ministro della Protezione dei Cittadini Michalis Chrysochoidis secondo il quale il governo è “in guerra” con i terroristi.

http://www.ekathimerini.com/4dcgi/_w_articles_politics_100016_05/11/2009...

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